giovedì 11 febbraio 2016

Modi di dire: “un pezzo salato e…una spuma”

Immagine tratta da: www.foodinitaly.com
Quante volte entrando in un bar abbiamo così ordinato o sentito ordinare? E poi, anche specificando il gusto: una spuma bionda, o al cedro, o nera o all’arancia. La spuma è una bibita analcolica composta da acqua gassata, zucchero, caramello e aromi vari e tale termine, oggi in uso prevalentemente in Toscana, sarebbe la traduzione della parola inglese ‘soda’ (bibita gassata analcolica a base di zuccheri). Spuma, a sua volta, deriva dal latino ‘spuma’ (soffiare), infatti la spuma è un insieme di bollicine d’aria.
La spura si è diffusa in Italia negli anni Venti del Novecento, ed ebbe subito un gran successo nelle classi medie per il suo prezzo contenuto. Inizialmente, la spuma nasce come quella ‘nera’,  a base di chinotto, oppure quella al cedro; poi, l’aumento del prezzo del chinotto e del cedro , spinge molti produttori di gassose (gazzosai) a cercare alternative, e così si inizia ad aggiungere alla bevanda gassosa, l’infusione dell’uva moscato con altri aromi e livelli di caramello: nasce così la spuma bionda. Poi arriveranno anche la spuma al Bitter e quella al ginger. Il suo successo commerciale porta alla creazione di aperitivi a base di spuma: il ‘sù e giò’ o ‘mezzo e mezzo’ (metà vino e metà spuma), oppure con spuma bionda e birra.
Roberto Di Ferdinando.

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