venerdì 28 dicembre 2018

Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non è viaggio senza polvere, nè guerra senza lacrime"

giovedì 27 dicembre 2018

Caffè macchiato a 90 centesimi

"Esiste ancora un bar a Firenze che fa pagare il caffè 90 centesimi , e non chiede la maggiorazione per macchiarlo con il latte di soia. Il barista è un
Signore molto gentile che ci tiene a fare questo prezzo. Gliela facciamo un po’ di pubblicità ?Condividete il post amici di Firenze . La zona è vicino piazza visseux"

Il Baldino

“E’ un dolce prodotto con farina di castagne, acqua, olio extra vergine di oliva, sale e aromatizzato con rosmarino. E’ di colore marrone, basso spessore, compatto e morbido. Il sapore, dolciastro, è quello delle castagne. Deve essere consumato fresco, al massimo entro tre giorni dalla produzione. Tradizionalmente veniva arricchito con gherigli di noce triturati. Altri ingredienti variano da zona a zona e possono essere pinoli, uvetta, ecc.. […] Questo dolce viene accompagnato solitamente con vino novello rosso.”
(Tratto da: Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino, a cura dell’EcoMuseo del Casentino)

Via dell'Erta Canina

Foto di Roberto Di Ferdinando


Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"La guerra fa i ladri e la pace gl'impicca"

venerdì 21 dicembre 2018

giovedì 20 dicembre 2018

Il grano Verna

“Il grano “Verna” è una vecchia varietà costituita negli anni Quaranta del secolo scorso dall’Ente Toscano Sementi; si tratta di una varietà molto rustica, dotata di eccezionale resistenza al freddo, alle ruggini ed all’acidità del suolo. Per questi caratteri trovò ampia diffusione in molte aree montane della penisola italiana.
Nonostante le buone qualità, la sua coltivazione è stata progressivamente  abbandonata negli ultimi decenni.
Alla fine degli anni ’90 la selezione di questa varietà e di altri vecchi frumenti, come l’”Arno” ed il “Sieve” è stata ripresa da parte dell’Università di Firenze. Attualmente queste sementi vengono impiegate principalmente nelle aziende biologiche.
La farina del grano Verna, ottenuta con la molitura a pietra, è particolarmente adatta per la produzione del pane tradizionale a lievitazione naturale: il particolare aroma e la “dolcezza della pasta” rendono questo prodotto molto ricercato nell’ambito del mercato di nicchia dei prodotti tipici. […]”

(Tratto da: Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino, a cura dell’EcoMuseo del Casentino)

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi va alla guerra, mangia male o dorme in terra"

mercoledì 12 dicembre 2018

martedì 11 dicembre 2018

Il sigaro toscano

“Era l’estate del 1815 quando a Firenze ci fu un gran temporale. Una grossa partita di tabacco Kentucky (dal luogo americano dove veniva coltivato) che era stato messo a seccare, s’inzuppò velocemente e avendo cominciato a fermentare per il gran caldo, fu messo al macero. Il direttore della fabbrica pensò di utilizzarlo come ripieno per sigari da vendere a pochissimo prezzo essendo ormai un prodotto di scarto. Nacque così un sigaro piccolo e bitorzoluto che messo in vendita nei quartieri d’Oltrarno, ebbe molto successo. A causa della sua forma irregolare in Toscana veniva chiamati anche stortignaccolo. Visto l’inaspettato riscontro, la Manifattura Granducale iniziò a produrre il sigaro su larga scala, e già nel 1818 fu regolarmente messo in vendita. […] Così dopo aver occupato i locali dell’ex Convento di Sant’Orsola, la produzione del toscano vene allargata alla sede autonoma posta nell’ex chiesa di San pancrazio, oggi sede del Museo Marino Marini. […]”
(Tratto da: Il sigaro Toscano di Barbara Toscano, in “laToscana nuova”)


Porta di San Niccolò

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Invan si pesca, se l'amo non ha l'esca"

venerdì 30 novembre 2018

giovedì 29 novembre 2018

mercoledì 28 novembre 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (11 - continua): “Mentha viridis (menta)

La Menta, coltivata da sempre per il suo gradevole e fresco profumo e sapore, è molto stimolante e leggermente antisettica. L’olio essenziale, tossico se usato in grande quantità, viene impiegato nell’industria dolciaria e farmaceutica e in liquoreria. Pianta dedicata nell’antichità a Venere ed in seguito alla Vergine Maria, era usata anche al posto dell’alloro per premiare con corone i vincitori di gare sportive”
 (Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

Loggia de'Lanzi

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Buona via non può tenere, quel che serve senza avere"

lunedì 26 novembre 2018

giovedì 22 novembre 2018

Modi di dire: Acqua in bocca

“[…] Così come una persona che abbia acqua in bocca non può parlare nel timore di perdere il liquido, il modo di dire significava, in conclusione, un assoluto silenzio! […] la massima viene utilizzata per esortare chi che sia, a non rivelare un qualcosa […].
Ma da quale fonte è generato questo modo di dire? Secondo un aneddoto raccontato dal lessicografo Pietro Giacchi nel suo Dizionario del vernacolo fiorentino del 1878, l’origine sarebbe da ricondurre alla storia di una pia donna, timorata di Dio, una “baciapile” ma dalla lingua lunga e maligna di cui ne faceva un gran uso. […] In confessione la pettegola bigotta, prima di ricevere l’assoluzione per quel suo incallito vizio della maldicenza, fu vivamente rimproverata ed esortata dal sacerdote a non più cadere in quello sbaglio. La donna, pertanto, pregò il prete di aiutarla a trovare una soluzione per impedirle di peccare nuovamente. Il religioso allora le diede una boccetta d’acqua di pozzo dicendole di tenersela sempre con sé e, ogni qual volta  sentisse la necessità di parlar male degli altri, di berne un sorso senza deglutirlo subito. La donna fece come suggerito dal confessore ed ottenne risultati straordinari tanto da ritenere che quell’acqua […] avesse virtù miracolose. […]. ”
(Tratto da: Luciano e Ricciardo Artusi, in Reporter di settembre 2018)

Piazza della Signoria - Via Calzaiuoli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Val più un piacere da farsi chè cento di quelli fatti"

martedì 20 novembre 2018

sabato 17 novembre 2018

Cani eroi

"Diesel, una femmina di pastore belga di sette anni, entrò per prima nell’appartamento di Saint Denis dove si nascondevano i terroristi degli attentati di Parigi del 2015 e fu uccisa. A lei è stata dedicata l’area cani del parco dell’Anconella a Firenze [...].
Questa è la seconda `dedica´ del genere nel capoluogo toscano, dopo quella dell’area cani di via Unione Sovietica intitolata alla celebre cagnolina e cosmonauta russa Laika, celebrata il 3 novembre scorso in occasione del 60/o anniversario dal suo lancio in orbita. [....]"
(Da La Stampa del 5 maggio 2018)

venerdì 16 novembre 2018

giovedì 15 novembre 2018

Le patate del Granduca

“[…] <<trascuravasi questa e quasi disprezzavasi in passato; venne nel 1816 il tifo, ed avendo a compagna la carestia, la necessità fece da maestra. Tutto il contado coltiva ora le patate, ne ottiene raccolte abbondantissime e per lo meno si giova di esse con sommo utile per ingrasso del bestiame>> (Atlante Geografico, Fisico e Storico del Granducato di Toscana di Attilio Zuccagni Orlandini, 1832).
Per gli abitanti di montagna rappresentò una valida integrazione alla dieta a base di castagne. […] Un divertente aneddoto diffuso nella zona di Cetica narra che il Granduca di Toscana in visita in Casentino, passando per Cetica, avesse molto apprezzato il sapore delle patate del luogo. Dalla folla sembra che un ceticatto abbia esordito dicendo:<<Ne mangi quante ne vuole, Signor PRincipe, tanto noi si danno ai maiali!>>”
 (Tratto da: Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino, a cura dell’EcoMuseo del Casentino)

Via Calzaiuoli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non c'è schiavo più legato, che all'amico l'obbligato"

mercoledì 14 novembre 2018

sabato 10 novembre 2018

venerdì 9 novembre 2018

mercoledì 7 novembre 2018

Automobili Florentia

"La Automobili Florentia è stata una casa automobilistica italiana, attiva al 1901 al 1910.
Nel 1901 venne fondata a Firenze la Fabbrica Toscana di Automobili conosciuta anche come (F.T.A.) con sede in via del Ponte all'Asse 24 e officina in Viale in Curva 15.
Il primo modello costruito era una vetturetta chiamata Florentia che come caratteristiche aveva un raffreddamento a ventilatore, derivazione di quello installato sulle Mercedes, grazie alla quale la vettura aveva un basso consumo di acqua (9 litri per 500 km). Con questa vettura nel settembre del 1901 un pilota fiorentino riuscì a compiere la salita di Montenero che in alcuni tratti raggiungeva il 22%.
La vettura sembrava avere un roseo futuro e così i soci decisero di consolidare l'azienda che l'11 marzo 1903, con atto stipulato dal notaio Carlo Querci, divenne la S.A. Florentia. L'amministratore unico della nuova società fu Leone Strozzi e il consiglio di amministrazione era composto dal presidente Giovanni Angelo Bastogi e dai consiglieri Neri Martini Bernardi, Giuseppe Alberti e Guido Rava. L'azienda poteva contare su un capitale iniziale di 360.000 lire, aumentato in seguito a 1.200.000 lire. Questa situazione durò fino al 1904 quando entrarono nel capitale altri soci che riuscirono a mettere in minoranza i fondatori.
L'azienda aveva delle buone vendite e i suoi modelli vennero apprezzati anche ai saloni di Torino, Milano e anche a quello ben più prestigioso di Parigi. Uno dei più celebri clienti fu la regina Margherita che acquistò una vettura carrozzata Laundalette, da lei subito ribattezzata Rondinella, dipinta di nero e grigio ferro. Nel 1904 a Torino venne esposto un modello da corsa a 4 cilindri 40 HP derivato da una Mors che l'anno precedente aveva vinto una tappa della Paris-Madrid. Infatti la Florentia, anche se principalmente costruiva vetture di lusso, partecipava anche alle principali gare del tempo raccogliendo buoni piazzamenti guidata dai pionieri Leone Strozzi, Guido Trieste e Cleto Calosi.
Nel 1905 la Florentia produceva autovetture, su licenza Rochet-Schneider e imbarcazioni leggere a motore, queste ultime costruite nel cantiere navale di Viale San Bartolomeo alla Spezia. La vendita delle automobili veniva curata dalla grande concessionaria milanese, posta al civico 9 di Via Porta Tenaglia, attrezzata con salone espositivo e officina per le riparazioni.
Florentia 20/30 HP carrozzata "landaulet"
La produzione Florentia, caratterizzata da grande lusso, nel 1907 comprendeva quattro modelli:
    20/30 HP;
    30/35 HP;
    40/50 HP, questi tre modelli montavano un motore a quattro cilindri:
    40 HP, con motore a sei cilindri
Nel 1907 arrivò anche l'ultimo successo in competizioni automobilistiche: il campionato Russo.
Nonostante l'alta qualità delle sue vetture e i buoni risultati nelle corse, nel 1908 si ebbe un radicale rinnovamento societario che oltre a rinnovare al Bastogi la carica di presidente decise di diminuire il capitale a 800.000 lire e poco dopo, l'azienda venne posta il liquidazione il 16 luglio 1910. Le cause della fine della Florentia sono essenzialmente due: l'incapacità di rispondere adeguatamente alla concorrenza e le difficoltà economiche del suo presidente.
Un esemplare del modello "40/50 HP" carrozzato double phaeton, ritrovato negli anni sessanta in un campo di rottamazione presso Salerno è custodito al Museo dell'Auto di Torino. "
(Tratto da Wikipedia)

Proverbio Toscano del Giorno

"Fa' bene a' putti se lo dimenticano, fa' bene a' vecchi muoiono"

Piazzale Michelangelo

Foto di Roberto Di Ferdinando


mercoledì 31 ottobre 2018

martedì 30 ottobre 2018

31 ottobre 1921 - Il Milite ignoto a Firenze




Alle 8 del mattino del 29 ottobre 1921 partì dalla stazione ferroviaria di Aquileia un treno che entrò nella storia d'Italia. Si trattava del convoglio che, in cinque giorni, portò la salma del Milite Ignoto a Roma per essere tumulata all'interno del Vittoriano il 4 novembre. Un viaggio emozionante attraverso 5 regioni e 120 stazioni dove centinaia di migliaia di persone lungo i binari resero omaggio a questo corpo senza nome, simbolo del sacrificio per amore della Patria. Un viaggio accolto con entusiasmo e partecipazione, paragonabile a "un nuovo giro d'Italia, certo meno gioioso ma immensamente più solenne di quello dei ciclisti, e più importante per cementare il senso dell'unità nazionale sotto il segno del lutto collettivo" (Antonio Gibelli, "La Grande Guerra degli Italiani, BUR, Milano, 2009, p. 346).
Il cerimoniale, proposto nell'agosto del 1920 dal colonnello Giulio Douhet che voleva onorare con una grande manifestazione gli oltre 650mila caduti durante la Grande Guerra, ebbe come momento centrale la scelta della bara, avvenuta il 28 ottobre 1921 all'interno della Basilica di Aquileia. Protagonista fu Maria Bergamas, una donna triestina eletta quale simbolo di tutte le madri che avevano perso un figlio durante la Grande Guerra. Nel suo caso, lei non aveva più rivisto Antonio, il volontario irredento che scappò da Gradisca d'Isonzo (in territorio austro-ungarico fino al 1918) e che morì sull'Altopiano di Asiago durante la Strafexpedition.
Sorretta da quattro militari decorati con la medaglia d'oro, Maria teneva in mano un fiore bianco che avrebbe dovuto gettare su una delle 11 bare contenenti i resti di altrettanti corpi, rinvenuti in 11 luoghi simbolici della guerra italiana (Rovereto, Altopiano di Asiago, Monte Grappa, Dolomiti, Montello, Basso Piave, Cadore, Basso Isonzo, San Michele e il tratto da Castagnevizza al Mare Adriatico). Contravvenendo al cerimoniale, davanti alla seconda bara prese il suo velo nero e lo appoggiò sopra, decretando così la sua scelta. Il feretro così venne collocato "sull'affusto di un cannone, trainato da cavalli addobbati a lutto, e, seguita da un corteo di reduci e cittadini, posta in un vagone ferroviario" (Marco Pizzo, "Il Mito del Milite Ignoto", in AA.VV., "Il Milite Ignoto", Gangemi Editore, Roma, 2011, p. 39). Contemporaneamente le altre dieci bare furono tumulate all'interno del Cimitero degli Eroi di Aquileia, dietro la Basilica, in cui troverà posto anche Maria dal 1952.
Come era accaduto già in Francia ed in Gran Bretagna l'anno prima, anche in Italia tutti si identificarono in quella bara di quercia: il dolore per la perdita dei propri cari si trasformò in orgoglio e in sentimento patriottico, un modo per cancellare il dolore di tante perdite e tragedie patite da tutta la popolazione durante la Grande Guerra.(Tratto da: Associazione Memento)


Il viaggio del Milite Ignoto

1^ tappa: 29 ottobre
Partenza ore 8.00 da Aquileia; Udine; Treviso; Mestre; Venezia Santa Lucia con arrivo in serata e sosta notturna.

2^ tappa: 30 ottobre
Partenza ore 8.00 da Venezia Santa Lucia; Padova Centrale, Rovigo, Ferrara, Bologna Centrale con arrivo in serata e sosta notturna.

3^ tappa: 31 ottobre
Partenza ore 6.24 da Bologna Centrale; Pracchia; Pistoia; Prato; Firenze Santa Maria Novella; Arezzo con arrivo in tarda serata e sosta notturna.

4^ tappa: 1° novembre
Partenza ore 9.45 da Arezzo; Chiusi; Orvieto; Orte; Roma Portonaccio con arrivo in serata e sosta notturna.

5^ tappa: 2 novembre
Partenza ore 8.43 da Roma Portonaccio; Roma Termini con arrivo alle ore 9.00. Trasferimento presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli.


Viali

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Val più uno a fare che cento a comandare"

venerdì 26 ottobre 2018