mercoledì 31 ottobre 2018

Via dell'Agnolo

Foto di Roberto Di Ferdinando

Proverbio Toscano del Giorno

"Ben per male è carità, mal per bene è crudeltà"

martedì 30 ottobre 2018

31 ottobre 1921 - Il Milite ignoto a Firenze




Alle 8 del mattino del 29 ottobre 1921 partì dalla stazione ferroviaria di Aquileia un treno che entrò nella storia d'Italia. Si trattava del convoglio che, in cinque giorni, portò la salma del Milite Ignoto a Roma per essere tumulata all'interno del Vittoriano il 4 novembre. Un viaggio emozionante attraverso 5 regioni e 120 stazioni dove centinaia di migliaia di persone lungo i binari resero omaggio a questo corpo senza nome, simbolo del sacrificio per amore della Patria. Un viaggio accolto con entusiasmo e partecipazione, paragonabile a "un nuovo giro d'Italia, certo meno gioioso ma immensamente più solenne di quello dei ciclisti, e più importante per cementare il senso dell'unità nazionale sotto il segno del lutto collettivo" (Antonio Gibelli, "La Grande Guerra degli Italiani, BUR, Milano, 2009, p. 346).
Il cerimoniale, proposto nell'agosto del 1920 dal colonnello Giulio Douhet che voleva onorare con una grande manifestazione gli oltre 650mila caduti durante la Grande Guerra, ebbe come momento centrale la scelta della bara, avvenuta il 28 ottobre 1921 all'interno della Basilica di Aquileia. Protagonista fu Maria Bergamas, una donna triestina eletta quale simbolo di tutte le madri che avevano perso un figlio durante la Grande Guerra. Nel suo caso, lei non aveva più rivisto Antonio, il volontario irredento che scappò da Gradisca d'Isonzo (in territorio austro-ungarico fino al 1918) e che morì sull'Altopiano di Asiago durante la Strafexpedition.
Sorretta da quattro militari decorati con la medaglia d'oro, Maria teneva in mano un fiore bianco che avrebbe dovuto gettare su una delle 11 bare contenenti i resti di altrettanti corpi, rinvenuti in 11 luoghi simbolici della guerra italiana (Rovereto, Altopiano di Asiago, Monte Grappa, Dolomiti, Montello, Basso Piave, Cadore, Basso Isonzo, San Michele e il tratto da Castagnevizza al Mare Adriatico). Contravvenendo al cerimoniale, davanti alla seconda bara prese il suo velo nero e lo appoggiò sopra, decretando così la sua scelta. Il feretro così venne collocato "sull'affusto di un cannone, trainato da cavalli addobbati a lutto, e, seguita da un corteo di reduci e cittadini, posta in un vagone ferroviario" (Marco Pizzo, "Il Mito del Milite Ignoto", in AA.VV., "Il Milite Ignoto", Gangemi Editore, Roma, 2011, p. 39). Contemporaneamente le altre dieci bare furono tumulate all'interno del Cimitero degli Eroi di Aquileia, dietro la Basilica, in cui troverà posto anche Maria dal 1952.
Come era accaduto già in Francia ed in Gran Bretagna l'anno prima, anche in Italia tutti si identificarono in quella bara di quercia: il dolore per la perdita dei propri cari si trasformò in orgoglio e in sentimento patriottico, un modo per cancellare il dolore di tante perdite e tragedie patite da tutta la popolazione durante la Grande Guerra.(Tratto da: Associazione Memento)


Il viaggio del Milite Ignoto

1^ tappa: 29 ottobre
Partenza ore 8.00 da Aquileia; Udine; Treviso; Mestre; Venezia Santa Lucia con arrivo in serata e sosta notturna.

2^ tappa: 30 ottobre
Partenza ore 8.00 da Venezia Santa Lucia; Padova Centrale, Rovigo, Ferrara, Bologna Centrale con arrivo in serata e sosta notturna.

3^ tappa: 31 ottobre
Partenza ore 6.24 da Bologna Centrale; Pracchia; Pistoia; Prato; Firenze Santa Maria Novella; Arezzo con arrivo in tarda serata e sosta notturna.

4^ tappa: 1° novembre
Partenza ore 9.45 da Arezzo; Chiusi; Orvieto; Orte; Roma Portonaccio con arrivo in serata e sosta notturna.

5^ tappa: 2 novembre
Partenza ore 8.43 da Roma Portonaccio; Roma Termini con arrivo alle ore 9.00. Trasferimento presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli.


Viali

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Val più uno a fare che cento a comandare"

venerdì 26 ottobre 2018

venerdì 19 ottobre 2018

Lampredotto “I chebabbe di Firenze”

"Se New York ha i carretti degli hot-dog, Firenze, una delle patrie nobili del quinti quarto, ha i suoi meno noti ma ben più antichi banchini dei trippai, piccoli carretti di legno (barrocci) condotti a mano o appoggiati su tricicli a pedali, che avevano la funzione dei furgoncini che oggi vengono usati per lo “street food”. Si potrebbe anche dire che il lampredotto sia stato  il primo fast-food della storia che ci aiuta a capire il perché di questo amore tutto fiorentino. Le cronache parlano delle interiora già nel Quattrocento quando i barrocciai le vendevano lungo le vie per pochissimi centesimi. E’ il quarto stomaco del bovino, l’abomaso, è composto da una parte magra, la gala, e da una parte più grassa, la spannocchia. La tradizione attribuisce il suo nome alla bocca e al colore della lampreda, un’anguilla primitiva a quei tempi molto diffusa  nelle acque dell’Arno.
[…] tagliato a pezzetti, la tradizione lo vuole dentro un panino senza sale, bagnato nel suo brodo di cottura, condito con sale, una generosa spolverata di pepe e un po’ di salsa verde. […]"

Via Tornabuoni

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Miseri quei tempi che hanno le leggi nelle mani"

mercoledì 17 ottobre 2018

Antiche insegne resistono: via Lorenzo Bartolini

Foto di Roberto Di Ferdinando

Proverbio Toscano del Giorno

"Le leggi si volgono dove i regi vogliono"

21 ottobre "Porte aperte all'Istituto Papirologico G. Vitelli"

Per festeggiare i 90 anni (1928/2018) saranno eccezionalmente mostrati al pubblico papiri e reperti archeologici della collezione dell'Istituto. 21 ottobre 2018, ore 10 - 17, Istituto Papirologico "Girolamo Vitelli", Borgo degli Albizi, 12 Firenze. Informazioni e prenotazioni

www.istitutopapirologico.unifi.it/p158.html

martedì 16 ottobre 2018

Ranieri Bustelli, il “Mago dei Maghi” e il ponte del Parterre

Il ponte che collega via Faentina a piazza del Parterre è intitolato a Ranieri Bustelli, il “Mago dei Maghi”, uno dei più grandi illusionista.
Di seguito la biografia tratta da Wikipedia:
“Ranieri Bustelli (Tuscania, 12 febbraio 1898 – Firenze, 30 aprile 1974) è stato un illusionista italiano, mago e prestigiatore del XX secolo. È considerato un maestro ed un precursore da diversi prestigiatori moderni, tra i quali Silvan.
Ranieri Bustelli nasce a Tuscania il 12 febbraio 1898 da una famiglia di nobili legami. È l'ultimo di quattro figli che Alberto e Benilde Lucchetti hanno avuto dopo Giuseppe, Amelia e Ines.
La famiglia Bustelli non ha radici a Tuscania, proviene dalla vicina Tarquinia, e vi rimane per pochi anni dopodiché si trasferisce a Roma. Qui, Ranieri inizia quell'avventura che lo porterà in tournée per mezzo mondo e ne farà un maestro e modello per maghi e prestigiatori.
Il giovane Ranieri non è molto brillante a scuola, tuttavia compie gli studi primari e parte di quelli secondari; cosa non da poco per quei tempi.
A Roma entra in contatto con alcuni personaggi dello spettacolo, come il giocoliere e saltimbanco Amedeo Bernardini, che probabilmente gli suscita la passione per il gioco di prestigio. Successivamente è allievo anche di Luigi Piovano e Luigi Giovenzana.
A 18 anni debutta in uno spettacolo di varietà e poco dopo crea una sua compagnia con la quale gira l'Italia presentando spettacoli di illusionismo e giochi di prestigio. In seguito, nel periodo che abbraccia gli anni venti e trenta, il suo successo si consolida grazie alle sue innate doti di prestigiatore ma anche di uomo di spettacolo a tutto tondo: è fra i primi in Italia a concepire e proporre l'illusionismo e la magia in modo completo e moderno, con intermezzi comici e artistici di vario tipo. Fra il 1948 e il 1949 si esibisce per 4 mesi al teatro Adriano di Roma, sempre con un successo strepitoso di pubblico e con incassi record. Nei primi anni cinquanta esegue tournée in vari stati europei ed anche in Canada.
Si ritira dalle scene nel 1955, contribuendo comunque alla fondazione del Club Magico Italiano, di cui fu anche presidente. Il suo modo raffinato di presentarsi al pubblico e la sua innata classe contribuirono a creare lo stereotipo del mago in frac, cilindro e mantello che poi si affermò.
Muore a Firenze il 30 aprile 1974.”

Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"L'avarizia de're, peste dei regni"

lunedì 15 ottobre 2018

Porta al Prato - Leopolda

Lapide a ricordo dei soldati Sikh della'Ottava Divisione Indiana Punjab Regiment caduti per liberare Firenze tra il 12 e 16 agosto 1944.
Foto di Roberto Di Ferdinando




Proverbio Toscano del Giorno

"L'altissimo di sopra ne manda la tempesta, l'altissimo di sotto ne mangi aquel che resta, e in mezzo a' due altissimi restiamo  poverissimi"

sabato 13 ottobre 2018

Sambudello

"È una specie di salsiccia di colore rosso scuro e di consistenza abbastanza morbida. Il sapore è il profumo sono molto intensi, in larga parte caratterizzati dal finocchio selvatico e dell'aglio. Per la preparazione si utilizzano le carne più rosse e sanguinolente del maiale (Non adatte alla produzione della salsiccia normale) come il cuore, la lingua, la milza ed eventualmente lo stomaco bollito e il polmone (quasi del tutto abbandonato per ragioni igienico-sanitarie legate al processo di lavorazione). Gli ingredienti vengono tritati grossolanamente, impostati con salvia, pepe, aglio, semi di finocchio selvatico, spezie miste e insaccato in un budello di suino. [...] Viene tradizionalmente prodotto durante il periodo autunnale-invernale (ottobre-marzo)"
(Tratto da: "Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino", a cura dell'Ecomuseo)

venerdì 12 ottobre 2018

Dal primo gennaio 2019 nuovo nome, nuova immagine, nuova programmazione per l’ex Teatro Tenda di Firenze

Nuovo nome, nuova immagine e nuova programmazione per l’Obihall ex Teatro Tenda di Lungarno Aldo Moro, a Firenze. Dal primo gennaio 2019 si chiamerà TuscanyHall, legando le proprie attività al marchio “Tuscany la bellezza della carta” di Cartiere Carrara, con cui è stato raggiunto un accordo di sponsorizzazione per 6 anni.

A cambiare non sarà solo il nome: TuscanyHall porterà un restyling della struttura, a cominciare dai due imponenti lampadari che andranno a illuminare la sala del teatro, gli stessi utilizzati da Jovanotti nel suo ultimo tour e acquistati all’asta benefica promossa dall'artista. E poi una nuova insegna, nuovi colori per il foyer, nuove divise per il personale…

Grazie al sostegno di Cartiere Carrara e al contributo dello sponsor Banca Cambiano 1884, il cartellone 2019 si arricchirà di grandi eventi: tra i concerti più attesi quelli di Irama, Maneskin e Loredana Berté, il musical “Musicanti” con le canzoni più belle di Pino Daniele, la storica Pfm con un live tutto nel segno di Fabrizio De André e, di padre in figlio, Cristiano De Andrè con lo spettacolo dedicato all’album capolavoro “Storia di un impiegato”. Non mancheranno le arti circensi di Le Cirque World, "la grande storia dell'impressionismo" svelata da Marco Goldin con musiche di Remo Anzovino, gli spettacoli di tre campioni dell’umorismo come Paolo Cevoli, Maurizio Battista e Andrea Pucci.

Tuscany, Banca Cambiano 1884 e Teatro Tenda Firenze condividono la passione per la bellezza e valori etici quali equità e uguaglianza nel trattamento e nel riconoscimento delle risorse umane, tutela della persona e dell’ambiente.

TuscanyHall sarà una sala polivalente e una moderna agorà al servizio del pubblico, delle imprese, delle Istituzioni e delle associazioni.

Spiega il Cav. Massimo Carrara, Presidente di Cartiere Carrara spa: “I prodotti Tuscany sono frutto dell’esperienza dei maestri cartai della famiglia Carrara che dal 1873 producono nel cuore della Toscana carta di alta qualità. Tuscany vuole essere un omaggio alla bellezza di una terra amata in tutto il mondo: bellezza declinata nel paesaggio, nell’arte e nel saper vivere; bellezza che è talento e capacità di dare valore alle cose. Da qui l’idea di sostenere lo storico ex Teatro Tenda, uno dei luoghi dove la  cultura e lo spettacolo vivono”.

Dichiara Paolo Regini, Presidente di Banca Cambiano 1884 spa: “Essere presenti nelle radici della realtà quotidiana culturale ci aiuta a proseguire e migliorare costantemente il nostro impegno di fare banca, a sostegno della crescita tout court del nostro territorio. Quindi non mere sponsorizzazioni, bensì adesioni e condivisioni  a progetti culturali, come la partnership con TuscanyHall, dove la cultura è spettacolo”.


Dicono Massimo Gramigni e Claudio Bertini di Teatro Tenda Firenze: “La serenità è l’energia che genera bellezza. Un teatro privato è una comunità di donne e uomini, come le aziende che ci sostengono. Fino al 31 dicembre avremo al nostro fianco Obi Italia, poi per molti anni saranno le Cartiere Carrara e Banca Cambiano ad accompagnarci in questo viaggio, insieme al milione di soci Unicoop Firenze che tutti i giorni sentiamo vicini”.

Cartiere Carrara, una fra le aziende leader nel settore della carta tissue di proprietà della famiglia Carrara, vanta  un’esperienza di oltre 140 anni. Negli anni ha saputo evolversi da realtà artigianale a industria e infine in gruppo imprenditoriale tra i primi in Italia. Questo percorso è legato in maniera indissolubile alla Toscana, alla sua storia e ai suoi valori, al rispetto per il territorio e la sua gente: infatti, è soltanto lavorando con responsabilità e in sinergia con ciò che ci circonda che possiamo incontrare la bellezza.

Con una storia di oltre centotrenta anni, Banca Cambiano 1884 Spa coniuga quattro elementi presenti nel proprio dna: tradizione,  innovazione, cultura e solidarietà.  Dove cultura è arte, spettacolo, sport: tutto quanto insomma è connesso con il senso di comunità e di bene comune. Perché la cultura è aggregante: assistere a un concerto o  visitare una mostra, oltre a favorire le relazione tra le persone, e migliorare la qualità della vita,  è volano di sviluppo ed economia.

Nel 1978 nasceva il Teatro Tenda di Firenze, spazio che, con tutte le sue evoluzioni, ha segnato l’offerta culturale fiorentina e non solo. Nel 2002 il tendone lasciava il posto a una struttura permanente capace di accogliere fino a 2.300 persone, con un sistema modulare di allestimento per ospitare anche convegni, fiere, concorsi, eventi gastronomici. Tra gli artisti e le band che ne hanno calcato il palco impossibile non ricordare Patti Smith, Ligabue, Nick Cave, Sigur Ros, Moby, Muse, Simple Minds, Cesare Cremonini, Robert Plant, Joan Baez. Tra le particolarità, i “sipari d’artista” che aprono e chiudono la scena, drappi realizzati da artisti contemporanei su commissione del teatro.

Porta San Niccolò

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Dai mali costumi nascono le buone leggi"

giovedì 11 ottobre 2018

Statuine di personaggi della Disney della Zaccagnini S.p.A.

“La Walt Disney affidò alla manifattura "Zaccagnini S.p.A." di Sesto fiorentino la realizzazione in ceramica di personaggi dei suoi cartoons. Le più gustose statuine, aderenti allo spirito di Disney, sono state modellate da Mario Bandini. Furono realizzate circa 150 diverse statuette in ceramica colorata. Oggi sono carissime e introvabili.
Ugo Zaccagnini (1868-1937), ex formatore di gesso della Ginori di Doccia, fondò nel 1905 la manifattura di ceramica "Ugo Zaccagnini & Figli". Nel 1936 la manifattura si trasforma in "Società Anonima Ceramiche Zaccagnini", quindi nella "Zaccagnini S.p.A.".  La "S.p.A. Zaccagnini" fu chiusa nel 2000
Statuine di personaggi della Disney
La produzione si distingue in pezzi di piccole proporzioni, realizzati in molti esemplari, e in pezzi di maggiori proporzioni, più rari e oggi più richiesti dal mercato antiquario. Il più ricercato e costoso è Pinocchio. Tra le prime sculture realizzate, Biancaneve e i Sette Nani furono messi in vendita in occasione dell’anteprima nazionale del film, che ebbe luogo a Firenze, al Cinema Teatro Verdi. Le più gustose statuine, le più aderenti allo spirito di Disney, sono state modellate da Mario Bandini. Le sculture, in terracotta bianca, sono lucenti e coloratissime, passate nella vernice cristallina trasparente e ricotte a 900°.
Nel dopoguerra la manifattura Zaccagnini ottenne un contratto in esclusiva con la Walt Disney, per la realizzazione di sculture in ceramica di personaggi dei cartoons Disney. Dal 1938 al 1958 la Zaccagnini produsse circa 150 diverse sculture disneyane, oltre a portasaponette, a saliere e pepiere, e ad altri oggetti in maiolica, con disegni di eroi dei film Disney. Tra le sculture: Paperino giocatore di golf (1938), Pluto, i Tre Porcellini, il Mago di Burbank, il Toro Ferdinando, Pinocchio (1940), personaggi di "Fantasia" (1940), i Tre Caballeros (1945), Alice nel Paese delle Meraviglie (1951), Peter Pan (1953), Lilli e il Vagabondo (1955). Il Bulldog Raul fu l’ultimo della serie Disney ad essere prodotto. “
(tratto da Wikipedia)


Forte di Belvedere

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"La legge nasce dal peccato"

martedì 9 ottobre 2018

Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"I principi sono come i contadini, ogni anno ingrassano un porco e poi se lo mangiano"

venerdì 5 ottobre 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (10 - continua) - Ceterach officinarum (Erba resurrezione, Cedracca)

“[…] La Cedracca è una piccola felce conosciuta anche come erba spaccapietra perché, crescendo tra le pietre dei muri a secco esposti a mezzogiorno, li frantuma lentamente. E’ una delle “pietre resurrezione” perché in periodi aridi arriccia le fronde che appaiono  marroni e secche, come morte. Ma appena la bagna la rugiada la pianta si ristende e mostra il verde acceso delle sue fronde verdi, elegantissime. Il decotto delle foglie era utilizzato per lavare e tonificar ei capelli e come disinfettante per lavare ferite, croste e piaghe. La Cedracca in passato è stata anche impiegata per la cura della renella. La raccolta si pratica alla vigilia della festa di san Giovanni, il 23 giugno perché, secondo tradizione, chi quella sera si infila nella scarpa una fronda di cedracca troverà “il tesoro nascosto”.”
(Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

Proverbio Toscano del Giorno


"Dal capo viene la tigna"

Il Piazzale Michelangelo dal Forte di Belvedere

Foto di Roberto Di Ferdinando


giovedì 4 ottobre 2018

Il migliaccio o roventino

“E’ prodotto con sangue di suino prelevato immediatamente dopo l’abbattimento dell’animale. Durante la preparazione di questa pietanza al sangue vengono aggiunti uova, formaggio grattugiato ed eventualmente pane grattato e/o farina. Il tutto, condito con sale e semi di finocchio selvatico, è cotto nel lardo di maiale fatto sciogliere in precedenza (alcuni pezzetti di lardo possono anche essere inseriti all’interno dell’impasto).
[…] Le norme igienico-sanitarie, molto rigide riguardo alla lavorazione del sangue suino, non permettono di reperirlo comunemente in commercio.”
(Tratto da: Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino, a cura dell’EcoMuseo del Casentino)

Veduta dal Forte di Belvedere

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Il peccato del signor fa piangere il vassallo"

martedì 2 ottobre 2018

Veduta da Bagno a Ripoli (FI)

Foto di Roberto Di Ferdinando




Modi di dire: poggio e buca fa pari

Si usa per indicare quando un vantaggio o favore precedentemente ottenuto senza merito ed un danno successivamente subito, fanno pari, semplicisticamente si compensano.
RDF

lunedì 1 ottobre 2018