sabato 31 gennaio 2015

Veduta dalla Specola

Foto di Marco Giorgi


Il Duomo

Foto di Marco Giorgi


Proverbio Toscano del Giorno

Proverbio Toscano del Giorno:

"Allegrezza fa bel viso"

venerdì 30 gennaio 2015

"Firenze? Qua non viene più nessuno....."



“[…] Napoli ha un gusto che il viaggiatore di oggi può capire, anche se non lo condivide. Può capire Venezia…Roma..Siena. ma Firenze?  - Qua non viene più nessuno - diceva scontento il vecchio Berenson nella sua villa di Settignano, e la risuonante galleria di sculture del Bargello gli dà ragione; quasi nessuno infatti viene a visitarla. Il grande salone a volte sembra popolato da fantasmi di marmo: San Giorgio, San Giovanni, San Giovannino, dei e tutori defunti della città. Le odierne guardie in uniforme che fanno da sentinella alle creazioni di Donatello, desiderio Michelozzo, Luca della Robbia, Agostino di Duccio, sono diventati chiacchieroni a furi di star soli, come la gente confinata in prigione: piombano sul raro visitatore (di solito uno storico d’arte) e lo lasciano proseguire a fatica.

Gli Uffizi, viceversa, sono invasi da orde barbariche calate dal Nord, squadroni di turisti in calzoncini, con ai piedi sandali o scarpette da tennis, al collo borraccia metallica e macchina fotografica, odorosi di sudore e olio solare, che sono stati spinti fin qui a gomitate dalle loro guide per contemplare la “Venere sulla conchiglia”. […] Firenze sta scolando la botte turistica. […]”.
(Mary McCarthy, Le pietre di Firenze, 1956)

Antiche insegne resistono: via Martelli angolo piazza San Giovanni


Quando a Firenze nevica

Foto di Marco Giorgi

Santa Maria del Fiore (particolare)

Foto di Sara M. Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

Proverbio Toscano del Giorno:

"Denari rifiutati non si spendono"

giovedì 29 gennaio 2015

Antiche insegne resistono: via dell'Ariento


La Firenze degli anni Cinquanta descritta da Mary McCarthy

“<<Ma com’è possibile viverci?>> Questa è la prima cosa che il visitatore di passaggio a Firenze, d’estate, si domanda, ed è anche l’ultima. […] Allude al rumore, al traffico, al caldo, e a qualcos’altro ancora, qualcosa che, in ricordo di passate delizie, esita a rammentare: il fatto che Firenze gli pare noiosa, opaca, provinciale. […] La città è piena di banche, di monti di pietà, di compagnie di assicurazione, di negozi che vendono stuoie e tovagliette e articoli di scrivania in pelle lavorata. I Raffaelli e i Botticelli nei musei sono stati copiati migliaia di volte; l’architettura e la scultura risvegliano memorie scolastiche. Per il gusto contemporaneo, c’è a Firenze troppo Rinascimento: troppi David, troppa pietra rustica, troppa terracotta smaltata, troppe Madonne con Bambino. Negli smorti caffè della atroce piazza della Repubblica (con un parcheggio per auto nel centro), donnone robuste vestite perbene siedono a bere una tazza di tè, e vecchi gentiluomini leggono giornali in compagnia del loro bastone. E fiori anch’essi perbene, robusti, campagnoli come le zinnie e le dalie si vendono al Mercato Nuovo, assieme ai carretti di paglia, portafogli e ceste per la spesa. Sui lungarni, vicino al Ponte Vecchio, brutti edifici nuovi colmano le voragini aperte dalle mine tedesche. […]”
(Mary McCarthy, Le pietre di Firenze, 1956)

La chiesa del Carmine

Foto di Marco Giorgi


Giovedì gnocchi…anzi maccheroni….

Testo di Roberto Di Ferdinando

Nel passato, quando l’osservanza ai dettami religiosi, anche in materia di gastronomia, era più rigida, si era soliti dire, specialmente nel centro-sud Italia,: “giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa”. Il giovedì si mangiavano gli gnocchi, un piatto gustoso, ricco ed elaborato, principalmente perché il giorno successivo l’osservanza religiosa richiedeva di consumare un piatto di magro (pesce); ecco quindi che si sfogava la gola con gli gnocchi prima della ‘penitenza’ del venerdì. Ma fino a tutto il Seicento gli gnocchi erano indicati con il termine “maccheroni”, come ricorda anche Boccaccio, che nel Decamerone (Giornata Ottava, novella terza) fa dire a Maso del Saggio, nell’attuazione di una burla: “[..] si trovavano in Berlinzone, terra de’ baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevavisi un’oca a denaio e un papero giunta; e eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua”.
La parola “maccherone” trarrebbe origine da “macco” (polenta di fave), oppure dal greco bizantino makaronia, (canto funebre), infatti era il  la pietanza a base di riso servita durante i funerali.
RDF

La Torre di Arnolfo

Foto di Marco Giorgi


Alla base del Corridoio Vasariano

Foto di Sara M. Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

Proverbio Toscano del Giorno:

"Chi compra a tempo, vende nove per altri e un per sé"

venerdì 23 gennaio 2015

Vicolo dell'Oro

Foto di Marco Giorgi


Ponte Vecchio (Golden bridge)

Foto di Marco Giorgi


“I fiorentini mi assicurano che i fiorentini sono spilorci e inospitali......"

I fiorentini mi assicurano che i fiorentini sono spilorci e inospitali; nel testo io ho preso alla lettera le loro parole e citato esempi che mi hanno offerto. Se hanno ragione, allora vuol dire che tutti i fiorentini, nati e naturalizzati, che mi è capitato di conoscere sono tutte eccezioni. La lista di queste eccezioni e un resoconto del mio debito di riconoscenza verso di loro formerebbero un breve capitolo a sé, così io citerò soltanto coloro che mi furono di diretto aiuto e stesura di questo libro.[…]
Infine i miei ringraziamenti vanno alla città di Firenze e a tutti i fiorentini, passati e presenti. Sono d’accordo con quel papa che li chiamò il quinto elemento.
Spero che il lettore vorrà chiudere un occhio sulle eventuali inesattezze nella descrizione della Firenze di oggi. Il traffico di via Romana, per esempio, non è più aperto nei due sensi e il Ponte Vecchio è chiuso al traffico. Ma può darsi che l’anno prossimo non sia più così. I mutamenti della Firenze moderna non mi consentono di tenere il passo con la città.

(Mary McCarthy, prefazione al suo libro “Le pietre di Firenze” del 1956)

Proverbio Toscano del Giorno

Proverbio Toscano del Giorno:

"val più un buon giorno con un ovo, che un mal'anno con un bue"

mercoledì 21 gennaio 2015

lunedì 19 gennaio 2015

Piazzale degli Uffizi

Foto di Sara M. Pezzoli


La Cupola

Foto di Marco Giorgi


Santo Spirito

Foto di Marco Giorgi


Il Ponte Vecchio riflesso in Arno

Foto di Marco Giorgi


Pitture di Firenze: opera di Akiyo Takano


Dalla Cupola del Duomo

Foto di Marco Cenni


Pitture di Firenze: veduta dal nuovo teatro del Maggio - di Mauroi Baroncini

Mauro Baroncini
VISTO DAL NUOVO TEATRO DEL MAGGIO olio su tela cm.30x40 Gennaio 2015

Proverbio Toscano del Giorno

Proverbio Toscano del Giorno:

"Dio dice: a camparvi non mi sogmento, a contentarvi sì"