sabato 29 febbraio 2020

Villa Bardini

Foto di Stefano Casati
 
 

martedì 25 febbraio 2020

Campanile di Giotto

[…] Sul Campanile, come Goethe ebbe sicuramente modo di notare, ci sono piccoli bassorilievi, di Andrea da Pontedera e altri, che rappresentano l’Agricoltura, la Metallurgia, la Tessitura, la Legge, la Meccanica, e via discorrendo: un sistema di politica economica scolpito ed esemplare. Ogni aspetto di Firenze, dal più grande al più piccolo, ribadisce l’immanenza della legge. […].”
(Mary McCarthy)

martedì 18 febbraio 2020

"I giardini di Boboli non sono grandi, eppure ci si meraviglia...."

“[…] I giardini di Boboli non sono grandi, eppure ci si meraviglia di come la piccola e compatta Firenze possa trovare posto per loro all’interno delle mura. Essi sono tuttavia distesi, in tutta la loro estrema, romanticissima e felice posizione, su una serie di ripide balze tra lo scabro palazzo a terrazze e un tratto di cinta muraria ancora in piedi, e l’irregolarità del terreno le rende ancor più grandi di quanto appaiano.
Vi si può coltivare la fantasia di un carattere solenne e ricco di presenze, di qualcosa di debole e incerto e perfino, se volete, di tragico, nel loro sorriso fisso, di circostanza; come se dall’immenso monumento che incombe su di loro esse mutuassero grevi memorie e rimpianti. […]
(Henry James)
(Tratto da “Ho visto Firenze”a cura di apt Firenze)

martedì 11 febbraio 2020

Modi di dire: “vuole altro?” “Altro. Grazie”

Da bambino, oltre quarantacinque fa, accompagnando mia madre a fare la spesa (da Tito in Via Arnolfo, od alla Coop di via Gioberti - dove oggi c’è l’Oviesse), al banco della gastronomia, quando il commesso aveva incartato quanto richiesto, arrivava la consueta ed attesa domanda: “Vuole altro?” E mia madre, se aveva preso quanto desiderava, rispondeva: “Altro. Grazie”. Questa risposta la sentivo spesso anche dai clienti che ci precedevano o ci seguivano nell’essere serviti. Significava: “Grazie, ma non voglio altro”. Per anni ho dato per scontato che fosse una frase corretta per comunicare che non era richiesto più altro. Invece, dando tale risposta anche io nelle mie spesi rionali, mi accorsi, quasi come un’illuminazione, che “altro” significa, significherebbe, “ancora altro”, ma questo non vale per le spese di molti fiorentini. Forse, ipotizzo, questa risposta nasce da una semplificazione e riduzione di: “Grazie, ma non voglio altro”. Quindi, ricordiamoci, a Firenze, se durante un acquisto, ci viene chiesto se vogliamo altro, possiamo rispondere, non desiderando altro, con: “Altro. Grazie”.
Testo di Roberto Di Ferdinando

venerdì 7 febbraio 2020

Viene conservato a Firenze l’archivio di Ettore Bernabei



I 60 diari per oltre 4.000 pagine saranno catalogate
e trascritte dall’Associazione Arcton
(Archivi di Cristiani nella Toscana del Novecento)



Viene conservato a Firenze l’archivio di Ettore Bernabei (1921 – 2016), il direttore generale della Rai, fondatore della società di produzione televisiva Lux Vide e figura di primo piano nella vita politica e culturale italiana del secolo scorso. Lo ha annunciato stamani, in una conferenza stampa nella sede di Fondazione CR Firenze, il figlio Marco, a nome di tutta la famiglia, consegnando idealmente la documentazione all’ Associazione ARCTON (Archivi di Cristiani nella Toscana del Novecento) che ne curerà la catalogazione e la trascrizione in collaborazione con la Fondazione Giorgio La Pira. L’ operazione è stata resa possibile dal contributo di Fondazione CR Firenze (di cui Bernabei è stato socio fino alla sua scomparsa), della Regione Toscana e del Comune di Firenze. Oltre ai relatori sono intervenuti il figlio Andrea e la nipote Giulia Minoli e, a sorpresa, è giunto anche il sindaco Dario Nardella che ha voluto complimentarsi con i familiari per la scelta che hanno fatto e che ‘’onora tutta la città’’.  

Si tratta di un eccezionale patrimonio di informazioni e commenti su un quarantennio di storia italiana raccolto in una sessantina di diari e in altro materiale per un totale di quasi 4.000 pagine che l’Associazione ARCTOM custodirà nella propria sede presso la Madonnina del Grappa (Via delle Panche 30) con l’assistenza e la collaborazione della Soprintendenza Archivistica per la Toscana. Gli eredi hanno anche chiesto che si possa pubblicare almeno un primo volume entro la fine di quest’anno dato che nel 2021 cade il centenario della nascita di Ettore.

La conservazione a Firenze di questa ricca documentazione è dovuta ai forti legami che il manager ha sempre mantenuto con la sua città e, in questo contesto, è stato ritenuto importante che sia nata proprio a Firenze l’ Associazione ARCTON che già custodisce gli archivi di numerose personalità della storia cittadina del secolo scorso. Tra questi, Renzo Rossi, Danilo Cubattoli, Ajmo Petracchi, Giampaolo Meucci, Raffaello Torricelli, Paolo Giannoni. L’associazione resta la depositaria e custode del materiale e curerà a proprie spese il condizionamento e la custodia. La fase di catalogazione sarà affidata ad un team di borsisti dotati delle competenze scientifiche necessarie e coordinati dall’ archivista Carlotta Gentile, sotto la supervisione di un comitato scientifico presieduto dal prof. Piero Roggi, già ordinario di Storia del Pensiero Economico presso l’Università di Firenze. Il professore è anche autore di numerosi saggi di carattere storico ed economico ed è stato il supervisore scientifico del progetto di edizione dei diari di Amintore Fanfani.

‘’La Fondazione - ha dichiarato il suo Presidente Luigi Salvadori - ha aderito con convinzione al progetto anche per onorare la memoria di un suo esponente autorevole. E’ stato infatti socio della Cassa di Risparmio di Firenze fin dal 1979 ed è diventato poi socio della Fondazione, dalla sua nascita nel 1992 alla sua scomparsa nel 2016. Siamo anche lieti che la valorizzazione del suo archivio possa consentire a dei giovani di perfezionarsi nel loro lavoro e di conoscere una grande personalità del nostro tempo’’.

‘’Portare a Firenze i diari di Ettore Bernabei è stato un obiettivo della Fondazione Giorgi La Pira – ha sottolineato il suo presidente Mario Primicerio - fin dal momento in cui la famiglia ha deciso di donare alla Fondazione la collezione completa delle annate del Giornale del Mattino da lui diretto dal 1951 al 1956. Ringrazio la Fondazione CR Firenze, la Regione Toscana e il Comune di Firenze per aver consentito che questo avvenisse’’.
‘’Ringraziamo la famiglia Bernabei – ha sottolineato il Presidente dell’ Associazione Arcton Piero Meucci - per la fiducia dimostrata nell’affidare a noi questo patrimonio che si unisce a quelli di altre importanti personaggi della storia fiorentina. Bernabei è stato una figura chiave nella storia italiana in generale protagonista efficace e discreto in tanti momenti di svolta ed è importante farlo conoscere anche alle nuove generazioni’’.
‘’Bernabei – ha evidenziato l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi - ha sempre conservato un grande legame con la sua città natale, Firenze, che l'ha insignito del più alto riconoscimento, il Fiorino d'oro, nel 2010, e dopo la scomparsa, nel 2017, gli ha intitolato il Largo che conduce alla sede regionale della Rai. Bernabei, uomo di rara intelligenza e generosità, ha contributo in modo decisivo a formare generazioni di professionisti e ad unire culturalmente l'Italia attraverso tanti anni di direzione lungimirante della nostra televisione pubblica. Siamo onorati che i suoi scritti e il suo lascito intellettuale rimangano a Firenze e da qui siano tramandati al mondo’’.
SCHEDA UNO – ASSOCIAZIONE ARCTON
ARCTON è una onlus che custodisce, sistema, ordina e cataloga gli archivi di eminenti figure del mondo cattolico fiorentino e toscano del Novecento. Soci sono prevalentemente gli eredi di tali figure che hanno concesso in deposito gli archivi dei loro familiari perché possano essere ordinati e messi a disposizione di studiosi e interessati in condizioni ottimali quanto alla qualità scientifica dell’ordinamento e della catalogazione e alla sicurezza dei dati in essi contenuti. Il primo presidente dell’Associazione, nata nel 2012, è stato il cardinale Silvano Piovanelli. L’attuale presidente è Piero Meucci figlio di Gian Paolo, l’archivista è Carlotta Gentile. La sua sede si trova presso la Madonnina del Grappa (via delle Panche, 30 - Firenze) ente con il cui responsabile don Vincenzo Russo, ARCTON ha firmato una convenzione e un accordo di collaborazione e scambio di servizi. Negli anni dalla sua fondazione, ARCTON ha proceduto alla presa in carico di archivi di grandi dimensioni dei seguenti personaggi: Don Ajmo Petracchi, Gian Paolo Meucci,  Anna Ninci Meucci, Raffaello Torricelli, mons. Gino Bonanni, don Danilo Cubattoli, don Renzo Rossi, don Paolo Giannoni e ha avviato la prima fase della sua missione sociale che è quella dell’ordinamento e della catalogazione.
SCHEDA DUE – ETTORE BERNABEI
Ettore Bernabei (1921-2016), tra i suoi numerosi incarichi, è stato direttore de Il Mattino dell’Italia centrale poi Giornale del Mattino (dal 1951 al1956), pubblicato a Firenze e tra i più interessanti esperimenti politico-editoriali del dopoguerra nel settore dell’informazione giornalistica. Quindi ha diretto il Popolo, l’organo  della Democrazia Cristiana  (1956 – 1960) ed è stato direttore generale della Rai per 13 anni (dal 1961 al 1974). In quel periodo la RAI ha prodotto e trasmesso programmi entrati nella storia della televisione tra cui Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l'Odissea, i romanzi di Tolstoj, di Alessandro Manzoni, di A. J. Cronin. Furono realizzate serie tv come Atti degli apostoli per la regia di Roberto Rossellini; il Mosè; Gesù di Nazareth diretti da Franco Zeffirelli. Lasciata la Rai, nel 1974, fu chiamato a dirigere la società Italstat, una finanziaria a partecipazione statale specializzata nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture e opere di ingegneria civile. In quell'anno l'Italstat aveva un capitale sociale di 100 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 450 miliardi di lire e quando, nel 1991, ne lasciò la presidenza, la società aveva un capitale sociale di 1.500 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 6.000 miliardi di lire. Nel 1992 fondò a Roma la società di produzione televisiva Lux Vide, di cui fu, il primo presidente e che produce programmi e serie televisive trasmesse in tutto il mondo tra le quali Don Matteo, Che Dio ci Aiuti Un passo dal cielo e la serie I Medici.