lunedì 15 febbraio 2016

I modi di dire legati a “il fagiolo”

Ho più volte ricordato in questi post, l’importanza del fagiolo nella cucina toscana e fiorentina (Fiorentin mangia fagioli….., Ave o fagiuolo....). Ed inevitabilmente tale legume è entrato nell’espressioni comuni del nostro dialetto, spesso proprio a sottolineare l’importanza di una situazione oppure di un atto andato a buon fine, od ancora il suo essere perfetto; mi riferisco al “andare a fagiolo” (indica qualcosa che va benissimo per ciò di cui avevo bisogno o che cercavo), oppure “capita a fagiolo” o “ci casca a fagiolo” cioè accade al momento giusto, od ancora: “mi va a fagiolo” inteso come “mi piace, mi sta bene”. La parola ‘fagiolo’ deriva dal latino ‘faselus’ e ‘faseolus’, a sua volta tratto dal greco ‘phaselos’, la cui radice ‘phag-o’ indica ‘mangio’. Infatti, i fagioli che mangiamo oggi , appartengono alla pianta Phaseolus vulgaris, della famiglia delle leguminose originaria dell'America centrale ed introdotta in Europa dopo la scoperta dell’America. Fin dall’antichità nel Vecchio Continente esisteva  solo un tipo di fagiolo,  appartenenti al genere Vigna, ed originario dell’Africa.
Roberto Di Ferdinando

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