sabato 2 maggio 2020

Il tunnel sotto l'Arno

Foto tratta da Repubblica.it
“[…] Partiamo, infatti, proprio nella torre della Zecca, il luogo in cui veniva coniato il fiorino d’oro. La torre i suoi sotterranei nacquero nell’300, quando Arnolfo di Cambio ebbe l’incarico di costruire la cosiddetta Terza Cerchia di mura difensive della città. La Zecca fronteggia la torre gemella di San Niccolò che si trova dall’altra parte dell’Arno. Ci troviamo qui perché c’è stata promessa una inedita passeggiata… sotto il fiume. Un camminamento lungo 350 metri che collega le due sponde e corre proprio sotto la Pescaia di San Niccolò. La pescaia, lo si capisce bene guardando il fiume dalla strada, è una sorta di “salto“ che serviva a bloccare imbarcazioni nemiche. Percorriamo un centinaio di metri camminando sul fango  rappreso e pozzanghere, fino ad un muro che blocca il passaggio. Il tunnel, che veniva utilizzato dalle guarnigioni per spostarsi rapidamente da una sponda all’altra, fu poi chiuso. Cessate le esigenze militari, questi ambienti ospitarono opifici vari e la famosa zecca:  “tutti gli impianti, le ruote idrauliche i magli per coniare le monete si muovevano  grazie alla forza dell’acqua dell’Arno che  veniva convogliata attraverso dei calloni (sorta di paratoie, n.d.r.)”. La Zecca morì nel 1866, all’epoca di Firenze capitale, ma il suo tunnel fu ancora frequentato. Durante la seconda guerra mondiale ospitò un rifugio antiaereo e successivamente un circolo ricreativo del PCI. Ancora oggi c’è il vecchio bancone del bar e il resto dell’impianto elettrico e dei servizi igienici. […]”
(Testo di Marco Merola, pubblicato su SETTE-Corriere della Sera il 15 gennaio 2016)

“Quella galleria che parte dalla torre della Zecca, che un tempo era l’ultimo baluardo della cinta muraria, che passa sotto l’Arno fino alla riva sinistra, sembra sia stata costruita dai Templari che avevano qui un attracco fluviale e possedevano i terreni intorno al Lungarno del Tempio. Spesso perseguitati pensarono al passaggio come a una via di fuga utile nei momenti di difficoltà. Quando nel 1875 in piazza Poggi venne costruita “la fabbrica dell’acqua“, il primo acquedotto moderno a portare l’acqua in tutta la città, fu consolidata la Pescaia di San Nicolò e si pensò anche a una galleria, in muratura, che attraversasse l’Arno. Ma pare che durante i lavori sia venuto fuori quel tunnel pensato per le fughe segrete dei Templari. L’apertura della galleria attirò l’interesse di tanti, è documentato che il 3 giugno del 1877 per 25 centesimi i fiorentini potevano provare l’ebrezza di passare sotto il fiume ed addentrarsi nei sotterranei della vecchia zecca fiorentina (dove venivano coniati i fiorini). Il passaggio segreto servì durante la seconda guerra mondiale ai partigiani per passare da una parte all’altra della città, da Piazza Piave a San Nicolò, senza correre pericoli. La galleria venne chiusa nel 1956, motivi di sicurezza: si dice che il percorso finisse dentro la caserma dei Carabinieri. Per la vicinanza alla caserma vennero chiusi anche la sezione del PCI e il uogo di ritrovo intitolati ad Antonio Gramsci che dal 1944 al 1947 circa presero posto nella torre della Zecca [...].”
(Luciano Artusi, Corriere Fiorentino, 2015)

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