sabato 31 dicembre 2016

La Manifattura Tabacchi di Firenze

Foto di Francesco Baciocchi
La Manifattura Tabacchi di Firenze si trova in via delle Cascine, 33-35, a pochi passi dapiazza Puccini.
Agli esordi degli anni Trenta il Monopolio di Stato decise di costruire una nuova e unica sede per la Manifattura Tabacchi, data la vetustà, l'inadeguatezza e la dispersione dei due impianti dell'ex convento di Sant'Orsola(lavorazione del tabacco) e della sconsacratachiesa di San Pancrazio (lavorazioni di maggior pregio). Il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto di notevole dimensione e articolazione: su una superficie di oltre 6 ettari, i vari corpi di fabbrica occuparono 22.200 m² di superficie e disponevano complessivamente una cubaturadi 410.000 m³; la superficie utile dei magazzini era di 35.000 m², quella destinata a laboratori e officine di 15.000 m².
I lavori vennero avviati nel 1933: il primo edificio realizzato fu quello destinato alla lavorazione dei sigari, attestato su lato nord dell'area. L'intera opera, completata in ogni sua parte nel 1940, venne ufficialmente inaugurata il 4 novembre dello stesso anno alla presenza del ministro Thaon di Revel.
Una targa in piazza Puccini ricorda come la Manifattura Tabacchi fosse sul fronte di guerra lungo il Mugnone nell'agosto 1944 e per ciò fu oggetto di duri scontri delle forzepartigiane durante la Liberazione.
Nel 1999 il complesso divenne proprietà dell'Ente Tabacchi Italiani che ne decise la dismissione produttiva. La Manifattura chiuse definitivamente il 16 marzo 2001 e non è a tutt'oggi noto il futuro utilizzo.
(Da Wikipedia)

Palazzi fiorentini

Foto di Francesco Baciocchi

Via Verdi

Foto di Roberto Di Ferdinando

venerdì 30 dicembre 2016

Stadio comunale Artemio Franchi

Foto di Francesco Baciocchi
"Lo stadio comunale Artemio Franchi (in passato stadio comunale Giovanni Berta e successivamente stadio Comunale) è il principale impianto calcistico di Firenze e uno dei più importanti e principali stadi italiani, sede degli incontri interni dell'ACF Fiorentina.
La struttura, situata nel quartiere di Campo di Marte e costruita tra il 1930 e il 1932 nell'area in cui sorgeva il dismesso aerodromo di Campo di Marte, l'opera venne progettata nel 1929 dall'ingegnere Pier Luigi Nervi e dall'ingegnere professore Gioacchino Luigi Mellucci, i quali precedentemente avevano progettato il Teatro Augusteo di Napoli su iniziativa del marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano. È un esempio del Razionalismo italiano, ed è ricca di elementi innovativi e avveniristici per l'epoca, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona; l'ingresso principale venne invece progettato da Alessandro Giuntoli. [...]"
(Da Wikipedia)

martedì 27 dicembre 2016

Firenze Santa Maria Novella

Foto di Francesco Baciocchi
Firenze Santa Maria Novella (abbreviataFirenze SMN) è la stazione centrale diFirenze, la quarta in Italia per flusso di passeggeri.
Il fabbricato viaggiatori fu progettato all'inizio degli anni trenta da una squadra di architetti detta Gruppo Toscano, guidati da Giovanni Michelucci. Gli altri apparati tecnici e di servizio erano stati progettati da Angiolo Mazzoni e conclusi leggermente prima nel1929 (come la Centrale termica).
La stazione è considerata uno dei capolavori del razionalismo italiano. La stazione è collocata nel centro di Firenze in piazza della Stazione non lontano dai grandi viali di Circonvallazione e conta 59.000.000 di passeggeri all'anno.
(da Wikipedia)

lunedì 26 dicembre 2016

Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet

La Scuola di guerra aerea si trova tra il viale dell'Aeronautica e via del Barco a Firenze. Nata come scuola di aeronautica, oggi ospita la Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet(formazione media-superiore) e l'Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (formazione universitaria). La scuola è opera di Raffaello Fagnoni del 1937-1938 ed è un esempio diarchitettura razionalista ottimamente conservato, sia negli esterni che negli interni, con gran parte degli arredi originali.
(da Wikipedia)
http://www.aeronautica.difesa.it/organizzazione/AccademiaScuoleIstitutiFormazione/Pagine/Istituto_scienze_militari_aeronautiche.aspx
Foto di Francesco Baciocchi

Stazione di Santa Maria Novella: "Partenze " di Giampaolo Talani affresco

Foto di Francesco Baciocchi

domenica 25 dicembre 2016

giovedì 22 dicembre 2016

martedì 20 dicembre 2016

Cenni storici sulla Giuditta di Donatello

"Possono esserci diversi modi di guardare il grande gruppo bronzeo della Giuditta di Donatello [...]. Si potrebbe puntare l'attenzione sul soggetto e rilevare che nessuno prima di allora aveva mai rappresentato l'eroina biblica Giuditta come protagonista di un'opera isolata di grandi dimensioni. Ci chiederemmo dunque chi possa averlo scelto e per quale motivo. [...] E' ormai largamente condivisa l'opinione che fin dall'inizio siano stati i Medici ad affidarne l'esecuzione a Donatello per porla nel giardino della loro residenza di via Larga (l'attuale Palazzo Medici-Riccardi), come contrappunto di un'altra celebre opera dello scultore che da poco doveva essere stata trasferita dalla Sala Grande del palazzo al suo cortile, il David in bronzo oggi nel Museo Nazionale del Bargello. Le prime notizie sulla Giuditta rimontano al 1457, ma con ogni probabilità l'artista non vi lavorò che alcuni anni più tardi, per portarla a compimento solo nel 1464, anno della morte di Cosimo de' Medici. Secondo le iscrizioni che si trovavano sul badamento della statua quando questa eranella residenza medicea, oggi perdute ma documentate da fonti storiche, a commissionarla a Donatello ea stato il figlio di Cosimo, Piero de' Medici, che alla vicenda dell'eroina biblica aveva visto un pregnante esempio di come le virtù dell'umiltà e del rigore morale potessero trionfare sulla superbia e la lussuria e con questo significato aveva voluto indicarla ai cittadini di Firenze quale modello di forza e libertà a cui ispirarsi per la difesa della Repubblica. [...] Decaduta l'ipotesi che il bronzo fosse in origine una fontana si è  fatta strada l'opinione che sia da riferire a Donatello anche l'invenzione dell'alto basamento in marmo e granito, in passato ritenuto piu tardo e attributo a Simone del Pollaiolo deto il Cronaca. C'è infine un altro modo in cui si può guardare questo capolavoro ed è quello di considerare il significato simbolico di vessillo della libertà che l'opera ha assunto per i fiorentini. Nel 1945, dopo un anno dalla cacciata dei Medici e dalla proclamazione della nuova Repubblica di ispirazione savonaroliana, su istanza del popolo, la Signoria delibero' la confisca dei maggiori capi d'opera conservati nel palazzo di via Larga e il loro trasferimento nella  sede del governo fiorentino, a risarcimento dei soprusi inflitti ai cittadini dal casato mediceo. Nel caso della Giuditta il valore simbolico dell'approvazione venne rimarcato dalla sostituzione delle due epigrafi del basamento che ricordavano la genesi medicea del bronzo con una nuova iscrizione che così recita:《EXEMPLUM SAL[UTIS] PUB[LICAE] CIVES POS[UERUNT] MCCCCXCV》. L'opera  venne posta in bella vista sull'Arengario di Palazzo Vecchio, a destra dell'ingrsso principale, e li rimase finché nel 1504 dovette lasciare il posto al David di Michelangelo, per le critiche mosse in quel tempo da alcuni cittadini che ritenevano sconveniente essere rappresentati da una donna che uccide un uomo e consideravano questa scultura un "segno mortifero", portatore di cattiva sorte, perché giunta nel Palazzo della Signoria quando Firenze stava perdendo il dominio di Pisa. Due anni più tardi era di nuovo in piazza della Signoria, sotto la Loggia dei Lanzi, ma solo nel 1919 fece ritorno sull'Arengario di Palazzo Vecchio.  Nel 1980, per motivi di conservazione, venne infone trasferita all'interno del palazzo, nella Sala dei Gigli, e sostituita sull'Arengario da una copia."
(Serena Pini, curatrice del Museo di Palazzo Vecchio, in "La Giuditta di Artemisia Gentileschi in Sala Gigli", 2016)

Biblioteca Nazionale Centrale

Foto di Francesco Baciocchi

lunedì 19 dicembre 2016

domenica 18 dicembre 2016

sabato 17 dicembre 2016

Battistero

Foto di Roberto Di Ferdinando

venerdì 16 dicembre 2016

Duomo

Foto di Francesco Baciocchi


Proverbio Toscano del Giorno

"Nè a torto nè a ragione, non ti lasciar mettere in prigione"

giovedì 15 dicembre 2016

L’atmosfera di Firenze

“[…] L’atmosfera di Firenze almeno quando si ascende un po’ entro di essa, suggerisce delle speculazioni planetarie. Così la trovò Galileo, e Powers ed io penetrammo l’intero universo […]”.
(Nathaniel Hawthorne, Passages from the French and Italian notebooks, 1871)

Proverbio Toscano del Giorno

"E' meglio una mano dal giudice. Che un abbraccio dall'avvocato"

Piazzale Michelangelo

Foto di Francesco Baciocchi

mercoledì 14 dicembre 2016

Firenze



“[…] Firenze, la più gaia e bella delle città italiane, è il ritrovo degli stranieri di ogni parte del mondo. La società è un misto di tutte le nazionalità, un terzo circa di Fiorentini un terzo di Inglesi, e il rimanente Russi, Tedeschi, Francesi, Polacchi e Americani in parti uguali. Gli inglesi ricevono parecchio, e danno la maggior parte dei balli e delle cene […]”.
(N. P. Wills – giornalista -, Pencilling by the way, 1864)

Collina di San Miniato

Foto di Francesco Baciocchi

Proverbio Toscano del Giorno

"Al litigante ci voglion tre cose: aver ragione, saperla dire, e trovar chi la faccia"

lunedì 12 dicembre 2016

Proverbio Toscano del Giorno

"A cacciare un morto ce ne vuole quattro; a cacciare un vivo ce ne volgion ventiquattro"

Giardino di Palazzo Medici-Riccardi

Foto di Roberto Di Ferdinando

venerdì 9 dicembre 2016

Riflessi di Palazzo Strozzi

Foto diFrancesco Baciocchi

Proverbio Toscano del Giorno

"Tutto cala in vecchiezza, fuorchè avarizia, prudenza e saviezza"

giovedì 8 dicembre 2016

mercoledì 7 dicembre 2016

Henry James a Bellosguardo



Sulla collina di Bellosguardo le ville sono innumerevoli e il forestiero non sente parlar d’altro […] per lo più sono da affittare (molte credo in vendita) a prezzi inverosimilmente bassi: si possono trovare una torre con giardino, una cappella e una lunga distesa di trenta finestre per cinquecento dollari l’anno. […].”
(Henry James, 1877)

Henry James a Palazzo Corsini

Nei luoghi dove si è vissuto così a lungo, secondo tali e tanti raffinati ed antichi costumi […] il passato sembra aver lasciato un notevole sedimento, un aroma, un’atmosfera […]”
(Henry James, durante una visita a Palazzo Corsini a Firenze. Tratto da: Henry James , Ore Italiane)

Giardino dell'Orticultura

Foto di Elisa Ricci



Proverbio Toscano del Giorno

"Quel ch'è permesso in gioventù, non è permesso in vecchiaia"

lunedì 5 dicembre 2016