venerdì 18 gennaio 2019

Via Toscanella

“Via Toscanella deriva il nome già dal Medioevo, dall’omonima famiglia che qui aveva palazzo, giardino, case e pozzo. Demetrio Guccerelli nel suo Stradario Storico Biografico della Città di Firenze scrive:
<<Il nome di questa popolarissima straduccia di Oltrarno ricorda che nella vicina “via di Piazza” (oggi piazza Pitti) e nello sdrucciolo dei Pitti ebbero le case i Toscanelli, di antichissima famiglia fiorentina detta anche “del Pozzo” perché in vicinanza delle case trovatasi un pozzo pubblico.>>
Infatti, Via Toscanella, che dallo sdrucciolo dei Pitti sbocca in borgo San Jacopo, fin dal 1282 fu appellata Via publica justa puteum Toscanelli, connotando da subito il nome di questa strada, proprio con la presenza del “pozzo” puteus, associato alla famiglia Toscanelli.
Il “pozzo” fu talmente noto e importante da essere aggiunto al cognome dei Toscanelli che si dissero, appunto, Dal Pozzo Toscanelli, e figura addirittura nel loro stemma […]. […] un grande pozzo privato e pubblico alimentato  dalla falda acquifera sotterranea proveniente copiosamente dalla sorgente sulla sovrastante collina di Boboli, e certamente situato nella proprietà della famiglia Toscanelli . […] osserviamo il curioso toponimo della vicina via Sguazza, che potrebbe derivare proprio dallo “sguazzare” dei bambini e degli animali da cortile nelle pozzanghere create dall’acqua proveniente dal canaletto di scolo del “troppo pieno” del vicino pozzo di via Toscanella che, per la favorevole pendenza, scendevano appunto in via Sguazza a formare le pozze. [...] Lisa Gherardini, detta Lisa del Giocondo e, più popolarmente conosciuta come Monna Lisa.

La gentildonna fu ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, infatti Lisa era nata proprio in via Sguazza il 15 giugno 1479. Sposata giovanissima fu, a sua volta, madre di sei bambini. Rimasta vedova si ritirò nel Convento di Sant’Orsola dove morì il 15 luglio 1542. [...] osserviamo il curioso toponimo della vicina via Sguazza, che potrebbe derivare proprio dallo “sguazzare” dei bambini e degli animali da cortile nelle pozzanghere create dall’acqua proveniente dal canaletto di scolo del “troppo pieno” del vicino pozzo di via Toscanella che, per la favorevole pendenza, scendevano appunto in via Sguazza a formare le pozze. Chissà se a sguazzare nell’acqua, certamente un po’ fangosa di questa pittoresca strada, non ci sia stata anche Lisa Gherardini, detta Lisa del Giocondo e, più popolarmente conosciuta come Monna Lisa.

La gentildonna fu ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, infatti Lisa era nata proprio in via Sguazza il 15 giugno 1479. Sposata giovanissima fu, a sua volta, madre di sei bambini. Rimasta vedova si ritirò nel Convento di Sant’Orsola dove morì il 15 luglio 1542. A secoli di distanza Monna Lisa, ritratta nel celeberrimo quadro della “Gioconda” da Leonardo, è ancora l’opera più famosa del mondo.
Il mistero del pozzo scomparso

Per anni ricercatori e studiosi hanno cercato invano l’ubicazione dell’antico pozzo senza poterlo trovare in quanto coperto dopo che i Toscanelli lasciarono le loro proprietà. Probabilmente ai Ridolfi di Piazza si attribuisce, nel Trecento, la chiusura del pozzo, quando costruirono il loro palazzo in via Maggio, con l’estensione nel retrostante giardino che terminava con una loggia in via Toscanella.
Ai giorni nostri l’interessante e inaspettata scoperta dell’esistenza dell’antico pozzo, è avvenuta grazie a Marco Conti e al ristoratore Fabrizio Roberto Gori, titolare della “Toscanella Osteria” i quali, durante i lavori di ristrutturazione del locale in Via Toscanella da adibire a ristorante, hanno scoperto l’esistenza del famoso pozzo, sapientemente riportato alla luce.[...]”
(Tratto da: Il pozzo dove sguazzava Monna Lisa, di Luciano e Ricciardo Artusi, in Reporter di settembre 2017)

19 gennaio - Associazione Archeosofica - Giornata di musica e di studio con il maestro Aurelio Canonici

Sabato 19 gennaio 2019, una giornata di musica e di studio con il maestro Aurelio Canonici, direttore d’orchestra e compositore, organizzata dall'Associazione Archeosofica in collaborazione con l’Associazione Musica e Sofia.

Nel corso di questo seminario faremo un viaggio musicale: sulle note di alcuni tra i maggiori compositori della storia, impareremo come certe melodie immortali siano state scritte utilizzando una particolare scala oppure modo. Modo dorico, ionico, frigio, autentico o derivato, scala maggiore, minore, pentatonica, esatonale, blues, sono solo alcune delle possibili sequenze di suoni, ognuna adatta a suscitare nell’ascoltatore una determinata emozione

Per leggere un breve articolo di presentazione e il programma completo vedi il nostro sito alla pagina https://archeosofiafirenze.org/2018/12/08/scale-modi-musicali/

Per notizie sul maestro Canonici http://www.aureliocanonici.com/
Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/r

50125 Firenze

Tel. 055215940

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26 gennaio - Per fare una città ci vuole un fiore: l’attività e la presentazione del nuovo video

“E’ un fiore. Il fiore di Firenze.” “E qual è?” “Prima di svelartelo voglio raccontarti una storia: si racconta che molto, molto, molto tempo fa…”

Così comincia il racconto sul fiore più famoso di Firenze, il famoso “giglio” che è simbolo della città e che campeggia ovunque il Comune di Firenze sia coinvolto. Un “giglio aperto e bottonato di rosso” che fa bella mostra di sé anche fra i beccatelli del palazzo di governo, osservandoci dall’alto di piazza Signoria, e che tuttavia rivela una sorpresa botanica: il fiore cui si riferisce non è infatti un Giglio ma un Iris, precisamente un Iris pallida dalmatica. Un fiore che è ancora oggi frequente vedere fiorire in primavera sui colli fiorentini e che forse fioriva anche quando l’antica Florentia fu fondata sulle rive del fiume. Ed è intorno a questo fiore che ruota il racconto Per fare una città ci vuole un fiore a cura di MUS.E, realizzato in partenariato con Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella, rinnovato con un nuovo video firmato Jumon Studio e presentato al pubblico delle famiglie nel pomeriggio di sabato 26 gennaio in Palazzo Vecchio: nell’attesa della nuova edizione di Firenze dei Bambini, in programma per i giorni 12-13-14 aprile 2019, il Comune di Firenze e MUS.E invitano i bambini e le loro famiglie a prendere parte alla narrazione e alla scoperta dei diversi “gigli” che fioriscono nelle sale del palazzo. Al termine dell’attività a ciascuna famiglia sarà consegnato, grazie al gentile supporto di Vivaio Degl’Innocenti, un bulbo di iris …da far crescere e sbocciare: “hai riconosciuto il fiore? E’  un iris: ha un lungo stelo, petali sottili di colore bianco o violetto, proprio nel mezzo qualche piccola pennellata gialla. E’ un fiore delicato, come il suo profumo. E non solo: dal suo rizoma, che sta sottoterra, i sapienti frati di Santa Maria Novella ottengono una polvere finissima, utile per pulire a fondo la pelle …e anche i denti.”



Grazie a Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella

    Per chi: per famiglie con bambini 4-7 anni
    Quando: sabato 26 gennaio h14.30, 15.30, 16.30
    Dove: Museo di Palazzo Vecchio
    Costi: Costi: €12,50 > 25 anni ; €10,00 18-25 anni; gratuito < 18 anni, guide turistiche e interpreti, disabili e accompagnatori, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM – + € 2,50 (residenti Città Metropolitana) – €5,00 (non residenti Città Metropolitana – riduzione 2×1 soci Unicoop Firenze

La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 055-2768224
Mail info@muse.comune.fi.it

Via Schiapparelli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"E' più facile far le piaghe che sanarle"

giovedì 17 gennaio 2019

PLV AGRICOLA 2018: LA TOSCANA RIALZA LA TESTA

Segnali positivi dopo l’annus horribilis 2017.

Coldiretti: L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori. Occorrono accordi di filiera.



La produzione lorda vendibile (Plv) agricola della Toscana nel 2018 è cresciuta di circa il 22% rispetto al 2017. Lo comunica Coldiretti Toscana che specifica come il dato rappresenta una prima stima e che risultati più attendibili potranno esserci solo nei prossimi mesi.

Anche se è un aumento significativo, che porta la Plv agricola Toscana a 2974 milioni di euro, viene dopo l’annus horribilis 2017 che, a causa di un andamento climatico anomalo, vide scendere la Plv a poco più di 2400 milioni di euro.

“L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori – commenta Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – in parte per l’aumento dei costi di produzione, con l’aumento dell’energia, dei prodotti fitosanitari, dei concimi e dell’alimentazione animale, in parte per la complessità e la lunghezza delle filiere agroalimentari che impediscono di suddividere equamente il reddito tra tutti i soggetti, in particolare verso i produttori all’origine di ogni filiera. Il prezzo pagato alla produzione è sempre più spesso svincolato dai reali andamenti di mercato e dalla domanda finale, al punto che la diminuzione dei prezzi all’origine non porta quasi mai ad una diminuzione dei prezzi al consumo, spesso con una equiparazione tra i prezzi dei prodotti esteri di qualità indefinita e quelli del prodotto nazionale di qualità”.

“La nostra Organizzazione – afferma Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – è impegnata a ricercare strade per la valorizzazione delle produzioni italiane, cercando di edificare progetti, contratti ed accordi di filiera, che hanno trovato massima espressione a livello nazionale  attraverso “Filiera Italia” la nuova realtà associativa che nel 2018 per la prima volta ha visto il mondo agricolo e l’industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale sul mercato interno ed estero valorizzando la distintività del cibo italiano nella trasformazione e lavorazione industriale. Alcuni degli accordi di filiera realizzati nel 2018 riguardano comparti importanti anche per la Toscana a partire dall’accordo di filiera della carne bovina che coinvolge con Coldiretti la più grande azienda agricola italiana, Bonifiche Ferraresi, e il gruppo Cremonini, leader nel mercato italiano delle carni, fino all’accordo di filiera per i grani antichi, con la bolognese Sis, maggiore società sementiera italiana. Anche la Toscana ha fatto la sua parte nella progettazione integrata di filiera nell’ambito del PSR 2014-2020 con 15 progetti su innovazione e sviluppo territoriale”.

“Contemporaneamente – continua De Concilio - Coldiretti è impegnata sul fronte della trasparenza nell’informazione ai cittadini, attraverso la tradizionale battaglia per l’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo che abbiamo voluto portare a livello europeo con una raccolta firme autorizzato dalla stessa Commissione Ue che vede coalizzato a fianco di Coldiretti un intero fronte europeo con la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Uni Verde e Campagna Amica. Tutti raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo).



PLV AGRICOLA 2018 (MILIONI DI EURO)

FLOROVIVAISMO 769

ZOOTECNIA         505

SEMINATIVI         740

VITI-VINICOLO    530

OLIO                   120

ALTRO                310

TOTALE            2974



FLOROVIVAISMO

Continua ad essere il settore leader. In Toscana risultano censite circa 3.600 aziende florovivaistiche che operano su una superficie di 7.500 ettari ripartiti tra vivaismo (6.500 ha) e floricoltura (1.000 ha). Rappresentano il 3,4% delle aziende agricole totali, solo lo 0.9% della Sau toscana, ma contribuiscono per circa il 26% al valore della produzione agricola regionale. Nel 2018 la produzione è stata stabile con un leggero calo della floricoltura.



VITI-VINICOLTURA

Le superfici vitate nella Toscana sono oltre 59mila ettari con una produzione di circa 3milioni e 500mila quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino. Quest’anno la produzione di vino è tornata vicino alla media storica dopo il crollo 2017.  La Toscana rappresenta il 6.3% del vino italiano attestandosi come sesta regione per produzione. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (export 2018: 980 milioni di euro). In pratica una bottiglia su cinque di vino italiano bevuta oltre confine, viene dalla Toscana.



ALLEVAMENTO BOVINO

Gli allevamenti bovini in Toscana si confermano fortemente orientati alla produzione della carne. Risultano censiti  86.000 capi bovini. Sono circa 2.900 le aziende agricole orientate alla produzione di carne e poco più di 200 quelle che producono circa 660mila quintali di latte.



ALLEVAMENTI OVINI

Sono circa 1.000 le aziende ovicaprine che contribuiscono alla produzione dei 550mila quintali di latte regionale, che in gran parte viene conferito ai caseifici e in minima parte viene lavorato direttamente dall’allevatore. In Toscana si producono circa 110 quintali di formaggio pecorino.



GRANO TENERO E GRANO DURO

La superficie investita a grano è pari a 80.600 ettari dei quali 55.300 a grano duro e 25.300 a tenero. Sono circa 4500 le imprese agricole che producono grano duro e 3300 quelle che producono grano tenero. Quest’anno la produzione, dopo il crollo del 2017 che segnò un -40%, è tornata sul livello medio di 3,2 milioni di quintali di grano. Tornano di moda i grani antichi coltivati come il Senatore Cappelli e, tra i grani teneri, il grano Verna, per un totale di 3.000 ettari.



OLIVICOLTURA

L'oliveto toscano copre 91.500 ettari (l’11% della superficie agricola regionale) con 48mila aziende agricole che caratterizzano fortemente il paesaggio. Quest’anno la produzione mediamente segna +20% attestandosi intorno a 145 mila quintali di olio.



AGRITURISMO

L'agriturismo toscano continua a muoversi verso l'alto. Gli ultimi dati Istat segnalano una crescita nelle presenze con 3.900.000 (+6%), nella ricettività (sono 4.568 gli agriturismi). Si conferma il primato della Toscana nell'offerta agrituristica italiana, ma anche la capacità della nostra regione di dare una risposta positiva alle domanda del mercato, attraverso un'offerta sempre più diversificata.



(tratto dall'ufficio stampa COLDIRETTI TOSCANA)

Viale Michelangiolo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Di chi mal fai, di lui non ti fidar mai"

mercoledì 16 gennaio 2019