giovedì 31 gennaio 2019

Loggia de'Lanzi

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Tosto scaldato, tosto raffredato"

mercoledì 30 gennaio 2019

martedì 29 gennaio 2019

Il genio di Antonio Pacinotti

Vi adell'Agnolo (Foto di Roberto Di Ferdinando)



"Antonio Pacinotti (Pisa, 17 giugno 1841 – Pisa, 25 marzo 1912) è stato un patriota, senatore e scienziato italiano, a cui si deve l'invenzione della dinamo e del motore elettrico in corrente continua."
Leggi tutto: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pacinotti

DOMENICA GRATUITA E DOCUMENTARI ARCHIVIO MAI VISTO: ELISIR D'AMORE IL 96° COMPLEANNO DEL MAESTRO


3, 7 e 12.02.2019 | Vari orari
Fondazione Franco Zeffirelli|Palazzo S. Firenze|Piazza S. Firenze|Firenze


La prima metà del mese di febbraio sarà particolarmente effervescente per la Fondazione Zeffirelli, che nell’arco di soli nove giorni propone tre eventi: dalla proiezione di due documentari diretti quasi 30 anni fa dal Maestro, all’Archivio mai visto dedicato a Elisir d’amore di Donizetti, fino all’ormai consueto appuntamento con il Compleanno di Franco Zeffirelli (il 12 febbraio) che quest’anno propone anche il concerto di un vincitore di “Amadeus Factory”, primo e unico talent show italiano dedicato alla musica classica e al jazz.


Domenica Metropolitana con i documentari

Come ogni prima domenica del mese, anche durante l’intera giornata del prossimo 3 febbraio (dalle 10 alle 18) per tutti i residenti nell’area metropolitana di Firenze sarà gratuito l’ingresso nel Museo Zeffirelli, che in 22 sale propone testimonianze della settantennale carriera del Maestro Zeffirelli. Inoltre alle 11 e alle 16 nella Sala della Musica saranno proiettati i documentari Firenze e Toscana diretti dal Maestro Zeffirelli.

Firenze è l’episodio facente parte del progetto intitolato “12 registi per 12 città”, prodotto in occasione dei campionati mondiali di calcio in Italia del 1990. In questo cortometraggio, di quasi 10 minuti di durata, sono state ricostruite le fasi precedenti una partita di Calcio Storico Fiorentino (o Calcio in costume), di cui comunque si vedranno alcune immagini riprese dal vivo. La fotografia è di Daniele Nannuzzi (AIC) e le musiche di Ennio Morricone.

Il secondo documentario, dal titolo Toscana, venne realizzato nel 1991 da Franco Zeffirelli su commissione della Regione per promuovere il turismo in Toscana. Il Maestro racconta la bellezza e la storia della Regione attraverso le immagini delle città toscane, della natura che le circonda e delle opere d’arte che la rendono unica nel mondo.

L’ingresso alle proiezioni dei documentari è a pagamento e costa 5 euro per i cittadini dell’area metropolitana con ingresso gratuito al museo; è invece gratuito per tutti coloro che il prossimo 3 febbraio pagheranno il regolare biglietto d’ingresso al museo.

Sono anche possibili le prenotazioni: si può scrivere una mail all’indirizzo ticket@fondazionefrancozeffirelli.com oppure si può telefonare (dalle 10 alle 17, dal martedì alla domenica) al numero 055.2658435.


Archivio mai visto: tutti i segreti di Elisir d’amore

Primo appuntamento del 2019 con Archivio mai visto, l’appuntamento con il patrimonio di appunti e ricordi che il Maestro Zeffirelli ha donato a Firenze e che si apre per scoprire i segreti del suo straordinario lavoro.

Giovedì 7 febbraio, alle 17.30 (ritrovo ore 17.15 davanti la biglietteria) è in programma Archivio mai visto, la visita esclusiva all’archivio personale del Maestro alla scoperta dei materiali inediti, dei bozzetti e degli schizzi che Franco Zeffirelli ha prodotto per la realizzazione delle messe in scena dell’opera buffa di Donizetti, l’Elisir d’amore. Durante la sua carriera, Zeffirelli si è occupato due volte dell’Elisir d’amore, prestando la sua arte a quel raffinato intreccio, comico e sentimentale. Il percorso è a cura di Maria Alberti, storica dello spettacolo e della scenografia. I visitatori saranno condotti nelle sale del Museo Zeffirelli dedicate all’opera e avranno l’esclusiva opportunità di visitare la biblioteca e l’archivio personali del Maestro: qui conosceranno da vicino i materiali usati da Zeffirelli per il suo lavoro, i libri consultati, i documenti con le annotazioni, gli schizzi autografi e i bozzetti preliminari delle produzioni del ’54 e del ’61.

La partecipazione alla visita costa 10 euro e la prenotazione all’evento è obbligatoria; si può scrivere all’indirizzo ticket@fondazionefrancozeffirelli.com oppure si può telefonare (dalle 10 alle 17, dal martedì alla domenica) al numero 055.2658435.


Gli eventi per il 96° compleanno del Maestro

In occasione del 96° compleanno di Franco Zeffirelli, la Fondazione che porta il suo nome per tutta la giornata (dalle 10 alle 18) apre gratuitamente le sale del Museo a tutti i cittadini di Firenze e dell’area metropolitana che vorranno scoprire la ricchissima collezione, da poco rinnovata con la presenza di nuovi costumi di scena.

Nella mattina (alle ore 11) e nel pomeriggio (alle ore 16,30) i visitatori potranno partecipare alla visita guidata a costo ridotto (10 euro), a cura del personale del Museo.

La giornata di appuntamenti in onore del Maestro si concluderà alle 20,30 nella Sala della Musica con il concerto di fisarmonica del giovanissimo talento Lorenzo Albanese, vincitore di “Amadeus Factory” 2017, primo e unico talent show in Italia dedicato alla musica classica e al jazz. Il programma propone un’ampia scelta di brani di travolgente virtuosismo, fra trascrizioni da Pachelbel e Rossini (il celebre “Largo al factotum” dal Barbiere di Siviglia) e originali di Angelis, Voytenko, Pusharenko, Semionow, espressamente scritti per fisarmonica. Quest’ultimo appuntamento conferma la vocazione della Fondazione Zeffirelli a promuovere i giovani artisti per farli affermare nel mondo delle arti dello spettacolo, e segna l’inizio della nuova serie dei “Concerti di San Firenze” organizzati da Francesco Ermini Polacci, direttore artistico della attività culturali.

Per partecipare alle visite guidate e al concerto è obbligatoria la prenotazione, che sarà possibile effettuare telefonicamente allo 055.2658435 o inviando una mail a ticket@fondazionefrancozeffirelli.com. L’accesso ai concerti (a partire da quello del 12 febbraio) è con biglietto a 10 euro, acquistabile tramite il circuito Ticketone o direttamente alla biglietteria della Fondazione.

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 Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo - Fondazione Franco Zeffirelli onlus
Piazza San Firenze 5 – Firenze
www.fondazionefrancozeffirelli.com; info@fondazionefrancozeffirelli.com
Info, biglietteria e prenotazioni visite guidate tel. 055-2658435

29 Gennaio - Gli aperitivi “gourmet” dell’Officina

Martedì 29 Gennaio 2019 alle 18,30
Officina Ferrucci 
Via G.P.Orsini n 125
-  Firenze -


Al via un ciclo di aperitivi Gourmet, per l’Officina Ferrucci la splendida pasticceria nell’ omonima piazza .
Si parte martedì 29 Gennaio 2019 alle 18,30 con una degustazione di Vie Bulla, maison di “bollicine “ tutte italiane , vintage e contemporanee, uniche nel loro genere.
Officina Ferrucci  interpreta  Vie Bulla rose’ e Brut Biologico, proponendo
un abbinamento di finger e prelibatezze a esaltarne profumi e aromi.


info e prenotazioni :
L’OFFICINA FERRUCCI
Via G.P.Orsini n 125
www.officinaferrucci.it
055 687788

Visita guidata, da Stefania Acuti, a Palazzo Davanzati

“ITINERARI FIORENTINI” proponiamo la visita guidata, da Stefania Acuti,
a Palazzo Davanzati. Il tutto si farà sabato 9 febbraio con raduno alle 15.15 all’ingresso del Palazzo.
Stefania ci propone questo “antipasto”: “Come vivevano, cosa mangiavano come di vestivano i ricchi mercanti fiorentini al tempo di Giotto, Boccaccio e Arnolfo? Come si svolgeva un banchetto, come era la vita matrimoniale? Il museo di Palazzo Davanzati, dove gli antichi abitanti godevano di tutti i più moderni comfort della loro epoca, riporta in vita usi, costumi e tradizioni del Trecento fiorentino. Andremo a scoprirli un ambiente originale e suggestivo tra affreschi con leggende di mitiche castellane, pavoni e arazzi dipinti, deschi da parto e cassoni nuziali, saloni madornali e bagni privati, e poi mobili, suppellettili e molte importanti e sorprendenti opere d’arte dell’ultimo medioevo e del primo rinascimento.”
La quota di adesione è stabilita in 18,00 euro a persona con incluso l’ingresso.
Chiuderemo le iscrizioni (con un massimo di 20 partecipanti) giovedì 7 febbraio.
Libreria dei Lettori
Via della Pergola 12
50121 Firenze
tel 055 2264333
libreriadeilettori@gmail.com
libreriadeilettori.wordpress.com

Viali verso di Michelangelo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi tosto s'adira, tosto si placa"

venerdì 25 gennaio 2019

Università degli studi di Firenze: Giorno della Memoria 2019

In occasione del Giorno della Memoria 2019, lunedì 28 gennaio, alle 9, il Rettore Luigi Dei ricorderà gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre a seguito delle leggi razziali, davanti alla lapide che si trova nell’atrio del Rettorato (Piazza San Marco, 4), con la deposizione di una corona di alloro.

A seguire, in Aula Magna, la Compagnia teatrale universitaria ‘Binario di Scambio’ diretta da Teresa Megale, terrà una lettura intitolata “Etty, cuore pensante”, tratta dai diari della deportata olandese Etty Hillesum, scritti tra il 1941 e il 1942. L’intervento, con la regia di Stefania Stefanin, sarà accompagnato al violino da Gabriele Centorbi, direttore dell’Orchestra dell’Ateneo.
https://www.unifi.it/art-3877-giorno-della-memoria-2019.html

26 gennaio - Associazione Archeosofica: “Templari: dalla fama all’infamia”

Secondo incontro del ciclo di appuntamenti per ripercorrere insieme l’esordio, la spiritualità, la storia e la tragica fine dell’Ordine del Tempio, dalla fondazione nel 1129 alla soppressione nel 1312, con la conferenza di Alessandro Mazzucchelli, dal titolo “Templari: dalla fama all’infamia”, Sabato 26 Gennaio alle 17.30, presso la nostra sede fiorentina in Lungarno Guicciardini, 11/r.

L’ingresso è libero e non occorre la prenotazione.

Gli appuntamenti successivi sono Sabato 2 Febbraio, alle 17.30 con la terza conferenza e Sabato 9 Febbraio alle 10.15 con la visita guidata “Firenze Templare”.

Per leggere un breve articolo di presentazione e vedere il programma completo degli incontri vedi il nostro sito alla pagina https://archeosofiafirenze.org/2019/01/04/2019-templari/



Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/r

50125 Firenze

Tel. 055215940

info.firenze@boxletter.net

http://archeosofiafirenze.org

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Piazza di Santa Croce

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Quando si va per dare, bisogna portare due secchi"

giovedì 24 gennaio 2019

Gli aperitivi “gourmet” dell’Officina

Martedì 29 Gennaio 2019 alle 18,30
Officina Ferrucci 
Via G.P.Orsini n 125
-  Firenze -
www.officinaferrucci.it


Al via un ciclo di aperitivi Gourmet, per l’Officina Ferrucci la splendida pasticceria nell’ omonima piazza .
Si parte martedì 29 Gennaio 2019 alle 18,30 con una degustazione di Vie Bulla, maison di “bollicine “ tutte italiane , vintage e contemporanee, uniche nel loro genere.
Officina Ferrucci  interpreta  Vie Bulla rose’ e Brut Biologico, proponendo
un abbinamento di finger e prelibatezze a esaltarne profumi e aromi.


info e prenotazioni :
L’OFFICINA FERRUCCI
Via G.P.Orsini n 125
www.officinaferrucci.it
055 687788

“Il Tempio ebraico di Firenze tra le due guerre”

Il 29 gennaio alla Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, nell’ambito delle iniziative regionali per il Giorno della Memoria, conferenza di Renzo Funaro, presidente dell’Opera del Tempio ebraico di Firenze, organizzata dalla Fondazione il Fiore. Presente Daniela Misul, presidente della Comunità ebraica fiorentina. Ingresso libero.



Durante la seconda guerra mondiale la Sinagoga di Firenze, una delle più importanti dell’Europa meridionale nonché preziosissimo esempio di architettura in stile moresco, fu minata dalle truppe nazifasciste in ritirata e rischiò d’essere distrutta.

E’ uno degli episodi, fra quelli tristemente rilevanti per il Giorno della Memoria, di cui parlerà martedì 29 gennaio alle ore 17 presso la Biblioteca umanistica dell’Università di Firenze (piazza Brunelleschi 3-4, sala Comparetti) il presidente dell’Opera del Tempio ebraico di Firenze, architetto Renzo Funaro, che ne ha curato il restauro. La sua conferenza, intitolata “Il Tempio ebraico di Firenze fra le due guerre – storia, eventi e immagini”, sarà introdotta dal saluto di Floriana Tagliabue, direttore della Biblioteca umanistica, e si terrà alla presenza di Daniela Misul, presidente della Comunità ebraica fiorentina. A moderare l’incontro Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, che ha organizzato l’evento in collaborazione con la Biblioteca umanistica e con il patrocinio dell’Opera del Tempio ebraico e della Comunità ebraica di Firenze. L’ingresso è libero.

Nella sua relazione Renzo Funaro racconterà e documenterà «gli eventi che hanno interessato il Tempio ebraico di Firenze dalla sua realizzazione a fine ‘800 alla prima guerra mondiale, al fascismo con i monumenti ai caduti e all’impero, all’occupazione e al tentativo da parte delle truppe nazifasciste di distruzione del Tempio, con le mine ai colonnati, alla sua ricostruzione, all’alluvione del 1966 con i gravi danni al monumento e al patrimonio». La presentazione, che rientra fra le iniziative patrocinate dalla Regione Toscana per il Giorno della Memoria 2019, dedicherà «particolare attenzione al periodo fra le due guerre e più ancora al periodo dalle leggi razziali fino all’occupazione nazista».

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074





Renzo Funaro, architetto, con studio a Firenze, progettista dal 1972 nel settore del restauro e del recupero di grandi edifici nel centro storico, ha realizzato complessi bancari e direzionali, centri commerciali, centri culturali, complessi sportivi, e turistici. Come Presidente dell'Opera del Tempio Ebraico di Firenze, ha curato il Restauro del tempio Ebraico di Firenze, della Sinagoga di Siena, del restauro dei due Cimiteri ebraici di Firenze e Monte San Savino e ha realizzato i nuovi Musei ebraici di Firenze e Siena.

Firenze

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Odio ricominciato, è peggio che prima"

mercoledì 23 gennaio 2019

2 febrbaio - INAUGURAZIONE MOSTRA - “Continuum” The Art of Daniel Graves





INAUGURAZIONE MOSTRA
Sabato 2 febbraio 2019, ore 17.30
Sala delle Esposizioni
Accademia delle Arti del Disegno
Via Ricasoli n.68 (angolo Piazza San Marco), Firenze




Daniel Graves, Prodigy, The Sculptor oil sketch



Dal 2 al 28 febbraio 2019, l’Accademia delle Arti del Disegno, in collaborazione con The Florence Academy of Art (FAA), organizza una mostra monografica retrospettiva dedicata al pittore americano Daniel Graves, dal titolo “Continuum. The Art of Daniel Graves”, visitabile con ingresso gratuito nella Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, in Via Ricasoli n.68, a Firenze.

Daniel Graves, fondatore e direttore di The Florence Academy of Art a Firenze, disegna e dipinge dal vivo ponendo al centro della sua attività artistica lo studio della figura, con il proposito irrinunciabile di approfondire la tradizione “figurativa” e “umanistica”, sia per quanto riguarda le proprie opere sia nella formazione dei giovani artisti suoi allievi.

In mostra sono esposte 40 opere, quadri a olio e disegni, tra i quali spiccano disegni di grandi dimensioni, paesaggi e ritratti caratterizzati dalla prorompente fisicità dei soggetti rappresentati e dal loro stato d’animo. L’esposizione intende ripercorrere la carriera artistica di Graves dopo quarant’anni di attività a Firenze, a partire dagli anni ’80, quando i primi lavori avevano come soggetto prediletto gli artigiani conosciuti nelle botteghe dell’Oltrarno fiorentino, fino agli anni più recenti, ai disegni e studi preparatori realizzati per la sua opera monumentale più rappresentativa, “Prodigy”, nella quale l’artista illustra il tema a lui carissimo, in quanto educatore, del passaggio delle arti tra maestro e allievo.
Il suo lavoro trae ispirazione da Rembrandt, Tiziano, Velasquez e i pittori accademici francesi. Quando arriva a Firenze, negli anni ’70, Daniel Graves si dedica alla ricerca e allo studio delle tecniche pittoriche dei grandi maestri del passato. Frequenta Villa Schifanoia a San Domenica, studia con Nerina Simi nello studio di Piazza Piave e conosce Pietro Annigoni. A Firenze sviluppa il suo stile personale nel quale fonde la ricchezza della pittura di Simi, Annigoni e dei pittori italiani del XIX secolo con il disegno accademico.
Decide così di stabilirsi a Firenze e nel 1991 inaugura la sua scuola, The Florence Academy of Art, per contribuire a mantenere viva la tradizione figurativa della pittura e della scultura. Oggi la scuola ha tre sedi, a Firenze, Goteborg e New York. I suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.

Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, sottolinea quanto sia “sorprendente, oltre che interessante, verificare come l’arte del passato che s’incontra a Firenze possa essere in questi nostri tempi un faro che illumina il cammino del futuro, per definizione oscuro e incerto, specialmente per un artista che ha scelto di operare e di evolversi nella pittura figurativa, praticando il disegno, il chiaroscuro, il colore secondo i codici tradizionali, che gran parte degli artisti del Novecento ha abbandonato e talora ripudiato”.

Daniel Graves afferma che “la mostra all’Accademia delle Arti del Disegno riflette la storia della mia vita e del mio profondo legame con la città di Firenze nella quale ho scelto di vivere tanti anni fa e dalle cui antiche tradizioni artistiche ho tratto profonda ispirazione e autentico insegnamento”.

A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo edito da Polistampa con i testi di Cristina Acidini, Gregory Hedberg e Daniel Graves.


La mostra sarà visitabile dal 2 al 28 febbraio 2019 con i seguenti orari:
Da martedì a sabato: ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00
Domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso
Ingresso libero



Ponte Vecchio

Foto di Elena Fulceri


Proverbio Toscano del Giorno

"Non c'è tizzone che non abbia il suo fumo"

martedì 22 gennaio 2019

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (12 - continua)

“Salvia officinalis (Salvia)
“Pianta conosciuta fin dall’antichità veniva usata dai Galli che ritenevano che avesse la capacità di guarire tutte le malattie (omnimorbia) e che agisse efficacemente contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva utilizzata anche nella preparazione dei riti magici. Nella medicina popolare, già nel Medievo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare. Nelle campagne toscane era utilizzata moltissimo come dentifricio disinfettante e rinfrescante.
 (Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

Presentazione del libro "La natura dipinta. Piante, fiori e animali nelle rappresentazioni di Palazzo Vecchio a Firenze"

A cura di Maria Adele Signorini e Valentina Zucchi. 23 gennaio 2019, ore 17, Museo di Storia Naturale "La Specola", Salone degli Scheletri, via Romana, 17 Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo Per informazioni: 055 2756444 - edumsn@unifi.it 
https://www.msn.unifi.it/ag-i-133.html

Ponte Vecchio

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Mal per chi le dà, peggio per chi le riceve"

lunedì 21 gennaio 2019

25 gennaio - Inaugurazione: Luca Pignatelli SENZA DATA


Luca Pignatelli
SENZA DATA

Museo Stefano Bardini | Firenze


Inaugurazione venerdi 25.01.2019 ore 18-21

26.01.2019 - 25.03.2019

a cura di Sergio Risaliti
English text below
Dopo le grandi retrospettive monografiche di John Currin e Glenn Brown, le sale del Museo Bardini di Firenze dal 26 gennaio al 25 marzo ospiteranno Senza Data, mostra personale di Luca Pignatelli (Milano, 1962) a cura di Sergio Risaliti. Promosso dal Comune di Firenze, organizzato da MUS.E e in collaborazione con la Galleria Poggiali di Firenze, l’evento avvia un nuovo ciclo di mostre concepite con la cura scientifica del Museo Novecento e realizzate al di fuori degli spazi museali di Piazza Santa Maria Novella.
L'inaugurazione è prevista venerdì 25 gennaio (dalle ore 18 alle ore 21) con ingresso libero.
“Il museo Bardini è uno dei luoghi culturali che l’amministrazione intende valorizzare - afferma il Sindaco di Firenze, Dario Nardella -, spazio eletto negli ultimi anni a grandi retrospettive come quelle di Currin e Brown. È quindi un piacere ritrovare proprio qui le opere di Luca Pignatelli, che già nel 2015 aveva esposto a Firenze, con una riflessione sul tempo e con grande sperimentazione di materiali, accanto a un allestimento originale pensato proprio per le sale del museo. Valorizzazione dell’antico e del presente con la commistione del contemporaneo e del futuro, ecco una delle nostre principali linee guida che vuole condurre Firenze e i suoi luoghi storici, artistici e culturali appieno nel terzo millennio”.

Attraversare il tempo
A distanza di poco più di tre anni da “Migranti”, la sua personale nella Sala del Camino della Galleria degli Uffizi, Luca Pignatelli torna a Firenze per un altro evento espositivo che testimonia il ripetuto attraversamento del tempo storico compiuto dalla sua arte in senso inverso rispetto a quanti citano il passato con accademica nostalgia. Nelle sale del Bardini saranno esposti una serie di lavori su telone ferroviario, legno, carta e lamiera, assieme a grandi dipinti realizzati su tappeti persiani di inizio novecento. Queste ultime produzione dell’artista saranno coerentemente associati alla vasta e rilevante collezione di tappeti del Museo stesso dal ‘400 ad oggi, compreso un manufatto tessile di oltre sette metri utilizzato in occasione della visita di Hitler a Firenze nel 1938. Una nuova serie di lavori su carta verranno altresì esposti  con un allestimento site-specific che coinvolgerà le cornici e gli arredi presenti nella collezione del Museo.
“La mia ricerca degli ultimi anni – dice l’Artista - è un ripensare che cos’è il tempo rispetto all’immagine, ai quadri. Io credo che oggi sia importante collocare l’immagine al centro di una riflessione sulla memoria e il museo Bardini è un simbolo nel mondo di cosa significhi una raccolta capace di rappresentare una stratificazione di tempi ma anche di culture. Con questa mostra vorrei rispondere alla domanda: cosa sta di fronte a un’immagine? Per me si tratta di un tempo plurale, un montaggio di temporaneità, sfalsate e quindi differenti”.
I dipinti di Pignatelli ospitano al centro un variato materiale iconografico antiquario che strappato all’oblio o alla fossilizzazione, alla commercializzazione e al feticismo, restituisce in un linguaggio del presente l’esperienza stessa della classicità, come se quella civiltà non fosse mai svanita, o trapassata, ma fosse una reale presenza tra le immagini circolante tra noi.
In altre parole le sue immagini sono quelle di una classicità sempre viva e presente che non parla il linguaggio muto, inanimato della copia. Quelle sue figure collocate al centro dello spazio di rappresentazione vivono un tempo che si ripete identico al proprio originale ed entrano immediatamente in comunicazione con il nostro mutevole essere, divenire, trapassare.
Una classicità che integra e comprende anche l’archeologia del moderno, con le sue metropoli, le sue macchine a vapore, quelle volanti in cieli cupi, grandi navi che solcano gli oceani. Si ha l’impressione che Pignatelli sappia prelevare immagini dai repertori iconografici per isolare icone, figure che hanno la forza di veri e propri archetipi dell’inconscio collettivo, che si sono depositate non solo nella nostra memoria visiva, ma nei nostri sentimenti, nelle nostre emozioni. Come gli aerei da guerra che attraversano il tempo storico e trasformano in qualcosa di ancora presente l’incubo della tragedia bellica. O lo skyline di New York, un pezzo della nostra mitologia sentimentale che appartiene a tutti noi, in una sovrapposizione mnemonica collettiva, che è quella del cinema e della fotografia, della cronaca e dello spettacolo.
“Con le opere di Luca Pignatelli - afferma il direttore artistico del Museo Novecento, Sergio Risaliti - accade che tempo storico e tempo dell’arte risorgono allo sguardo come tempo presente, una stratificazione di memorie che lasciano emergere un sentimento di eternità incolmabile che tuttavia si riproduce ogni volta con l’apparizione-appropriazione di forme e proporzioni classiche: una statua intera, un busto, un’architettura, un frammento Il Museo Bardini è il luogo ideale per questo tipo di rivelazione che è esperienza di bellezza e di temporalità allo stesso tempo, nello stesso momento. E questa mostra è anche un passo avanti nella ridefinizione dell’identità e funzione del Museo Novecento, dislocato oltre la sua sede originale”.
Nei dipinti di Pignatelli, le ‘teste’ di età greca o romana hanno spesse volte gli occhi chiusi, sono introverse, lasciano tutto in sospeso, facendoci avvertire solo l’eco di emozioni grandiose, immense, di qualcosa di infinito e senza tempo. Evocare la classicità, anche quella del modernismo, può significare per Pignatelli alludere a qualcosa di incommensurabile, fare spazio a un desiderio di grandezza e di vastità che ha qualcosa di sublime. Riconosciamo in tutto questo sentire, rivivere, un’esperienza neo-romantica della nostalgia che viene drammatizzata dall’uso di supporti poveri o industriali, carichi anch’essi di memoria, per una dialettica tra segni e materiali che non può essere ridotta a mera suggestione linguistica o cinica citazione. Un sentimento di ammirazione e nostalgia per la classicità e il modernismo con le sue illusione e le sue tragedie che non è tanto si rivolge verso la monumentalità per citarne la forma retorica ma vive di un desiderio di bellezza che la memoria rivela al soggetto contemporaneo quando sappia ritrovare il tempo della contemplazione attiva.

Dialogo in museo
Anche in occasione della mostra “Senza data”, come è già accaduto nelle mostre precedenti di Currin e Brown,  le opere  di Luca Pignatelli dialogheranno con le collezioni di arte del museo Stefano Bardini, conosciuto nel mondo per la peculiare messa in scena della collezione antiquaria appartenuta al grande mercante e collezionista fiorentino tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Uno spirito eclettico pervade, infatti, gli ambienti museali, così carichi di fascino, dove gli oggetti vivono in un variegato insieme di arti maggiori e minori, di arte romana, medioevale e rinascimentale.
Altra nota caratteristica dell’ambiente è il colore denominato “blu Bardini” che fa da sfondo ai manufatti, un tono di colore individuato dal collezionista fiorentino nei suo viaggi in Russia, un nobile e caldo ‘monocromo’ che in seguito si è imposto nell’interior design dei musei e nelle gallerie private.
Il Museo conserva capolavori di epoche diverse, quali la Carità di Tino da Camaino, due opere di Donatello (la Madonna della mela e la Madonna dei Cordai), oltre a dipinti di straordinaria qualità come il monumentale Crocifisso dipinto di Bernardo Daddi, il San Michele Arcangelo del Pollaiolo, la Notte con Aurora e un amorino di Giovanni da San Giovanni, l’Atlante di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Fanno parte di questo tesoro una serie di disegni dei Tiepolo, di Giambattista e dei figli Lorenzo e Domenico, del Piazzetta, sublimi figurazioni in terracotta policroma e una notevole raccolta di tappeti e armi. Una galleria che seduce gli artisti più raffinati e colti del nostro tempo.
Sarà pubblicato un catalogo a colori edito da Forma edizioni con un saggio di Sergio Risaliti e la conversazione tra Luca Pignatelli e Pierluigi Panza.


Luca Pignatelli
Senza Data
Museo Bardini
Via dei Renai, 37- 50125 Firenze
26.01.2019 | 25.03.2019

Orari
h 11.00-17.00. Ultimo ingresso ore 16.15. Chiuso il martedì, mercoledì e giovedì.

Biglietti
€ 7,00 Intero, € 5,50 ridotto (18-25 anni).

Sconti e convenzioni
Tutti gli sconti e le convenzioni sul sito dei Musei Civici Fiorentini

PRESS RELEASE Luca Pignatelli, Bardini Museum.
After John Currin’s and Glenn Brown’s monographic retrospectives, the Bardini Museum in Florence will host Senza Data, Luca Pignatelli’s (Milan, 1962) personal exhibition curated by Sergio Risaliti. The event – from January 26 to March 25 –, patronized by the City of Florence, coordinated by MUS.E in collaboration with Poggiali Gallery in Florence, launches a new course of exhibitions scientifically conceived by the Museo Novecento and realized in the outdoor spaces of Santa Maria Novella square.
“Bardini Museum is one of the cultural sites that the administration intends to promote – says the Mayor of Florence, Dario Nardella –, a space chosen in recent years for great retrospectives such as John Currin’s and Glenn Brown’s. Therefore, it’s a pleasure to find here again Luca Pignatelli’s works, already exhibited in Florence in 2015, with a reflection on time and a great experimentation on materials, together with an original set-up specifically conceived for the halls of the museum. The enhancement of the antique and present heritage, mixed with the Contemporary and the Future, is one of the main guidelines to lead Florence and its historical, artistic and cultural sites fully into the new century”.
After a little more than three years from “Migranti”, Luca Pignatelli’s solo exhibition at the Chimney Room in the Uffizi Gallery, the artist is back in Florence for another exhibition that witnesses the inverse movement through Historical Time that Pignatelli operates in comparison to those who cite the past with academic nostalgia.
Bardini Museum will host, along with a series of works on tarpaulin, wood, paper and iron, some of the latest pieces from Luca Pignatelli’s production: large paintings on Persian carpets from the beginning of the Twentieth Century, coherently associated to the wide and relevant collection of antique carpets of the Museum, which includes a textile artifact employed during Hitler’s first visit to Florence in 1938.
Furthermore, another group of artworks on paper will be presented to the public through a site-specific set-up that will include the frames and the furniture from the museum’s permanent collection.
“My research of these past years – the Artist affirms – is about rethinking what time is compared to the image, to paintings. I believe that today it’s important to locate the image at the center of a reflection on memory and Bardini Museum is a symbol of this attitude, of a collection capable of representing a juxtaposition of ages and cultures. Through this exhibition I’d like to answer to a question: what stands in front of an image? To me, it’s a plurality of times, an assembly of misaligned and different temporalities”.
His paintings host antique iconographical materials that saved from oblivion, from fossilization, mass-production and fetishism, give back a contemporary language to classicism itself, as if that idea of classic never faded, nor perished, but still circulates among us as a real presence.
In other words, his repertoire is the one of an endless and timeless classicism, far from the mute and lifeless language of reproductions.
His figures located at the center of the representation space endure in a time constantly identical to the original and perpetually communicating to our uncertain condition of being, becoming and passing. A classicism that integrates and includes the archeology of contemporary, with its own metropolis, steam machines, the ones flying in gloomy skies, large ships that cut through the oceans.
One has the impression that Pignatelli knows how to collect images from iconographical repertoires in order to isolate icons, figures that have the strength of archetypes of the collective unconscious, which have settled not only in our visual memory, but in our feelings and our emotions as well.
Like war planes that move across the historical time and transform the nightmare of war tragedy into something still alive. Or the New York City skyline, a part of our sentimental mythology belonging to each of us overlapping through our collective memory, the one of movies and photography, press and entertainment.
"Through Luca Pignatelli’s paintings – says Sergio Risaliti, Artistic Director of Museo Novecento in Florence - historical Time and that of art rise again in the present, a stratification of memories from which the sense of immense eternity emerges, and that, nonetheless, repeats itself through the appearance-appropriation of classical forms and proportions - a whole statue, a bust, an architecture, a fragment: Bardini Museum is the ideal place for this kind of revelation, which is also an experience of beauty and temporality in the same moment. This exhibition is also a step forward to redefine the identity and the function of Museo Novecento outside of its original location”.
In Pignatelli’s paintings, the “heads” of Greek or Roman age frequently have their eyes closed, are introverted and communicate a sense of unfinished, letting us feel the echo of great and immense emotions, of something infinite and timeless. For Pignatelli evoking classicism, even the one of modernism, may signify to suggest something immeasurable, to make space for a desire of greatness and vastness, sublime in itself. In all these feelings, we relive a neo-romantic experience of nostalgia, dramatized by the use of poor or industrial supports, charged with memory, a dialect of marks and materials, non-reducible to a mere linguistic suggestion or a cynical citation.
A feeling of admiration and nostalgia for classicism and modernism, with its illusions and its tragedies, turns to monumentality, not to quote its rhetorical form, but to live on a desire for beauty revealed by memory to the contemporary subject in a moment of active contemplation.
Even for the exhibition “Senza Data”, similarly to the previous solo of Currin and Brown, Luca Pignatelli’s artworks will be in close relation to the Bardini Museum’s art collections, renowned globally for the peculiar mise-en-scene of the antiquities once owned by the great Florentine merchant and collector Stefano Bardini between the end of the Nineteenth Century and the beginning of the Twentieth.
The highly fascinating museum, where objects co-exist in a varied combination of masterpieces and artisanal crafts, and besides Roman, Medieval and Renaissance art, is pervaded by its past owner’s eclectic spirit.
Another characteristic of the museum’s environment is the particular blue tone of the rooms, named “Bardini Blue”, against which the collections are staged and that was especially chosen by the Florentine antiquarian and collector during one of his many trips to Russia. The shade is a noble and warm “monochrome” which was later on utilized for the decoration of the interiors of a number of museums and private galleries.
Bardini Museum treasures masterpieces from different ages, such as Tino da Camaino’s Carità, Donatello’s Madonna dei Cordai, besides paintings of extraordinary importance like Bernardo Daddi’s Crocifisso, Pollaiolo’s Saint Michael Archangel, Giovanni da San Giovanni’s Notte con Aurora e un amorino, Guercino’s Atlante. Furthermore, the collection includes a series of original drawings by Masters such as Tiepolo (both Giambattista and his sons, Lorenzo and Domenico), Piazzetta, together with exquisite polychromatic terracotta artifacts and a remarkable group of carpets and antique weapons. This gallery attracts the most refined and interesting artists of our time.
A catalogue will be published for the exhibition by Forma Edizioni, with a text by Sergio Risaliti and a conversation between Luca Pignatelli and Pierluigi Panza.

INIZIANO LE VISITE GUIDATE GRATUITE
NEL MUSEO ZEFFIRELLI



26.01.2019 e ogni ultimo sabato del mese | ore 11
Palazzo San Firenze | Piazza San Firenze 5 | Firenze

Da questo mese di gennaio iniziano le visite guidate gratuite nel Museo Zeffirelli programmate nella mattina di ogni ultimo sabato  del mese.
Sabato 26 gennaio, con ritrovo alle ore 11 davanti alla biglietteria del Museo, si terrà il primo appuntamento del 2019 con le visite guidate gratuite, che sarà condotto dal personale delle attività didattiche della Fondazione Zeffirelli.
La visita durerà circa un’ora e mezza, durante la quale, sala dopo sala, sarà illustrato il materiale esposto – circa 300 pezzi tra bozzetti originali, fotografie, locandine, modelli e una selezione di costumi di scena – che rappresenta la testimonianza della quasi settantennale carriera del Maestro Franco Zeffirelli.
L’appuntamento si ripeterà puntualmente ogni ultimo sabato del mese per tutto il 2019, con inizio sempre alle ore 11.
La visita guidata è gratuita (vi si accede con il normale prezzo del biglietto al costo di 10 euro, ridotto 7 euro), ma la prenotazione è obbligatoria; si può scrivere una mail a ticket@fondazionefrancozeffirelli.com oppure si può telefonare (ore 10-17, dal martedì alla domenica) al numero 055.2658435.
 ___°°°___
 Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo - Fondazione Franco Zeffirelli onlus
Piazza San Firenze 5 – Firenze

www.fondazionefrancozeffirelli.cominfo@fondazionefrancozeffirelli.com

Info, biglietteria e prenotazioni visite guidate tel. 055-2658435

Lungarni

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Facciami ben, facciami mal, in cent'anni saremo egual"

venerdì 18 gennaio 2019

Via Toscanella

“Via Toscanella deriva il nome già dal Medioevo, dall’omonima famiglia che qui aveva palazzo, giardino, case e pozzo. Demetrio Guccerelli nel suo Stradario Storico Biografico della Città di Firenze scrive:
<<Il nome di questa popolarissima straduccia di Oltrarno ricorda che nella vicina “via di Piazza” (oggi piazza Pitti) e nello sdrucciolo dei Pitti ebbero le case i Toscanelli, di antichissima famiglia fiorentina detta anche “del Pozzo” perché in vicinanza delle case trovatasi un pozzo pubblico.>>
Infatti, Via Toscanella, che dallo sdrucciolo dei Pitti sbocca in borgo San Jacopo, fin dal 1282 fu appellata Via publica justa puteum Toscanelli, connotando da subito il nome di questa strada, proprio con la presenza del “pozzo” puteus, associato alla famiglia Toscanelli.
Il “pozzo” fu talmente noto e importante da essere aggiunto al cognome dei Toscanelli che si dissero, appunto, Dal Pozzo Toscanelli, e figura addirittura nel loro stemma […]. […] un grande pozzo privato e pubblico alimentato  dalla falda acquifera sotterranea proveniente copiosamente dalla sorgente sulla sovrastante collina di Boboli, e certamente situato nella proprietà della famiglia Toscanelli . […] osserviamo il curioso toponimo della vicina via Sguazza, che potrebbe derivare proprio dallo “sguazzare” dei bambini e degli animali da cortile nelle pozzanghere create dall’acqua proveniente dal canaletto di scolo del “troppo pieno” del vicino pozzo di via Toscanella che, per la favorevole pendenza, scendevano appunto in via Sguazza a formare le pozze. [...] Lisa Gherardini, detta Lisa del Giocondo e, più popolarmente conosciuta come Monna Lisa.

La gentildonna fu ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, infatti Lisa era nata proprio in via Sguazza il 15 giugno 1479. Sposata giovanissima fu, a sua volta, madre di sei bambini. Rimasta vedova si ritirò nel Convento di Sant’Orsola dove morì il 15 luglio 1542. [...] osserviamo il curioso toponimo della vicina via Sguazza, che potrebbe derivare proprio dallo “sguazzare” dei bambini e degli animali da cortile nelle pozzanghere create dall’acqua proveniente dal canaletto di scolo del “troppo pieno” del vicino pozzo di via Toscanella che, per la favorevole pendenza, scendevano appunto in via Sguazza a formare le pozze. Chissà se a sguazzare nell’acqua, certamente un po’ fangosa di questa pittoresca strada, non ci sia stata anche Lisa Gherardini, detta Lisa del Giocondo e, più popolarmente conosciuta come Monna Lisa.

La gentildonna fu ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, infatti Lisa era nata proprio in via Sguazza il 15 giugno 1479. Sposata giovanissima fu, a sua volta, madre di sei bambini. Rimasta vedova si ritirò nel Convento di Sant’Orsola dove morì il 15 luglio 1542. A secoli di distanza Monna Lisa, ritratta nel celeberrimo quadro della “Gioconda” da Leonardo, è ancora l’opera più famosa del mondo.
Il mistero del pozzo scomparso

Per anni ricercatori e studiosi hanno cercato invano l’ubicazione dell’antico pozzo senza poterlo trovare in quanto coperto dopo che i Toscanelli lasciarono le loro proprietà. Probabilmente ai Ridolfi di Piazza si attribuisce, nel Trecento, la chiusura del pozzo, quando costruirono il loro palazzo in via Maggio, con l’estensione nel retrostante giardino che terminava con una loggia in via Toscanella.
Ai giorni nostri l’interessante e inaspettata scoperta dell’esistenza dell’antico pozzo, è avvenuta grazie a Marco Conti e al ristoratore Fabrizio Roberto Gori, titolare della “Toscanella Osteria” i quali, durante i lavori di ristrutturazione del locale in Via Toscanella da adibire a ristorante, hanno scoperto l’esistenza del famoso pozzo, sapientemente riportato alla luce.[...]”
(Tratto da: Il pozzo dove sguazzava Monna Lisa, di Luciano e Ricciardo Artusi, in Reporter di settembre 2017)

19 gennaio - Associazione Archeosofica - Giornata di musica e di studio con il maestro Aurelio Canonici

Sabato 19 gennaio 2019, una giornata di musica e di studio con il maestro Aurelio Canonici, direttore d’orchestra e compositore, organizzata dall'Associazione Archeosofica in collaborazione con l’Associazione Musica e Sofia.

Nel corso di questo seminario faremo un viaggio musicale: sulle note di alcuni tra i maggiori compositori della storia, impareremo come certe melodie immortali siano state scritte utilizzando una particolare scala oppure modo. Modo dorico, ionico, frigio, autentico o derivato, scala maggiore, minore, pentatonica, esatonale, blues, sono solo alcune delle possibili sequenze di suoni, ognuna adatta a suscitare nell’ascoltatore una determinata emozione

Per leggere un breve articolo di presentazione e il programma completo vedi il nostro sito alla pagina https://archeosofiafirenze.org/2018/12/08/scale-modi-musicali/

Per notizie sul maestro Canonici http://www.aureliocanonici.com/
Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/r

50125 Firenze

Tel. 055215940

info.firenze@boxletter.net

http://archeosofiafirenze.org

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26 gennaio - Per fare una città ci vuole un fiore: l’attività e la presentazione del nuovo video

“E’ un fiore. Il fiore di Firenze.” “E qual è?” “Prima di svelartelo voglio raccontarti una storia: si racconta che molto, molto, molto tempo fa…”

Così comincia il racconto sul fiore più famoso di Firenze, il famoso “giglio” che è simbolo della città e che campeggia ovunque il Comune di Firenze sia coinvolto. Un “giglio aperto e bottonato di rosso” che fa bella mostra di sé anche fra i beccatelli del palazzo di governo, osservandoci dall’alto di piazza Signoria, e che tuttavia rivela una sorpresa botanica: il fiore cui si riferisce non è infatti un Giglio ma un Iris, precisamente un Iris pallida dalmatica. Un fiore che è ancora oggi frequente vedere fiorire in primavera sui colli fiorentini e che forse fioriva anche quando l’antica Florentia fu fondata sulle rive del fiume. Ed è intorno a questo fiore che ruota il racconto Per fare una città ci vuole un fiore a cura di MUS.E, realizzato in partenariato con Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella, rinnovato con un nuovo video firmato Jumon Studio e presentato al pubblico delle famiglie nel pomeriggio di sabato 26 gennaio in Palazzo Vecchio: nell’attesa della nuova edizione di Firenze dei Bambini, in programma per i giorni 12-13-14 aprile 2019, il Comune di Firenze e MUS.E invitano i bambini e le loro famiglie a prendere parte alla narrazione e alla scoperta dei diversi “gigli” che fioriscono nelle sale del palazzo. Al termine dell’attività a ciascuna famiglia sarà consegnato, grazie al gentile supporto di Vivaio Degl’Innocenti, un bulbo di iris …da far crescere e sbocciare: “hai riconosciuto il fiore? E’  un iris: ha un lungo stelo, petali sottili di colore bianco o violetto, proprio nel mezzo qualche piccola pennellata gialla. E’ un fiore delicato, come il suo profumo. E non solo: dal suo rizoma, che sta sottoterra, i sapienti frati di Santa Maria Novella ottengono una polvere finissima, utile per pulire a fondo la pelle …e anche i denti.”



Grazie a Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella

    Per chi: per famiglie con bambini 4-7 anni
    Quando: sabato 26 gennaio h14.30, 15.30, 16.30
    Dove: Museo di Palazzo Vecchio
    Costi: Costi: €12,50 > 25 anni ; €10,00 18-25 anni; gratuito < 18 anni, guide turistiche e interpreti, disabili e accompagnatori, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM – + € 2,50 (residenti Città Metropolitana) – €5,00 (non residenti Città Metropolitana – riduzione 2×1 soci Unicoop Firenze

La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 055-2768224
Mail info@muse.comune.fi.it

Via Schiapparelli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"E' più facile far le piaghe che sanarle"

giovedì 17 gennaio 2019

PLV AGRICOLA 2018: LA TOSCANA RIALZA LA TESTA

Segnali positivi dopo l’annus horribilis 2017.

Coldiretti: L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori. Occorrono accordi di filiera.



La produzione lorda vendibile (Plv) agricola della Toscana nel 2018 è cresciuta di circa il 22% rispetto al 2017. Lo comunica Coldiretti Toscana che specifica come il dato rappresenta una prima stima e che risultati più attendibili potranno esserci solo nei prossimi mesi.

Anche se è un aumento significativo, che porta la Plv agricola Toscana a 2974 milioni di euro, viene dopo l’annus horribilis 2017 che, a causa di un andamento climatico anomalo, vide scendere la Plv a poco più di 2400 milioni di euro.

“L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori – commenta Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – in parte per l’aumento dei costi di produzione, con l’aumento dell’energia, dei prodotti fitosanitari, dei concimi e dell’alimentazione animale, in parte per la complessità e la lunghezza delle filiere agroalimentari che impediscono di suddividere equamente il reddito tra tutti i soggetti, in particolare verso i produttori all’origine di ogni filiera. Il prezzo pagato alla produzione è sempre più spesso svincolato dai reali andamenti di mercato e dalla domanda finale, al punto che la diminuzione dei prezzi all’origine non porta quasi mai ad una diminuzione dei prezzi al consumo, spesso con una equiparazione tra i prezzi dei prodotti esteri di qualità indefinita e quelli del prodotto nazionale di qualità”.

“La nostra Organizzazione – afferma Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – è impegnata a ricercare strade per la valorizzazione delle produzioni italiane, cercando di edificare progetti, contratti ed accordi di filiera, che hanno trovato massima espressione a livello nazionale  attraverso “Filiera Italia” la nuova realtà associativa che nel 2018 per la prima volta ha visto il mondo agricolo e l’industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale sul mercato interno ed estero valorizzando la distintività del cibo italiano nella trasformazione e lavorazione industriale. Alcuni degli accordi di filiera realizzati nel 2018 riguardano comparti importanti anche per la Toscana a partire dall’accordo di filiera della carne bovina che coinvolge con Coldiretti la più grande azienda agricola italiana, Bonifiche Ferraresi, e il gruppo Cremonini, leader nel mercato italiano delle carni, fino all’accordo di filiera per i grani antichi, con la bolognese Sis, maggiore società sementiera italiana. Anche la Toscana ha fatto la sua parte nella progettazione integrata di filiera nell’ambito del PSR 2014-2020 con 15 progetti su innovazione e sviluppo territoriale”.

“Contemporaneamente – continua De Concilio - Coldiretti è impegnata sul fronte della trasparenza nell’informazione ai cittadini, attraverso la tradizionale battaglia per l’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo che abbiamo voluto portare a livello europeo con una raccolta firme autorizzato dalla stessa Commissione Ue che vede coalizzato a fianco di Coldiretti un intero fronte europeo con la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Uni Verde e Campagna Amica. Tutti raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo).



PLV AGRICOLA 2018 (MILIONI DI EURO)

FLOROVIVAISMO 769

ZOOTECNIA         505

SEMINATIVI         740

VITI-VINICOLO    530

OLIO                   120

ALTRO                310

TOTALE            2974



FLOROVIVAISMO

Continua ad essere il settore leader. In Toscana risultano censite circa 3.600 aziende florovivaistiche che operano su una superficie di 7.500 ettari ripartiti tra vivaismo (6.500 ha) e floricoltura (1.000 ha). Rappresentano il 3,4% delle aziende agricole totali, solo lo 0.9% della Sau toscana, ma contribuiscono per circa il 26% al valore della produzione agricola regionale. Nel 2018 la produzione è stata stabile con un leggero calo della floricoltura.



VITI-VINICOLTURA

Le superfici vitate nella Toscana sono oltre 59mila ettari con una produzione di circa 3milioni e 500mila quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino. Quest’anno la produzione di vino è tornata vicino alla media storica dopo il crollo 2017.  La Toscana rappresenta il 6.3% del vino italiano attestandosi come sesta regione per produzione. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (export 2018: 980 milioni di euro). In pratica una bottiglia su cinque di vino italiano bevuta oltre confine, viene dalla Toscana.



ALLEVAMENTO BOVINO

Gli allevamenti bovini in Toscana si confermano fortemente orientati alla produzione della carne. Risultano censiti  86.000 capi bovini. Sono circa 2.900 le aziende agricole orientate alla produzione di carne e poco più di 200 quelle che producono circa 660mila quintali di latte.



ALLEVAMENTI OVINI

Sono circa 1.000 le aziende ovicaprine che contribuiscono alla produzione dei 550mila quintali di latte regionale, che in gran parte viene conferito ai caseifici e in minima parte viene lavorato direttamente dall’allevatore. In Toscana si producono circa 110 quintali di formaggio pecorino.



GRANO TENERO E GRANO DURO

La superficie investita a grano è pari a 80.600 ettari dei quali 55.300 a grano duro e 25.300 a tenero. Sono circa 4500 le imprese agricole che producono grano duro e 3300 quelle che producono grano tenero. Quest’anno la produzione, dopo il crollo del 2017 che segnò un -40%, è tornata sul livello medio di 3,2 milioni di quintali di grano. Tornano di moda i grani antichi coltivati come il Senatore Cappelli e, tra i grani teneri, il grano Verna, per un totale di 3.000 ettari.



OLIVICOLTURA

L'oliveto toscano copre 91.500 ettari (l’11% della superficie agricola regionale) con 48mila aziende agricole che caratterizzano fortemente il paesaggio. Quest’anno la produzione mediamente segna +20% attestandosi intorno a 145 mila quintali di olio.



AGRITURISMO

L'agriturismo toscano continua a muoversi verso l'alto. Gli ultimi dati Istat segnalano una crescita nelle presenze con 3.900.000 (+6%), nella ricettività (sono 4.568 gli agriturismi). Si conferma il primato della Toscana nell'offerta agrituristica italiana, ma anche la capacità della nostra regione di dare una risposta positiva alle domanda del mercato, attraverso un'offerta sempre più diversificata.



(tratto dall'ufficio stampa COLDIRETTI TOSCANA)

Viale Michelangiolo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Di chi mal fai, di lui non ti fidar mai"

mercoledì 16 gennaio 2019

martedì 15 gennaio 2019

Mostra "Frammenti di Natura dalla Persia: meteoriti, piante e animali dal Deserto di Lut, Iran"

La mostra racconta la missione compiuta nel marzo 2017 nel Deserto di Lut, in Iran, dai ricercatori del Sistema Museale di Ateneo e del Dipartimento di Scienze della Terra, per la raccolta di nuove meteoriti, ma anche di piante e animali insoliti e poco conosciuti. 14 dicembre 2018  -  31 gennaio 2019, da martedì a domenica, ore 9-17, chiuso il lunedì. Sede: "La Specola", corridoio mostre temporanee, 2° piano, via Romana, 17 Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo (SMA). Per informazioni: 055 2756444
https://www.msn.unifi.it/index.php?module=CALpro&func=item&action=view&ID=125

Mostra "Pier Antonio Micheli: dalle escursioni ai manoscritti"

Esposizione sulla figura dello studioso, botanico alla corte medicea di Cosimo III e fondatore nel 1716 della Società botanica fiorentina, che fu padre della moderna micologia e creatore di un imponente erbario conservato presso il Sistema Museale dell'Ateneo. 11 dicembre 2018  -  9 marzo 2019,  dal lunedì al venerdì, ore 9-13. Visite pomeridiane su prenotazione scrivendo a geolo@unifi.it Sede: Biblioteca di Scienze. Botanica, via La Pira, 4 Firenze. Organizzazione: Biblioteca di Scienze del Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA). L'allestimento affianca ed integra la mostra virtuale.
https://www.sba.unifi.it/Article1033.html

Mostra "Le tesi delle prime donne laureate a Firenze"

Nella mostra si espongono gli originali di alcune tesi delle prime donne laureate a Firenze, documenti di grande interesse per la storia dell’istituzione e per la storia dell’emancipazione femminile, corredate dalla relativa pubblicazione o da altre opere delle autrici, da documentazione d’archivio sulla carriera scolastica, fotografie e cenni biografici. 14 dicembre 2018  -  8 marzo 2019, dal lunedì al venerdì ore 8.30-23; sabato ore 8.30-19. Sede: Biblioteca Umanistica, piazza Brunelleschi, 4 Firenze. Organizzazione: Sistema Bibliotecario d'Ateneo. Per informazioni: 055-2757819
https://www.sba.unifi.it/Article1037.html

ITINERARI FIORENTINI

Esauritosi il ciclo “Marina Abramovic” (d’altronde l’omonima
mostra di Palazzo Strozzi chiude inderogabilmente domenica
20 Gennaio e noi, con ben tre visite guidate messe in atto in
due mesi, riteniamo di aver ben contribuito al successo della
stessa) passiamo dal contemporaneo al più “classico”.
Quindi proponiamo per i nostri “ITINERARI FIORENTINI”
una già sperimentata incursione al Museo degli Innocenti.
La data dell’evento (perché di evento si deve parlare) è fissata
per la mattina di domenica 27 Gennaio con la visita guidata al
sito dalla impeccabile e sempre presente Stefania Acuti.
E Stefania ci anticipa cosa accadrà. A lei, dunque, la parola:
“Lo Spedale degl’Innocenti nasce dall’idea di due geni,
l’imprenditore pratese Francesco Datini e l’architetto
fiorentino Filippo Brunelleschi, e rappresenta un momento
fondamentale nella storia della città.
Una partenza fortunata, seguita da sei secoli di assistenza
all’infanzia, e arricchita dalle creazioni di artisti quali
Botticelli, Ghirlandaio, Luca e Andrea della Robbia,
Piero di Cosimo e molti altri.
Nel museo tutto rinnovato ripercorreremo l’avvincente storia
dello Spedale e dei suoi abitanti e a metteremo in nuova luce
le opere d’arte nate per questo luogo.
La visita avrà la durata di un paio d’ore e il raduno del gruppo
aderente è fissato alle 09.30 di domenica 27 Gennaio alla
“Libreria dei Lettori” (in Via della Pergola, 12 per chi non ci
conoscesse ancora) con quota di adesione stabilita in 20,00
euro pro-capite, cifra comprendente il biglietto di ingresso.
A questo punto sono ufficialmente aperte le iscrizioni.
Libreria dei Lettori - Via della Pergola, 12 - 50121 Firenze - T. 055/2264333 - libreriadeilettori@gmail.com

Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Si perdona, ma non si scorda"

lunedì 14 gennaio 2019

17 gennaio - Teatro della Pergola - Incontro con il pubblico

Incontro con il pubblico



Giovedì 17 gennaio | ore 18 | Teatro della Pergola



Maria Amelia Monti e la Compagnia incontrano il pubblico. Coordina Riccardo Ventrella.



Ingresso libero fino ad esaurimento posti



Teatro della Pergola - Via della Pergola 12/32 - 50121 Firenze
www.teatrodellapergola.com - www.teatrodellatoscana.it

Piazzale Michelangelo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi la fa se la dimentica, ma non chi la riceve"

venerdì 11 gennaio 2019

giovedì 10 gennaio 2019

12 gennaio - Convegno "La qualità pedagogica nei servizi educativi per l’infanzia"

12 gennaio 2019, ore 9.30. Biblioteca Umanistica, sala Comparetti, piazza Brunelleschi, 4 Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), Consorzio Cooperative Sociali CO&SO. Per informazioni: https://www.scifopsi.unifi.it/upload/sub/eventi_2019/Silva/Locandina_qualita_silva_12gen19_rev211218_tipografica.pdf

12 gennaio - Concerto "Non chiamatelo poeta. Vent'anni senza Faber"

Di e con Letizia Fuochi. Un concerto, sotto forma di racconto, per ripercorrere la storia di uno dei più grandi maestri cantautori della nostra musica, Fabrizio de André. Ingresso libero fino a esaurimento posti. 11 gennaio 2019, ore 21, Biblioteca Umanistica, sala Comparetti, piazza Brunelleschi, 4 Firenze. Organizzazione: Università di Firenze.

10 gennaio - Incontro "Verde urbano: solo estetica o reale benessere?"

con Francesco Ferrini - Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente (DISPAA) dell'Università di Firenze. Modera Francesca Camilli - Istituto di Biometeorologia del CNR. 10 gennaio 2019, ore 21, Biblioteca delle Oblate, via dell'Oriuolo, 24 Firenze. Organizzazione: Associazione Culturale Caffè-Scienza, in collaborazione con l’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR e il Centro per lo Studio di Dinamiche Complesse dell'Università di Firenze. Per informazioni: info@caffescienza.it

Proposte e visite speciali per domenica 13 gennaio nei Musei Civici Fiorentini

Dopo la vasta offerta del periodo natalizio, non si ferma la programmazione culturale nei Musei Civici Fiorentini: domenica 13 gennaio l’Associazione MUS.E propone infatti un ricco programma di visite e attività. Giovani e adulti potranno fruire delle visite dedicate alla famiglia Medici in Palazzo Vecchio ma anche dei percorsi guidati in Santa Maria Novella, al Museo Bardini e alla mostra Solo. Medardo Rosso (Museo Novecento). Si affiancano poi le iniziative sulla Memoria della Grande Guerra, definite d’intesa con l’Ufficio UNESCO del Comune di Firenze e grazie alla collaborazione di Opera Santa Croce, e le visite proposte nell’ambito del progetto AMIR  / Accoglienza Musei Inclusione Relazione a cura di Comune di Fiesole, Comune di Firenze – MUS.E, Istituto degli Innocenti, Fondazione Primo Conti, Stazione Utopia, grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze. Alle famiglie con bambini sono invece dedicate Piccole storie di colori: Rosso e Vita di corte in Palazzo Vecchio, e Una collezione mitica al Museo Bardini.

Il costo delle attività è di €2 per i residenti nella Città Metropolitana di Firenze, di €4 per i non residenti.
Al costo dell’attività va aggiunto il costo del biglietto del museo. Le tariffe di accesso possono essere consultate su http://musefirenze.it/attivita/

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Tel. 055-2768224, 055-2768558
Mail info@muse.comune.fi.it 



MUSEO DI PALAZZO VECCHIO

Orizzonti. Nuovi sguardi sul palazzo

    per chi: per giovani e adulti
    orari: 12.00
    durata: 1h15’
    Attività gratuita: scopri il Progetto AMIR

Palazzo Vecchio è da secoli il cuore pulsante della vita pubblica fiorentina e è ancora oggi la sede ufficiale del Comune di Firenze, oltre che museo di se stesso con le sue splendide sale monumentali. La visita consentirà di scoprire (o riscoprire) questo magnifico luogo con gli occhi di chi lo ha conosciuto arrivando a Firenze come “nuovo cittadino”. I visitatori saranno quindi guidati da voci appartenenti a diverse culture a visitare in modo nuovo lo storico palazzo della città e un’attenzione particolare sarà dedicata alla sala delle carte geografiche, finestra sul mondo tra passato e presente in grado di affascinare chiunque la esplori.

La visita è proposta nell’ambito del progetto AMIR / Accoglienza Musei Inclusione Relazione, a cura di Comune di Fiesole, Comune di Firenze – MUS.E, Istituto degli Innocenti, Fondazione Primo Conti, Stazione Utopia, grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze.

Vita di corte

    per chi: per famiglie con bambini dai 6 anni
    orari: 10.30, 12.00
    durata: 1h15’

Oggi Palazzo Vecchio è un museo, ma nel Cinquecento era la residenza del duca Cosimo I de’ Medici, di sua moglie Eleonora de Toledo e dei loro undici figli. Attraversando le sale del museo i visitatori potranno non solo ammirare lo splendore della reggia ma anche immaginare i sontuosi banchetti nella Sala Grande  e i terrazzi fioriti come giardini. Infine sarà possibile indossare mantelli e zimarrine, scarpe e cappelli cinquecenteschi oppure dilettarsi con alcuni giochi da principini.

Piccole storie di colori: Rosso

    per chi: per famiglie con bambini dai 4 ai 7 anni
    orari: 11.30
    durata: 1h

Il Rosso è il colore per eccellenza: è il colore della vitalità, della ricchezza, del potere e del piacere. Grazie a una scenografica installazione interattiva i bambini potranno familiarizzare con toni e significati del Rosso e potranno conoscere alcune delle materie prime da cui può nascere, come la cocciniglia e la robbia. Nella seconda parte dell’attività sarà avviato un percorso tematico in alcune sale del Palazzo dove i Rossi – nelle loro varianti – si affollano numerosi.



MUSEO STEFANO BARDINI

Una collezione mitica

    target: per famiglie con bambini dagli 8 ai 12 anni
    orari: 11.00
    durata: 1h15’

Il museo, straordinario luogo di esposizione delle opere dell’antiquario Stefano Bardini, destinato ad attirare collezionisti e amatori d’arte di tutto il mondo, esercita tuttora un grande fascino: sale eleganti, nelle quali i pezzi diventano protagonisti e raccontano al meglio la propria storia. Fra questi spiccano numerosi pezzi antichi quali sarcofagi, busti marmorei di eroi e divinità e personaggi del mito reinterpretati lungo tutto il corso della storia dell’arte. Il percorso di visita, che spazia dall’antica Grecia fino alla storia etrusca e latina, ridarà voce ai protagonisti di un passato leggendario quali guerrieri, eroi, dei, satiri, regine: ai partecipanti saranno raccontate le loro storie, immortalate dall’arte e sospese tra la realtà e il mito.

Visita al museo

    per chi: per giovani e adulti
    orari: 12.30
    durata: 1h15’

Nel museo si respira la passione che ha animato l’antiquario e connoisseur Stefano Bardini nell’acquisire nel corso della sua vita una quantità così ingente di opere d’arte. La visita permette di conoscere la sua straordinaria collezione, dalle grandi opere – fra cui la Carità di Tino di Camaino o la Madonna dei Cordai di Donatello – alle preziose testimonianze di arti minori quali cassoni, maioliche, tappeti, armi, bronzetti.



MUSEO NOVECENTO

Orizzonti. Nuovi sguardi sull’arte del Novecento

    per chi: per giovani e adulti
    orari: 15.00
    durata: 1h15’
    Attività gratuita: scopri il Progetto AMIR

Il Museo Novecento racconta l’arte italiana del XX e del XXI secolo grazie alla sua collezione permanente e al programma di mostre temporanee, cicli espositivi, installazioni e progetti speciali. La visita consentirà di avvicinarsi ad alcune opere esposte con gli occhi di chi è giunto a Firenze come “nuovo cittadino”: i visitatori saranno quindi guidati da voci appartenenti a diverse culture e invitati a osservare in modo nuovo forme, codici, significati dell’arte italiana del nostro tempo e comprendere come davvero l’opera d’arte sia “aperta” e “centro attivo di una rete di relazioni inesauribili”. (U. Eco)

La visita è proposta nell’ambito del progetto AMIR / Accoglienza Musei Inclusione Relazione, a cura di Comune di Fiesole, Comune di Firenze – MUS.E, Istituto degli Innocenti, Fondazione Primo Conti, Stazione Utopia, grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze.

Visita alla mostra Solo. Medardo Rosso

    per chi: per giovani e adulti
    orari: h16.30
    durata: 1h15’

Artista cruciale nello sviluppo della scultura tra Otto e Novecento, Medardo Rosso apre la strada a una nuova (eppure così antica) arte plastica fatta di forme aperte, provvisorie, opache, rivisitate in numerose repliche e varianti: “al valico tra moderno e contemporaneo, ha introdotto una scultura del transitorio, esposta al rotto e al disfatto, disponibile al Caso, di materia assorbente, dopo l’idea riflessa dal lucido del bronzo e dal polito del marmo” (Paola Mola). La visita alla mostra permetterà di avvicinarsi alla vita e all’opera di Rosso, capace di abbinare un’incredibile maestria tecnica a un linguaggio anti-monumentale e anti-convenzionale e di ridisegnare i confini della scultura: “a me, nell’arte, interessa soprattutto far dimenticare la materia”.



COMPLESSO DI SANTA MARIA NOVELLA

Visita alla basilica

    per chi: per giovani e adulti
    orari: 14.30
    durata: 1h15’

La visita porta alla comprensione di uno straordinario documento della storia dei domenicani ma anche di un fondamentale capitolo della storia della città di Firenze. In questo senso un’attenzione particolare sarà dedicata alla storia dell’ordine, i cui caratteri teologici soggiacciono a tutte le vicende architettoniche e artistiche del convento, ma anche alla partecipazione attiva della cittadinanza, che da sempre ha supportato la vita del complesso grazie a lasciti, committenze e patronati. Sarà così possibile comprendere le peculiarità storiche ed estetiche dei maggiori capolavori del complesso, eseguiti dai maggiori artisti del Medioevo e del Rinascimento: fra questi Giotto, Masaccio, Filippo Brunelleschi, Paolo Uccello, Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi.

Visita ai chiostri

    per chi: per giovani e adulti
    orari: 16.00
    durata: 1h15’

La visita consente di apprezzare l’eccezionale l’importanza storica e artistica degli spazi del convento domenicano, a cominciare dal celebre Chiostro verde, i cui meravigliosi affreschi della prima metà del Quattrocento, dipinti da Paolo Uccello e collaboratori, sono ora esposti nel Refettorio dopo il delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. Il percorso prosegue con la visita della sala dell’antico capitolo, più nota come cappellone degli Spagnoli, il cui ciclo – affrescato da Andrea di Bonaiuto – si pone come una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana e del trecentesco Chiostro Grande, da poco riaperto alla fruizione pubblica, che ospita uno straordinaria serie di affreschi dei maggiori pittori dell’Accademia fiorentina del Cinquecento. Infine, un vero e proprio ‘gioiello’ della pittura fiorentina nella fase di transizione fra Rinascimento e Manierismo, la Cappella del Papa.


IN CITTÀ

La memoria della Grande Guerra. Percorsi in città

    per chi: per giovani e adulti
    orari: 14.30, 16.00
    durata: 1h15’
    Attività gratuita: scopri di più su La memoria della Grande Guerra a Firenze

In occasione dell’anniversario della Prima Guerra Mondiale, giovani e adulti avranno la possibilità di percorrere il centro storico alla scoperta dei monumenti e delle tracce della Grande Guerra. L’itinerario prenderà avvio da Palazzo Vecchio per snodarsi nel centro cittadino e concludersi in Santa Croce, cuore della memoria dei caduti fiorentini. Se per le vie della città i partecipanti potranno osservare targhe, sculture e monumenti sorti a memoria dell’evento e dei suoi morti,   “nell’impulso a trovare nell’esperienza della guerra un significato più alto, qualcosa che giustificasse il sacrificio e la perdita irreparabile” (George L. Mosse), il complesso di Santa Croce si offrirà come tappa saliente del percorso, con la visita della Cappella alla Madre Italiana in chiesa, del Parco della Rimembranza nel primo chiostro e del Famedio sotterraneo progettato da Alfredo Lensi.

Info:http://musefirenze.it/proposte-e-visite-speciali-per-domenica-13-gennaio-nei-musei-civici-fiorentini/

Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Tosto si trova il bastone per dare al cane"

mercoledì 9 gennaio 2019

A Firenze la statua del «Gesù senza tetto» di Schmalz

"Mercoledì 9 gennaio, nell'anniversario della nascita del Venerabile Giorgio La Pira, davanti alla Badia Fiorentina viene inaugurata la statua del «Gesù senza tetto» dell'artista canadese Timothy P. Schmalz

L'opera viene collocata nel cuore di Firenze, accanto alla chiesa dove ancora oggi l’Opera di San Procolo celebra ogni domenica la Messa dei Poveri istituita da Giorgio La Pira. Alle 18 i Vespri con i monaci e le monache della Badia Fiorentina; alle 19,15 inaugurazione e benedizione della statua da parte del cardinale Giuseppe Betori, alla presenza dell'assessore del Comune di Firenze al dialogo con le comunità religiose Massimo Fratini e delle altre autorità. Seguirà un rinfresco nell'adiacente Cappella Pandolfini.

L'opera raffigura Gesù nelle vesti di un senza tetto che dorme su una panchina: il corso e il volto sono coperti ma i fori dei chiodi sui piedi rivelano la sua identità. Una «traduzione visiva» del passaggio del Vangelo di Matteo in cui Gesù dice ai suoi discepoli: «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». La scultura originale si trova al Regis College, la scuola di teologia dei gesuiti a Toronto; molte altre copie sono in varie parti del mondo, nel 2016 una è stata collocata durante il Giubileo della Misericordia nel cortile di Sant’Egidio in Vaticano, all’ingresso degli uffici dell’Elemosineria apostolica. Un'altra si trova vicino all'abbazia di Westminster, a Londra.

L'iniziativa vede insieme il Comune di Firenze, l'Arcidiocesi di Firenze, la Caritas, la parrocchia di San Remigio, l'Opera di San Procolo, le Fraternità Monastiche di Gerusalemme, la Fondazione La Pira, in Centro internazionale studenti Giorgio La Pira, l'Opera per la gioventù Giorgio La Pira. Con il sostegno del Rotary Club Firenze Est e di Guido Guidi."
(tratto dal sito di Toscana Oggi, testo di Riccardo Bigi)

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Alle volte col torto si fa l'uomo diritto"

martedì 8 gennaio 2019

Associazione Archeosofica - Ciclo di appuntamenti per ripercorrere insieme l’esordio, la spiritualità, la storia e la tragica fine dell’Ordine del Tempio

Ciclo di appuntamenti per ripercorrere insieme l’esordio, la spiritualità, la storia e la tragica fine dell’Ordine del Tempio, dalla fondazione nel 1129 alla soppressione nel 1312.

Si inizia Sabato 12 Gennaio alle 17.30, presso la sede fiorentina dell’Associazione Archeosofica, Lungarno Guicciardini, 11/r, con il primo incontro dedicato a “La fondazione dell’Ordine del Tempio” e si prosegue Sabato 26 Gennaio e 2 Febbraio, alla stessa ora. Questi incontri, a cura di Alessandro Mazzucchelli sono a ingresso libero. Sabato 9 Febbraio alle 10.15, per i soci, visita guidata “Firenze Templare”.

Per leggere un breve articolo di presentazione e vedere il programma completo degli incontri vedi il nostro sito alla pagina https://archeosofiafirenze.org/2019/01/04/2019-templari/

Sono ancora aperte le iscrizioni ai seguenti corsi, laboratori e stage:

Corso di Erboristeria - Le piante della salute: segreti e rimedi semplici e composti. Da Mercoledì 9 Gennaio alle 21. Vedi  https://archeosofiafirenze.org/2018/12/29/inverno-2019-corso-di-erboristeria/

Laboratori di Erboristeria e salute integrale – Piante medicinali ed energia vitale. Da Mercoledì  9 Gennaio alle 18. Vedi https://archeosofiafirenze.org/2018/12/16/piante-energia/

Laboratorio di Astrologia – Da Venerdì 11 Gennaio alle 18. Vedi https://archeosofiafirenze.org/2018/09/11/28-settembre-2018-inizio-del-laboratorio-di-astrologia/

Stage di musica con il maestro Aurelio Canonici - Scale e modi musicali: viaggio tra musica antica, classica e sacra. Sabato 19 gennaio. Vedi https://archeosofiafirenze.org/2018/12/08/scale-modi-musicali/



Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/r

50125 Firenze

Tel. 055215940

info.firenze@boxletter.net

http://archeosofiafirenze.org

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“Episodi di Architettura tra visioni e progetto” Mostra della Classe di Architettura

Progetto e ideazione di Renzo Manetti e David Palterer



INAUGURAZIONE MOSTRA
Venerdì 11 gennaio 2019, ore 17.30
Sala delle Esposizioni
Accademia delle Arti del Disegno
Via Ricasoli n.68 (angolo Piazza San Marco), Firenze






Dall’11 al 30 gennaio 2019, l’Accademia delle Arti del Disegno, organizza la mostra della Classe di Architettura dell’Accademia che vede protagonisti nove architetti dagli eterogenei percorsi ed orientamenti: Francesco Bandini, Alberto Breschi, Vittorio Franchetti Pardo, Alessandro Gioli, Francesco Gurrieri, Claudio Nardi, Andrea Ponsi, Franco Purini e Paolo Riani.
La mostra, dal titolo “Episodi di architettura tra visioni e progetto”, realizzata dalla Classe di Architettura su progetto e ideazione di Renzo Manetti e David Palterer, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Classe, è visitabile con ingresso gratuito nella Sala delle Esposizioni dell’Accademia, in Via Ricasoli n.68, a Firenze.

Un’esposizione dal carattere pluralistico che certamente riflette i differenti percorsi di formazione, le esperienze e le tendenze degli architetti dell’Accademia le cui opere, più o meno recenti, sono accostate l’una all’altra al fine di rappresentare lo “stato dell’arte” del fare architettonico contemporaneo e sottolinearne la molteplicità culturale ed espressiva sia quando è volto al restauro, con recupero delle funzioni storiche preesistenti, sia quando è indirizzato alla progettazione ex novo di edifici pubblici e privati. Un panorama molteplice quello presentato nell’esposizione che, proprio nella sua apparente episodicità, riesce a offrire un’idea nitida della complessità interpretativa, della vastità di orizzonti e, soprattutto, dell’emozione che si traduce nel fare architettura, con la consapevolezza che diverse visioni, letture e interpretazioni del territorio, del costruito, della tradizione e della storia sono la base dalla quale nascono altrettante visioni progettuali.

In questo itinerario privilegiato tra atelier, studi, officine creative e culturali, la mostra presenta 30 opere tra cui plastici, video e disegni “realizzati con riga e squadra su carta Fabriano, 50% cotone, in formati standard 70x100, 50x70, 25x70, utilizzando matite colorate di varia gradazione e marca come un tempo si usava alla Facoltà di Architettura” (Alessandro Gioli), dove trovano il loro spazio esempi stimolanti di “restauro del moderno” accostati ad una “maggiore libertà espressiva” (Francesco Gurrieri), “materiali leggeri e sensibili e combinazioni particolari di superfici, volumi, solidi e spazi aperti” (Claudio Nardi), visioni della “città immaginata, una pura invenzione esistente solo nella mente di colui che la disegna” (Andrea Ponsi), l’immersione naturalistica di “un edificio che ricorda una foglia di vite, leggermente appoggiata sul terreno” (Paolo Riani), “scritti, acquarelli e appunti di viaggio” (Francesco Bandini), “disegni preparatori” (Alberto Breschi),  “interventi di parziale de-restauro” (Vittorio Franchetti Pardo) e “grattacieli” (Franco Purini).

Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, sottolinea il valore della varietà delle proposte, degli stili, delle filosofie presentate dagli architetti partecipanti alla mostra, dove troviamo “la poesia e la razionalità, l’attitudine a conservare e il desiderio d’innovare, la conoscenza rispettosa di tecniche e materiali appartenenti alla tradizione costruttiva e al tempo stesso lo sperimentalismo aperto a tecnologie e materiali di ultima generazione”.
Questa mostra, sottolineano Renzo Manetti e David Palterer, “è stata fortemente voluta da Francesco Gurrieri e ne conclude una Presidenza della Classe di Architettura dell’Accademia delle Arti del Disegno che è stata lunga, autorevole e prestigiosa. Essa rappresenta dunque un riconoscimento della preziosa attività che egli ha svolto per la cultura architettonica, artistica e umanistica della quale l’Accademia è espressione. A lui va un personale ringraziamento per averci proposto a proseguire la sua opera come nuovi Presidente e Vicepresidente della Classe”.

A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo edito da Polistampa con i testi di Cristina Acidini, Renzo Manetti, David Palterer, Francesco Gurrieri, Francesco Bandini, Alberto Breschi, Vittorio Franchetti Pardo, Alessandro Gioli, Claudio Nardi, Andrea Ponsi, Franco Purini, Paolo Riani.

La mostra sarà visitabile dall’11 al 30 gennaio 2019 con i seguenti orari:
Da martedì a sabato: ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00
Domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso
Ingresso libero

Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"A chi vol far del male non gli manca mai occasione"

lunedì 7 gennaio 2019

sabato 5 gennaio 2019

Cantiere Futurarte - Laboratorio teatrale gratuito

E’ molto raro fare un’esperienza in cui tutti i partecipanti alimentino l’atto creativo, un’esperienza teatrale, shakespeariana, con un grande cast composto da attori dai 14 ai 96 anni. Nella vita normale queste due generazioni limite, alla soglia di un passaggio, potrebbero non incontrarsi affatto, come non incontrerebbero Shakespeare. Le RSA sono spesso un luogo poco ospitale, noi attraverso il laboratorio teatrale, vogliamo far diventare la loro casa un luogo di vita e di creazione attiva, per aprirla all’esterno e riconnetterla con la comunità.”
Stiamo cercando un gruppo di ragazzi e ragazze, con un'età compresa fra i 18 e i 25 anni, per il laboratorio teatrale gratuito a partire da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Il percorso di formazione avrà cadenza settimanale, si svolgerà presso la struttura socio sanitaria RSA “Il Giglio” di Firenze, e sarà condiviso con gli ospiti e lo staff della struttura. Sogno di una notte di mezza estate 2019 sarà condotto da Francesco Ferrieri e Alessio Martinoli Ponzoni, con la collaborazione di Francesco Dendi. C’è tempo per iscriversi fino al 24 gennaio 2019.
COME ISCRIVERSI? L’accesso al Laboratorio sarà completamente gratuito. Per iscriversi è necessario inviare una mail all’indirizzo residenzeshakespeariane@gmail.com con il proprio nome, cognome, numero di telefono.
DOVE? La RSA “Il Giglio” è situata nel Quartiere 4 di Firenze in Via Santa Maria a Cintoia 9/A. QUANDO? Il laboratorio inizierà Giovedì 31 Gennaio ore 15.30-17.30
OPEN CALL: 15 NOVEMBRE 2018 - 24 GENNAIO 2019 – Riservata a tutti i ragazzi Under 25 che hanno intenzione di partecipare a Sogno di una notte di mezza estate 2019
SPETTACOLO FINALE – Luglio 2019