giovedì 31 gennaio 2019

Loggia de'Lanzi

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Tosto scaldato, tosto raffredato"

mercoledì 30 gennaio 2019

martedì 29 gennaio 2019

Il genio di Antonio Pacinotti

Vi adell'Agnolo (Foto di Roberto Di Ferdinando)



"Antonio Pacinotti (Pisa, 17 giugno 1841 – Pisa, 25 marzo 1912) è stato un patriota, senatore e scienziato italiano, a cui si deve l'invenzione della dinamo e del motore elettrico in corrente continua."
Leggi tutto: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pacinotti

Viali verso di Michelangelo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi tosto s'adira, tosto si placa"

venerdì 25 gennaio 2019

giovedì 24 gennaio 2019

mercoledì 23 gennaio 2019

martedì 22 gennaio 2019

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (12 - continua)

“Salvia officinalis (Salvia)
“Pianta conosciuta fin dall’antichità veniva usata dai Galli che ritenevano che avesse la capacità di guarire tutte le malattie (omnimorbia) e che agisse efficacemente contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva utilizzata anche nella preparazione dei riti magici. Nella medicina popolare, già nel Medievo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare. Nelle campagne toscane era utilizzata moltissimo come dentifricio disinfettante e rinfrescante.
 (Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

Ponte Vecchio

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Mal per chi le dà, peggio per chi le riceve"

lunedì 21 gennaio 2019

Lungarni

Foto di Sara Pezzoli


Proverbio Toscano del Giorno

"Facciami ben, facciami mal, in cent'anni saremo egual"

venerdì 18 gennaio 2019

Via Toscanella

“Via Toscanella deriva il nome già dal Medioevo, dall’omonima famiglia che qui aveva palazzo, giardino, case e pozzo. Demetrio Guccerelli nel suo Stradario Storico Biografico della Città di Firenze scrive:
<<Il nome di questa popolarissima straduccia di Oltrarno ricorda che nella vicina “via di Piazza” (oggi piazza Pitti) e nello sdrucciolo dei Pitti ebbero le case i Toscanelli, di antichissima famiglia fiorentina detta anche “del Pozzo” perché in vicinanza delle case trovatasi un pozzo pubblico.>>
Infatti, Via Toscanella, che dallo sdrucciolo dei Pitti sbocca in borgo San Jacopo, fin dal 1282 fu appellata Via publica justa puteum Toscanelli, connotando da subito il nome di questa strada, proprio con la presenza del “pozzo” puteus, associato alla famiglia Toscanelli.
Il “pozzo” fu talmente noto e importante da essere aggiunto al cognome dei Toscanelli che si dissero, appunto, Dal Pozzo Toscanelli, e figura addirittura nel loro stemma […]. […] un grande pozzo privato e pubblico alimentato  dalla falda acquifera sotterranea proveniente copiosamente dalla sorgente sulla sovrastante collina di Boboli, e certamente situato nella proprietà della famiglia Toscanelli . […] osserviamo il curioso toponimo della vicina via Sguazza, che potrebbe derivare proprio dallo “sguazzare” dei bambini e degli animali da cortile nelle pozzanghere create dall’acqua proveniente dal canaletto di scolo del “troppo pieno” del vicino pozzo di via Toscanella che, per la favorevole pendenza, scendevano appunto in via Sguazza a formare le pozze. [...] Lisa Gherardini, detta Lisa del Giocondo e, più popolarmente conosciuta come Monna Lisa.

La gentildonna fu ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, infatti Lisa era nata proprio in via Sguazza il 15 giugno 1479. Sposata giovanissima fu, a sua volta, madre di sei bambini. Rimasta vedova si ritirò nel Convento di Sant’Orsola dove morì il 15 luglio 1542. [...] osserviamo il curioso toponimo della vicina via Sguazza, che potrebbe derivare proprio dallo “sguazzare” dei bambini e degli animali da cortile nelle pozzanghere create dall’acqua proveniente dal canaletto di scolo del “troppo pieno” del vicino pozzo di via Toscanella che, per la favorevole pendenza, scendevano appunto in via Sguazza a formare le pozze. Chissà se a sguazzare nell’acqua, certamente un po’ fangosa di questa pittoresca strada, non ci sia stata anche Lisa Gherardini, detta Lisa del Giocondo e, più popolarmente conosciuta come Monna Lisa.

La gentildonna fu ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, infatti Lisa era nata proprio in via Sguazza il 15 giugno 1479. Sposata giovanissima fu, a sua volta, madre di sei bambini. Rimasta vedova si ritirò nel Convento di Sant’Orsola dove morì il 15 luglio 1542. A secoli di distanza Monna Lisa, ritratta nel celeberrimo quadro della “Gioconda” da Leonardo, è ancora l’opera più famosa del mondo.
Il mistero del pozzo scomparso

Per anni ricercatori e studiosi hanno cercato invano l’ubicazione dell’antico pozzo senza poterlo trovare in quanto coperto dopo che i Toscanelli lasciarono le loro proprietà. Probabilmente ai Ridolfi di Piazza si attribuisce, nel Trecento, la chiusura del pozzo, quando costruirono il loro palazzo in via Maggio, con l’estensione nel retrostante giardino che terminava con una loggia in via Toscanella.
Ai giorni nostri l’interessante e inaspettata scoperta dell’esistenza dell’antico pozzo, è avvenuta grazie a Marco Conti e al ristoratore Fabrizio Roberto Gori, titolare della “Toscanella Osteria” i quali, durante i lavori di ristrutturazione del locale in Via Toscanella da adibire a ristorante, hanno scoperto l’esistenza del famoso pozzo, sapientemente riportato alla luce.[...]”
(Tratto da: Il pozzo dove sguazzava Monna Lisa, di Luciano e Ricciardo Artusi, in Reporter di settembre 2017)

Via Schiapparelli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"E' più facile far le piaghe che sanarle"

giovedì 17 gennaio 2019

mercoledì 16 gennaio 2019

martedì 15 gennaio 2019

lunedì 14 gennaio 2019

venerdì 11 gennaio 2019

giovedì 10 gennaio 2019

mercoledì 9 gennaio 2019

martedì 8 gennaio 2019

Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"A chi vol far del male non gli manca mai occasione"

lunedì 7 gennaio 2019

sabato 5 gennaio 2019

giovedì 3 gennaio 2019

Né a torto né a ragione non ti lasciar mettere in prigione

“Il 3 ottobre 1618, il giovane sposo Francesco Calderini, colmo d’ira si recò in Borgo Sant’Apostoli al palazzo del suocero, Claudio Usimbardi, per comunicargli che sua figlia Lucrezia (nonché propria moglie), era in stato interessante, ma al tempo stesso, certo dell’illegittimità della gravidanza. L’Usimbardi, inorridito da tale ingiuriosa affermazione, che con tale sospetto denunciava l’infedeltà della moglie, rea di una relazione extraconiugale e preso dalla collera, si scagliò contro il genero pugnalandolo in pieno petto. Pochi istanti dopo Francesco Calderini era orto e l’omicida, dell’antica famiglia nobile di Colle Val d’Elsa, in fuga fuori dalle mura di Firenze, facendo tesoro del proverbio: né a torto né a ragione non ti lasciar mettere in prigione. La sera dopo i Domenicani di Santa Maria Novella con la benemerita Compagnia di San Benedetto Bianco, alla quale il Calderini apparteneva andarono a prendere il cadavere per trasportarlo alla Chiesa di Santa Croce dove si trovavano le sepolture di famiglia. […] Quando il corte funebre stava entrando in piazza di Santa Croce fu investito da un violento ed improvviso temporale che fece allungare il passo ai portatori […]. In questo frettoloso cambio di passo, sotto il diluvio scosciante uno di loro scivolò coinvolgendo tutti gli altri e la cassa che, urtando violentemente sul lastricato si aprì. La salma del povero Francesco trasportata dall’acqua si infilò nella fogna che un tempo esisteva sotto la fontanella della piazza […] . Inutili i tentativi di recupero, risolti solo all’indomani mattina. Fu così che i Domenicani si rifugiarono nel convento di Santa Croce accolti dai Francescani, i quali, visto il perdurare del temporale, li ospitarono anche a passarvi la notte, poiché in quel giorno, 4 ottobre, i Francescani erano i festa per la ricorrenza di San Francesco. Durante il convivio, per dare maggiore significato all’incontro, fu stabilito che i Domenicani sarebbero andati tutti gli anni, in quella stessa data a Santa Croce ed i Francescani, dai Domenicani in Santa Maria Novella il giorno di San Domenico. […]”
(Tratto da: “Il defunto affogato”, di Luciano e Riciardo Artusi, in Reporter di ottobre 2018)

Chiasso de' Baroncelli

Foto di Roberto Di Ferdinando