martedì 16 luglio 2019

Visite guidate alla Biblioteca Umanistica

In occasione di MusArt Festival 2019. 15 - 23 luglio 2019, ore 19 e 20.15 (esclusi sabato e domenica), Biblioteca Umanistica, piazza Brunelleschi, 4 - Firenze. Organizzazione: Biblioteca Umanistica.
https://www.sba.unifi.it/Article1121.html

Proverbio Toscano del Giorno

"Frati osservanti risparmiano il suo e mangiano quel degli altri"

domenica 14 luglio 2019

Il peposo e Brunelleschi

"Il peposo alla Fornacina dell’Impruneta  era una delle pietanza che gli operai mangiavano nelle pause per la costruzione del Duomo. Il peposo di allora, a differenza di alcune varianti moderne - non aveva come ingrediente il pomodoro, giunto in Europa solo molti anni dopo la scoperta dell’America e dopo il completamento della cupola nel 1436. All’epoca il pepe, benché spezia importante e ovviamente costosa, veniva utilizzato sia come conservante che come ingrediente. Le tegole della Cupola del Duomo erano fatte all’Impruneta e i fornacini imprunetini si nutrivano di  carne lungamente cotta nel vino, in un coccio messo a cuocere negli stessi forni delle tegole. Il geniale architetto Filippo Brunelleschi, decise di adottare tale piatto per sfamare le maestranze al lavoro per erigere la cupola del Duomo fiorentino e, per evitare perdite di tempo, stabilì di creare due mense a base di robusto peposo direttamente sulle impalcature della cupola."
(Liberamente tratto da: Ricettario - Vetrina Toscana, a cura della Camera di Commercio di Firenze)

La ricetta:
Peposo alla fornacina d'Impruneta
Questa è una delle diverse versioni del piatto, dovute al fatto che è una preparazione popolare: ognuno ha la sua. E, come al solito, le quantità degli ingredienti sono approssimative ed a discrezione (e gusto) di chi lo prepara.
Gli ingredienti

1 kg di muscolo di chianina
1 lt. di Chianti
20 chicchi di pepe nero
5 spicchi d'aglio vestito
Pane toscano a fette 
un mazzetto composto da salvia e rosmarino
sale

La Modalità di preparazione

In una capace pentola di coccio, disponete il muscolo tagliato a cubetti non troppo piccoli. Aggiungete gli spicchi d'aglio non pelati, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprite con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno o sul fornello, fino a che la carne non risulti estremamente morbida. 
Tostate le fette di pane, in forno o sulla griglia, versateci sopra il peposo e servire subito.
Tratto da: http://www.peposo.it/

giovedì 11 luglio 2019

Mostra fotografica "Liriche femminili"

di Sara Esposito, Claudia Gori, Barbara Leolini e Federica Zucchini. Curata da Leonardo Brogioni. 13 - 26 luglio 2019 - dal 13 al 23 luglio ore 18.30-22.30; 24-26 luglio ore 15.30-19, Biblioteca Umanistica, Corridoio Brunelleschi, piazza Brunelleschi, 4 - Firenze. Organizzazione: Biblioteca Umanistica. Per informazioni: infouma@unifi.it ;
https://www.sba.unifi.it/Article1123.html

Convegno "Emotions and Affections in Education, from 0 to 10 years"

Nell'ambito del programma europeo Erasmus Plus - KA2 Strategic Partnerships for School Education. 12 luglio 2019, ore 8.30, Aula magna del Rettorato, piazza San Marco, 4 - Firenze. Organizzazione: Dream - Educational Affective Model, Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), cofinanziato dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea.
http://dream-edu.eu/download/86/multiplier-event-downloads/903/final_conference_-dream_12_7_19_def__eng.pdf%0D%0A

lunedì 8 luglio 2019

Proverbio Toscano del Giorno

"Frate sfratato e cavol riscaldato, non fu mai buono"

sabato 6 luglio 2019

Dante, alla ricerca della lingua perfetta….

“[…] Tra le opere che Dante aveva scritto prima della Divina Commedia, una era specificamente dedicata alla lingua. Alla lingua volgare, per essere precisi: quella che possiamo considerare l’antenato del nostro italiano. Anche se Dante, quell’opera, aveva deciso di scriverla in latino. Perché il latino era ancora la lingua dei letterati propri a loro Dante voleva rivolgersi. L’opera s’intitola De Vulgari eloquenti: <<Sull’arte del dire in volgare>>. Solo che in Italia di volgari ce n’erano tanti e molto diversi tra loro, così come è oggi per i dialetti. Allora Dante si mette a caccia (usa proprio questa espressione) della parlata italiana più bella e illustre. Passa in rassegna quattordici di versi volgari - dal Friuli fino alla Sicilia - e per ognuno riporta almeno una breve frase e un commento, quasi sempre negativo.
[…] il romanesco […] è per Dante un <<tristiloquium>>: un volgare squallido, il peggiore (<<turpissimus<<) tra quelli italici. Un trattamento simile è riservato al marchigiano e allo spoletino, al milanese e al bergamasco. Stando al suo orecchio, friulani e istriani <<con il loro accento bestiale eruttano Ce fas tu?>> e i sardi <<imitano la grammatica>> (cioè il latino) <<così come le scimmie imitano gli uomini>>. Allo stesso modo, Dante esclude - tra gli altri - il veneziano, il genovese, il romagnolo, il perugino, le parlate meridionali […]. Ma anche, inaspettatamente, il toscano. Le parlate toscane - scrive Dante - <<pretendono per sé il titolo di volgare illustre>>, ma sono soltanto parlate municipali: <<non c’è dubbio che il volgare di cui andiamo in cerca sia altra cosa da quello praticato dal popolo di Toscana>>. A salvarsi sono soltanto, almeno in parte, il siciliano letterario - quello che Dante attribuiva ai poeti della scuola di Federico II - e il bolognese del suo amico Guido Guinizzelli, parlata <<temperata verso est di lodevole soavità>> (ma non <<da preferire in assoluto>>).
[…] Dante non portò a conclusione la sua opera: il De volgari eloquenti rimase interrotto prima ancora di arrivare a metà. […] . Per nostra fortuna, invece, Dante riuscì a concludere la sua Divina Commedia. […] . Per il suo poema, Dante scelse di usare proprio quel fiorentino che pure aveva criticato in precedenza. Plasmando quella lingua - la sua lingua materna - , riuscì a raccontare le più basse nefandezze e le visioni più sublimi […]. Usò tutti i vocaboli che aveva a disposizione, dalla terminologia filosofica e scientifica fino alle parolacce. […] Alcune le usò in un significato nuovo, altre - quasi un centinaio - le inventò. Basta pensare  alle tante frasi del poema che sono diventate popolari modi di dire: per li rami, le dolenti note, dalla cintola in su, far tremare le vene e i polsi, senza infamia e senza lode. […].”
(Tratto da: Giuseppe Antonelli, Il museo della lingua italiana, Mondadori, 2018,  e da Mirko Tavani, Qualche idea su Dante, Bologna, il Mulino 2015)

venerdì 5 luglio 2019

Stupore e meraviglia per il ‘raggio verde’ che, nella notte, ha unito Palazzo Vecchio col Ponte Vespucci

Un segno di amicizia della comunità fiorentina
con quella statunitense
Iniziativa dell’Associazione Amerigo col Patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione
col Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, Fondazione CR Firenze,
Gruppo El. En spa, impresa Campania Sonda
Stupore e meraviglia tra i fiorenti e i turisti che alle ore 22 di ieri sera, Festa dell’ Indipendenza degli Stati Uniti d’America, hanno visto comparire un fascio di luce verde tra Palazzo Vecchio e il ponte Amerigo Vespucci. Lo ha promosso l’Associazione Amerigo in segno di amicizia della comunità fiorentina con quella americana. L’iniziativa ha avuto il Patrocinio del Comune di Firenze e si è svolta in collaborazione con Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, Fondazione CR Firenze, Gruppo El. En spa, impresa Campania Sonda, nell’ambito delle manifestazioni ‘Insieme 200’ promosse per i 200 anni di presenza diplomatica statunitense a Firenze.

Il Gruppo El.En, leader nel campo della produzione di macchinari laser, su autorizzazione del Comune di Firenze, ha installato ad una finestra della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio uno strumento che ha inviato fino alle 6 di stamattina, un fascio di luce verde che ha raggiunto il basamento del ponte Amerigo Vespucci, intitolato al navigatore fiorentino che ha dato il nome all'America. Il raggio luminoso ha colpito uno stendardo collocato su una delle spallette del ponte, delle dimensioni di 3 metri per 3 con i loghi delle istituzioni coinvolte nel progetto; al centro è riportato il logo di ‘Insieme 200’.

‘’Ringraziamo il Comune di Firenze – ha dichiarato Michele Ricceri, coordinatore del Chapter di Amerigo, Firenze – per aver condiviso la nostra idea. Riteniamo che questo ‘raggio verde’ sia un piccolo ma significativo segno di amicizia verso la comunità statunitense così numerosa nella nostra città. Una comunità fatta non solo di studenti ma anche di docenti e di numerosi turisti americani presenti in città in questi mesi in occasione dei festeggiamenti per i 200 anni della presenza diplomatica americana a Firenze. Il direttivo dell’Associazione Amerigo aveva da tempo intenzione di promuovere un evento che avesse anche un alto valore simbolico e fosse efficace dal punto di vista della comunicazione e crediamo di esserci riusciti. La nostra gratitudine va anche al Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, alla Fondazione CR Firenze, al Gruppo El. En spa, e all’ impresa Campania Sonda che hanno permesso lo svolgimento di questo piccolo evento’’




Il Camper dell’Arte. Leonardo, un genio in piazza

Dall’8 al 19 luglio, 10 serate nelle periferie di Firenze e nelle piazze del territorio fiorentino
Un vero e proprio camper dell’arte: dieci lezioni di piazza, itineranti, nei quartieri di Firenze e fuori città. Dopo il successo delle passate edizioni torna a circolare tra le piazze di Firenze e della sua periferia un camper pronto a portare cultura grazie a un progetto di storia dell’arte in movimento promosso dal Comune di Firenze e dall’Ufficio UNESCO, curato dall’Associazione MUS.E. Il protagonista indiscusso delle serata sarà Leonardo da Vinci, il genio multiforme di cui ricorre quest’anno il cinquecentenario dalla morte, avvenuta in Francia nel 1519.
Il Camper dell’arte propone delle vere e proprie serate di avvicinamento ai temi dell’arte, per consentire a tutti di appassionarsi e innamorarsi della cultura. Per cinque sere il camper sosterà infatti in cinque diverse piazze della città, e per altrettante serate farà invece tappa fuori Firenze: all’arrivo del mezzo, messo a disposizione da Laika Caravans e “alimentato” grazie ad Aquila Energie, saranno allestite sedie e attrezzature per dare vita a lezioni d’autore aperte a tutta la cittadinanza. Un progetto pensato per raggiungere i luoghi della città solitamente più lontani dai musei e dai grandi eventi culturali, estendendo così l’azione della cultura a tutti i residenti e promuovendo la valorizzazione dei tanti Centri Storici Minori che compongono Firenze e che rappresentano il tessuto urbano più vissuto dai cittadini: ecco perché gli incontri troveranno luogo nelle piazze e nei giardini usualmente frequentati dai residenti, individuate grazie alla collaborazione dei Quartieri, e nei Comuni di Barberino Valdelsa, Scarperia, San Casciano in Val di Pesa, Lastra a Signa e Castelfiorentino, con la collaborazione del Museo Benozzo Gozzoli.
Il progetto ideato originariamente da Sergio Risaliti nel 2015 in occasione della Settimana Michelangiolesca, è oggi riproposto sotto una formula arricchita: gli incontri, che si svolgeranno nelle serate da lunedì 8 a venerdì 12 luglio (in città) e dal 15 al 19 luglio (fuori città), saranno infatti l’occasione per avvicinarsi alla vita e alle opere di Leonardo da Vinci, una delle figure più celebri dell’arte.
Leonardo da Vinci, genio universale, fu uomo di curiosità fervida e mai sazia: artista, pittore, scultore, ma anche architetto, scienziato, poeta, ingegnere, notomista, botanico, cartografo… Giustamente celebrato per il suo impareggiabile contributo in campo artistico, Leonardo fu anche uomo del suo tempo e profondamente sensibile alle tematiche pubbliche e civili, suggerendoci spunti di riflessione anche sulla cultura, sulla società e sulla città di oggi. Gli incontri approfondiranno aspetti diversi e multiformi della sua vita personale e della sua carriera artistica, dalla sua nascita a Vinci alla sua attività nelle diverse città e corti italiane, dai suoi esordi ai grandi capolavori, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere Leonardo nella sua piena verità storica, di apprezzarne la maestria tecnica e di coglierne i tratti fondanti, quali lo spirito di osservazione, il desiderio di conoscenza, la necessità di sperimentazione.
L’iniziativa ha quindi l’obiettivo – grazie a incontri dal taglio divulgativo e appassionante – di parlare a tutti, cercando di superare gli steccati accademici grazie a interventi di relatori qualificati che hanno sposato e sostenuto l’iniziativa. A condurre le serate saranno Cristina Acidini, Roberta Barsanti, Paolo Berruti, Elena Capretti, Esther Diana, Carlo Francini, Sergio Risaliti, Sara Taglialagamba, Alessandro Vezzosi e Valentina Zucchi.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Firenze, l’ideazione di Sergio Risaliti, la curatela di Carlo Francini per l’Ufficio UNESCO e di Valentina Zucchi per MUS.E.
Si ringrazia la Città Metropolitana di Firenze e i Quartieri per la preziosa collaborazione.
Il progetto è realizzato grazie alla sponsorizzazione di Aquila Energie, con il supporto tecnico di Laika Caravans e grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.
Programma
Firenze
>>Lunedì 8 luglio h21 – giardino di Villa Arrivabene

SERGIO RISALITI, Leonardo e Michelangelo: una sfida tra titani
>>Martedì 9 luglio h21 – giardino di via Tagliamento 4, Firenze

SARA TAGLIALAGAMBA, Bellezza e utilità. Leonardo industrial designer
>>Mercoledì 10 luglio h21 – piazza dell’Isolotto, Firenze

CRISTINA ACIDINI, Leonardo e Firenze: vita, arte, amici e rivali (Michelangelo compreso)
>>Giovedì 11 luglio h21 – piazza Centro Commerciale Le Piagge, Firenze

ROBERTA BARSANTI, “Veramente mirabile e celeste fu Leonardo”. Tracce per una biografia di Leonardo da Vinci
>>Venerdì 12 luglio h21 – piazza del Carmine, Firenze

CARLO FRANCINI, I leoni di Leonardo e di Cosimo
Sul territorio
>>Lunedì 15 luglio h21 – La Pineta, Barberino Val d’Elsa

VALENTINA ZUCCHI, Un viaggio tra i fogli di Leonardo
>>Martedì 16 luglio h21 – via A. Testaferrata, Castelfiorentino

ELENA CAPRETTI, Gli animali di Leonardo: gatti, cavalli, uccelli, draghi e altre creature bizzarre
>>Mercoledì 17 luglio h21 – piazza dei Vicari, Scarperia

ESTHER DIANA, L’anatomia di Leonardo tra scienza e leggenda
>>Giovedì 18 luglio h21 – piazza della Repubblica – giardini del Piazzone, San Casciano Val di Pesa

PAOLO BERRUTI, Leonardo e Freud. Incontri a distanza
>>Venerdì 19 luglio h21 – via Chiantigiana / piazza del Popolo, Ginestra Fiorentina (Lastra a Signa)

ALESSANDRO VEZZOSI, Leonardo vero o falso?
La partecipazione è gratuita. Non occorre la prenotazione.
Per informazioni: 055-2768224 info@muse.comune.fi.it



giovedì 4 luglio 2019

L'arte fiorentina nel castello di Wawel di Cracovia

Il Castello - Foto di Roberto Di Ferdinando
Wawel è il castello cittadino di Cracovia, in Polonia. Costruito intorno all’X secolo, fu ampliato dalla famiglia reale Jagellone nel XIV secolo, che volle dargli un aspetto architettonico gotico. Per tale compito fu chiamato un architetto ed artista toscano: Bartolomeo Berrecci, di Pontassieve. “[…] Berrecci si formò a Firenze frequentando la bottega di Giuliano da Sangallo per poi trasferirsi, intorno al 1506 a Roma, conobbe Michelangelo e, probabilmente, lavorò alla rifinitura della tomba di Giulio II.
Dal 1516 in Polonia, su invito del vescovo Jan Laski, dove fece fortuna - e un ingente patrimonio - e creò un laboratorio di scultura in pietra insieme a un gruppo di artisti italiani fra cui Nicola Castiglione, Bernardino di Gianotis e Giovanni Cini.
Berrecci fu artista apprezzato alla corte reale di Wawel - nella cattedrale realizzò tra il 1519 e il 1533 la cappella di Sigismondo I considerata la maggiore opera del Rinascimento italiano in Polonia 
[…] (tratto da: Bartolomeo Berrecci da Pontassieve. Un genio del Rinascimento tra arte e filosofia , di L. Cappelletti, Polistampa).
La famiglia reale Jagellone, fu anche appassionata collezionista di arte, ovviamente anche di quella italiana. Oltre a dipinti e ceramiche provenienti dalla penisola italiana, spicca in quasi ogni sala degli appartamenti reali ed in quelli governativi del castello, il mobilio fatto da artigiani fiorentini. In particolare eleganti sedie e ricche e intarsiate cassapanche che i sovrani polacchi nel Quattrocento commissionarono ai maestri artigiani di Firenze.
Roberto Di Ferdinando

cappella di Sigismondo I



Forte di Belvedere
 MASSIMO LISTRI A perfect day
 DAVIDE RIVALTA My land 29 GIUGNO - 20 OTTOBRE 2019

Dopo aver accolto dal 2013 oltre 700.000 visitatori per le mostre di Zhang Huan, Giuseppe Penone, Antony Gormley, Jan Fabre, YTALIA ed Eliseo Mattiacci, affermandosi come uno dei più importanti centri espositivi d'arte contemporanea a livello internazionale, il Forte Belvedere ospita due importanti artisti italiani:
Massimo Listri e Davide Rivalta
https://musefirenze.us4.list-manage.com/track/click?u=8c9e3f3f72ad54b443a0f8930&id=bbcd49d906&e=7daa7c1c18

AMATISSIMO PINOCCHIO: 
COMPIE 138 ANNI
E CONTINUA A FARE DEL BENE


Il burattino più amato e più famoso del mondo sta per compiere gli anni e continua a fare del bene.
Domenica 7 luglio Firenze si prepara a celebrare i 138 anni trascorsi dalla “nascita” di Pinocchio con una giornata dedicata alla creatura frutto della fantasia di Carlo Lorenzini, così come al progetto biennale “Campo dei miracoli”.
Realizzato in ambito del programma europeo Erasmus+ (Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi, partenariati strategici nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù), il progetto “Campo dei miracoli” vede impegnate in maniera sinergica diverse associazioni d’Italia, Spagna e Gran Bretagna - ovvero Per Boboli, Pinocchio di Carlo Lorenzini, Trisomia 21 Onlus, Fundacion Menuhin Espana- Universidad Rey Juan Carlos e MBM Training and Development Center LTD - con un unico obiettivo: valorizzare le abilità delle persone disabili intellettive e relazionali realizzando percorsi di crescita che contribuiscono a un processo reale d’inclusione, socializzazione, senso di responsabilità e autostima favorendo così lo sviluppo psico-cognitivo.
“Con questa giornata dedicata a Pinocchio – ha detto Monica Baldi, Presidente dell’Associazione Culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ che è il vero motore dell’intero progetto - a 138 anni dalla sua nascita, s’intende sì festeggiare il burattino e il  suo autore nel giorno dell’anniversario della pubblicazione La storia di un burattino sul Giornale per i Bambini avvenuta a Firenze il 7 luglio 1881, ma anche fare il punto sul progetto ‘Campo dei miracoli’ che ci sta molto a cuore. Durante il primo anno – prosegue Baldi – abbiamo coinvolto ragazzi con la sindrome di Down; l’anno scorso abbiamo aperto anche ai giovani con problemi di autismo e di depressione. Non solo, è cresciuto anche il numero e la qualità dei laboratori che si sono aperti: dopo quelli dedicati all’oreficeria, all’orto, alle visite guidate e alla redazione dove nascono dei contributi informativi, vi è stato spazio anche per l’arte e la musica, manifestazioni dove le persone disabili intellettive e relazionali hanno potuto esprimersi in maniera più decisa e ottenere risultati impensabili. Infine il progetto ha previsto una specifica sostenibilità socio-culturale in quanto il proseguimento delle attività permetterà di continuare a sviluppare nuove politiche di integrazione tra i portatori di disabilità e le comunità locali che porteranno benefici a lungo termine in termini di implementazione dei risultati e di competenze teoriche e pratiche".

Un’intera giornata per Pinocchio
La giornata dedicata al 138° compleanno di Pinocchio – per la quale l’artista Caterina Balletti ha realizzato un’immagine che raffigura il burattino che ha appena ricevuto un dono e, sullo sfondo, la Cattedrale di Firenze - inizierà alle ore 10 nella limonaia e serra di Villa Bardini (Costa San Giorgio 2 a Firenze), quando alla presenza dei responsabili della Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron, dell’Amministrazione Comunale di Firenze, e della stessa presidente Baldi in rappresentanza dell’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini, si terrà la performance dello speciale laboratorio di pittura dedicato ad adulti e bambini, denominato “Circo” e realizzato dal Maestro di Flash Art Caterina Balletti che mira a valorizzare le abilità delle persone disabili intellettive e relazionali con un processo reale d’inclusione socializzazione, senso di responsabilità e autostima favorendo così lo sviluppo psico-cognitivo.
Alle ore 11 è prevista la conferenza stampa del Comitato scientifico del progetto “Campo dei miracoli” alla presenza di Fabio Fanfani, Stefano Lassi, e Vivilla Zampini.
Alle ore 12 è in programma la conferenza conclusiva del progetto “Campo dei miracoli-Erasmus+” insieme alle associazioni “Per Boboli”, “Pinocchio di Carlo Lorenzini” e “Trisomia 21 Onlus”.
Quindi alle ore 13 in punto i rituali auguri a Pinocchio, il taglio della torta e uno speciale brindisi.
Infine alle ore 15, ritrovo di tutti i partecipanti in via Taddea 21, a Firenze, per l’Omaggio alla casa natia di Carlo Lorenzini, con la deposizione di una corona di fiori offerta da Renato Coppola, Presidente del Consorzio del Mercato di San Lorenzo, alla presenza delle Autorità ed estimatori.

INFO

Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini
Via del Giglio, 15 – 50123 Firenze (I)

www.pinocchiohome.org

"ARCHETIPI" Eduard Anikonov Vadim Kirillov - A cura di Domenico Viggiano e Anna Balzani

Dal 5 al 30 luglio 2019 l’Accademia delle Arti del Disegno organizza la mostra del pittore Eduard Anikonov e dello scultore Vadim Kirillov, illustri esponenti dell’arte contemporanea russa. L’esposizione, dal titolo “Archetipi”, a cura di Domenico Viggiano e Anna Balzani, visitabile con ingresso gratuito nella Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, in via Ricasoli n.68 (angolo Piazza San Marco) a Firenze, rappresenta la loro prima retrospettiva realizzata in Italia. In mostra diciotto dipinti e ventitre sculture, opere realizzate negli ultimi anni e incentrate su un unico tema, la ricerca e creazione dell’archetipo.

Eduard Anikonov è nato nel 1966 a Magnitogorsk, la capitale del ferro della Russia e ha studiato all’Accademia statale di San Pietroburgo. La serie recente dei suoi oli su tela, dal titolo “Industria”, rappresenta un omaggio alla sua città natale e alla fabbrica di ferro che ne domina l’orizzonte con i suoi tubi cilindrici. Tra questi, il dipinto “Sete” con l’immagine dell’operaio della fabbrica che beve avidamente dell’acqua, nettamente in contrasto con il calore bruciante intorno a lui è forse il più emblematico della serie. Le pennellate audaci, il fuoco e lo stile talvolta drammatico dei suoi dipinti riproducono il getto della fornace d’acciaio, il metallo corroso e l’odore acre dello zolfo, elementi caratteristici del paesaggio industriale.

Vadim Kirillov è nato nel 1967 a Mosca e si è diplomato all’Accademia d’Arte di Mosca. Dal 1995 è membro dell’Unione degli Artisti di Mosca. Scultore famoso in Russia e all’estero, è artefice di molte opere a carattere monumentale esposte in prestigiosi contesti volti a rievocare personaggi e circostanze importanti della storia del suo paese. Kirillov ha contribuito al restauro dei bassorilievi della facciata della Cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore, a Mosca, situata sulla riva del fiume Moscova, a poca distanza dal Cremlino, ed è insignito della Medaglia d’Oro dall’Accademia di Belle Arti russa. La plasticità e ricercatezza decorativa, l’attenzione minuziosa al dettaglio, la patina raffinata e la straordinaria leggerezza sono tratti caratteristici delle sue opere realizzate in bronzo, dinamiche, energiche e al contempo in grado di esprimere una speciale atmosfera poetica.

Le opere scelte per la mostra all’Accademia delle Arti del Disegno valorizzano una raccolta di citazioni tratte dagli artisti da fonti diverse, prevalentemente da testi filosofici e testi sacri da cui Vadim Kirillov e Eduard Anikonov hanno estratto temi e concetti per loro significativi. Così, la serie di sculture realizzate da Vadim Kirillov (“Tetramorfi”, 2019) ci conduce tra i primi archetipi e simboli della filosofia cristiana. Esplorando il tema della creazione stessa della parola nei testi biblici, lo scultore svolge la propria ricerca e ricostruisce in una determinata sequenza le immagini dei filosofi mentre scrivono i testi sacri, divenendo loro stessi parte integrante del libro o del manoscritto (“Custode del Libro”, 2015; “Conoscenza della Verità”, 2017).
Nelle opere pittoriche di Eduard Anikonov, gli archetipi riflettono il tema più ricorrente della sua produzione incentrata sui meccanismi delle macchine industriali e prendono forma attraverso i contrasti cromatici che dialogano con forme scultoree ispirate all’antichità classica («Titoli», 2019). Nei lavori di Anikonov la fusione della cultura pittorica tradizionale russa con temi contemporanei rappresenta una caratteristica ricorrente del suo linguaggio artistico. Operando con grandi pennellate di colore, attraverso un’impostazione e uno schema strutturale monumentale, l’artista isola sulla tela i singoli oggetti attraverso l’uso di forme geometriche predilette, la spirale e il cerchio. I colori vivaci e le ricche dinamiche cromatiche riflettono la passione di Anikonov per il folklore russo e l’arte popolare.
Le opere non sono raggruppate in ordine cronologico, bensì esposte come fossero un’installazione, in contrasto e, contemporaneamente, nel dialogo tra loro, con la finalità di presentare come i temi e i motivi degli archetipi siano elaborati attraverso forme e tecniche diverse, in pittura come in scultura.

Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, sottolinea che “ancora una volta l’Accademia delle Arti del Disegno accoglie e valorizza personalità artistiche di formazione ed esperienze lontane dall’Italia, e tuttavia inserite con sintonia di tecniche e di stili nel solco della grande tradizione comune europea”.



La mostra sarà visitabile dal 5 al 30 luglio 2019 con i seguenti orari:
Da martedì a sabato: ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00
Domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso
Ingresso libero

Accademia delle Arti del Disegno
Via Orsanmichele, 4, 50123, Firenze
Telefono: +39 055 219642
E-mail: info@aadfi.it
www.facebook.com/aadfi
www.aadfi.it

mercoledì 26 giugno 2019

Venerdì 28 giugno alla Biblioteca Umanistica si terrà una serata dedicata a Federico Fellini

Venerdì 28 giugno alla Biblioteca Umanistica si terrà una serata dedicata a Federico Fellini (piazza Brunelleschi, 4, sala Comparetti - ore 21).
Un incontro per ripercorrere storie, memorie e ricostruzioni legate a due fra i capolavori di Fellini, 8½ e Amarcord, e un'occasione per riascoltare le musiche indimenticabili di Nino Rota.

martedì 25 giugno 2019

venerdì 21 giugno 2019

Villa Bardini


(Fonte: Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze)
 
 

La tomba di Dante a Ravenna

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 Dante, colpito da febbri malariche, si spense a Ravenna. Celebrate le esequie nella basilica di San Francesco, lì si depose il corpo in un sarcofago di marmo collocato all’interno di una cappellina, dedicata alla Madonna. Nel 1483 Bernardo Bembo commissionò a Pietro Lombardi la ricostruzione della Cappella che fu spostata sul lato ovest di uno dei chiostri del convento di San Francesco. Da qui, praticando un’apertura sulla parete, i Francescani riuscirono a sottrarre le ossa dell’Alighieri dalle mani di quanti, inviati e autorizzati da Papa Leone X, nel 1519 si erano recati a Ravenna per recuperare i resti del poeta e portarli a Firenze. Alla fine del Settecento, il cardinale Luigi Valenti Gonzaga commissionò la costruzione della nuova tomba di Dante a Camillo Morigia. Quando poi, nel 1810, per effetto delle leggi napoleoniche il Convento fu soppresso, i frati provvidero a seppellire i resti di Dante, custoditi nella cassetta dove padre Antonio Sarti li aveva racchiusi nel 1677, in una porta murata dell’attiguo oratorio nel cosiddetto “Quadrarco di Braccio forte”. Solo nel corso dei restauri dell’edificio del 1865 quei resti furono ritrovati e ricollocati nel sarcofago originario dove tuttora riposano”
(Tratto da: Agenda Letteraria Dante Alighieri 2013, a cura di Gianni Rizzoni)

mercoledì 19 giugno 2019

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (15 - continua)

Ruta graveolens
(Ruta)
"La Ruta, per la forma a procedei petali dei suoi fiori quale manifestazione di divinità. Veniva impiegata per allontanare le forze malvagie, le streghe e gli insetti. Inoltre, probabilmente per la presenza di furocumarine, è sin dall’epoca classica conosciuta per la sua “magica” capacità di inibire la germinazione dei semi delle altre piante. Ha un odore particolarissimo e nella tradizione popolare era uno dei rimedi più usati per allontanare gli ossiuri, i vermi dei bambini, e come pericolosissimo abortivo. Al momento la pianta è oggetto di studio per il trattamento dell’ipertensione e di alcune gravi forme tumorali cerebrali”
(Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

26 giugno - Conferenza del Prof. Ceccuti


La Società delle Belle Arti Circolo degli artisti “Casa di Dante” organizza la 1° edizione del “Concorso Internazionale Biennale di Grafica” Il tema della manifestazione è “L’uomo e la macchina”

In occasione dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci (1452-1519) e traendo ispirazione dalla versatilità del suo impareggiabile “genio”, la Società delle Belle Arti - Circolo Degli Artisti “Casa di Dante” di Firenze, ha deciso di celebrare quest’anniversario organizzando la prima edizione del Concorso Internazionale Biennale di Grafica incentrato sul tema “L’uomo e la macchina”. Ogni partecipante potrà sviluppare ed esplorare questo tema, evidenziandone i molteplici aspetti secondo le seguenti categorie e tecniche di riferimento: Disegno, Illustrazione, Incisione (acquaforte, xilografia, acquatinta, ceramolle, maniera nera, puntasecca, acciaio, litografia), Computer grafica, Fumetto e cartone animato.

Una giuria composta da eminenti personalità nell’ambito delle arti selezionerà i lavori migliori per ogni categoria e decreterà il vincitore del premio, curerà l’allestimento delle due mostre che ne deriveranno, ovvero la mostra personale riservata ai vincitori e l’esposizione collettiva degli artisti selezionati, seppur non vincitori.
I membri della commissione artistica esaminatrice sono: Prof. Franco Margari (Società delle Belle Arti, Firenze), Prof. Domenico Viggiano, (Accademia delle Arti del Disegno, Firenze), Prof. Giandomenico Semeraro, (Accademia di Belle Arti, Firenze), Prof. Charles Loverme (Florence School of Fine Arts, Firenze), Prof. Orazio Lo Presti (LABA Libera Accademia di Belle Arti, Firenze), Prof. Alessio D’Uva (Scuola Internazionale di Comics, Firenze).

Il rapporto “uomo-macchina” può essere preso in considerazione da vari punti di vista: come estensione e potenziamento del corpo umano nello svolgere attività particolarmente complesse e faticose, come accrescimento delle possibilità comunicative dell’individuo, come velocizzazione delle modalità di spostamento, come sviluppo di metodiche progettuali tramite la ricerca scientifica così come tante altre modalità operative; quindi le prospettive dalle quali guardare e approfondire questa tematica possono essere molteplici.

Fondata nel 1843, la Società delle Belle Arti, la cui sede è nel cuore di Firenze, in Via Santa Margherita n.1, a pochi passi da Piazza Signoria, rappresenta uno storico luogo d’incontro e di dialogo della cultura fiorentina, riservato non solo agli artisti e ai membri dell’antica Società, ma aperto a tutti i fiorentini, agli studenti e ai tanti appassionati, italiani e stranieri, che si riuniscono nelle sue sale. Sin dalla sua fondazione, la Società delle Belle Arti si è sempre impegnata a mantenere integri i valori dell’Arte, promuovendo un’intensa attività espositiva e culturale, allestendo mostre d’arte, organizzando concerti di musica classica e jazz, cicli di conferenze, incontri letterari, presentazione di libri e poesie. Proseguendo coerentemente con quest’originario proposito, e anche in seguito allo straordinario successo di pubblico ottenuto dal Premio Stefano Ussi organizzato nel 2018, a partire da quest’anno la Società delle Belle Arti promuove una nuova iniziativa biennale dedicata alla grafica.
Coloro che intendono partecipare alla Biennale di Grafica 2019 potranno scegliere, in piena libertà espressiva, tramite il linguaggio grafico declinabile in ognuna delle categorie previste, quale aspetto enfatizzare di questo complesso e articolato rapporto “uomo-macchina”.

Leonardo da Vinci ha saputo regalarci soluzioni tecniche impensabili per la sua epoca ma che oggi costituiscono la base di partenza per idee e progetti in grado di rivoluzionare il nostro modo di vivere e, proprio le peculiarità delle macchine da lui ideate o le macchine moderne che hanno tratto inequivocabile ispirazione dalle sue invenzioni, potranno essere il presupposto per l’ideazione delle opere da presentare al concorso.
Un’impetuosa carica inventiva quella del Genio di Vinci, le cui ricerche e studi nelle scienze, nella prospettiva, nell’acustica, nell’ottica, nell’anatomia, nella meccanica, nell’edilizia, nell’idraulica procedevano verso ciò che poteva liberare l’uomo dalla schiavitù della fatica fisica, per agevolare il lavoro dell’uomo; è con Leonardo che la macchina diviene fattore di progresso tecnologico. Leonardo ebbe occasione di conoscere anche le innovazioni tecniche apportate da Filippo Brunelleschi durante l’apprendistato dal suo maestro, il Verrocchio, dal quale rimase per circa quattro anni, dal 1469 al 1473-74, proprio negli anni in cui Verrocchio e la sua bottega ultimarono e collocarono la Palla dorata alla sommità della Cupola del Duomo.

Se le macchine hanno innegabilmente facilitato la vita quotidiana dell’umanità, al contempo, il loro utilizzo ha determinato alienazione, situazioni di pericolo, incremento delle capacità di distruzione, pensiamo, per esempio, all’uso delle armi, alle conseguenze dell’inquinamento e del cambiamento ambientale. Queste e altre suggestioni potranno essere motivo di approfondimento e dibattito da parte dei partecipanti. Il primo premio per i vincitori di ogni categoria consisterà in una targa di partecipazione e il diritto a una mostra personale negli spazi della Società delle Belle Arti - Circolo degli Artisti - “Casa di Dante”, a Firenze. La mostra avrà la durata di due settimane a partire dal giorno della premiazione. I finalisti di ogni categoria, dal secondo al decimo classificato, avranno un diploma d’onore e il diritto a partecipare a una mostra collettiva di due settimane dopo l’esposizione dei vincitori. Le opere dei vincitori e di tutti i finalisti saranno pubblicate sul catalogo realizzato a corredo dell’iniziativa. Oltre alle opere dei vincitori, nel catalogo saranno pubblicate anche le opere degli altri nove finalisti per ogni categoria del concorso e i nomi di tutti i partecipanti. Il catalogo cartaceo entrerà a far parte dell’Archivio Storico della Società delle Belle Arti - Circolo degli Artisti - “Casa di Dante”, dell’Archivio degli Uffizi e Palazzo Pitti e della Biblioteca Nazionale di Firenze.


TERMINE D’ISCRIZIONE AL CONCORSO DI GRAFICA
Il termine ultimo per l’adesione è il giorno 30 Settembre 2019


ISCRIZIONE AL CONCORSO DI GRAFICA
Per iscriversi al concorso si può compilare il modulo on line sul sitowww.biennalegraficacasadante.com/sottoscrizione, oppure scaricare il modulo in formato PDF dal sito web, compilarlo e consegnarlo a mano presso la sede della Società delle Belle Arti, oppure compilando direttamente il modulo presso la sede della Società delle Belle Arti, in via Santa Margherito 1/r, a Firenze.

PER CONSULTARE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO E ISCRIVERSI VISITARE IL SITO: http://www.biennalegraficacasadante.com




La Società delle Belle Arti - Circolo degli Artisti “Casa di Dante”
Alcuni cenni storici
Nel 1843, per iniziativa di circa 400 Notabili Fiorentini e personalità di spicco nel mondo della cultura e dell’arte, venne costituita a Firenze la “Società Promotrice delle Belle Arti”, il cui Statuto ottenne la validità dal S.A.S. Il Granduca Leopoldo II di Toscana il 18 Agosto 1843. Successivamente, nel 1855, per iniziativa di un gruppo di artisti di indiscusso valore, si era creata un’altra Società Promotrice di Belle Arti in seno alla Fratellanza Artigiana; in seguito a lunghe trattative, durate circa due anni, le due società si fusero nel 1888 assumendo la nuova denominazione “Società delle Belle Arti di Firenze”. Tra i soci iscritti cominciarono ad affluire importanti artisti come Francesco Vinea, Federico Andreotti, Serafino e Felice de Tivoli, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Stefano Ussi, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Silvestro Lega. Nel XX secolo entrarono a far parte della Società altri importanti artisti come Ardengo Soffici, Pietro Annigoni e Primo Conti. Le mostre realizzate videro la partecipazione di artisti come Francesco Chiappelli, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Lorenzo Viani, nonché di letterati di rilievo tra i quali Giosuè Carducci. Dopo i noti eventi bellici, il 29 ottobre 1957 la “Società delle belle Arti” e per essa il suo presidente Prof. Primo Conti, si fondeva con il “Circolo degli artisti di Firenze”, Presidente l’Avv. Renato Zavataro, assumendo la denominazione di “Società delle Belle Arti - Circolo degli artisti di Firenze - (Casa di Dante)”. La Società, con la sua sede nel cuore di Firenze, possiede tre sale espositive per mostre personali o collettive, una sala per conferenze e concerti e, al piano superiore, un archivio storico. In maniera continuativa offre un ricco programma artistico-culturale animato anche da dibattiti sulle tematiche contemporanee ed è a disposizione per artisti e collezionisti interessati ad esporre le proprie opere nella storica sede.

Presentazione del volume L’eredità di Stefano Bardini a Firenze. Le opere d’arte, la villa e il giardino a cura di Antonio Paolucci con testi di Antonio Paolucci, Maria Chiara Pozzana ed Emanuele Barletti

Interviene Vittorio Sgarbi

DOMANI, giovedì 20 giugno, ore 11.30 Fondazione CR Firenze
Via Bufalini 6 – Ingresso ad invito




Racconta un episodio significativo della storia recente di Firenze il volume L’Eredità di Stefano Bardini a Firenze. Le opere d’arte, la villa e il giardino a cura di Antonio Paolucci con testi di Antonio Paolucci, Maria Chiara Pozzana e Emanuele Barletti (edito da Mandragora, Firenze) che viene presentato, alla presenza degli autori e con la partecipazione di Vittorio Sgarbi, DOMANI giovedì 20 giugno alle ore 11.30 nella sede di Fondazione CR Firenze (Via Bufalini 6 – Ingresso ad invito – info@fcrf.it). Introdurranno l’incontro, moderato dal giornalista Marco Carminati, Umberto Tombari Presidente di Fondazione CR Firenze e Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, le due istituzioni che hanno realizzato il libro. Interverrà anche Alberta Campitelli, specialista internazionale di giardini storici e Vice Presidente dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

La storia del complesso Bardini e del suo parco inizia nel 1965 con la morte dell’ultimo Bardini, Ugo – figlio del celebre antiquario Stefano – e conclusa nel 1992, grazie all’allora ministro dei beni culturali Antonio Paolucci, con il passaggio della proprietà allo Stato e la conseguente ristrutturazione ed apertura al pubblico con i finanziamenti della Fondazione CR Firenze. Il volume non è solo la storia del giardino ma è anche il racconto della vita privata dei fratelli Ugo e Emma Bardini.

‘’In questo volume – scrive nella presentazione del volume il Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari - emerge tutto il senso della stretta relazione con la città che Villa Bardini e tutto ciò che le sta intorno (compresa la  zona di Piazza de’ Mozzi con il suo bel Museo Civico intitolato a Stefano Bardini) hanno sempre avuto. Un rapporto che persone lungimiranti hanno prefigurato nel corso del Novecento, da Stefano a Ugo Bardini, da Piero Bargellini a Raffaello Torricelli, da Alberto Carmi ad Edoardo Speranza (che hanno il merito di aver condotto in porto l’ imponente recupero) allo stesso Paolucci (che in qualità di Ministro dei Beni culturali ha fortemente sostenuto l’operazione), ciascuno secondo le proprie sensibilità, ma tutti uniti nella comune determinazione di rendere accessibile alla collettività questo spicchio di collina’’.
‘’Negli ultimi anni – scrive a sua volta Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron – questo luogo ha conosciuto uno straordinario sviluppo per la qualità e la fisionomia degli eventi che ha ospitato vedendo fortemente aumentato l’afflusso dei visitatori e la qualità e la tipologia delle presenze. E ciò è avvenuto grazie ad un rinnovato impegno dell’attuale governance che ha moltiplicato i propri sforzi in termini di cura, di strategie, di indirizzo programmatico e di convinta adesione ad implementare l’offerta culturale, in una dimensione anche internazionale, tesa a valorizzare le caratteristiche proprie del luogo e a migliorare le potenzialità degli spazi espositivi temporanei e permanenti’’.

Conferenza "I popoli della Patagonia tra mito e realtà"

Con lo scrittore argentino Fabián Martínez Siccardi. Saluti di Marco Benvenuti, presidente del Sistema Museale di Ateneo, introduzione di M. Gloria Roselli, curatrice del Museo di Antropologia. 19 giugno 2019, ore 17, Museo di Antropologia, aula 1 - piano terra, via del Proconsolo, 12 - Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo (SMA). Per informazioni: 055 2756444
Leggi di più: https://www.msn.unifi.it/index.php?module=CALpro&func=item&action=view&ID=168%0D%0A

Spettacolo teatrale “Spazi”, nell'ambito di "Florence for All - l'Università per l'inclusione"

A cura della Cooperativa Barberi. 19 giugno 2019, ore 21, Saloncino Pergola, via della Pergola, 12/32 - Firenze. Organizzazione: Centro di Studio e Ricerca per le Problematiche della Disabilità (CESPD) dell'Università di Firenze, in collaborazione con il Museo e Istituto fiorentino di preistoria 'Paolo Graziosi' e con il patrocinio della Regione Toscana. Evento su prenotazione scrivendo a cespd@unifi.it
Programma completo di Florence for All: https://www.cespd.unifi.it/upload/sub/rev3-LOCANDINA%20dsa%202019.pdf

Un cantiere-scuola in aiuto ai restauratori a far risplendere l’ingresso del Chiostro Grande della Basilica della SS Annunziata

Coinvolti 16 studenti dell’Istituto d’Arte di Porta Romana e Sesto Fiorentino
all’interno del progetto di alternanza scuola lavoro

Hands4work della Fondazione CR Firenze







Ciascuno di loro ha lavorato sulla pulizia di una lapide, per sei mesi, tre giorni a settimana. E questa mattina, 16 studenti dell’Istituto d’Arte di Porta Romana e Sesto Fiorentino hanno presentato il risultato del loro impegno collaborando con le maestranze al grande restauro dell’androne del Chiostro Grande della Basilica della Santissima Annunziata, finanziato da Fondazione CR Firenze nell’ambito della normativa Art Bonus. Il cantiere-studio è stato realizzato all’interno del progetto di alternanza scuola lavoro Hands4work di Fondazione CR Firenze, in collaborazione con l’Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte. Alla cerimonia sono intervenuti Carlo Sisi, direttore della Commissione Tecnica Arte della Fondazione CR Firenze, Benedetta Zini, responsabile del progetto di alternanza scuola lavoro Hands4work per la Fondazione CR Firenze, Claudio Paolini, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Laura Lozzi, Dirigente del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino e Claudio Rocca, Direttore dell’Accademia di belle arti.



I giovani, tutti selezionati dalle sezioni di pittura/scultura dell’Istituto di Porta Romana, sono stati divisi in tre gruppi e affiancati da restauratori esperti dello Studio Techne – Conservazione e restauro opere d’arte e dello Studio Bracciali. Hanno potuto vivere il cantiere di restauro nel pieno della sua attività operando sulle lapidi settecentesche della fascia basamentale dell’androne, appartenenti a nobili famiglie dell’area fiorentina e non solo. Si sono occupati della loro pulitura lavorando ogni giorno anche nei periodi più freddi dell’anno e con la loro passione e dedizione hanno contribuito a riportare all’antico splendore l’androne del Chiostro Grande che da anni era in uno stato di preoccupante degrado. “Questa per noi è stata un’opportunità importante – ha raccontato oggi – perché abbiamo potuto vedere all’opera dei professionisti e siamo stati da loro affiancati nel nostro lavoro. Abbiamo trovato segni del tempo ma anche scritte fatte a lapis che non sono state semplici da rimuovere dal marmo, contrariamente a quanto si possa pensare rispetto alla carta. Ognuno di noi aveva un compito preciso e noi oggi possiamo vederne il risultato”.



“Siamo orgogliosi del lavoro di questi ragazzi – afferma Carlo Sisi, direttore della Commissione Tecnica Arte della Fondazione CR Firenze – perché hanno dimostrato di essere all’altezza di un restauro di grande valore come questo. Con questo progetto la Fondazione ha offerto loro di partecipare al recupero di uno dei luoghi più prestigiosi di Firenze creando un legame importante fra l’alternanza scuola lavoro e il progetto più generale di restauro della Santissima Annunziata. Certamente questa esperienza si ripeterà anche il prossimo anno scolastico”.



“Il progetto di alternanza scuola lavoro Hands4work rappresenta un’importante esperienza per i nostri studenti, - afferma Laura Lozzi, dirigente scolastico del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino - permettendo loro di mettere in pratica le conoscenze finora raggiunte nel percorso formativo, in un settore, quello artistico conservativo, di grande valore, soprattutto per Firenze. Grazie alla Fondazione CR Firenze, i giovani hanno dimostrato le loro abilità e contemporaneamente si sono arricchiti di nuova esperienza. Tutto ciò accade proprio quando il Liceo festeggia i 150 anni della sua fondazione”.

Proverbio Toscano del Giorno

"Dio ti guardi dal villan rifatto e cittadin disfatto"

martedì 18 giugno 2019

Antiche insegne resistono: via Romana

Foto don Roberto Di Ferdinando

Proverbio Toscano del Giorno

"Da ricchi impoveriti e da poveri arricchiti, prega Dio che t'aiti"

lunedì 17 giugno 2019

Il dodecaedro in Piazza della Signoria: in arrivo la “La botanica di Leonardo” Un dodecaedro e un albero di gelso: un’installazione alta sei metri presenta la mostra La botanica di Leonardo.

Un grande poliedro con all’interno un albero di gelso: l’installazione, allestita nel corso di due notti di lavoro, è stata svelata in Piazza della Signoria, nel cuore di Firenze, tra lo stupore e la curiosità dei presenti.

Una grande struttura da oggi accoglie i visitatori della piazza, una nuova presenza temporanea posizionata tra i capolavori del Rinascimento fiorentino, a pochi passi da Palazzo Vecchio, dalla Statua equestre di Cosimo I e dalla fontana del Nettuno. Un grande simbolo – alto sei metri – che anticipa e presenta i contenuti della mostra La botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra Arte e Natura. L’esposizione, che prenderà il via il prossimo 13 settembre a Firenze nel Museo di Santa Maria Novella, è un tassello fondamentale nel percorso che la città ha dedicato alle celebrazioni leonardiane:

“Questa nuova installazione – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – è una suggestiva anteprima della nuova, grande mostra su Leonardo che organizziamo a Firenze nell’anno dedicato al genio di Vinci. Dopo la mostra sul Verrocchio, a Palazzo Strozzi, dedicata al maestro di Leonardo, alla quale il Comune ha prestato il Putto con delfino, e la selezione dei fogli del Codice Atlantico esposti a Palazzo Vecchio, chiuderemo l’anno con un altro grande progetto, dedicato agli studi naturali e botanici di Leonardo grazie a una collaborazione con Aboca, nostra partner nella gestione delle farmacie. Con quest’opera inoltre – ha aggiunto il sindaco – rinnoviamo la tradizione di Firenze come luogo naturale dell’arte pubblica, alla contaminazione di stili, alle sfide inedite: siamo pronti, grazie a Leonardo, a reinventarci la Firenze del futuro”.

Il poliedro, con la presenza “verde” del gelso, inviterà i milioni di visitatori della Piazza a riflettere su uno dei grandi – ed innumerevoli – interessi del genio di Vinci, che saranno presentati in mostra in un modo del tutto inedito. La grande passione per la botanica e per l’osservazione della natura, le numerose intuizioni e indagini sulle forme del mondo vegetale e in generale sul sistema del vivente: tanti temi che evidenzieranno la profondità del pensiero leonardiano, ricco di implicazioni anche per la contemporaneità.

“Questa mostra vuole rileggere la filosofia e la scienza di Leonardo sotto quattro angolature: la sua visione sistemica; lo studio della botanica come interconnessione della complessità del Vivente; la lettura delle scienze umanistiche e neo platoniche unitamente a quelle portate dalle conoscenze alchemiche. E infine una riflessione che diventa volontà e visione di futuro: riportare in auge il pensiero di Leonardo per correggere i danni provocati da 5 secoli di evoluzione–involuzione riduzionistica. Emerge la necessità di riprendere il pensiero del Genio toscano imprimendo sviluppi diversi che portino a un nuovo Rinascimento culturale e scientifico” dichiara Massimo Mercati, Amministratore Delegato di Aboca.

Perché un dodecaedro? Per gli antichi Greci e per i neoplatonici rinascimentali il dodecaedro rappresentava l’intero universo, mentre altri quattro corpi regolari rappresentavano i quattro elementi: la terra (esaedro), l’aria (ottaedro), l’acqua (icosaedro) e il fuoco (tetraedro). “In quest’ottica il Dodecaedro rappresenta l’unità del Tutto e suggerisce di allargare le nostre visioni riduzionistiche a nuovi spazi temporali, dimensionali e concettuali” dichiara Valentino Mercati, Fondatore e Presidente di Aboca.

Riguardo al gelso (Morus Alba L.), invece, basti pensare che si tratta di una delle piante più amate da Leonardo, il quale lo ha rappresentato, come tema unico, nella sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano restaurata in occasione del Cinquecentenario della morte dell’artista. Questa presenza vegetale, evocativa della grande decorazione milanese, echeggia la sapienza di Leonardo quale grande botanico. “Il gelso rappresenta i misteri della natura che, ove capiti dall’uomo con rispetto ed umiltà, potranno dare più benefici rispetto a quelli delle sostanze artificiali che non possono e non potranno convivere con il Sistema del Vivente. Ciò che auspichiamo con questo progetto è soprattutto di portare una nuova riflessione sul rapporto scienza e natura, finalizzato in particolare a favore della salute e della sostenibilità” conclude Valentino Mercati

Insieme, Gelso e Dodecaedro, sono il simbolo della mostra La Botanica di Leonardo. Per una nuova scienza tra Arte e Natura che presenterà gli studi, le intuizioni e le indagini del Maestro di Vinci. La natura è un’entità in movimento i cui schemi si riflettono a livello di micro e macro cosmo: il concetto di ‘pensiero sistemico’ di Leonardo da Vinci nasce da questo assunto di base che il Genio toscano, cento anni prima di Galileo e Bacone, sviluppò attraverso un nuovo approccio empirico allo studio del mondo naturale. Da qui l’osservazione sistemica dei processi e la decodificazione dei dati attraverso l’alfabeto della scienza, la matematica. Fu il principio del ‘metodo scientifico’ moderno e contemporaneo.

L’ideazione e lo sviluppo del progetto sono state affidate a Stefano Mancuso, una tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi fondatore e Direttore del Center for Ecoliteracy a Berkeley in California e Valentino Mercati, fondatore e presidente di Aboca. Il coordinamento scientifico è di Valentina Zucchi, MUS.E. L’ideazione e la produzione sono di Aboca con l’organizzazione e il coordinamento di MUS.E. La mostra è promossa dal Comune di Firenze e dai Musei Civici Fiorentini.

Proverbio Toscano del Giorno

"Chi seve all'altare, vive d'altare"

venerdì 14 giugno 2019

La Divina Commedia torna al Giardino Bardini con la voce di 100 cittadini di ogni età e provenienza

DOMENICA 16 GIUGNO, 4 repliche 
ore 5.30, 7.00, 18.30, 20.00
 

Dante2021 torna, dopo due anni, al Giardino di Villa Bardini (Costa san Giorgio 2) , dove oltre 100 persone tra cui migranti, persone con disagio economico, fisico e psichico e a rischio di esclusione sociale, assieme a tanta gente comune, reciteranno terzine dantesche in una delle cornici più suggestive di Firenze. Una emozionante azione scenica che sarà rappresentata domenica 14 giugno (ingresso gratuito su prenotazioni su www.culter.it oppure telefonicamente al numero 3392469450, dalle 10 alle 18 - info@stazioneutopia.com) all’alba e al tramonto in quattro fasce orarie: 5.30, 7, 18.30, 20. Ogni replica ha la durata di circa un’ora. Il progetto dell’Associazione Culter è realizzato con il contributo di Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze, Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, Brunello Cucinelli Spa, Publiacqua, Cral Publiacqua, Mazzanti Piume, e in collaborazione con associazioni, enti e cooperative che si occupano di promozione sociale.

Piume2021 | Legato con amore in un volume, ciò che per l'universo si squaderna prosegue l'esplorazione dell'universo dantesco che Culter propone da anni attraverso azioni sceniche e corali in vista delle celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri del 2021. Il progetto offre un’opportunità di educazione popolare in un contesto inclusivo che si rivolge anche a fasce marginali spesso escluse dalla vita culturale. Attraverso lo strumento offerto dalla poesia, i partecipanti vivono un’esperienza culturale e artistica che finisce per accomunarli al di là delle appartenenze sociali, religiose, professionali. PIUME>Dante2021 è dedicato al tema del volo nella Divina Commedia e si snoda nel parco attraversando spazi diversi e incontrando un popolo di uccelli, simbolo dell' umano desiderare e del 'trasumanar' dantesco. 

I costumi e gli accessori sono gentilmente offerti da Mazzanti Piume (www.mazzantipiume.it), storica bottega fiorentina che da tre generazioni mantiene viva una delle più raffinate e antiche tradizioni artigianali del territorio.

La rappresentazione è stata preceduta da alcuni mesi di formazione alla lettura, comprensione e interpretazione della Divina Commedia guidate da Franco Palmieri, regista, educatore e drammaturgo e da Luisa Cortesi, danzatrice e coreografa, che si sono svolte quest’anno presso il Progetto Ponterosso Alisei. La struttura, che si occupa dell’accoglienza di persone in disagio, con problemi pregressi di tossicodipendenza o di natura psichiatrica, offre aiuto e sostegno in collaborazione con i servizi del territorio volto alla riattivazione e al rafforzamento delle risorse individuali verso l’autonomia della persona. Come in altre precedenti esperienze, scegliere questa sede, significa anche favorire la partecipazione di alcune delle persone accolte nella struttura.

‘’Dopo la grande affluenza avuta col festival ‘La Città dei lettori’ - dichiara il Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza – ancora una manifestazione che vedrà Villa Bardini nuovamente invasa da un pubblico assai variegato. E’ un altro motivo di soddisfazione per tutti noi che stiamo investendo risorse ed energie perché questo complesso sia sempre di più della città e dei suoi abitanti. In questo caso siamo davvero lieti di poter offrire tanta bellezza anche a persone che vivono uno stato di disagio. Sappiamo bene che ciò non risolve i loro problemi, ma crediamo che questo luogo possa far loro dimenticare, almeno per un momento, le sofferenze di ogni giorno. E questa per noi è già una grande soddisfazione’’.  
“Dante più di altri – sottolina Duccio Mazzanti della ditta artigiana Mazzanti Piume - ha colto il momento del volo, lo spostarsi da un luogo ad un altro come fanno gli uccelli grazie alle loro ali piumate, come percorso di vita. Gli uccelli senza confini, passano sopra mari e monti e scendendo a nidificare e portare la propria cultura ovunque. - Queste le parole di che aggiunge - Da anni Culter porta avanti un progetto meraviglioso di integrazione e divulgazione ad un livello diverso ed essendo artigiani delle piume, diverse dai soliti materiali, l’adesione da parte nostra era scontata”.
Nelle immagini allegate alcuni momenti delle precedenti edizioni
 
Queste le strutture che hanno partecipato al progetto:
Progetto Ponterosso Alisei
Associazione Trisomia 21 Onlus
Complesso “Albergo Popolare” Fioretta Mazzei
Residenza Bonsai
Casa Elios
Centro “Busillis” Q4

GIORNO E ORARI REPLICHE
Giardino Bardini, Costa San Giorgio 2
16 giugno 2019 
Repliche ALBA 5.30, 7.00
Repliche TRAMONTO 18.30, 20.00
Durata 60 minuti ca.
Ingresso gratuito - Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti
Prenotazioni su www.culter.it oppure telefonicamente al numero 3392469450 (dalle 10 alle 18)


giovedì 13 giugno 2019

Dal fiume alla città. Passeggiate al Terzo Giardino

Quello con il Terzo Giardino, parco pubblico in riva all’Arno aperto a tutta la città, è ormai da qualche anno un appuntamento fisso della bella stagione fiorentina.

Un parco insolito sulla riva del fiume, che si avvicina molto all’idea di piccola riserva naturale, in cui la fauna e la flora riprendono lo spazio che spetta loro all’interno dello scenario urbano. È per questo che al suo interno è possibile ritrovare specie arboree ed erbacee, ma anche uccelli e piccoli animali, tipici dell’ambiente fluviale dell’Arno, che tuttavia hanno visto nei decenni scorsi un progressivo restringimento del loro habitat a causa di un’antropizzazione indiscriminata.

Ecco perché il Terzo Giardino – il cui titolo rende omaggio al Terzo Paesaggio di Gilles Clément, che con questo termine valorizza la dimensione spontanea di una natura “residua” rispetto all’intervento dell’uomo – è un giardino più prezioso di altri, perché recupera un ambiente profondamente ecologico, spontaneo e naturale di cui sempre più consapevolmente la società contemporanea riconosce l’importanza e la necessità di salvaguardia, nell’ottica di una sostenibilità globale. E tuttavia è un giardino vero e proprio, nel quale passeggiare, osservare, chiacchierare, giocare, orientandosi e disorientandosi fra le linee dei sentieri: nel parco sono infatti disegnati itinerari dalle forme geometriche, ispirate alla regolarità di un antico giardino all’italiana.

Gli appuntamenti previsti per sabato 8 giugno alle 10.00 e alle 11.30 e domenica 16 giugno alle h16.30 e alle h18.00, a cura di MUS.E, invitano a un’esplorazione guidata del Terzo Giardino. Sarà così possibile osservarne le relazioni e gli intrecci con il fiume, con i ponti e con la città; coglierne il disegno e la struttura; esplorare le specie presenti e osservare esemplari spontanei di flora e di fauna, apprezzando la ricchezza biologica delle rive del fiume. Per tornare a casa con qualche conoscenza – e qualche riflessione – in più.

Il Progetto Riva è realizzato in co-progettazione e con il contributo del progetto Sensi Contemporanei nell’ambito dell’accordo di programma quadro tra Regione Toscana, Mibact Direzione Generale Cinema e Agenzia per la Coesione Territoriale.

    Per chi: per tutti
    Quando: sabato 8 giugno alle 10.00 e alle 11.30 e domenica 16 giugno alle 16.30 e 18.00
    Durata: 1h
    Dove: Terzo Giardino, Lungarno Serristori – Appuntamento sul ponte alle Grazie – angolo con Lungarno Serristori.

Si prega di indossare scarpe chiuse e pantaloni lunghi. La partecipazione è gratuita. La prenotazione è obbligatoria.
Tel. 055-2768224 e 2768558, Mail info@muse.comune.fi.it
Domenica 16 Giugno alle ore 16 al secondo piano della RSA "Il Giglio", ci sarà l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva della Rassegna "Appunti per un Cantiere poetico" - A MERENDA PREFERIAMO LA POESIA! Ospite sarà Chiara Rantini che ci presenterà la silloge poetica "Una paradiso per Icaro", Ensemble Edizioni.
L'ingresso è libero.
La RSA "Il Giglio" è situata nel Quartiere 4 di Firenze, all'Isolotto, in Via Santa Maria a Cintoia 9 / A.
info
www.cantierefuturarte.com /cantierefuturarte@gmail.com
Appunti per un Cantiere poetico - A MERENDA PREFERIAMO LA POESIA!

All'interno della struttura è in corso anche il progetto RSSA - Residenze socio shakespeariane Assistite, a cura di Francesco Ferrieri, il risultato del laboratorio condiviso fra under 25 e ospiti della struttura "Sogno di una notte di mezza estate" debutterà il 6 e 8 Luglio in struttura e il 7 Luglio eccezionalmente nell'Estate a San Salvi.


Cantiere Futurarte
info cantierefuturarte@gmail.com
www.cantierefuturarte.com
facebook.com/cantierefuturarte

CONTRASTI 2019 - MUSICA SOTTILE

CONTRASTI 2019 | open your ears
ultimo appuntamento

3 | MUSICA SOTTILE
Venerdì 14 giugno, ore 21.00
Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux – Palazzo Strozzi
Ingresso gratuito

Vasiliki Legaki, Ortsa per violino e viola
Maurizio Azzan, Monochrome per trio d'archi
Franz Schubert, Trio D471in si b maggiore per trio d'archi
Hugo Gomez Chao-Porta, Mesure d'attente per trio d'archi
Daniela Terranova, Rainbow Dust in the Sky per trio d'archi

mdi ensemble
Lorenzo Gentili-Tedeschi, violino
Paolo Fumagalli, viola
Giorgio Casati, violoncello


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi non ha arte medico si faccia"

martedì 11 giugno 2019

La schiacciata

“Schiaccia, ciaccia, stiacciata. In Toscana esistono oltre seicento nomi per definirla. Deriva dalla tradizione contadina: in principio era un disco di pasta creato unendo acqua e cereali macinati, poi schiacciato e cotto su pietre roventi. C’è anche chi individua nella placentia dell’antica Roma, l’antenata della moderna schiacciata.
All’occhio e al palato
Segno particolare? La croccantezza tipica della schiacciata toscana, anche se questa varia a seconda della ricetta seguita. È bassa e ha un aspetto rustico con all’interno grosse bolle d’aria, generate dalla lievitazione e dalla cottura.
Preparazione
Prima della cottura viene unta solo leggermente in superficie. Dopo la cottura viene spennellata con abbondante olio extra vergine di oliva che le conferisce il suo caratteristico sapore e la mantiene fragrante.
Nel forno
L’impasto della schiacciata toscana è ben idratato (80% di acqua) e risulta più complesso da stendere. Ci vogliono dalle tre alle otto ore tra impasto, lievitazione e cottura. Viene disposta su tavole di legno e infornata senza teglia, su superfici refrattarie, a 300°C.
Le varianti
Numerose le varianti. A Siena c’è il ciaccino, focaccia morbida e spesso farcita con salumi, a Montiano (Grosseto) si gusta la schiaccia pala di cinquanta centimetri di diametro. Esistono inoltre varianti dolci, dalla schiacciata con l’uva alla schiaccia pizzicata a base di farina, uova, zucchero, ricotta, uvetta e scorza d’arancia. […]”
(Tratto da Informatore COOP di marzo 2019)

Il futuro?... E’ al SIOS19 ! Firenze per un giorno diventa il laboratorio dell’innovazione italiana e internazionale

Dalle 10 alle 18 di domani mercoledì 12 giugno una non stop di
confronti, idee, esperienze allo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda

Sono partner dell’evento Nana Bianca, Fondazione CR Firenze e Pitti Immagine.



Per un giorno Firenze e la Stazione Leopolda diventano il laboratorio dell’innovazione italiana e internazionale. Domani, mercoledì 12 giugno dalle 10 alle 18, si svolgerà la prima edizione estiva di SIOS19 (StartupItalia Open Summit Summer Edition) voluta nel capoluogo toscano da StartupItalia dopo il successo della passata edizione a Milano con 11.000 presenze tra fondatori di startup, studenti, sviluppatori, imprese tradizionali, aziende e investitori. Allo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda, un luogo simbolo della creatività e dell’innovazione a Firenze, si incontreranno imprenditori, sviluppatori, incubatori, investitori, mentor e aziende accomunati dalla volontà di imprimere un’accelerazione allo sviluppo del Paese. 4.000 sono gli operatori che si sono già registrati. Sarà anche l’occasione per lanciare la call per startup che nell’edizione di SIOS di dicembre premierà la migliore startup dell’anno. L’appuntamento è a ingresso gratuito, ma con registrazione da effettuare su web al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-startupitalia-open-summit-summer-edition-60131883081

Apriranno la manifestazione i saluti del Sindaco di Firenze Dario Nardella, del Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari, del Presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori, del Presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, dell’ Amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone, del Rettore dell’ateneo fiorentino Luigi Dei.

‘’Partecipiamo con un certo orgoglio a questa manifestazione – dichiara il Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – perché la nostra governance ha impresso una svolta molto decisa in favore della ricerca e dell’innovazione che riteniamo tra i principali fattori di sviluppo del nostro territorio e del Paese. Abbiamo così incrementato il nostro sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca applicata e abbiamo promosso il trasferimento tecnologico privilegiando tutte quelle ricerche che hanno risultati a breve termine e un time to market immediato sul tessuto produttivo e nell’industria. Abbiamo anche potuto sviluppare, in collaborazione con partner e stakeholder locali, due importanti programmi che hanno avuto una forte ricaduta sul territorio: sono ‘Faber’ (ricercatori in azienda) che realizziamo insieme a Fondazione per la Ricerca e Innovazione e Confindustria Firenze e ‘Hubble’ (il programma di accelerazione di impresa) che realizziamo sempre con FRI e Nana Bianca e che avrà presto la sua sede definitiva presso il Granaio dell’Abbondanza in Piazza Cestello, un progetto strategico che ci vede particolarmente impegnati proprio nel campo dell’innovazione. I risultati conseguiti fino ad ora ci incoraggiano a fare di più e meglio perché in tre anni di Faber, 18 ricercatori sono stati assunti in micro e pmi del territorio e in due anni di Hubble sono state create 21 nuove imprese in cui sono arruolati circa 80 giovani imprenditori. Siamo convinti che la vera sfida di questi anni è innovare senza stravolgere, aprire nuove strade e creare nuovi modelli di intervento con nuovi interlocutori senza abbandonare quelli tradizionali anche costruendo alleanze che ci permettano di fare di più e meglio’’.

“Sono 133 i milioni di euro - dice David Casalini, Fondatore e CEO di StartupItalia - raccolti da startup e scaleup italiane solo nel primo trimestre 2019 contro i 27 dello stesso periodo nello scorso anno. La cifra comprende i round conclusi dalle startup, tre exit importanti tra cui una da ben 16 milioni di Euro come quella di Viralize e i 10 milioni  dell’equity crowdfunding. Se a questo aggiungiamo che gli incentivi fiscali per chi investe in startup sono passati dal 30 al 40%, fino al 50% per le imprese che in un’ottica di open innovation decidono di acquisire una startup (e quindi di generare nuove exit) la semplificazione, che forse è uno dei punti più forti su cui lavorare con la nascita delle SIS, e il Fondo Nazionale Innovazione da 1 miliardo, forse non c’è mai stato un momento così favorevole per chi vuole fare impresa e creare posti di lavoro nel nostro paese”.

Dal food al turismo, dal lifestyle alle nuove professioni digitali, a SIOS19 Summer Edition si parlerà di futuro con chi il futuro lo costruisce tutti i giorni. saranno infatti presenti i “creators”, come Sofia Viscardi Founder di VENTI, imprenditori di nuova generazione che grazie a piattaforme come Facebook o YouTube raggiungono milioni di persone tramite i propri contenuti. Insieme a Marco Montemagno ci saranno Federico Clapis, Luca Mazzucchelli e Riccardo Wesachannel. Nel programma, curato da Giampaolo Colletti, sono previsti speaker italiani e internazionali tra cui Simon Beckerman, Fondatore di Depop, Paolo Barberis, Fondatore di DADA e Nana Bianca, Francesca Cavallo, Co-Autrice del bestseller mondiale Storie della buonanotte per bambine ribelli, Ivan Gowan, CEO capital.com e currency.com, Stefano Cecconi, CEO di Aruba, Andrea Santagata, Chief Innovation Officer del Gruppo Mondadori, Fabio Vaccarono, Country Manager Google Italia, Agostino Santoni, CEO Cisco Italia, Danilo Venturi, Direttore di Polimoda, Patrizia Caraveo, Astrofisica, Alberto Forchielli, Imprenditore, Nicola Palmieri, Founder di Docety, Francesco Zorgno, Co-Founder di CleanBnB, Antonio Giarrusso CEO Userbot, Luca Sofri, giornalista, Massimiliano Squillace, Fondatore di Notizie.it, e molti altri. Uno spazio della plenaria sarà anche dedicato al ruolo dei Venture Capital nell'ecosistema di crescita e sviluppo delle startup.

La novità di questa edizione sarà lo StartupItalia Village, uno spazio espositivo dove le startup presenteranno le loro idee di business per rivoluzionare il mercato e lo stile di vita del futuro. Un luogo dove le startup incontrano gli esperti del settore, gli investitori e un pubblico interessato per stringere le giuste connessioni e portare i propri progetti verso il futuro. Hanno già aderito e saranno presenti con il loro tavolo oltre 80 startup. Lo StartupItalia Village prenderà vita nell’area adiacente alla sala plenaria e sarà dedicato a incontri di networking e pitch.

Oltre al main stage, in cui si alterneranno assoli e talk, ci saranno altri tre palchi in cui troveranno spazio tutti gli attori dell’ecosistema di innovazione rivolto alle imprese e startup. In particolare dalle 15 si terrà il workshop organizzato da Confindustria Firenze sui temi di Industria 4.0 e di presentazione del DIH il Digital Innovation Hub di supporto alle imprese con ospite Andrea Bianchi, Direttore Politiche Industriali Confindustria e case study di imprese 4.0. Alessandro Sordi di Nana Bianca e il Direttore generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori racconteranno la genesi e lo sviluppo del progetto del ‘Granaio dell’Abbondanza’ che vedrà nascere entro l’anno nel granaio dei Medici la ‘casa delle start-up digitali’. Ma non solo, nello StartupItalia Village troveranno spazio anche un palco dedicato alle aziende per presentare case history reali e condividere esperienze che possano ispirare il pubblico in sala. E un terzo palco, l’Ape Pitch & Spritz: 5 minuti per 5 ingredienti, la ricetta frizzante per startup innovative.

StartupItalia Open Summit  Summer Edition  ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Firenze, della Camera di Commercio di Firenze e di Confindustria Firenze ed è realizzato grazie al supporto di tre importanti partner: Nana Bianca, Fondazione CR Firenze e Pitti Immagine. Sono sponsor dell’evento Aruba, Mamacrowd, Confindustria Firenze, Computer Gross, IBM, Camera di Commercio Firenze, Estra, Notizie.it, Unicoop Firenze, Intesa Sanpaolo, TIM, Cisco, CleanBnB, Valvola, Confartigianato Firenze,  Widiba, Userbot, Culture Creativity Club e Hoopygang. La manifestazione è realizzata col supporto di Vino75, Select, Street Food Mobile, Endeavor, Spicciati, Polo Tecnologico, Develer, 4ECOM e Honda 3M Auto. Sono media partner Mondadori, La Nazione, ControRadio, Italia Startup, iPressLIVE, Videodrome, PromoFirenze, Punto Impresa Digitale, Comunicatica. È destination partner dell’evento Destination Florence. Lo StartupItalia Village è realizzato grazie al supporto di Amazon AWS.

StartupItalia è la piattaforma leader per la creazione di contenuti e di servizi editoriali, utilizzata da milioni di lettori in Italia e non solo. Aiuta il pubblico a scoprire trend, investitori e notizie sulle startup, le aziende e i progetti innovativi.

Per maggiori informazioni sul programma della giornata e sugli Speaker visitare il sito
https://www.startupitaliaopensummit.eu/
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