sabato 30 novembre 2019

“Dove può andare la mente quando il corpo è prigioniero”: incontro con l’autore di Cimettolafaccia nella Giornata delle persone con disabilità


Il 3 dicembre alle 16 alla Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze la Fondazione il Fiore organizza, per la Giornata internazionale delle persone con disabilità, un incontro con Costanzo Ferraro, ingegnere informatico affetto sin dalla nascita da tetraparesi spastica distonica, a partire dal suo libro autobiografico Cimettolafaccia (Valigie Rosse Edizioni), scritto insieme a Silvia Lavalle. Interventi di Teresa Bonaccorsi, Maria Luisa Chiofalo e Marina Zazo. Moderatrice Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore. Ingresso libero.


Un’occasione per capire “Dove può andare la mente quando il corpo è prigioniero”, come recita il titolo dell’incontro, a tu per tu con l’autore dell’autobiografia «politicamente scorretta», «senza falsi pietismi» e ricca di lucide e spietate «riflessioni sociali e politiche» di un uomo nato con grave disabilità fisica ma capace poi di andare a vivere lontano dalla città d’origine e laurearsi in informatica.
E’ l’evento che la Fondazione il Fiore di Firenze organizza martedì 3 dicembre, “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, alle 16 presso la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze (piazza Brunelleschi n. 3-4). Un incontro con Costanzo Ferraro, ingegnere informatico residente a San Giuliano Terme affetto sin dalla nascita (a Pian di Sorrento) da tetraparesi spastica distonica, a partire dal suo libro autobiografico ‘Cimettolafaccia’, scritto insieme a Silvia Lavalle e pubblicato nel 2014 nella collana “Gli Asteroidi” della sezione Narrativa di Valigie Rosse Edizioni: una casa editrice focalizzata su poesia, musica, arte marginale (outsider art) e promozione culturale. All’incontro, che si aprirà col saluto di Floriana Tagliabue, direttore della Biblioteca Umanistica, interverranno Teresa Bonaccorsi, dirigente scolastico nell’Istituto Toniolo di Pisa, Maria Luisa Chiofalo, professore associato al Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e la psichiatra e psicoterapeuta Marina Zazo. Moderatrice Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore. Ingresso libero.
«Quando nella redazione di Valigie Rosse è arrivato ‘Cimettolafaccia’, presentato come autobiografia di un ingegnere, ha prevalso lo scetticismo – si legge nella scheda del libro -. Letta la prima riga, però, ci si è resi conto che non si trattava di una storia qualunque. Nato nel 1971 a Piano di Sorrento, in seguito ad alcune complicanze del parto, da sempre Costanzo Ferraro convive con una disabilità fisica, ma fin dalla sua nascita, di pari passo con le delusioni e i dolori, scorrono impegno e luce a non finire, che hanno portato Costanzo a diventare un ingegnere informatico. Costanzo racconta una storia che ha dell’incredibile, parla della sua città, della formazione scolastica, le prime cotte, la volontà di fare l’università… ‘Cimettolafaccia’, redatto da Silvia Lavalle, riflette un modo di pensare scientifico e limpidissimo, applicato, con partecipe stridore, non ai numeri, ma all’esigenza interiore di non cedere al male. L’autore, come un burattino tirato da fili impazziti, sa di avere a sua disposizione solamente la sua testa ed è con questa e con una grande intransigenza verso di sé che affronta la sua vita. ‘Cimettolafaccia’ è la storia di un uomo nato asfittico che vuol respirare per dire ciò che pensa, senza cedere ossigeno a pietismi o compassioni, e arrivando al punto di farsi paura da solo nei momenti decisivi della sua vita».

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074


Costanzo Ferraro nasce nel 1971 a Piano di Sorrento. Nella splendida Capri matura la volontà di evadere e raggiungere la “rossa” Toscana. Nel 1999 si laurea in Scienze dell’Informazione. Silvia Lavalle, invece, spezzina classe 1970, si laurea per sbaglio in Giurisprudenza, ma scrive da sempre. Dal loro incontro avvenuto nel 2010 nasce questo libro.

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lunedì 25 novembre 2019

Giornata di iniziative "L'Antropologico compie 150 anni"


28 novembre 2019, Palazzo Nonfinito, aula 1, via del Proconsolo, 12 - Firenze.
- Convegno sulla storia, le collezioni e il futuro del Museo di Antropologia ed Etnologia (ore 9.30) programma
- Incontro con l'antropologo e missionario Corrado Dalmonego sul tema "La foresta amazzonica e i giovani Yanomami" (ore 16) maggiori informazioni
- Performance musicale "Melodie migranti" (ore 18) maggiori informazioni

In occasione del 150esimo anniversario della fondazione del Museo di Antropologia giovedì 28 novembre l'ingresso alle collezioni di Palazzo Nonfinito sarà gratuito. Sono, inoltre, in programma visite guidate gratuite a tema dal 29 novembre all'1 dicembre. maggiori informazioni
Organizzazione: Università di Firenze, Sistema Museale di Ateneo (SMA)-Museo di Antropologia e Etnologia, in collaborazione con la Società Italiana di Antropologia e Etnologia
Per informazioni: edumsn@unifi.it 0552756444
Programma completo delle iniziative per i 150 anni del Museo di Antropologia

"Lezione-dimostrazione e spettacolo di Bharatanatyam"

A cura di Sucheta Bhide Chapekar. 25 - 26 novembre 2019. Sede: 25 novembre: Plesso Aule, aula 13 via Gino Capponi, 9 - Firenze. 26 novembre: Teatro L'Affratellamento, via Orsini, 73 - Firenze. Organizzazione: Università di Firenze, Fondazione Il Fiore.
Maggiori informazioni: https://www.forlilpsi.unifi.it/art-151-lezione-dimostrazione-e-spettacolo.html

Il villino Lampredi

Foto di Roberto Di Ferdinando
“[…] in via Giano della Bella, l’architetto Giovanni Michelazzi costruì, tra il 1908 e il 1910, il villino Lampredi in stile Liberty. La casa è caratterizzata dalle due colonne con draghi che sorreggono il terrazzino centrale e dai tre motivi circolari che ornano le finestre del primo piano. La parte più alta della facciata è arricchita dalle ceramiche di Galileo Chini”.
(Tratto da: La grande guida delle strade di Firenze, di Franco Cesati, Newton & Compton editori, Roma 2003)

OPERE E CURIOSITÀ MAI VISTE: 
SI CELEBRA IL 500° DI COSIMO I
 NEL NUOVO MUSEO DE’ MEDICI


Un nuovo museo a Firenze. Una nuova mostra dedicata ai Medici con opere, reliquie, curiosità provenienti da collezioni private, quindi per lo più “mai viste”. E un modo più contemporaneo di rapportare storia e arte, coniugando oggetti reali e immagini virtuali in un unico percorso espositivo.
Tutto questo, e molto altro, è il nuovo Museo de’ Medici di Firenze, aperto a metà dello scorso giugno in via dei Servi, a metà strada tra la Cattedrale e la Basilica della Santissima Annunziata.
Nella mission della neonata istituzione c’è anche l’organizzazione di mostre temporanee e infatti domani 26 novembre 2019 apre al pubblico la prima “Cosimo I. Spolveri di un grande affresco” e proseguirà fino al 24 marzo 2020, data scelta per ricordare la fine dell'anno fiorentino il giorno della vigilia dell’Annunziata.
Curata dall’antiquario e esperto della Dinastia Medici, Alberto Bruschi, l'esposizione presenta una selezione di opere e oggetti provenienti da collezioni private, quindi non musealizzati, e perciò d’interesse ancor maggiore.
In tutto si tratta di una quindicina di pezzi tra dipinti, reliquie, curiosità manoscritti, medaglie, libri a stampa e oggetti di vario genere che hanno come denominatore comune la figura di Cosimo I nel 500° anniversario della sua nascita.

Gioielli d’arte e di storia
Una delle opere più importanti esposte è il quadro-bozzetto preparatorio di Jacopo Ligozzi per il dipinto su lavagna nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dal titolo Bonifacio VIII riceve gli ambasciatori fiorentini, che l’artista terminò nel 1592 e il cui disegno è oggi conservato nel Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi. La scena doveva illustrare il momento in cui papa Bonifacio VIII nel 1295, vedendosi attorniato dagli ambasciatori fiorentini che gli rendevano omaggio, esclamò che i fiorentini erano il quinto elemento della Terra, alludendo ovviamente ai quattro elementi costitutivi del cosmo della filosofia presocratica. Solo che Ligozzi pose sul fondo dell’immagine la personificazione della Toscana al centro, affiancata invece che dai quattro elementi,  dai quattro continenti, considerando, dunque, anche l'America.
Da non dimenticare il Ritratto di Cosimo I attribuito all’Allori e due reliquie di Pio V, il Papa che incoronò Granduca Toscana nel 1569 Cosimo I, ovvero il Guanto della mano destra di San Pio V con il quale benedisse le truppe della Battaglia di Lepanto e donato a Marcantonio Colonna e poi una Pantofola, una di quelle che Cosimo dovette baciare il giorno della sua incoronazione granducale. Questa infatti rappresentò il momento di maggior importanza della politica cosimiana in quanto assicurò legittimamente il potere alla famiglia Medici per altri due secoli.
Nel percorso espositivo si potranno ammirare anche due manoscritti (Provanze de Quarti di tutti i Cavalieri di S. Stefano Fiorentini dalla Fondazione della Religione sino a’oggi - Il tutto estratto da Libri della Cancelleria di Pisa e Origine, e Descendenza della Real Casa de Medici), uno spartito (Per le Cantore - Cavalieri di S. Stefano), alcuni libri a stampa, e ben quattro medaglie della settecentesca Serie Medicea, opera di Antonio Selvi, raffiguranti Cosimo I, Eleonora di Toledo, Camilla Martelli e il “misterioso” Don Fagoro (che in realtà era Don Pedricco, figlio del Granduca e di Eleonora, morto a meno di un anno di età, ma raffigurato dall’incisore come un giovinetto di almeno 15 anni e in armatura).
Completano la mostra 20 litografie su tela dei Granduchi e consorti del XVII e XVIII secolo, un Piombo per reggere la staffa di un elemento architettonico con stemma mediceo, il Ricamo dell'affresco perduto di Porta Romana Bando della fine della Repubblica Fiorentina e una placchetta che riporta la Legge sopra il vestire, Ornamenti, & altre Pompe delli Huomini, & Donne della Città, & contado di Fiorenza del 1568.

Un nuovo museo per i Medici a Firenze
Aperto non a caso nell’anno che celebra i 500 anni trascorsi dalla nascita di Cosimo I e di Caterina de’ Medici, il nuovo Museo de’ Medici si sviluppa sul piano nobile di un antico palazzo che fu confiscato dalla famiglia Taddei a metà del XVI secolo da Cosimo I de' Medici per essere donato al consigliere segreto Sforza Almeni. Non solo Cosimo I e Eleonora di Toledo camminarono in queste stanze, ma anche artisti come Bartolomeo Ammannati e Giorgio Vasari, incaricati di decorare il palazzo di Sforza Almeni che, dopo aver ricevuto così tanta ricchezza, dal Granduca fu anche tragicamente ucciso!
Il progetto del Museo de’ Medici è frutto di una startup giovanile ideata da Samuele Lastrucci, giovane direttore d'orchestra che con la propria famiglia condivide una passione sfrenata per la Dinastia Medici, ed è sostenuto da una fitta rete di partnership: Polistampa, Paolo Penko, Tamara Pasquinucci, Massimo Poli, Hologriffe, Castello di Querceto, Tenuta di Grignano, Tenuta di Artimino, Tenuta Sette Ponti, Le Vie dei Medici, Circolo Numismatico Mediceo, Associazione Modellismo e Storia, Associazione Firenze Alchemica.
Oggi lo stesso palazzo che trasuda storia da ogni angolo, è la location di un nuovo museo dedicato alla Dinastia Medici che si dipana in varie sale.
Infatti coniugando elementi reali e virtuali, il neonato Museo de’ Medici racconta la storia della famiglia che guidò il Granducato di Toscana per circa tre secoli attraverso sale tematiche, mostre temporanee, eventi, una libreria specializzata, incontri, presentazioni editoriali e conferenze. Di particolare interesse per il visitatore appare l’opportunità di poter ammirare opere d’arte e oggetti – per lo più reliquie e cimeli - provenienti da collezioni private, non musealizzati e quindi pressoché invisibili.
La prima sala, tematica, è dedicata alla genealogia, è un vero ritratto della famiglia Medici narrato attraverso un suggestivo cinema olografico.
Dalla famiglia al territorio: la stanza che segue racconta la nascita del granducato, le ville medicee, la flotta dei Cavalieri di Santo Stefano e un grande diorama illustra la famosa battaglia di Anghiari che “salvò” il Rinascimento.
Il museo continua poi in una grande sala dedicata al mecenatismo artistico, caratteristica peculiare della dinastia. Oltre alla galleria di pittura virtuale e una preziosissima collezione di monete originali dal XV al XVIII secolo, ritratti a incisione dei granduchi, qui si può ammirare una straordinaria scultura di Giovanni Battista Foggini ritraente Ferdinando II ed è particolarmente interessante l'installazione interattiva che consente di ascoltare la musica che accompagnava la vita dei Medici, dall'invenzione fiorentina dell'Opera a quella del pianoforte, che allora si chiamava “fortepiano”.
La sala seguente è invece dedicata al costume: le principesse medicee erano gli indiscussi arbitri del gusto! Inoltre, nello stesso ambiente si possono ammirare, tra le altre meraviglie, anche alcune statue per banchetti su modelli del Giambologna, realmente fuse nello zucchero.
L'ultima grande sala è dedicata alle scienze: i Medici fondarono la prima accademia scientifica al mondo e furono i più convinti sostenitori di Galileo Galilei. Nella stanza è conservata una collezione storica di animali imbalsamati, una serie di minerali e alambicchi legati all'alchimia, un modello del telescopio con il quale Galilei scoprì i pianeti medicei e persino un documento originale del papa che condannò l'astronomo pisano.
A tutto ciò si aggiunge, vero “gioiello” del museo, la piccola sala originariamente utilizzata come cappella palatina dallo Sforza Almeni, che conserva ancora oggi un prezioso soffitto affrescato del XVI secolo.
Infine, la "stanza del tesoro" dove è possibile ammirare la più fedele ricostruzione tridimensionale al mondo della corona granducale oggi perduta; la sala fu interamente affrescata nel XVIII secolo.
Prima dell'uscita, il visitatore transiterà in una sorta di “cantinetta” dove è possibile conoscere e acquistare i vini preferiti dei Medici, tutelati dallo specifico Bando emesso da Cosimo III già nel 1716.

INFO MOSTRA
Cosimo I. Spolveri di un grande affresco
A cura di Alberto Bruschi
26.11.2019 | 24.03.2020
Museo de’ Medici
Palazzo di Sforza Almeni (primo piano)
Via dei Servi 12 – 50122 | Firenze
Orari: tutti i giorni ore 10-18
Biglietti:
- 9 euro intero;
- 5 euro ridotto (da 7 a 25 anni, gruppi di minimo 10 persone, accompagnatori di persone con disabilità, residenti di Firenze);
- ingresso libero (da 0 a 6 anni, persone con disabilità, guide turistiche e giornalisti accreditati).

domenica 24 novembre 2019

Renzo Scarpelli, uno degli ultimi mosaicisti fiorentini si racconta

Un libro fotografico celebra l'antica arte del “commesso” e la passione di un'intera famiglia che da 60 anni dipinge con le pietre


Firenze, 12 novembre 2019 – Si contano sulle dita di una sola mano i maestri artigiani del mosaico in pietre dure, il cosiddetto “commesso fiorentino”. E Renzo Scarpelli, classe 1947, è uno di loro. Dal 1960, quando ragazzo entrò nel laboratorio di Giovanni Fiaschi per “rubare il mestiere con gli occhi”, non ha mai smesso di praticare questa antica arte, rimasta immutata nelle tecniche e nei materiali dal Cinquecento. Erede degli artigiani fiorentini della corte medicea, Scarpelli oggi svolge il proprio lavoro con la passione di sempre. La sua bottega “Scarpelli Mosaici”, situata a un passo dal Duomo di Firenze, è diventata nel tempo laboratorio e galleria per dare il giusto risalto a delle opere d'arte uniche. 
Da qui, ogni anno, passano 24mila visitatori, attratti da gioielli, quadri, tavoli che, sfruttando tutte le sfumature delle pietre naturali, raffigurano paesaggi toscani, Firenze e l’Arno, bambini e animali che giocano, scene campestri, marine, nature morte, fiori. Un'eccellenza italiana, apprezzata in tutto il mondo per la sua unicità. Basta pensare che l'80% della produzione è assorbita dagli Stati Uniti. Insieme a Renzo, c'è un'intera famiglia: a partire dalla moglie, Gabriella, fino ad arrivare al figlio Leonardo, anche lui maestro mosaicista, e alla figlia Catia, che si occupa della parte commerciale. Oltre a un team di collaboratori specializzati.
Oggi la storia di questa famiglia, unita nel nome del commesso fiorentino, viene raccontata come un'avventura emozionante in un volume prestigioso arricchito con informazioni storiche e artistiche, e splendide immagini: “Noi Scarpelli, una storia a Firenze” (edizioni Conti Tipocolor, 130 euro, con il patrocinio di Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte).
Il libro, in vendita presso la galleria, intreccia la storia di Firenze e dell'arte del commesso con le vicende familiari, le esperienze artistiche, le curiosità, nonché una panoramica delle opere firmate Scarpelli che da Firenze sono andate a impreziosire le case di tutto il mondo.
«Con questa opera non raccontiamo solo la nostra storia. Il nostro intento è anche quello di lasciare una traccia concreta del lavoro che in questi anni è stato fatto e di come la nostra famiglia abbia conservato intatta una splendida tradizione artigianale in via di estinzione» spiega Catia Scarpelli.
«Il futuro di questa arte è oggi più che mai incerto, il ricambio generazionale è bassissimo, eppure il mondo continua ad apprezzare e a desiderare opere in commesso fiorentino» commenta Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze. «Il lavoro di Renzo Scarpelli, sia come artigiano sia come imprenditore, deve essere considerato un modello da seguire. Questo libro, ne sono certo, avrà anche il compito di stimolare i giovani artigiani ad avvicinarsi a una tecnica tanto complessa quanto affascinate, certamente faticosa, ma anche in grado di avere un mercato importante». 
«La bottega della famiglia Scarpelli è il testimone di una tra le più rappresentative arti della nostra tradizione fiorentina e questo volume ne racchiude molti segreti. Nel raccontarci la storia, ci fornisce un esempio di sapienza e di grande successo di gestione dell’attività tradizionale secondo il modello contemporaneo dove il racconto e l’attività di marketing risultano molto importanti affiancati alla bottegaper favorire la comunicazione del prodotto e per calcare da protagonisti, i palchi delle più importanti kermesse dedicate all’eccellenza dei mestieri d’arte, come Homo Faber ad esempio» aggiunge Maria Pilar Lebole, responsabile di Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

Fondazione il Fiore di Firenze: "Il riconoscimento dell'altro e l'abisso della prevaricazione: incontro per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"

“Il riconoscimento dell’altro e l’abisso della prevaricazione”: incontro sulla violenza contro le donne
Il 25 novembre alle 16,30 alla Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze incontro per la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” organizzato dalla Fondazione il Fiore. Intervengono tre studiosi dell’Università di Pisa: Mario Aldo Toscano, già direttore del Dipartimento di Scienze Sociali, Luca Corchia e Roberto Mazza. Coordina Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore. Ingresso libero.

Un’occasione per fare il punto sulla violenza contro le donne con importanti sociologi e psicologi da varie angolazioni, comprese le conseguenze psicologiche sui figli, e per delineare alcune strategie di risposta attraverso i servizi pubblici. E’ l’incontro organizzato da Fondazione il Fiore e Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze lunedì 25 novembre alle 16,30 nella sede della Biblioteca (piazza Brunelleschi n. 3-4), in sala Comparetti, nel contesto delle iniziative della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, che cade proprio il 25 novembre.
A introdurre l’incontro, che si aprirà con il saluto della direttrice della Biblioteca Floriana Tagliabue, sarà Mario Aldo Toscano, per lungo tempo professore ordinario di storia e teoria sociologica presso l’Università di Pisa e già direttore del Dipartimento di Scienze sociali. Dopo di lui interverranno due relatori, entrambi dell’Università di Pisa. Luca Corchia, che svolge in tale ateneo attività di ricerca presso il MediaLab – Big Data in Social & Political Research e collabora anche con la Goethe-Universität di Frankfurt am Main, parlerà di “Violenza sulle donne. Tipologie e verifiche empiriche”. Mentre Roberto Mazza, psicoterapeuta e terapeuta familiare nonché professore di Metodologia e tecniche del servizio sociale, interverrà su “Relazioni interpersonali e violenza. Il circuito domestico”. Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, modererà l’incontro.
«Indagare il fenomeno della violenza sulle donne – spiega Luca Corchia - significa confrontarsi con un tema che affonda nel privato delle persone e, spesso, è ancora trattato in maniera inadeguata nel dibattito pubblico e politico. La violenza sulle donne striscia nella nostra quotidianità, il più delle volte in modo silenzioso, senza nessun riflettore. Da qui l’esigenza politica di costituire una rete integrata di servizi che prevenga, monitori e contrasti ogni forma di abuso, accolga e sostenga le vittime di tali violenze e sensibilizzi tutti i cittadini su di un problema la cui diffusione è tanto più allarmante nella misura in cui continua a rimanere una sorta di "sfondo oscuro"».
Roberto Mazza riassume così i contenuti della sua relazione: «la complessità delle trame narrative e la trasmissione intergenerazionale della violenza; la violenza assistita come fattore di rischio psicopatologico per i minori; gli esiti del conflitto genitoriale in età adulta; le difficoltà nelle prese in carico dei servizi pubblici; le équipe interdisciplinari e interistituzionali come risorsa».
L’ingresso è libero.

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074

Abiti e accessori vintage, giocattoli, creazioni artigianali… Torna a Firenze il mercato di beneficenza organizzato da AILO

Con articoli esclusivi offerti dai più noti negozi della città e oggetti unici provenienti da ogni parte del mondo


CHRISTMAS BAZAAR
44° edizione | Firenze, 30 novembre e 1 dicembre 2019
Tepidarium del Giardino dell’Orticoltura | Via Bolognese 17A


Un appuntamento del Natale a Firenze che si rinnova da ben 44 anni.

La fiera di beneficenza CHRISTMAS BAZAAR, organizzata da AILO - The American International League of Florence ODV con il Patrocinio del Comune di Firenze, si svolgerà sabato 30 novembre (dalle 15.00 alle 18.00) e domenica 1 dicembre (dalle 10.00 alle 18.00) al Tepidarium del Roster del Giardino dell’Orticoltura (Via Bolognese 17A - ingresso libero).

La fiera natalizia più antica di Firenze è uno degli appuntamenti principali di AILO, organizzazione di volontariato composta da donne di nazionalità diverse. Il ricavato del Bazaar, come ogni anno, sarà interamente devoluto ad associazioni solidali senza scopo di lucro di Firenze e dintorni, quali: Associazione Banco Alimentare della Toscana, Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, Cerchio Blu Protezione Civile del Comune di Firenze, ADA Assistenza Domiciliare Anziani, AISM Firenze Associazione Italiana Sclerosi Multipla, AMA Cat shelter, Associazione di Volontariato Culturale Conoscere Firenze, Senior Italia Federcentri - Toscana, Iris Garden (Società Italiana dell’Iris), Istituto delle Piccole Sorelle dei Poveri.

Tra i molti stand sarà possibile trovare oggetti particolari, unici e originali: abbigliamento vintage, bigiotteria d’epoca, vestiti per bambini lavorati a maglia e a uncinetto dalle socie di AILO, decorazioni natalizie artigianali, libri in italiano e in inglese, giocattoli, tessuti e oggettistica, scarpe, accessori e artigianalità da tutto il mondo. La fiera è un’occasione per comprare i regali natalizi accompagnati da una vasta scelta di cibo americano e dolci come brownies e cupcakes. Per gli amanti dei fiori i preziosi rizomi del Giardino dell’Iris in tutte le sue varietà.

Saranno organizzate inoltre una lotteria benefica a premi e una Silent Auction - asta silenziosa dove l’aspirante acquirente scrive il valore dell’oggetto esposto su un biglietto - con in palio prodotti ed esperienze offerte da aziende e negozi del territorio, che spaziano da manufatti di pregio a confezioni di vini e di tè, soggiorni in agriturismo e cene in trattoria, ceste natalizie, tour in limousine e tanti altri premi.

Babbo Natale attenderà i bambini con piccoli regali e caramelle, inoltre sarà presente anche il Soccorso Clown.

Sarà allestito uno stand in cui verranno presentate le associazioni a cui saranno devolute le donazioni, accompagnati anche dalle associazioni che negli anni precedenti hanno ricevuto aiuti finanziari. Un impegno concreto per realizzare i progetti di queste organizzazioni senza scopo di lucro che lavorano a Firenze e provincia, ovvero il territorio che, in quanto cittadine straniere, è diventato da anni per le socie di AILO la loro casa di adozione.

Christmas Bazaar propone anche momenti conviviali con specialità della tradizione americana, grazie al supporto di Chloè e Marco del bistrot Melaleuca: cedro di mela caldo e caffè della torrefazione D612 Coffee Roasters, pane a lievitazione naturale, dolci alla cannella, apple pie, piatti tipici del natale a stelle e strisce e altre leccornie.


Tra le iniziative di AILO svoltesi durante l’anno c’è la collaborazione con Caritas, alla cui mensa le socie fanno servizio due volte al mese. Inoltre sono state realizzate 145 sciarpe lavorate a maglia per donarle ai meno fortunati che si recano quotidianamente alla mensa. Altre volontarie hanno intrapreso un progetto con la casa di riposo fiorentina Il Gignoro, il cui intento è stato quello di abbellire il loro giardino tramite lavori di yarn bombing, coinvolgendo nell’iniziativa anche gli stessi anziani. Dal 2014 AILO collabora settimanalmente alla manutenzione del giardino dell’Iris a Piazzale Michelangelo, ha contributo nel 1980 alla fondazione di AVO (Associazione volontari ospedalieri) e nel 2018 sono state ambasciatrici e interpreti per le squadre del Dragon Boat Festival di Firenze.

“Firenze è orgogliosa di ospitare il Christmas Bazaar - ha detto l’assessore al welfare Andrea Vannucci - appuntamento ormai entrato a far parte del calendario degli eventi di Natale della nostra città. Si tratta di un’iniziativa molto bella, attesa tutto l’anno dai fiorentini, che si contraddistingue per un immenso spirito di solidarietà: il ricavato delle vendite sarà infatti devoluto a varie associazioni impegnate in tanti progetti sociali e culturali. Vorrei ringraziare AILO per questa bella iniziativa e per le tante attività realizzate in favore della nostra città e dei fiorentini che hanno più bisogno”.

"Il Christmas Bazaar delle amiche di AILO - sottolinea Maria Federica Giuliani vice presidente del Consiglio Comunale di Firenze -  è un evento che, edizione dopo edizione, è diventato una presenza importante ed attesa in città. La solidarietà è al centro del lavoro delle associate e contribuisce ogni anno ad aiutare i progetti di tante altre associazioni che operano in città. Un bazaar meraviglioso ricco di manufatti d'artigianato di qualità, hand made, che torna dopo il successo dello scorso anno, presso il Tepidarium del Roster al Giardino dell'Orticoltura, uno dei primi appuntamenti natalizi proteso al benessere della nostra comunità”. 


"Ringrazio Maria Federica Giuliani - aggiunge Kimberly Breeze, presidento AILO - per il sostegno che da anni viene dato alla nostra associazione e ringrazio l'assessore Andrea Vannucci che ha capito il nostro impegno di oltre 40 anni per la città di Firenze. Al Tepidarium troverete lo spirito natalizio e "the spirit of giving" che noi socie portiamo dalle nostre terre straniere, da tutte le parti del mondo".



AILO – AMERICAN INTERNATIONAL LEAGUE OF FLORENCE ODV
AILO è un’organizzazione di volontariato fondata a Firenze nel 1975, che riunisce volontari provenienti da ogni parte del mondo. Da oltre 40 anni è impegnata in numerose attività di interesse sociale e culturale per la città di Firenze. Durante il corso dell’anno realizza programmi di assistenza sociale e iniziative benefiche, che hanno permesso di supportare fino ad oggi oltre 350 organizzazioni locali. AILO favorisce da sempre le piccole associazioni solidali che affrontano le realtà quotidiane del territorio di Firenze e provincia, basate sul lavoro dei volontari. Il ricavato di ogni iniziativa è devoluto totalmente in beneficenza per realizzare progetti legati al sociale. Il Comune di Firenze ha conferito a AILO il Premio Marzocco come testimonianza dell’impegno importante da oltre 40 anni nel settore del sociale.


CHRISTMAS BAZAAR
44° edizione
Tepidarium del Giardino dell’Orticoltura
Via Bolognese 17A Firenze

ORARIO
Sabato 30 novembre (15.00-18.00)
Domenica 1 dicembre (10.00-18.00)
Ingresso libero

INFO
www.ailoflorence.org
www.ailonews.org
www.facebook.com/ailofirenze
www.instagram.com/ailofirenze

Veduta da Palazzo Ricci Donati

(Foto dell'ufficio stampa di Palazzo Ricci Donati)

martedì 19 novembre 2019

domenica 17 novembre 2019

Arno

Foto di Roberto Di Ferdinando








venerdì 15 novembre 2019

"VERSO DANTE":
PRIMA NAZIONALE IL 7/12 
ALLA FONDAZIONE ZEFFIRELLI


Si intitola Verso Dante ed è il nuovo spettacolo teatrale che l’attore Luigi Fiore propone in Prima Nazionale, con la regia di Tommaso Agnese, nella Sala della Musica della Fondazione Zeffirelli (Piazza San Firenze 5, Firenze) sabato 7 dicembre con inizio alle ore 21 (posto unico 10 euro, info e prenotazioni 055-2658435, dal martedì al sabato, ore 10-17).

La produzione dell’Associazione Blade Runner vede protagonista un uomo ormai disperato che cerca di raccontare una storia dimenticata nel tempo. Sdraiato, vestito di stracci, tra sacchi dell’immondizia e spazzatura c’è un uomo. Chiuso nella sua solitudine ha viaggiato di città in città per portare il suo messaggio, ma nessuno lo ha ascoltato. È stato abbandonato, dimenticato. Quest'uomo è vittima del nostro tempo, è la vittima dell'involuzione culturale che ci circonda. È la cultura ormai dimenticata. È un cantastorie di un'altra epoca. Ma non è un pazzo: con sé porta una storia che si sta perdendo nel tempo, la storia di una lingua, la storia di un continente. Questa storia, ormai perduta, soggiogata, depauperata del suo valore e della sua importanza, cerca di nuovo qualcuno che l'ascolti. L'uomo la porta con sé scritta in un libro magico. Con le movenze di un folle, ma lo spirito di un saggio, le parole dell'uomo viaggiano indietro nel tempo fino ai nostri antichi padri ellenici, per poi approdare alle origini della lingua volgare. È qui che egli si trasforma, spinge lo spettatore nel racconto, indossando i panni dei suoi personaggi immaginari. Accompagnato da una musica tribale attraversa, in un viaggio della mente e degli spiriti o, dello spirito, l'Inferno di Dante.

Lo spettacolo
In modo coinvolgente lo spettacolo porta lo spettatore in un viaggio appassionante, partendo dalle origini dell'antica Grecia seguitando, con San Francesco e poi ancora attraverso gli scritti di Dante e la sua Divina Commedia, in ordine non cronologico l'Inferno, Ulisse, il conte Ugolino e Paolo e Francesca, per capire l'importanza di un testo che ha dato vita alla nuova lingua italiana.
L'uomo è quasi posseduto dai personaggi del libro, la sua bocca parla per loro, le sue movenze li identificano, il loro significato ci viene espresso. E quando piano piano torna in sé, intimo e imbarazzato, non vuole raccontar altro, ma ormai il dado è tratto e il flusso delle meravigliose parole volgari è aperto, non può più trattenersi nel rappresentare ciò che ha dentro. Tanti sono i riferimenti alla storia d'Italia e al Rinascimento italiano. Il nostro protagonista ricostruisce l'origine della lingua volgare descrivendo il mondo della Divina Commedia, i luoghi dove Dante, accompagnato da Virgilio, si muove e interagisce, divenendo lui stesso quei personaggi.

Il protagonista
Luigi Di Fiore, milanese, si diploma nel 1985 alla bottega teatrale diretta da Vittorio Gassman. L'anno successivo viene scelto, tra mille candidati, per rappresentare il ruolo di Don Giovanni nell'Elvira e “la passione teatrale” diretta da Giorgio Strehler. Rimane al Piccolo Teatro fino al 1988. L'anno successivo viene chiamato a Roma per interpretare l'agente Quadri nella miniserie televisiva “La piovra 4”. Interpreta numerose fiction televisive e partecipa a film di respiro internazionale, pur non abbandonando mai l'attività teatrale. Diventa famoso dal 1996, quando per cinque anni veste i panni di Luca De Santis nella soap opera “Un posto al sole”. Partecipa poi a fiction come “L'ombra della spia”, “Marco e Laura”, “La ragnatela”, “La piovra 5 - Il cuore del problema”, “Amanti e segreti”, “Cuore contro cuore”, “Distretto di Polizia” ed “Incantesimo”. Nell'ottobre 2001 gira inoltre alcuni documentari per Geo & Geo. Dal 2009 ha interpretato il ruolo di Franco nella terza e quarta stagione de “I Cesaroni”. Nello stesso anno vince il palmarès come migliore attore al Festival du cinema de Paris nel film diretto da Alessandro Berdini Emilia Galotti. Nel 2013 ha interpretato il ruolo di Druso Pollione in Barabba. Nello stesso anno ha interpretato il ruolo di Corrado Muraro ne “Il commissario Nardone” al fianco di Sergio Assisi, il personaggio di Vittorio, nella fiction Rosso San Valentino, quello di Giancarlo in Crossing Lines e ha partecipato a “Provaci ancora prof 5”, “Mani pulite” e “A Saint a man”. Nel 2014 lo ritroviamo tra i protagonisti di “Baciato dal sole” e poi ancora ne “Il mio vicino di casa”. Nel 2016 Interpreta il personaggio che lo consacra come uno dei più raffinati interpreti drammatici del panorama italiano in “Scomparsa” e poi ancora in “Questo nostro amore '80” al fianco di Neri Marcorè. Anche Sky gli affida un ruolo importante in “1994” mutuato dal precedente “1992”. Nel 2018 Mediaset gli affida un ruolo tra i protagonisti di “Rosy Abate 2”.
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Piazza San Firenze 5 – Firenze

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Volti e storie. Ottavio Leoni (1578-1630) 
ritrattista nell’Accademia La Colombaria 
e nelle raccolte fiorentine

a cura di Piera Giovanna Tordella


Dal domani, 16 novembre al 16 febbraio, 
allo Spazio Mostre della sede di Fondazione CR Firenze

Oggi alle ore 11 la preview per i giornalisti e nel pomeriggio alle ore 17.30 l’inaugurazione


Maggiore ritrattista a disegno del primo Seicento europeo, ammirato da Van Dyck e Velazquéz, Ottavio Leoni (1578-1630) è autore di ritratti di membri dell’aristocrazia romana e no, di papi e illustri porporati, uomini d’arme, artisti, poeti, musicisti, ma anche di persone comuni, in grado di restituire un fedele quanto inedito spaccato del Seicento. Una selezione di disegni, incisioni e miniature dell’artista romano di origine padovana diviene ora oggetto della mostra ‘Volti e storie. Ottavio Leoni (1578-1630) ritrattista nell’Accademia Colombaria e nelle raccolte fiorentine’, in programma da domani, sabato 16 novembre al 16 febbraio nello Spazio Mostre della sede di Fondazione CR Firenze. L’esposizione è promossa e organizzata dalla Fondazione CR Firenze in collaborazione con l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, a cura di Piera Giovanna Tordella, massima studiosa dell’artista.
La mostra nasce dalla volontà di far conoscere le straordinarie collezioni dell’Accademia Colombaria la cui antica sede di via de’ Bardi venne totalmente distrutta dalle mine tedesche nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944. Parte della donazione pervenuta all’Accademia nel 1823 da Alessandro Rivani (1746-1831), membro della Società Colombaria dal 1797, è costituita dal nucleo di 100 ritratti a disegno di Ottavio Leoni, il maggiore per qualità e quantità all’interno del corpus grafico complessivo dell’artista. Venne fortunosamente recuperato pressoché intatto dopo il minamento tedesco se non per le coperte poi sostituite prima che negli anni Novanta i disegni fossero staccati e montati su singoli supporti a Ph neutro. In mostra sono presentate complessivamente 60 opere, in larga misura disegni appartenenti all’Accademia, cui si affiancano altri tre prestigiosi prestatori: Gallerie degli Uffizi, Museo Horne e Biblioteca Marucelliana che ha concesso il celebre volume H ricco di 27 ritratti, tra i quali le immagini di Caravaggio e Galileo. La mostra è divisa in otto sezioni tematiche tese a mostrare la varietà tipologica dei personaggi ritratti e la capacità di Ottavio Leoni, acutissimo spettatore dei suoi tempi, di captare la loro psicologia con uno stile estremamente connotato, votato sia alla ricerca introspettiva sia alla riproduzione fedele della realtà. Benché questo patrimonio iconografico rappresenti in ampia misura la società romana tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, l’esposizione è fortemente legata anche a Firenze. Fra le opere selezionate vi è infatti la miniatura di Maria de’ Medici della collezione iconografica degli Uffizi che, presentata come anonima fino al 2010, è stata definitivamente attribuita a Ottavio Leoni proprio dalla curatrice Piera Giovanna Tordella. Un’opera importante, anche per il suo significato politico, poiché probabilmente utilizzata per presentare l’immagine di Maria de’ Medici a Enrico IV, in cerca di una nuova consorte dopo il divorzio da Margherita di Valois.
I disegni sono realizzati a pietra rossa e nera, gesso, talora carboncino, prevalentemente su carte cerulee, estremamente sensibili a processi di fotodeterioramento. Per tale ragione la mostra sarà visitabile sono in alcune ore della giornata (tutti i giorni dalle ore 10 alle 17). Sono in corso indagini diagnostiche non invasive su alcuni disegni di Leoni, in particolare sui fogli della Biblioteca Marucelliana e dell’Accademia Colombaria, grazie a un accordo scientifico tra l’Università degli Studi di Torino, nella quale è docente la curatrice della mostra, e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Cultural Heritage Network). Il 13 e 14 febbraio si terranno due giornate di studi interdisciplinari sulla Roma di Ottavio Leon e in quella occasione saranno presentati i risultati di queste ricerche.
“Siamo lieti di poter ospitare nel nostro Spazio Mostre una sorta di album fotografico ante litteram – afferma Luigi Salvadori, Presidente di Fondazione CR Firenze - capace di rievocare un’intera epoca storica. La Fondazione da tempo sostiene l’Accademia La Colombaria che rappresenta un’istituzione prestigiosa per la città. Essa con cura conserva un lascito così prezioso che siamo lieto di poter vedere esposto in maniera inedita in questa occasione”.
Il Presidente della Colombaria, Sandro Rogari, ringrazia la Fondazione CR di Firenze nella persona del suo Presidente dottor Luigi Salvadori e del professor Carlo Sisi oltre che tutto lo staff che ha curato l’allestimento per la generosità e per l’impegno profuso nella realizzazione della mostra che valorizza agli occhi di un largo pubblico il patrimonio iconografico conservato dall’Accademia.
Volti e storie. Ottavio Leoni (1578-1630) ritrattista nell’Accademia Colombaria e nelle raccolte fiorentine
Spazio mostre della sede di Fondazione CR Firenze 
Via Bufalini 6, Firenze
Tutti i giorni, orario 10-17, chiusura il 24, 25, 26, 31 dicembre; 1, 6 gennaio
Visite guidate per gruppi gratuite solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili 
Info e prenotazioni Tel. +39 055 5384 997/001 spaziomostre@fcrf.itfondazionecrfirenze.it/mostra-ottavio-leoni-colombaria/

giovedì 14 novembre 2019

Le patologie di Dante

“[…] Cercheremo, invece, di intravedere, dalle raffigurazioni pittoriche e scultore di Dante, quali sono le più importanti ed evidenti caratteristiche fisiche che si possono correlare con eventuali malattie di cui il sommo poeta poteva soffrire. […] Innanzitutto risulta evidente una estrema carenza del pannicolo adiposo sotto-cutaneo nel volto, senza, comunque, alcun segno di distrofia e carenza. Il che vuol dire che non era conseguenza di carenze alimentari, ma di una controllata assunzione del cibo, sempre con un notevole equilibrio fra l’introduzione e il consumo calorico, arrivando, così, a determinare una particolare rilevatezza degli zigomi e una evidenza del naso aquilino […]. Si può, pertanto, ipotizzare che Dante non fosse un abbondante mangiatore, e fosse piuttosto parco nell’assunzione di grassi animali e di glicini, contrariamente alla maggior parte dei suoi contemporanei […]. Nel volto di Dante risulta anche particolarmente evidente il cosiddetto segno di “De Filippo” che è una notevole evidenza del solco laterale naso-labiale, tipico dei soggetti ulcerosi […] e ipersecrezione gastrica. […] risulta evidente una certa tendenza  alla ptosi palpebrale con facie di tipo “miastenico”. Dal momento che, vista l’attività del poeta, non si pensa possa trattarsi di una miastenia primitiva, è possibile che tale segni sia da correlare a un relativo ipotiroidismo, con insufficienza della ghiandola tiroide, forse conseguente a una pregressa tiroidite, con iperattività della ghiandola. […] il colorito scuro, quasi sempre presente nelle raffigurazioni somatiche del Poeta, che potrebbe caratterizzare una condizione di emocromatosi, e cioè di eccessivo accumulo di ferro nei tessuti, e in particolare nel sottocute, o, in maniera del tutto differente, con un’insufficienza portico-surrenalica cronica, con ipotensione arteriosa, in cui il colorito della cute rappresenta uno dei segni dominanti […]”
(Tratto da: Agenda letteraria Dante Alighieri 2013, a cura di Gianni Rizzoni)

Massimiliano Fuksas apre 
la 4/a edizione del ciclo di incontri
‘ Sulla scia dei giorni’ 
sul tema del Rispetto


Sabato 16 novembre alle ore 10.30 al Teatro della Pergola
(ingresso libero fino a esaurimento dei posti)

E’ il celebre architetto Massimiliano Fuksas ad aprire la quarta edizione del ciclo di incontri ‘Sulla scia dei giorni’ (dedicato quest’anno al tema del Rispetto), ideato e promosso da Fondazione CR Firenze col Patrocinio del Comune di Firenze, in collaborazione con il Teatro della Toscana. L’incontro si terrà sabato 16 novembre alle ore 10.30 al Teatro della Pergola (ingresso libero fino a esaurimento dei posti www.fondazionecrfirenze.it) e Fuksas, che interverrà sul tema ‘Rispetto e spazi urbani’, sarà introdotto da Andrea Aleardi, direttore della Fondazione Michelucci.

Il programma prevede 14 appuntamenti, fino ad aprile 2020, con personalità che operano in molteplici campi e di diverse competenze chiamati ad esprimersi sul rispetto in vari ambiti della vita personale e collettiva.
Gli altri relatori sono: Silvio Orlando (23 novembre), Ludovico Arte (7 dicembre), Luigi Manconi (7 dicembre), Paola Turci (11 gennaio), Stefano Massini (18 gennaio), Mario Perrotta (1 febbraio), Elena Cattaneo (8 febbraio), Walter Veltroni (15 febbraio), Giuliana Sgrena (7 marzo), Elena Pulcini (14 marzo), Maria Gabriella Luccioli (21 marzo), Valeria Golino (4 aprile) e Don Armando Zappolini (18 aprile). Gli incontri si svolgono alle 10.30 al Teatro della Pergola, salvo diversa indicazione.
“Il ciclo di conferenza ‘Sulla Scia dei giorni’ – dichiara il Presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – si è affermato in questi anni per la sua forte connotazione riflessiva su temi importanti, come quello della responsabilità, della dignità e del limite. Il tema del rispetto, scelto per questa edizione, appare più che mai attuale nel contesto sociale in cui viviamo. Un tema che ha evidentemente interessato anche le personalità che hanno accolto il nostro invito a partecipare in qualità di relatori. E’ un altro segno della nostra capacità di essere sempre più una istituzione che vuole  aiutare il territorio non solo con le erogazioni ma anche con proposte di altro profilo che sanno suscitare domande e interrogativi sui tempi che stiamo attraversando’’.  
Di origini lituane, Massimiliano Fuksas nasce a Roma nel 1944. Consegue la laurea in Architettura presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1969 e fin dagli anni '80 è tra i principali protagonisti della scena architettonica contemporanea. Dal 1994 al 1997 è membro della commissione urbanistica di Berlino e Salisburgo. Nel 1998 riceve il premio alla carriera “Vitruvio International a la Trayectoria” a Buenos Aires. Dal 1998 al 2000 è Direttore della “VII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia”: “LessAesthetics, More Ethics”. Nel 1999 riceve il “GrandPrix National d'Architecture Française”, l'anno successivo viene nominato accademico di San Luca e insignito dell’onorificenza di “Commandeur de l’OrdredesArts et desLettres de la RépubliqueFrançaise”. Nel 2002 viene nominatoHonoraryFellow dell’AIA -American Institute of Architects- Washington D.C., e tre anni dopo membro dell’ Académie d'Architecture di Parigi. Nel 2006 diventa membro onorario del RIBA - RoyalInstitute of BritishArchitects – di Londra e viene nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Nel 2010 viene insignito dell’onorificenza della “Légion d’ Honneur” dal Presidente della Repubblica Francese. Nel 2012 riceve la “Medaglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri” in Italia e il“Global Lithuanian Award 2012” per la categoria Arte e Cultura aVilnius. Un anno dopo, agli“Idea-Tops Awards” in China, lo Shenzhen Bao’an International Airport – T3 viene premiato come “Best Transportation Space”. Nel 2014 il progetto riceve a New York entrambi gli “Architizer A+ Award” e “Architizer A+ PopularChoice Award” per la categoria “Trasporti – Aeroporti”. Dal 2000 al 2015 Massimiliano Fuksas è autore della rubrica di architettura, fondata da Bruno Zevi, del settimanale italiano "L'Espresso" e dal 2014 al 2015, insieme a Doriana Fuksas, cura la rubrica di Design del quotidiano italiano "La Repubblica".E’ Visiting Professor presso numerose università, tra le quali: la Columbia University di New York, l'ÉcoleSpéciale d'Architecture di Parigi, the Akademie derBildendenKünste di Vienna, the Staatliche Akademie derBildendenKünste di Stoccarda. Il lavoro di Massimiliano Fuksas è rivolto allo studio dei problemi urbani nelle grandi aree metropolitane. Lo Studio Fuksas si avvale dell’esperienza di Doriana e Massimiliano Fuksas, alla guida di uno studio internazionale di architettura, urbanistica e design dal 1969. In cinquant’anni di attività, lo Studio ha sviluppato un metodo di progettazione basato sull’interazione tra diverse discipline per rispondere alle questioni architettoniche e urbanistiche del contemporaneo. Con sede a Roma, Parigi, Shenzhen, Dubai e New York, lo studio ha all'attivo oltre 600 progetti, che spaziano da interventi urbani ad aeroporti, da musei e luoghi per la cultura a spazi per la musica, da centri congressi a uffici, da progetti di interni a collezioni di design, ed ha realizzato opere in Europa, Africa, America, Asia e Australia, ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali.

mercoledì 13 novembre 2019

Antiche insegne resistono: viale Antonio Gramsci

Foto di Roberto Di Ferdinando

METTI UNA DOMENICA IN FONDAZIONE



Ore 11.30: Omaggio a João Gilberto
ore 15: lezione aperta di regia teatrale di Massimo Luconi

Metti una domenica alla Fondazione Zeffirelli, ricca di emozione, momenti piacevoli e sorprese.
Il 17 novembre, alle ore 11.30 nella Sala della musica di Palazzo San Firenze (nell’omonima piazza fiorentina), i Bossamor 77 e i Tamanduà daranno vita a “Omaggio a João Gilberto”, cantante e chitarrista brasiliano, e padre della bossa nova, scomparso nel luglio di quest’anno. Presentato da Paola Farina, lo spettacolo prevede la partecipazione anche di Carlotta Vettori (flauto) e Adriano Saldarelli (percussioni). L’acquisto del biglietto d’ingresso al concerto costa 10 euro - consigliata la prenotazione chiamando il numero 333-4862550 –, dà diritto a uno sconto per l’accesso al Museo Zeffirelli, che costerà 7 euro invece di 10 euro. Inoltre, per chi lo desidera, a fine concerto sarà possibile accedere al brunch presso la Zeffirelli’s Tea Room Bar & Restaurant, al prezzo di 15 euro.
Sempre domenica 17 novembre alle ore 15 (con replica il 24 alla solita ora) il regista teatrale Massimo Luconi terrà due lezioni aperte del  Corso di Regia Teatrale e Interpretazione. L'ingresso è libero e la partecipazione è riservata a un numero limitato di uditori che dovranno pertanto effettuare la prenotazione tramite il form presente sul sito web della Fondazione Zeffirelli o chiamando il numero 055-2658435, dal martedì alla domenica, tra le 10 e le 17.
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Convegno "L'intervista letteraria. Una giornata di studi"


L'iniziativa è organizzata all'interno del progetto «Teoria e pratica del genere intervista attraverso il caso Montale», coordinato da Federico Fastelli e Francesca Castellano. 14 novembre 2019, ore 10, Aula magna del plesso didattico - via Laura 48, Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), Dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF).

Incontro "La giornata di un lettore: Primo Levi"


Nell'ambito delle iniziative per la Giornata nazionale della letteratura. Con la partecipazione di Luigi Dei, rettore dell'Università di Firenze. 14 novembre 2019, ore 9, Polo delle Scienze Sociali, edificio D6, sala convegni - aula 018, via delle Pandette, 9 - Firenze. Organizzazione: Centro per il libro e la lettura, Associazione degli Italianisti - Sezione didattica, Centro Studi "Aldo Palazzeschi".

Conferenza “Competences in action. Reference Framework of Competences for Democratic Culture: moving towards a competence-based approach to teaching and learning"


14 - 15 novembre 2019. Sede: 14 novembre: Istituto degli Innocenti, Salone Brunelleschi, piazza Santissima Annunziata - Firenze; 15 novembre: Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), via Laura, 48 - Firenze. Organizzazione: Education Policy Division del Consiglio d’Europa, Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), Spin-off accademico LabCom
https://www.coe.int/en/web/campaign-free-to-speak-safe-to-learn/florence-conference

Prima settimana della ricerca di eccellenza del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS)

Una settimana di incontri, presentazioni e tavole rotonde di autorevoli docenti di atenei e istituzioni culturali di tutto il mondo sulla ricerca storica, archivistica, archeologica, geografica, storico artistica e dello spettacolo. 
11 - 15 novembre 2019, Sedi del Dipartimento SAGAS, via San Gallo, 10 - via Capponi, 9 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento SAGAS.   
L'iniziativa è realizzata nell'ambito delle attività del SAGAS, come dipartimento di eccellenza MIUR 2018-2022 sulle "Eredità culturali".
https://www.sagas.unifi.it/upload/sub/conv_sem/EVENTI%202019/SAGAS_SRE_2019_programma.pdf

lunedì 11 novembre 2019

Dante e la medicina

“Per entrare sulla scena politica e adire alle cariche pubbliche cui aspira, Dante, ottemperando alla legge in vigore a Firenze, deve iscriversi a un’Arte o Corporazione. Nel 1295 la scelta cade sull’Arte dei Medici e degli Speziali, evidentemente, come chiosano i biografi, la più adatta alla sua formazione culturale.
IN effetti, nella Commedia e nella altre opere in latino e in volgare il poeta dimostra di possedere estese e profonde conoscenze mediche che utilizza per lo più per le esigenze della poesia, della metafora al contrappasso, e dell’assunto morale, teologico, scientifico o politico che desidera affermare e validare.
Sono presenti, tuttavia, precisi riferimenti sintomi di singole malattie, ad esempio la <<grave idropesì>> di Maestro Adamo (Inferno XXX, 49-129) e la  <<quartana>> (inferno XVII, 85-87), […] la generazione umana nella lezione di Stazio (Purgatorio XXV, 31-78), le potenze dell’anima legata al corpo all’inizio della Vita Nova (1, 5-7) e le complessioni corporee nel IV trattato del Convivio. […] la sincope e il sonno patologico insorgenti a seguito di bruschi e violenti stimoli emozionali (Inferno III, 130-36 e IV, Purgatorio XXXI, 85-93; XXXII, 61-78), la crisi epilettica (Inferno XXIV, 112-117), le visioni oniriche nel sonno fisiologico e le immaginazioni o fantasie nelle farneticazioni in stato di veglia, presenti più volte nel Purgatorio e nella Vita Nova.
E’ stato ipotizzato che Dante sia così preciso nel descriverne i sintomi per averli sofferti di persona. A mio giudizio è più documentato e verosimile che il poeta, desideroso di apprendere e dotato di una memoria eccezionale, abbia fatto tesoro delle nozioni acquisite con la lettura dei testi, <<nelle scuole della religiosi e alle disperazioni della filosofanti>> (Convivio II XII 7). Le fonti dalle quali il poeta poteva derivare le sue conoscenze sono molte e non limitate ai libri di medicina, che peraltro erano più diffusi di quanto ancor oggi si creda. […]”
(Tratto da: Agenda letteraria, Dante Alighieri 2013, a cura di Gianni Rizzoni, Società Dante Alighieri)

"Leonardo e la Cava di Giotto" presentazione del libro di Carlo Canepari

Mercoledì 13 Novembre 2019
ore 17:00
 CAFFE' ASTRA AL DUOMO
Firenze, Via de' Cerretani, 56r
 


Passeggiando con lo sguardo dentro il famoso disegno di Leonardo, invece del  “Paesaggio con fiume”, Carlo Canepari ha visto il “Paesaggio con la Cava di Giotto”. Nonostante molte ricerche avessero individuato la veduta della Valdinievole, nessuno studioso ha mai fatto l'ipotesi della cava.
FANTASIA, ILLUMINAZIONE? INGANNO, INVENZIONE?
Il libretto “ Leonardo e la Cava di Giotto”, dopo il mistero di un oblio secolare, racconta in un rapido batter di ciglia l'inaspettata esperienza conoscitiva, avendo individuato in alcuni tratti del disegno, gli elementi tipici di una cava.
      - Il PARETONE con la tipica squadratura del cantiere.
      - IL RAVANETO su cui scende la slitta con i blocchi di pietra.
      - I PARATI che si snodano paralleli e segnano la via di discesa.
      - I CANAPI, che tengono e guidano la slitta con il carico che scende.
Blocchi di pietra sotto la cava; a sinistra la Fortezza di Montevettolini con le sei torri e giù nella piana il castello di Buggiano. Verso l'orizzonte la rappresentazione dei territori emersi, disegnati secondo la pratica degli agrimensori romani. Vi assicuro che non la stavo cercando, la Cava mi è venuta incontro improvvisamente chiedendo giustizia per il dovuto riconoscimento.

Carlo Canepari Ricercatore presso la Facoltà di Architettura di Firenze, ha svolto attività didattica della Progettazione Architettonica coinvolgendo gli studenti in scambi culturali con varie università europee; Albania, Austria, Cecoslovacchia, Francia, Lituania e Olanda. Oltre all'Architettura, ha praticato esperienze di Pittura, Poesia e Musica.
Tra le molte, ha selezionato due pubblicazioni e due mostre di pittura:
 - “Praga: una porta per la città”, A-Linea Editrice, Firenze 1996
 - “Di-stanze senza tempo”, Altralinea Edizioni s.r.l., Firenze 2017
 - Mostra di pittura con Marcello Bandini a Simultanea Spazi d'Arte, Firenze 2014
 - Mostra di acquerelli presso Royal Watercolour Society, Londra 2015

II ciclo di incontri culturali è promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco® e dal Centro Studi e Incontri Internazionali in collaborazione con il Centro Congressi al Duomo e le Associazioni culturali della città nell’ambito del Movimento Life Beyond Tourism®per contribuire a una migliore conoscenza delle culture diverse (per maggiori informazioni sul Movimento Life Beyond Tourism e iscrizione al medesimo: info@lifebeyondtourism.org).

venerdì 8 novembre 2019

"D M D S. P. MARTIRE"


In Borgo Tegolaio, nel quartiere di Santo Spirito, alcune abitazioni del lato sinistro della strada, andando verso via Sant’Agostino, hanno sulla loro facciata una lapide circolare in pietra su cui si legge, solo in alcune perché le restanti sono state danneggiate dal tempo, “D M D S. P. MARTIRE” e sotto un numero romano. Questa lapide ricorda, con molta probabilità, che quelle abitazioni furono in passato di proprietà dell’ormai scomparso monastero di San Pier Maggiore che fu fondato in via dei Serragli tra il 1418 e il 1420. Il convento era delle monache domenicane osservanti, legate ai monasteri maschili di San Domenico di Fiesole. Nel 1557 il monastero fu soppresso (le monache furono trasferite al convento di San Felice in Piazza) e gli ambienti demoliti per fare spazio alle costruzioni delle fortificazioni di porta San Pier Gattolino. In quest’occasione fu trasferito, ed oggi al Museo nazionale di San Marco, il Trittico di San Pietro Martire”, opera del Beato Angelico, che ornava l’altare del monastero.
(Testo e foto di Roberto Di Ferdinando)

Bricks in Florence Festival

Da venerdì 8 a domenica 10 novembre 2019 al TuscanyHall di Firenze,
un week end nel segno del mattoncino colorato

Venerdì 8/sabato 9/domenica 10 novembre 2019
TuscanyHall - via Fabrizio De André angolo Lungarno Aldo Moro – Firenze


Ci saranno i guru Huw Millington, Mirko Soppelsa e Andrea Lattanzio. E poi, master builder dall’Italia e dall’estero, mostre, workshop e attività per i più piccoli…

I fan del Lego si danno appuntamento al Bricks in Florence Festival, una serata e due giornate dedicate al mondo dei mattoncini e ai suoi fan, di tutte le età, da venerdì 8 a domenica 10 novembre 2019 al TuscanyHall (ex Obihall) di Firenze.

Bricks in Florence Festival partirà venerdì 8 novembre alle ore 19 con l’AperiBRICK, ossia la possibilità di visitare la mostra in fase di realizzazione gustando un aperitivo con buffet e ricevendo uno speciale gadget: per questa anteprima sono disponibili solo 300 biglietti, presso la biglietteria del teatro oppure online nel circuito Ticketone. Sabato 9 e domenica 10 novembre Bricks in Florence Festival aprirà le porte dalle ore 9 alle 20.

Decine di AFOL (Adult Fan of Lego), provenienti da tutta l’Italia e dall’estero, metteranno in mostra le loro creazioni personali, molte delle quali inedite, e saranno a disposizione del pubblico per parlare di tecniche costruttive, dare informazioni e svelare i segreti delle proprie opere.

I visitatori potranno inoltre approfondire la storia del marchio Lego, conoscere altri appassionati, acquistare set e prodotti fuori catalogo ed introvabili, e molto altro ancora.

La grande area di gioco libero, con oltre 150 kg di mattoncini, permetterà a chiunque di dar spazio alla fantasia e i negozi presenti soddisferanno le  esigenze di tutti i visitatori dove potrete trovare set classici, set fuori catalogo e vintage, singoli elementi sfusi, minifigure, abbigliamento e libri specializzati.

Ospiti / Brickset - Huw Millington è il fondatore e direttore di Brickset, il più visitato sito internet dedicato al mondo dei collezionisti e degli appassionati Lego. E’ il più grande database di set, dove ogni utente registrato può inventariare la propria collezione di set e gestire al meglio il proprio materiale. Huw terrà una sessione Q/A dedicata al pubblico Afol che si accrediterà al suo workshop.

Ospiti / Andrea Lattanzio - Norton SevenFour, al secolo Andrea Lattanzio, è tra i Master Builder nostrani più noti a livello internazionale. Reduce da un anno di esposizione delle sue opere presso la Lego House di Billund, sarà uno dei protagonisti di Bricks in Florence Festival 2019, durante il quale racconterà come nascono le sue creazioni in un workshop dedicato agli AFOL (domenica 10 dalle 14.30 alle 15.15)

Ospiti / Mirko Soppelsa - Mirko Soppelsa, aka Starbricks, è noto nella community AFOL mondiale per i suoi fantastici UCS Star Wars che, dopo la trasferta di Skaerbaek, saranno esposti a Bricks in Florence Festival 2019. Mirko, nel suo workshop “Dalla A a UCS”, spiegherà il processo di ideazione, progettazione e le tecniche costruttive utilizzate per realizzare le astronavi della saga Star Wars, in scala UCS (domenica 10 dalle 17.15 alle 18)

Ospiti / Piqabrick (start-up italiana) - Gli sviluppatori di Piqabrick, strumento per il riconoscimento ottico informatizzato delle singole parti Lego saranno presenti a Bricks in Florence Festival 2019 per illustrare il loro progetto e promuovere la loro campagna su KickStarter  (sabato dalle 17:30 alle 18).

Ospiti / Fairy Bricks - Fairy Bricks è il gruppo di appassionati Lego che porta il sorriso ai bambini ricoverati in ospedale, donando varie strutture tanti set. Si potranno sostenere le attività partecipando alla pesca di beneficenza: pescate dall’urna un mattoncino Lego e, in base al colore, ricevete un premio Lego… si vince sempre!

Alla ricerca delle 5 minifigure - Aguzzate bene la vista: tra le decine di opere esposte saranno celate cinque minifigure (torso e cappellino rosso, gambe bianche) con una bandierina con stampato sopra il logo ItLUG. Individuatele tutte: i primi 300 visitatori che le troveranno (150 il sabato, 150 la domenica), riceveranno uno speciale mattoncino personalizzato, da ritirare presso il desk informativo di ToscanaBricks, all’interno del teatro (inizio attività ore 9:30, fino al termine della manifestazione).

Mostra fotografica e workshop - A Bricks in Florence Festival alcuni scatti realizzati da “mastri fotografi”. I visitatori potranno mettere alla prova la loro abilità realizzando degli scatti fotografici originali: avranno l’aiuto di un esperto e la possibilità di scegliere tra tante ambientazioni in cui far vivere la loro minifigure (inizio attività ore 9:30, fino al termine della manifestazione).

Vota le tue opere preferite - All’ingresso i visitatori riceveranno una cartolina con le istruzioni per votare le tre opere preferite. Per votare sarà sufficiente lasciare la cartolina compilata nell’apposito contenitore presso il Desk di ToscanaBricks. I partecipanti alla votazione parteciperanno all’estrazione di un set Lego!

Galleria dei Giovani Costruttori - A Bricks in Florence Festival 2019 spazio alla creatività e alla fantasia di ben 50 giovani costruttori pre-registrati che esporranno le loro opere accanto a quelle dei ‘mastri costruttori’ provenienti dall’Italia e dall’Europa. I bambini registrati, da 6 a 12 anni, porteranno in esposizione opere realizzate a casa con i propri mattoncini LEGO e proveranno l’emozione di partecipare in prima persona all’evento.

Biglietti e prevendite: fino a 5 anni l’ingresso è gratuito, sotto 14 anni si spendono 5 euro, gli adulti 7 euro (5 euro con la tessera soci Coop). Ingresso riservato e mattoncino speciale dell’evento per chi acquista il biglietto in prevendita. Prevendite nei punti Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita (tel. 055 210804) e online su www.ticketone.it.

Bricks in Florence Festival è organizzato da ToscanaBricks – Il Lego Users Group della Toscana - in collaborazione con TuscanyHall e Italian Lego Users Group

Info e aggiornamenti sulla pagina Facebook ufficiale www.facebook.com/ToscanaBricks.


Date: 8, 9 e 10 novembre 2019
Orario venerdì 8 novembre: Aperibricks 18:30 / 23:00
Orario sabato 9  novembre: 09:00 / 20:00
Orario domenica 10 novembre: 09:00 / 20:00
Ingresso adulti: 7 euro
Ingresso ridotto: 5 euro (Soci Coop / ragazzi da 6 a 14 anni)
Ingresso gratuito: bambini fino a 5 anni compiuti
Prevendita: Circuito Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita (tel. 055 210804) e online su www.ticketone.it


Informazioni: www.bricksinflorencefestival.it
Evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/538534180230715/

Bricks in Florence Festival: Foto dell’edizione 2018
https://www.flickr.com/photos/toscanabricks/albums/72157703572670654

Ricordare. Letture sul tema della memoria

Memoriale Italiano di Auschwitz: 9 novembre 1943 – 9 novembre 2019
Il giorno 9 novembre 1943, dal binario 16 della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze, partono oltre 300 ebrei catturati in città. Dopo un terribile viaggio giungono il 14 novembre ad Auschwitz, dove solo 107 superano la selezione per l’immissione nel campo: gli altri vengono immediatamente eliminati.
Nel ricordo di quella giornata, particolarmente significativa per Firenze, e di tutte le terribile vicende che hanno disegnato uno dei periodi più oscuri del Novecento, il Comune di Firenze e MUS.E propongono per la mattina di sabato 9 novembre un evento che prevede la lettura di alcuni brani scelti, tratti da testi pubblicati – fra questi, La storia di Elsa Morante e il Diario 1941-1942 di Etty Hillesum – e da lettere dei deportati particolarmente significative e proposti al pubblico da Michele Neri, esperto di letture e narrazioni. Sarà poi possibile visitare il Memoriale italiano di Auschwitz – opera d’arte contemporanea un tempo collocata nell’ex campo di sterminio e oggi esposta a Firenze – e approfondire la storia della memoria della deportazione italiana. Monito per la memoria, simbolo tragico di una storia lontana che non deve tornare attuale, il Memoriale italiano di Auschwitz fu il frutto della volontà dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) e di una progettazione collettiva e corale a cui contribuirono lo studio di architettura di Milano BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), lo scrittore Primo Levi, il pittore Mario “Pupino” Samonà, il regista Nelo Risi ed il compositore Luigi Nono. Fu inaugurato nel 1980 nel Blocco 21.
Si ricorda che le visite al Memoriale italiano di Auschwitz sono attive tutti i venerdì, sabato e lunedì alle h9.30, 10.30, 11.30 e tutte le domeniche alle h15.30, 16.30, 17.30, previa prenotazione.
Per chi: per giovani e adulti
* Quando: 9 novembre 2019
* Orari: 10.30, 11.30
* Dove: Memoriale italiano di Auschwitz, viale Donato Giannotti 75-81
* Durata: 50’
* Costi: gratuito
La partecipazione è gratuita. La prenotazione è obbligatoria.
Tel. 055-2768224
Mail info@muse.comune.fi.it

Lectio magistralis di Massimo Recalcati

Venerdì 15 novembre h 17.00 – Aula magna del Museo di Santa Maria Novella
Dopo il grande successo dell’incontro con Piergiorgio Odifreddi, un nuovo evento collaterale alla mostra “La Botanica di Leonardo”. Venerdì 15 novembre appuntamento con la Lectio Magistralis di Massimo Recalcati. Psicoanalista, Recalcati affronterà il tema: “Dinamica del processo creativo”.
Leonardo da Vinci rappresenta il paradigma del genio creativo. Ma che cosa significa parlare di creazione? In che cosa consiste l’atto creativo? E che legame ha con il nostro inconscio?
Modera l’incontro Giovanna Zucconi, giornalista.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Teatro delle Arti di Lastra a Signa: Un programma per la stagione 2019-20 tutto al Femminile


Il Teatro delle Arti di Lastra a Signa riparte con un
programma per la stagione 2019-20, tutto al Femminile. Un programma
che si svilupperà dal mese di Novembre a quello di Aorile prossimi, in
collaborazione con il Comune di Lastra a Signa e la Regione Toscana.
Un programma tutto al femminile, non dedicato esclusivamente alle
donne, ma rivolto ai più deboli e quindi alle donne stesse, ai bambini
e agli ex detenuti, per un teatro di accoglienza, che reinserisca e
distribuisca lavoro. Un cartellone, presentato al Teatro del Sale di
Firenze, che prevede la realizzazione di ben 20 rassegne, fortemente
variegato e che prevede la presenza di attori affermati come Umberto
Orsini, decano del teatro italiano, e di giovani compagnie che si
affacciano per le prime volte sul palcoscenico. Una programmazione,
quindi, fortemente diversificata, con un occhio anche agli autori
emergenti, che sfocera’ nella realizzazione di un bando che premierà,
nella serata del 14 dicembre, due interpreti, che saranno seguiti nel
loro successivo percorso formativo dallo stesso teatro. La serata di
inaugurazione è prevista venerdì 8 Novembre con Maria Cassi, che
manderà in scena ‘Mammamia’ e si concluderà venerdì 3 Aorile con il
ritorno di Oscar De Summa. L’inizio degli spettacoli è previsto per le
21, con la possibilità di partecipare a un buffet su prenotazione dal
costo di 6 euro. I biglietti costeranno 15-13-8 euro e sono previste
varie riduzioni. Per informazioni sulla programmazione, Teatro delle
Arti di Lastra a Signa, tel 055-8720058, www.teatropopolaredarte.it

giovedì 7 novembre 2019

Lezione "Verso la GeoUmanità. Convivere meglio con la Terra e con noi stessi"

di Marco Benvenuti (docente di Geologia stratigrafica e sedimentologica). Nell'ambito del ciclo "Incontri con la città". 10 novembre 2019, ore 10.30, Istituto degli Innocenti, salone Brunelleschi, piazza SS. Annunziata, 12 Firenze. Il ciclo di incontri dell'Università di Firenze è realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze, con il contributo incondizionato di Fondazione Internazionale Menarini e la collaborazione di Unicoop Firenze.

Programma completo degli Incontri: https://www.unifi.it/p9441.html

Giornata di studi "Violenza sacra: Rappresentazioni, istituzioni, dottrine e pratiche della violenza religiosa tra Medioevo ed Età moderna"

Coordina Lucia Felici; discussant Andrea Zorzi. L'iniziativa rientra nell'attività scientifica dell’unità di ricerca "Religione e politica nella storia" del dipartimento SAGAS. 8 novembre 2019, ore 10, Palazzo Fenzi, aula parva, via San Gallo, 10 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS)
https://www.sagas.unifi.it/upload/sub/conv_sem/EVENTI%202019/Violenza%20sacra%20A3%20LIV%20corretto%20copia.jpg

Convegno "Il Giardino della Bizzaria a Novoli"

8 novembre 2019, ore 16.30, Scuola Vamba, via Giardino della Bizzaria, 2 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Architettura (DIDA), Unità di Ricerca "Paesaggio, Patrimonio culturale, Progetto", Associazione Novoli Bene Comune
https://www.dida.unifi.it/upload/sub/immagini/ricerca/unity/ppcp/locandina%20bizzaria%208.11.19.pdf

lunedì 4 novembre 2019

Le sorprendenti trascrizioni per fisarmonica di Telari

Il 7 novembre alle 21 alla Sala Buonumore del Conservatorio di Firenze, nell’ambito del festival musicale ‘Suoni riflessi’, concerto della giovane stella della fisarmonica Samuele Telari con le sue trascrizioni di musiche da Bach fino a Berio.

Un viaggio attraverso le sorprendenti trascrizioni di musiche di Bach, Mantovani, Schubert, Paganini, Franck, Čajkovskij e Berio per fisarmonica di Samuele Telari, formidabile interprete dello strumento nonostante la giovane età.
E’ il penultimo concerto dell’edizione 2019 del festival musicale fiorentino Suoni riflessi, fondato e diretto da Mario Ancillotti, che si terrà, nell’ambito del mini ciclo “Le trascrizioni impossibili”, giovedì 7 novembre alle ore 21 nella Sala Buonumore del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze (piazza delle Belle arti n. 2). Nell’occasione si potrà ascoltare il magnifico fisarmonicista Samuele Telari, classe 1992 ma già vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali e da tempo dedito allo sviluppo di nuova letteratura musicale per il suo strumento grazie alle collaborazioni con vari compositori, in un programma di trascrizioni per fisarmonica di musiche di J. S. Bach (Preludio e Fuga BWV 867), B. Mantovani (8’20’’ Chrono), F. Schubert (Andante con moto, dal quartetto D810 “La morte e la fanciulla”), N. Paganini (La Campanella), C. Franck (Choral in si min. FWV 39), L. Berio (Sequenza XIII “Chanson”) e P. I. Čajkovskij (Finale - dal concerto op 35 per vl e orch.).
«Parlando di trascrizioni impossibili – scrive Samuele Telari – non si può non parlare della fisarmonica, strumento giovanissimo e dotato di grandi possibilità timbriche e tecniche. Il programma ne offre una buona panoramica: se il Bach del Preludio e Fuga dal Clavicembalo ben temperato può essere suonato così come scritto affidandosi all’abilità e al gusto di un coerente trasferimento, nel periodo romantico le cose si complicano. […] La principale difficoltà è capire quanto osare nel reinventare. I registri, la grande estensione e la possibilità di avere un suono continuo sono gli strumenti che si possono usare per rendere idiomatico il linguaggio della fisarmonica».
I biglietti del concerto saranno in vendita circa mezz’ora prima dell’inizio all’ingresso del Conservatorio (piazza delle Belle Arti 2). Per prenotare: 055-699223, amicisuoniriflessi@gmail.com.
Biglietto intero 12 euro, ridotto 8 euro. Chi ha la card di Rete Toscana Classica ha diritto alla riduzione.
Per ulteriori informazioni: pagina Facebook “Suoni Riflessi” o il sito web www.suoniriflessi.it.

Incontro "Pubblicare in accesso aperto"

Con Benedetta Calonaci e Alessandro Pierno. Nell'ambito del ciclo di incontri "(As)saggi di OpenScience. Conversazioni in tema di accesso aperto". 7 Novembre 2019, ore 14, Biblioteca di Scienze sociali, Campus di Novoli, edificio D10, via delle Pandette, 2 - Firenze. Organizzazione: Biblioteca di Scienze sociali
https://www.sba.unifi.it/p1737.html

Incontro "Medicina e magia a confronto nei papiri"

Con Daniela Fausti (Università di Siena). Nell'ambito del ciclo degli Incontri papirologici 2019-2020. 5 novembre 2019 - ore 15, Istituto Papirologico "Girolamo Vitelli", borgo Albizi, 12 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF), Istituto Papirologico "Girolamo Vitelli"
https://www.istitutopapirologico.unifi.it/upload/sub/Incontri%20Papirologici_2019_Lgen_REV1.pdf

Inaugurazione della mostra "Arno. Pulito. Sicuro. Da vivere"

Spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi, via de' Pucci, 16 - Firenze. La mostra prosegue dal 5 al 21 novembre 2019
Info: https://www.sba.unifi.it/upload/cdaf/Programma.pdf

domenica 3 novembre 2019

Le scritture del mercante fiorentino

“[…] Già dal Medioevo, i giovani mercanti si formavano dapprima in scuole laiche (<<andare a botteguzza>> è l’espressione che si trova in alcuni testi). Poi si perfezionavano seguiti dai maestri <<d’abaco>>, cioè di calcolo […]. Quello che bisognava imparare per diventare bravi mercanti era - in buona sostanza - <<leggere, scrivere e far di conto>>. A volte, visto che i commerci avevano un respiro internazionale, i mercanti apprendevano anche una o più lingue straniere. Non il latino, però, quella che pure era considerata la grammatica per antonomasia. Il motivo è chiaro. Quando scrivevano, i mercanti non si preoccupavano di usare una lingua nobile: badavano al sodo. […] . Trattando dell’arte di scrivere lettere, il maestro di retorica Boccompagno da Signa nota che i mercanti ne scrivono parecchie, ma senza ricercare il bello stile […]. Anzi: quasi tutti scrivono e rispondono nei loro idiomilocali, ossia i volgari, oppure in una specie di latino storpiato. […]. I mercanti insomma sono i primi non letterati a scrivere così tanto, così spesso e in lingua volgare. Un’altra grande novità è il tipo di scrittura che usano: un corsivo rapido e tondo, con legamenti facili tra una lettera e l’altra. Una scrittura fondata sull’alfabeto latino, ma usata soltanto per scrivere in volgare: quella che oggi chiamiamo proprio mercantesca. […] Dalla Toscana e soprattutto da Firenze proviene la gran parte delle scritture mercantili medievali giunte fino a noi. Perché in Toscana si trovava la sede di molte tra le più grandi aziende dell’epoca. Aziende a cui facevano capo corrispondenti di tutte le regioni d’Italia. […].”
(Giuseppe Antonelli, Il museo della lingua italiana, Milano, Mondadori 2018)

sabato 2 novembre 2019

Concerto tutto novecentesco di Bruno Canino a Suoni riflessi

Domenica 3 novembre alle 11 in Sala Vanni a Firenze il pianoforte del maestro Bruno Canino dialogherà con il clarinetto di Marcello Bonacchelli e il violino di Pino Tedeschi in un intrigante percorso musicale nel Novecento.
“Bruno Canino: la musica è pensiero” è il titolo del terzultimo concerto di Suoni riflessi 2019, in calendario domenica 3 novembre mattina, alle 11, in Sala Vanni, che vedrà come protagonista questo grande maestro del pianoforte restìo a ogni forma di divismo.
Il programma è tutto novecentesco, con musiche di F. Busoni (Toccata), S. Bussotti (Bartok – Busoni capriccio di 34 microkosmos), B. Bartok (Contrasts), P. Hindemith (Suite 1922), A. von Webern (Variationen op. 27) e I. Stravinskij (Piano Rag Music e Tango). A lui si uniranno due musicisti dell’Ensemble Suoni Riflessi: Marcello Bonacchelli al clarinetto e Pino Tedeschi al violino.
«Canino – scrive Mario Ancillotti nel libretto di sala – mi ha sempre dato almeno tre impressioni sovrapposte: internazionalità, l’essere antidivo, intelligenza. Qualità che ne fanno un personaggio unico e che si riflettono nel programma scelto, ricco di collegamenti evidenti o sotterranei e di ironia».
I biglietti saranno in vendita circa mezz’ora prima dell’inizio al botteghino di Sala Vanni (piazza del Carmine al n. 19). Per prenotare: 055-699223, amicisuoniriflessi@gmail.com. Biglietto intero 12 euro, ridotto 8 euro. Chi ha la card di Rete Toscana Classica ha diritto alla riduzione.


Per ulteriori informazioni: pagina Facebook “Suoni Riflessi” o il sito web www.suoniriflessi.it.