martedì 31 ottobre 2017

La città di Pablo Neruda

Ponte Santa Trinita (2007)

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Come la va, la viene"

lunedì 30 ottobre 2017

sabato 28 ottobre 2017

venerdì 27 ottobre 2017

giovedì 26 ottobre 2017

27 ottobre - Presentazione libro con autore Ewwa Toscana presenta: LE TESSERE MANCANTI

VENERDI' 27 OTTOBRE
h 18:30 Presentazione libro con autore
Ewwa Toscana presenta:

LE TESSERE MANCANTI

Di Manuela Della Corte – editore goWare. Sarà presente l'autrice.
Introduce e coordina la dott.ssa Maria Rosaria Perilli, scrittrice e poetessa.
Alla chitarra: Claudio Badocci, polistrumentista e cantautore.
 
"Le tessere mancanti" racconta, con uno stile venato dal ruvido umorismo del protagonista, una storia di delitti e suicidi ambientata tra i quartieri alti e i vicoli di Genova.
L'omicidio di una famosa psicanalista rivela fosche ombre dietro ad alcuni dei personaggi più in vista della città. il caso è affidato al commissario Bonelli, aiutato – ma anche intralciato – da un affascinante scrittore di gialli. Le indagini portano alla luce un groviglio di segreti e peccati che non risparmia neanche la vittima e che, in un gioco di specchi tra passato e presente, dà vita a un intreccio ricco di colpi di scena, che coinvolge il lettore fino all'ultima pagina.
 
Manuela Della Corte, fiorentina, ha alle spalle un lavoro impegnativo, che l'ha portata in giro per il mondo a conoscere gente e culture diverse. Ha pubblicato diversi racconti, due dei quali premiati in concorsi letterari di livello nazionale. “Le tessere mancanti” è il suo primo romanzo.

EWWA (EUROPEAN WRITING WOMEN ASSOCIATION) è una Associazione senza fine di lucro, nata il 23 settembre 2013 con lo scopo di sostenere la crescita creativa, culturale e professionale delle sue socie. L'idea nasce nel 2012 in seno al Women's Fiction Festival di Matera per concretizzarsi esattamente un anno dopo. L'Associazione è fondata da un gruppo di donne che operano nel mondo dell'editoria e si rivolge a tutte coloro che hanno fatto della scrittura uno strumento di lavoro, o che con essa si cimentano per passione: scrittrici, sceneggiatrici, editor, giornaliste, traduttrici, interpreti, blogger, ricercatrici, esperte di comunicazione culturale.
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Biblioteca Laurenziana

"[...] a Firenze per scoprire l'unica biblioteca progettata da Michelangelo, la Biblioteca medicea laurenziana. [...] il centro storico di Firenze è già pieno di turisti. Ma il chiostro della chiesa di San Lorenzo, che ospita la Laurenziana (a pochi passi dal duomo), alle 11 del mattino è talmente deserto che penso di aver sbagliato indirizzo. Acquisto il mio biglietto, seguo le indicazioni e apro la porta d'ingresso. Per un'ora ho Michelangelo tutto per me. "Austera" è la prima parola che mi viene in mente quando entro nel crepuscolare vestibolo della biblioteca e salgo alla sala di lettura lungo una scalinata fatta in una tetra pietea grigia, detta pietra serena. Non conosco in aggettivo che possa rendere giustizia alla sala lettura. File di panche in noce ingegnosamente fungono anche da leggii - o "plutei" - fiancheggiano le pareti, mentre il corridoio centeale è lastricato con mattonelle di terracotta rosa e color crema. Le finestre di vetro colorato, posizionate simmetricamente una di fronte all'altea, illuminano le panchine. Il tetto di legno intagliato sembra appiattire e approfondire lo spazio all'infinito, come il punto di fuga in un paesaggio rinascimentale. La biblioteca di Michelangelo è così razionale, risoluta e maestosa, che nemmeno nei miei sogni più arditi avevo immaginato di poter lavorare in un posto del genere [...]. La sala di lettura dela Laurenziana è ormai più che altro un'opera d'arte da esposizione, mentre le altre stanze più recenti e meno preziose vengono utilizzate ler conferenze e mostre. Gli studiosi di tutto il mondo, attirati dalla vasta collezione di manoscritti, lavorano in spazi meno imponenti e più nascosti, attorno al chiostro.
"C'è un piccolo club di biblioteche con possedimenti davvero importanti, e noi ne facciamo parte", spiega Giovanna Rao, direttrice della libreria, quando ci incontriamo nel suo ufficio, una piccola cella affacciata sul
 chiostro. "La nostra collezione di manoscritti, composta da 11mila pezzi, compete con la Biblioteca britannica e la Bibliothèque nationale de France, anche se non siamo una.biblioteca nazionale. Naturalmente nessu'altra biblioteca ha la fortuna di avere Michelangelo come.architetto. [...]"
(David Laskin, in The New York Times, tradotto in Internazionale del 1° settembre 2017)

mercoledì 25 ottobre 2017

Arti dei Vaiai e Pellicciai

"Fondata nel 1266 i vaiai erano specializzati nella lavorazione  delle pelli di scoiattolo, detto "vaio", e i pellicciai in quella di tutte le altre pelli. Dalle pelli grezze, i Vaiai e Pellicciai ricavavano raffinati capi di abbigliamento attraverso la concia e le successive fasi di lavorazione."
(Tratto da: "Fragranze delle Arti Maggiori", di Farmacia SS. Annunziata)

Antiche insegne resistono: via Bolognese

Foto di Roberto Di Ferdinando

martedì 24 ottobre 2017

15 ottobre - Da Kabul a Firenze: Hassani, la street art al femminile

Si intitola “Kabul art project in Florence” ed è l’iniziativa promossa dalla Corte d’Appello di
Firenze in occasione della “Giornata Europea della Giustizia” in programma domani, 25 ottobre, che vede coinvolti da una parte il Comune di Firenze e dall’altra “Florence Biennale – Mostra internazionale di arte contemporanea”, la cui 11a edizione si è appena conclusa alla Fortezza da basso di Firenze.
Protagonista dell’iniziativa è Shamsia Hassani – prima e unica street artist donna che opera
nel difficile contesto della città di Kabul, in Afghanistan – che ha realizzato un graffito sul muro esterno dell’ITI Leonardo da Vinci messo gentilmente a disposizione dal Comune di Firenze e dal Quartiere 5, e che stamani è stato presentato ai media e inaugurato alla presenza, oltre che della stessa artista afghana, anche degli assessori del Comune di Firenze Andrea Vannucci (Sport, Tradizioni Popolari, Politiche Giovanili e Toponomastica) e Sara Funaro (Welfare e sanità, Accoglienza e integrazione, Pari opportunità, Casa), del delegato del Comune per le politiche giovanili Cosimo Guccione, del Presidente Vicario della Corte d’appello di Firenze, Maurizio Barbarisi, e del Direttore generale di Florence Biennale, Jacopo Celona.
L’OPERA
Il graffito dell’artista afghana raffigura una donna che reca sul proprio vestito l’immagine stilizzata dello skyline di Kabul, mentre alle proprie spalle c’è quello di Firenze. La donna è senza bocca (perché non può parlare), ha gli occhi chiusi (perché tante cose sono impossibili da
vedere), ha sulla testa un paio di corna di ariete (suo segno zodiacale e simbolo di forza e tenacia), gli indici delle sue mani si toccano ispirandosi a La creazione di Adamo, famoso
affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina, a Roma, e il braccio sinistro è a forma di tastiera di pianoforte, perché Shamsia è convinta che la musica sia una delle espressioni che accomuna tutti i popoli.
L’ARTISTA
Shamsia Hassani, nata nel 1988 a Teheran, in Iran, da genitori fuggiti dalla guerra civile, si
batte per il riconoscimento dell’importanza del ruolo della donna nella società civile e nelle istituzioni, ma anche per i valori della pace, di solidarietà e di libera espressione della creatività disegno e pittura (www.shamsiahassani.com).
LA GIORNATA EUROPEA DELLA GIUSTIZIA CIVILE Dopo l’inaugurazione del suo graffito, nell’ambito della “Giornata Europea della Giustizia”, domani (mercoledì 25 ottobre) alle ore 12 la Hassani incontrerà gli studenti nell’Aula 32 del Palazzo di Giustizia di Firenze, dove sarà allestita per l’occasione anche una mostra con 12 fotografie dell’artista dalla serie Dreaming Graffiti e Birds of No Nation.
A questo proposito il Presidente vicario della Corte d’Appello di Firenze, Maurizio Barbarisi,
afferma che “La Corte d’Appello di Firenze unitamente a tutti gli altri soggetti promotori dell'evento, ha deciso di celebrare la Giornata europea della giustizia civile come momento di apertura e confronto tra gli operatori della giustizia e la cittadinanza, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni. Domani, a partire dalle ore 9, docenti universitari, avvocati e magistrati dialogheranno con alcune delegazioni di studenti e di universitari sui valori attuali della Costituzione e sui temi della legalità, dei diritti umani e della solidarietà sociale. La giornata
proseguirà nel pomeriggio con seminari tematici più approfonditi per gli studiosi del settore. Nella sessione mattutina – prosegue Barbarisi - parteciperà anche la street artist Shamsia Hassani, che saprà portare all'evento, quale ulteriore suo contributo, la sua personale testimonianza sulle condizioni di vita della donna in Afghanistan.
La Corte d’Appello ringrazia pertanto: il Comune di Firenze per l'attenzione e la sensibilità dimostrate nell'occasione e per aver reso disponibile lo spazio murario dell'I.T.I. Leonardo da Vinci di Firenze per la realizzazione del graffito; la Florence Biennale

Piazzale

Foto (modificata) di Francesco Baciocchi

lunedì 23 ottobre 2017

Boboli

"Durante il suo primo viaggio in Italia, avvenuto nel 1786, Goethe si era soffermato a Firenze solo un giorno per visitare il giardino di Boboli e, come si legge nei Quaderni dei giorni e degli anni del 1803, si era poi pentito di questa visita “veloce come il vento” in cui non era riuscito a vedere proprio nulla della città."
(Anonimo)



Piazza di S.S. Annunziata

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi non l'ha all'uscio, l'ha alla finestra"

domenica 22 ottobre 2017

venerdì 20 ottobre 2017

Leopoldo de' Medici raffinato collezionista

"Leopoldo nasceva a Firenze il 6 novembre del 1617 da Cosimo II de' Medici e Maria Maddalena d'Austria. Uomo intelligente, ironico, curioso, raffinato, amante degli studi scientifici e delle opere d'arte, seppe improntare tutta la vita nella ricerca di cose belle e preziose, diventando unondi mecenati più importanti del XVII secolo. L'idea di collezione che maturò dalla sensibilità e dalla tenacia di Leopoldo de' Medici, sarebbe diventata un modello qualificato in grado di delineare nella storia successiva un vero e proprio prototipo collezionistico. Elemento sostanziale del progetto leopoldiano, fu infatti una continua, appassionata e colta sistematicità nella ricerca dell'opera d'arte, operazione che rese possibile la costruzione di uno scenario figurativo che con assoluta ed esemplare chiarezza si offre soprattutto ai visitatori delle Gallerie degli Uffizi [...]. Fin dalla gioventù il principe ebbe la capacità di valutare le occasioni di acquisto delle opere, tenendo sempre conto della nitida visione d'insieme di quella raccolta che avrebbe voluto realizzare e che sistava plasmando sotto i propri occhi. Dotato di una forte memoria visiva, riuscì a predefinire la sua collezione vededone la futura morfologia, la struttura portante, lo stile e la qualità in una impalcatura concettuale capace di resistere e affascinare fino ai nostri giorni. [...] Se pensiamo a quello che la società ed in particolare nell'ambito del patrimonio culturale sarebbe accaduto nel Settecento, con l'affermazione di un metodo di tutela dettato dalla conoscenza e dalla classificazione del bene artistico, seguire le fasi del collezionismo di Leopoldo de' Medici ci pone di fronte ad anticipazioni straordinarie. Anticipazioni di una mentalità ordinatrice che iniziò a distinguere le diverse tipologie del manufatto artistico, con una chiarezza capace di guidarlo nel progetto di raccolta tanto da stabilire un protocollo per le indagini dei suoi collaboratori con direttive e regole ben precise. Il sistema previde inoltre la conoscenza delle fonti storiche che in diverse circostanze costituirono le basi da cui iniziare la ricerca stessa delle opere. Lopoldo non fu solo in questo grande progetto collezionistico, pretese al suo servizio uomini colti che viaggiavano trovando le porte aperte dei commerci e della diplomazia. Scelse mercanti, nobili, religiosi, eruditi, ma anche genialità e l'intrapredenza di artisti, letterati e collezionisti. Rappresentarono una realtà unica che si impose su tutto il territorio nazionale e nelle maggiori città estere.
Questo esercito di collaboratori, circa un centinaio dislocati strategicamente nei luoghi più ricchi ed interessanti del mercato artistico, disegnarono una mappa che decretò la geografia del collezionismo leopoaldiano. Una visione aperta e moderna, portò Leopoldo a concepire il proprio patrimonio artistico come un valore concreto. Da conservare ed esibire ed al quale era importante attribuire un ordine storico e amministrativo, un nuovo status che potesse garantire una dignità materiale dell'opera d'arte. [...]"
(Miriam Fileti Mazza, in "Il Giornale degli Uffizi", agosto 2017)

Veduta da via Bolognese

Foto di Roberto Di Ferdinando

giovedì 19 ottobre 2017

Mercato di Sant'Ambrogio

"[...] Negli anni Trenta il mercato di S. Ambrogio era la piazza dove si svolgeva l'ingrosso della frutta e verdura per tutta la provincia di Firenze; si iniziava a lavorare nella notte con l'arrivo dei prodotti agricoli provenienti dai contadini e dalle grandi fattorie locali ed estere. Alle ore 5, con il suono della campanella, iniziavano le contrattazioni che duravano fino alle 10 della mattina al suono della campanella.
All'interno del mercato di S. Ambrogio si svolgeva la vendita alimentare al dettaglio, che iniziava con il suono della campanella delle 7.30 e terminava con quello delle 13. I prodotti trattati erano solo alimentari, ed era esclusa l'ortofrutta. [...]"
(Tratto dall'opuscolo "Macelleria Menoni" de mercato di S. Ambrogio)

20 ottobre - Presentazione del libro "La villa di Galileo in Arcetri"

Il 20 ottobre alle 16, presso la Villa Galileo, Pian de' Giullari, 42, si terrà la presentazione del libro di Antonio Godoli, Francesco Palla, Alberto Righini (Firenze University Press, 2016), all'interno della serie  "I libri de Il Colle di Galileo". Introduzione di Guido Chelazzi (presidente del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze) e Giacomo Poggi (coordinatore del "Il Colle di Galileo"). Presentano il libro: Paolo Galluzzi (direttore del Museo Galileo), Filippo Mannucci (direttore dell'Osservatorio di Arcetri) e Federico Tognoni (storico dell'arte). La presentazione sarà preceduta alle ore 15 e seguita alle ore 17 da visite guidate nella villa. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria (055 2756444, da lunedì a venerdì 9-17), posti limitati.

Giardino di Bobolino

Foto di Francesco Baciocchi

mercoledì 18 ottobre 2017

Raffaello, Ritratto di Leone X tra i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi, Gallerie degli Uffizi

“Fece in Roma un quadro di buona grandezza, nel quale ritrasse papa Leone, il cardinale Giulio de' Medici e il cardinale de' Rossi, nel quale si veggono non finte ma di rilievo tonde le figure: quivi è il veluto che ha il pelo, il domasco adosso a quel Papa che suona e lustra, le pelli della fodera morbide e vive, e gli ori e le sete contrafatti sì che non colori, ma oro e seta paiono; vi è un libro di cartapecora miniato, che più vivo si mostra che la vivacità, e un campanello d'argento lavorato, che non si può dire quanto è bello. Ma fra l'altre cose vi è una palla della seggiola brunita e d'oro, nella quale a guisa di specchio si ribattono, tanta è la sua chiarezza, i lumi de le finestre, le spalle del Papa et il rigirare delle stanze: e sono tutte queste cose condotte con tanta diligenza, che credasi pure e sicuramente che maestro nessuno di questo meglio non faccia né abbia a fare. La quale opera fu cagione che il Papa di premio grande lo rimunerò; e questo quadro si trova ancora in Fiorenza nella guardaroba del Duca”.
(Giorgio Vasari)
(Opera attualmente in restauro presso l'Opificio delle Pietre dure)

Antiche mura da Porta Romana

Foto di Roberto Di Ferdinando

martedì 17 ottobre 2017

lunedì 16 ottobre 2017

Firenze....



"Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi."
(Pitigrilli)

Proverbio Toscano del Giorno

"La si può ben prolungare, ma fuggir no"

Veduta dal camminamento di ronda di Palazzo Vecchio

Foto di Stefano Pandolfini

venerdì 13 ottobre 2017

Arte dei Medici e Speziali (1349)

All’interno di questa corporazione, gli antichi “dottori”, esercitando la medicina e la chirurigia preparavano le medicine da somministrare ai pazienti, oltre ad essere anche profondi cultori di filosofia.
Gli speziali invece, come gli attuali farmacisti, procuravano e vendevano erbe, droghe e spezie necessarie alla preparazione di medicinali. Smerciavano anche profumi ed essenze oltre a colori per tintori e pittori. La Madonna era la protettrice di quest’Arte.

(Testo tratto da “Fragranze delle Arti Maggiori, della Farmacia “SS. Annunziata” di Firenze)

Giardino delle Rose

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Guai e maccheroni si mangiano caldi"

giovedì 12 ottobre 2017

mercoledì 11 ottobre 2017

Firenze....

"Firenze è una città che ha uno spiccato carattere, ed è fermamente radicata nei sentimenti di molte persone. Benché molti stranieri possano in un primo tempo sentirla fredda e scostante, purtuttavia essi non possono negare la sua speciale intensità. Vivere in tale ambiente, qualunque siano i problemi economici e sociali incontrati, sembra aggiungere una straordinaria profondità all’esperienza, sia pur essa di gioia, di melanconia o di adesione completa."
(Kevin Andrew Lynch)


Ponte alle Grazie

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Vento senese, acqua per un mese"

martedì 10 ottobre 2017

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Se non frutta il cielo, non frutta neppure la terra"

lunedì 9 ottobre 2017

venerdì 6 ottobre 2017

La nostra lingua



"Quivi soltanto è conceduto di trar fuori, come dalla sorgente, i modi più puri, più graziosi della nostra lingua; quivi soltanto si può procurarsi la cognizione e la pratica di quella proprietà ed evidenza de’ vocaboli, di quelle loro infinite pieghe, gradazioni e minime varietà, che invano si cercherebbero sui libri o sui dizionari, e che, se non sono tolte dal vivo discorso, non si potranno portare giammai nelle scritture."
(Giuseppe Bianchetti)

Proverbio Toscano del Giorno

"Quando vedi la nespola e tu piangi, ch'ell'è l'ultima frutta che tu mangi"

giovedì 5 ottobre 2017

Le Arti maggiori

“Le Arti maggiori furono corporazioni artigiane che si costituiscono a Firenze tra il XII e XIII secolo.
La rinascita economica che caratterizzo l’inizio del basso Medievo portò ad uno straordinario sviluppo della produzione, dei traffici e di ogni forma di attività. Il mondo della produzione e del commercio si avviò verso forme di vita associata: la coincidenza degli interessi professionali dette quindi vita alle Arti.
Coi primi decenni del Duecento l’organizzazione artigiana iniziò a delinearsi e, dopo l’Arte dei Mercatanti (detta anche “di Calimala”, esistente pare dal 1150), sui ha notizia certa dell’esistenza delle Arti del Cambio, di Por Santa Maria, detta poi della Seta, dei Medici e Speziali, della Lana, dei Giudici e Notai: alcune di esse, in particolare Mercatanti e quella della Lana, assunsero forma capitalistica con interessi a larghissimo raggio. Nel corso del Duecento si aggiunse l’Arte dei Vaiai e Pellicciai, raggiungendo quel numero di sette, che fin quasi alla fine del secolo costituirono il gruppo delle Arti maggiori. Queste furono lo strumento dell’affermazione economica e finanziaria fiorentina nel mondo.
Le Arti maggiori fecero la grande industria, il grande commercio d’importazione e esportazione, le grosse operazioni di banca; alcune di esse (Mercatanti, Cambio, Lana) avevano un carattere prettamente capitalistico e la vastità del capitale impiegato compensava largamente il minor numero degli iscritti.
Le Arti maggiori, considerate come enti, avevano vita e organizzazioni proprie, entrambe regolate dagli statuti. Questa la loro organizzazione: i membri eleggevano un Consiglio composto da un certo numero di Consoli, tra cui veniva eletto un Capo che curava tutti gli interessi dell’Arte. Vasti erano i compiuti dei consoli, fra cui la rappresentanza general dell’Arte, la quale aveva a sua volta diversi poteri in materia economica e sui monopoli.
 […] L’ingresso nelle Corporazioni era regolato da precise condizioni: essere figli legittimi di un membro della stessa Arte, dare prova della propria abilità artigiana e pagare una tassa. I membri erano generalmente divisi in Maestri (che possedevano le materie prime e gli attrezzi, e vendevano le merci prodotte nella bottega), Apprendisti e Garzoni. Ciascuna Arte aveva il proprio Statuto con pieno valore di legge, e poteva emettere sentenze nelle controversi e tra i membri o tra questi e i loro sottoposti. Le arti proteggevano i propri membri dalla concorrenza di altre città o di persone non appartenenti alla Corporazione, e garantivano la qualità del lavoro con un’attenta opera di supervisione sulle diverse botteghe; si occupavano inoltre di organizzare l’orario di lavoro, stabilendo i giorni festivi e alcuni servizi pubblici; alcuni disponevano di tribunali e corpi di guardia.
[…] Ci furono però anche dei mestieri che non raggiunsero mai la condizione di arte indipendente ma dovettero associarsi a quelle già esistenti, come per esempio accadde nel caso dei pittori che normalmente si iscrivevano all’Arte dei Medici e Speziali.
Dopo la metà del Duecento cominciarono a costituirsi LTRE QUATTORDICI CORPORAZIONI, DETTE Arti Minori. Inizialmente erano tutte riunite e confederate in un’unica associazione, con una rappresentanza in comune, ma dal 1266 in poi iniziarono ad assumere una propria identità specifica.

(Testo tratto da “Fragranze delle Arti Minori, pubblicazione della farmacia SS. Annunziata)