sabato 30 aprile 2016

Piazza della Signoria

Foto di Marco Giorgi


Proverbio Toscano del Giorno

“Chi è scottato una volta, l’altra vi soffia su”

venerdì 22 aprile 2016

Piazzetta dei Tre Re

Foto di Angela Lidia Larosa


Proverbio Toscano del Giorno

"Non è buon bifolco che faccia sempre dirittoil solco"

mercoledì 20 aprile 2016

Modi di dire: “a modino!”

Si usa, anche nell’espressione “a modo”, per indicare che una certa attività, un certo lavoro, un certo prodotto è stato compiuto, realizzato, secondo principi comunemente condivisi e ritenuti i migliori da seguire. Quindi un lavoro fatto come “Dio comanda!”. Alle volte è usato anche come invito o comando a compiere atti o a svolgere attività rispettando determinate regole, quindi a farle bene. La parola “modo”, deriva dal latino “modus”, che significa “misura” ma anche “maniera” (dalla radice sanscrita ‘ma’).
Roberto Di Ferdinando

Santissima Annunziata

Foto di Angela Lidia Larosa


Proverbio Toscano del Giorno

"L'albero pecca e i rami si seccano"

lunedì 18 aprile 2016

mercoledì 13 aprile 2016

Modi di dire: “Bona Ugo!”



Il ‘Bona’ è un bonario, appunto, saluto di commiato che si usa tra amici. E’ l’abbreviazione, e forma dialettale, di buona fortuna, di buona sorte, di buon tutto.
Il “Bona Ugo!”, invece, ha un significato diverso. E’ detto quasi per rassegnazione quando il nostro interlocutore non comprende ciò che, a nostro giudizio, appare lampante, oppure è usato come invito ad una persona perché si svegli dal suo torpore mentale.
Perché in questa espressione si usi il nome Ugo non vi è alcuna certezza. Sebbene la Toscana e Firenze abbiamo un antico e famoso Ugo, Ugo di Toscana (950 circa - 1001), nipote del re d'Italia, Ugo d'Arles. Il nostro leggendario Ugo, consigliere dell’Imperatore Ottone II, fu marchese di Toscana, che amministrò con lungimiranza, ed a lui si deve il trasloco della capitale da Lucca a Firenze. Le sue spoglie riposano nella Badia Fiorentina, in via del Proconsolo. “Bona!”
Roberto Di Ferdinando

Veduta dalla Cupola

Foto di Marco Giorgi


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi conta sul futuro sovente s'inganna"

martedì 12 aprile 2016

sabato 9 aprile 2016

venerdì 8 aprile 2016

giovedì 7 aprile 2016

I Demidoff a Novoli

L'interno di una sala della villa - Fonte: wikipedia
 di Roberto Di Ferdinando

Nei primi anni venti dell’Ottocento, Nikolaj Nikitic Demidoff (Demidov), ricchissimo nobile russo, con interessi nel settore industriale e nei possedimenti terrieri e minerari (malachite), lasciò Mosca e con la sua famiglia si trasferì a Firenze. Motivo principale di questo repentino trasferimento fu la necessità di curarsi da una grave forma di polmonite.  Nikolaj Demidoff giunse a Firenze anche con la carica di ambasciatore russo presso il Granducato. A Firenze Nikolaj decise di porre la propria residenza presso San Donato (nell’attuale quartiere di Novoli). Allora, questa parte della città era un’area paludosa, ma il ricco Demidoff non si scoraggiò; infatti, acquistò i terreni intorno alla chiesa di San Donato in Polverosa (chiesa tutt’oggi esistente) ed iniziò la bonifica della zona. Quindi, incaricò l’architetto Giovan Battista Silvesti per la progettazione e realizzazione di una sontuosa villa neoclassica con un piazzale antistante e due ali laterali. La villa fu completata nel 1831, quando Nikolaj era già morto da alcuni anni, la famiglia nel 1828 aveva dato incarico al famoso scultore , Lorenzo Bartolini di realizzare un monumento commemorativo , che fu donato dai Demidoff alla città e collocato nell’attuale piazza, appunto, Demidoff, in San Niccolò. Il completamento della villa di San Donato fu merito del figlio di Nikolaj, Anatolij, che per l’occasione fu nominato dal Granduca, Principe di San Donato. Il risultato fu incredibile. La villa divenne tra le più belle e fiabesche dimore nobili della Firenze ottocentesca. Aveva un esteso parco all’inglese (i confini degli spazi della villa toccavano le attuali via di Novoli, via de’Tacchinardi, via Francesco Corteccia, via Alessandro Stradella, Lungo via San Donato), dotato di Kaffehaus, di un canale navigabile e circondato, al di fuori del proprio confine, da oltre 5.000 gelsi per la coltivazione della seta. Il corpo centrale della villa era munito di numerose sale e saloni: sala degli arazzi, degli argenti, delle armi e degli avori, dove erano esposte e conservate le tante opere d’arte che la famiglia Demidoff, appassionata collezionista d’arte, aveva negli anni acquistato. Inoltre, erano state realizzate anche alcune sale arredate, come era di moda in quel periodo, secondo stili orientaleggianti,  e quindi c’era il salotto turco, quello arabo, la sala indiana ed una cinese. La sala da ballo era coperta da una cupola affrescata.  L’antica chiesa di Donato in Polverosa fu inglobata nell’elegante edificio e divenne in parte biblioteca priva del principe. Fu realizzata anche una  a cappella di rito russo- ortodosso, a forma rotonda e con pronao (questa elegante cappella è ancora visibile in via di San Donato 13/15 ed è oggi inglobata nella chiesa di San Donato in Polverosa). Con la morte di Anatolij, la proprietà della villa e dell’ingente patrimonio della famiglia passò al nipote, il principe Paolo II. Quest’ultimo non amò molto la villa di San Donato, dove vi era morta la giovane moglie, tanto che decise pian piano il trasferimento della propria dimora alla villa di Pratolino. Iniziò così lo smantellando del patrimonio artistico (opere d’arte ed arredamenti) della villa, che tra il 1868 al 1880 fu venduto in gran parte a collezionisti ed a musei di tutto il mondo. L’arredamento sacro fu, in parte, donato alla Chiesa Russa Ortodossa che in quegli anni si stava edificando in via Leone X. Nel 1888 la villa fu venduta e passò negli anni successivi a varie proprietà, diventando anche azienda agricola e magazzino militare. Nel 1889, nel suo parco vi fu costruito il primo campo da golf in italia, realizzato su iniziativa del  Florence Golf Club che era composto in prevalenza da inglesi. Mentre nei primi del Novecento sui prati della villa si disputavano le prime partite di calcio; anche qui i pionieri erano alcuni inglesi residenti a Firenze, che nel 1898 avevano fondato il Florence Football Club.  Durante la  seconda guerra mondiale la villa fu danneggiata dai bombardamenti, mentre  nel dopo guerra fu presa di mira dalla speculazioni edili. Infatti, l’area fu acquisita da una società che smantellò in parte la villa e sul suo antico parco vi edificò palazzi e condomini.
Il loggiato in pietra della villa nel suo stato attuale di conservazione - Foto: wikipedia
Dell’eleganza di quei luoghi oggi non rimane quasi niente. Solo delle piccole e rare testimonianze: il loggiato in pietra grigia (via Corteccia), gli ingressi laterali al parco (via San Donato) e una parte del corpo della villa che ospita officine e depositi, sebbene sia previsto un recupero di questi spazi, ma a scopo residenziale.


L'antico ingresso alla parco della villa - Foto.wikipedia




9 e 10 aprile - Villa le Piazzole al Poggio Imperiale - Mostra mercato di alto artigianato - Ingresso libero

Sabato 9 e domenica 10 aprile nella storica cornice di Villa le Piazzole al Poggio Imperiale IV edizione di In Villa con gli Artigiani, mostra mercato di alto artigianato con espositori toscani e non solo.

Ingresso gratuito, si svolge una splendida mostra mercato dei più eccezionali prodotti artigiani della Toscana e non solo, nella bellissima Villa Le Piazzole (zona Poggio Imperiale, Via G. Silvani 149A)

Piazza di Santa Croce

Foto di Marco Giorgi


Proverbio Toscano del Giorno

"Tutti i cenci vanno in bucato"

martedì 5 aprile 2016

Modi di dire: fermatraffico o ferma traffico



E’ un soprannome che si utilizza per indicare una ragazza, una donna, affascinante, avvenente, sensuale. Talmente attraente fisicamente che se si trova a camminare per strada è impossibile non notarla, tanto che chi guida un veicolo od un ciclomotore alle volte può frenare di colpo per osservare inebetito  tal meravigliosa creatura, ma così bloccando, appunto, il regolare scorrere del traffico. Nei peggiori dei casi, questo repentino arrestarsi può causare dei propri tamponamenti, e qui il traffico più che fermarsi si blocca.
Roberto Di Ferdinando

Piazza della Signoria

Foto di Marco Giorgi


Proverbio Toscano del Giorno

"La roba sta con chi la sa tenere"

sabato 2 aprile 2016

Ponte alle Grazie

Foto di Angela Lidia Larosa

Proverbio Toscano del Giorno

"Chi vuol vedere un uomo da poco, lo metta accendere il lume e il fuoco"

venerdì 1 aprile 2016

Quando furono rimesse le lancette per decreto granducale

Foto di Marco Giorgi
(fonte: Le Antiche Dogane)
Il 1° gennaio 1750 la Toscana granducale conobbe una rivoluzione in tema di misurazione del tempo e calendario. Infatti, il 22 dicembre 1749 il granduca Francesco Lorenzo, con un motu proprio, stabilì che dal 1° gennaio 1750 tutti gli orologi pubblici fossero regolati secondo la misurazione francese, cioè dividessero le ore del giorno in 12 ore (mattutine e serali)e non più in 24, facendo iniziare il conteggio dalla mezzanotte; mentre fino ad allora, il conteggio delle ore lo si faceva partire dall’ora successiva al tramonto. Lo stesso atto granducale stabiliva anche che l’anno iniziasse il 1° gennaio e non più, come da antichissima tradizione, con l’Annunciazione (il 25 marzo di ogni anno- leggi il post: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/04/25-marzo-capodanno-fiorentino.html). Quest’ultima riforma fu necessaria in quanto l’inizio dell’anno variava da città a città nello stesso Granducato. Infatti, vi era la datazione alla “fiorentina” (adottata da secoli a Firenze e Siena), che indicava il 25 marzo il primo giorno dell’anno, e posticipava l’inizio dell’anno di due mesi e ventiquattro giorni rispetto all’uso moderno. Invece, la datazione “alla pisana” (adottata da Pisa ed alcune località costiere) l’inizio dell’anno era sempre il 25 marzo, ma anticipato di nove mesi e sette giorni rispetto allo “stile moderno”. Quindi, ad esempio, il 15 febbraio 1531 (stile moderno), restava il 15 febbraio 1531 per il metodo “pisano”, ma era il 15 febbraio 1530 secondo la datazione fiorentina.
Roberto Di Ferdinando



Leggi anche il post: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/02/le-curiosita-della-facciata-di-palazzo.html