Quando furono rimesse le lancette per decreto granducale

Foto di Marco Giorgi
(fonte: Le Antiche Dogane)
Il 1° gennaio 1750 la Toscana granducale conobbe una rivoluzione in tema di misurazione del tempo e calendario. Infatti, il 22 dicembre 1749 il granduca Francesco Lorenzo, con un motu proprio, stabilì che dal 1° gennaio 1750 tutti gli orologi pubblici fossero regolati secondo la misurazione francese, cioè dividessero le ore del giorno in 12 ore (mattutine e serali)e non più in 24, facendo iniziare il conteggio dalla mezzanotte; mentre fino ad allora, il conteggio delle ore lo si faceva partire dall’ora successiva al tramonto. Lo stesso atto granducale stabiliva anche che l’anno iniziasse il 1° gennaio e non più, come da antichissima tradizione, con l’Annunciazione (il 25 marzo di ogni anno- leggi il post: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/04/25-marzo-capodanno-fiorentino.html). Quest’ultima riforma fu necessaria in quanto l’inizio dell’anno variava da città a città nello stesso Granducato. Infatti, vi era la datazione alla “fiorentina” (adottata da secoli a Firenze e Siena), che indicava il 25 marzo il primo giorno dell’anno, e posticipava l’inizio dell’anno di due mesi e ventiquattro giorni rispetto all’uso moderno. Invece, la datazione “alla pisana” (adottata da Pisa ed alcune località costiere) l’inizio dell’anno era sempre il 25 marzo, ma anticipato di nove mesi e sette giorni rispetto allo “stile moderno”. Quindi, ad esempio, il 15 febbraio 1531 (stile moderno), restava il 15 febbraio 1531 per il metodo “pisano”, ma era il 15 febbraio 1530 secondo la datazione fiorentina.
Roberto Di Ferdinando



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