venerdì 27 aprile 2018

La Fontana dello Sprone

“[…] Un grande mascherone è invece l’elemento dominante della fontana dello Sprone o del Buontalenti, tra via dello Sprone e Borgo San Jacopo. E’ una delle fontane pubbliche tra le più belle dell’Oltrarno. Realizzata dal Buontalenti, viene fatta risalire al 1608, quando questa zona di Firenze fu abbellita per il passaggio del corteo nuziale di Cosimo II de’Medici con Maria Maddalena d’Austria. Poco tempo dopo, il Mascherone del Buontalenti fu di ispirazione a Chiarissimo Fancelli che, incaricato di abbellire la Loggia del Grano in via de’Neri, realizzò una fontana, con un mascherone in marmo simile, ma più sorridente e beffarda del modello originale. […]”
(tratto da: “Inquieti nascondimenti”, di Salvatore La Spina, in “Firenze | made in Tuscany")

Fontana dello Sprone
Fontana della Loggia del Grano

Lungarno Torrigiani

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Legge fiorentina, fatta la sera e guasta la mattina"

giovedì 26 aprile 2018

I Domenicani in Santa Maria Novella

“Giunti a Firenze nel 1219 al seguito di Fr. Giovanni da Salerno, i domenicani si insediarono nel 1221 nell’antica chiesa di Santa Maria Novella, concessa loro dai canonici della cattedrale. Il forte richiamo esercitato sui fedeli, anche grazie alla predicazione di Fr. Pietro da Verona (1244), indusse presto i frati a progettare l’edificazione di una chiesa più grande. La benedizione della prima pietra fu celebrata nel 1279, ma a quell’epoca la costruzione doveva essere stata avviata da tempo; l’edificio venne terminato nel secolo successivo e consacrato nel 1420. Nel corso del Trecento il complesso convenutale fu gradualmente ampliato  grazie alla generosità della Repubblica e delle famiglie fiorentine, i cui stemmi costellano le strutture. Si consolidava, frattanto, il ruolo cardine della comunità domenicana, il cui Studium era divenuto uno dei più prestigiosi del tempo; in seguito, gli appartamenti delle foresteria convenutale e l’annessa Cappella dei Papi avrebbero accolto il Concilio di Firenze (1439) e offerto ospitalità alle delegazioni pontificie in visita. Fiorente per tutta l’età moderna, la comunità religiosa subì la soppressione napoleonica e, nuovamente insediatasi, quella del 1866, a cui fece seguito la cessione di una parte del complesso monumentale al Comune di Firenze. Ulteriori passaggi hanno determinato l’odierna ripartizione tra diversi Enti (Fondo Edifici di Culto, Comune di Firenze e Demanio) […].”
(Tratto dall’opuscolo ufficiale dell’Opera di Santa Maria Novella)

Proverbio Toscano del Giorno

"Fiorentin mangia fagioli, e volean li Spagnuoli, li Spagnuoli son venuti, Fiorentin becchi cornuti"
( I popoli di Toscana desideravano ardentemente l'infante don Carlo, il quale venne in Livorno, poi a Firenze l'anno 1732, come successore destinato al cadente Gian Gastone)

Via dei Bastioni

Foto di Roberto Di Ferdinando


lunedì 23 aprile 2018

Forte di Belvedere

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi st a' marmi di Santa maria del Fiore, o è pazzo o sente d'amore"

giovedì 19 aprile 2018

Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Fiorentini ciechi, Senesi matti, Pisani traditori, Lucchesi signori"
(Pisani traditori perchè donarono affuocate le colonne che stanno tuttavia alla porta di San Giovanni (donde venne ai fiorentini il soprannome di ciechi)

mercoledì 18 aprile 2018

Pitture di Firenze: Santo Spirito di Emanuele Capello


20-21 - Convegno "Formare insegnanti per l'inclusione. Politiche, contenuti, percorsi didattici"

20-21 aprile 2018. Organizzazione: Società Italiana di Pedagogia (SIPED); Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia (SCIFOPSI); Società Italiana di Pedagogia Speciale (SIPES).
https://www.scifopsi.unifi.it/upload/sub/eventi%202018/Zappaterra/Insegnanti_inclusione.pdf

Lungarni

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi sta a' marmi di Santa Maria del Fiore, o è pazzo o sente d'amore"

martedì 17 aprile 2018

L'uovo di Colombo o di Brunelleschi?

“Narra Giorgio Vasari che quando Brunelleschi prese parte al concorso di progettazione per la cupola di Santa Maria del Fiore, a Firenze, gli altri partecipanti gli chiesero di fare come loro e di mostrare a tutti i suoi disegni. Non volendo svelare il suo rivoluzionario progetto per timore che qualcuno glielo copiasse, , Brunelleschi si inventò un gioco: propose che la cupola venisse realizzata da chi fosse riuscito a far star ritto un uovo su un piano di marmo, dando così prova del proprio ingegno. Gli altri partecipanti accettarono la sfida, però nessuno di loro ottenne il risultato sperato; Brunelleschi, allora, schiacciò un poco un’estremità dell’uovo, lo posò sul piano ed ecco che questo rimase ben ritto, lasciando tutti sbalorditi. L’aneddoto tramandato da Vasari è curioso, ma esiste un’altra tradizione secondo cui il “trucco” sopra descritto sarebbe stato ideato da Cristoforo Colombo, decenni dopo. Quale sarà la verità?”
(Tratto da Settimana Enigmistica n. 4475)

Ponte di Santa Trinita

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi ha far con Tosco, non vuol esser losco"

lunedì 16 aprile 2018

venerdì 13 aprile 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (continua - 2)

“Vitex agnus-castus (agnocasto): arbusto aromatico con frutti molto speziati chiamati “il pepe dei monaci”. Utilizzato come anafrodisiaco, veniva introdotto nei giacigli e portato sotto le vesti per reprimere il desiderio sessuale. Verificate, in tempi moderni, le sue proprietà antiestrogene.

Punica granatum (melograno): il melograno, pianta orientale, ha un frutto particolare costituito da un involucro legnoso che, aprendosi, mostra una serie di cellette con moltissimi semi rossi che hanno da sempre rappresentato simbolicamente i figli, un augurio di grande fertilità. Nella cristianità rappresenta la Chiesa, divisa in molte parti (i semi rappresentano anche i martiri cristiani) ma tenuta unita dall’involucro, simbolo della Corce di Cristo. Importante il contenuto in vitamina C dei suoi frutti e la sua azione antibiotica e virale. Si comporta come un antibiotico naturale.”
(Tratto da: “Rinasce il più antico orto medico del mondo – L’orto dei Semplici dell’Ospedale di santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie”, a cura percorso Museale dell’ospedale di Santa Maria Nuova)

La Cupola

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Dove stanno dei tedeschi non vi può stare italiani"

giovedì 12 aprile 2018

Giovan Carlo de’Medici, principe impresario

“[…] Dal Cinquecento in poi […] non c’era famiglia governante che non volesse adornarsi di un teatro, preferibilmente di corte e individuato dunque nel palazzo del potere; oppure collocato al di fuori del tessuto urbano. In questo curioso intreccio, nella città di Firenze spicca la figura di Giovan Carlo de’Medici, figlio secondo genito maschio del Granduca Cosimo II e di Maria Maddalena d’Austria. Mentre il fratello Ferdinando II veniva avviato ai fasti del Granducato, Giovan Carlo pareva destinato alla carriera militare, obiettivo ben presto virato verso l’ottenimento della veste cardinalizia […]. Non molti anni prima in via de’ Benci, nel palazzo Bardi, l’omonima Camerata  aveva elaborato gli stilemi del recitar cantando, quel cadenzare la parlata corrente per adattarla al canto che rappresentò il primo sorgere del melodramma. In Firenze le applicazioni furono particolarmente fiorenti, soprattutto nell’ambiente della corte che si avvaleva del Teatro degli Uffizi, e Giovan Carlo fu iniziato presto a quel piacere che per lui rappresentò poi una vera e propria occupazione. Mentre la Commedia dell’Arte dava i suoi frutti più maturi, e iniziava a trovare anche fisse basi in teatri in muratura, il melodramma cercava nuovi spazi. […] Giovan Carlo […] già protettore della Compagnia dei Concorsi, che dava i propri spettacoli in uno standone di via del Cocomero (oggi Ricasoli, dove sorge il teatro Niccolini), fu dalla parte dei neonati Immobili quando i Concorsi non furono più concordi e si scissero in due diverse Accademie. Usò la propria influenza per farsi dare un terreno sul quale sorgeva un fabbricato industriale in disuso, un tiratolo dell’Arte della Lana […] tra le odierne vie Bufalini, del castellaccio, degli Alfani e della Pergola. Mandò il suo architetto di fiducia, il Tacca che era poi uno scultore, in giro per i teatri del nord a saggiare le forme, e quando egli fu di ritorno gli commissionò uno “stanzone” come non se ne erano mai visti, circondato dal ordini di palchi sovrapposti. […] Si codificò così la forma del “teatro all’italiana”, o a palchi sovrapposti per l’appunto […].”

(Tratto da: Giovan Carlo de’Medici, principe impresario, di Riccardo Ventrella, in Quaderni – I Quaderni della Pergola, n. 8)

Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Al Francese un'oca, allo Spagnuolo una rapa"
(Lo spagnolo è più frugale del francese)

mercoledì 11 aprile 2018

Economia domestica durante la Guerra

“[...] Detersivi per piatti – La limitazione del sapone con le sue conseguenze e ripercussioni sui detersivi in genere presenta anche il problema del come rigovernare i piatti, le stoviglie, il pentolame di cucina. Durante l’inverno, se bruciate legna, conservatene la cenere; bollita con l’acqua essa costituisce il più potente detersivo per i piatti unti. Bollendo nell’acqua delle foglie di Fico o anche delle ortiche, si formano pallottole da servirsene come strofinacci. Oggi tutto va risparmiato e utilizzato, non più solo nei riguardi dell’economia domestica, per il vantaggio della propria casa, bensì per l’Italia. […]”
(Lunella De Seta, La cucina del tempo di guerra, 1942 Salani, Firenze.
Tratto da Tra il Mugnone e Cercina: itinerari della Guerra e della resistenza nel Quartiere 5, a cura dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana e del Quartiere 5).

Piazza di Santa Croce

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"A chi piace la torta, a chi i pasticci"

martedì 10 aprile 2018

lunedì 9 aprile 2018

Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando
 
 

Proverbio Toscano del Giorno

"Una ghirlanda costa un quattrino, e non istà bene in capo a ognuno"

sabato 7 aprile 2018

8 Aprile - "A Merenda preferiamo la poesia"

Domenica 8 Aprile al secondo piano della RSA "Il Giglio" in Via Santa Maria a Cintoia 9 /A a Firenze, alle ore 16  dove si svolgerà il quinto appuntamento di "A Merenda preferiamo la poesia" - Appunti per un Cantiere poetico. Il pomeriggio sarà curato da Francesco Capaldo, ospite Ginevra Batistini. L'evento è stato suscitato da Cantiere Futurarte.

Ingresso gratuito

Info e prenotazioni / cantierefuturarte@gmail.com / www.cantierefuturarte.com / www.residenzeshakespeariane.com

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/236619513573096/

Sperando di aver fatto cosa gradita

Cantiere Futurarte

info cantierefuturarte@gmail.com

www.cantierefuturarte.com
facebook.com/cantierefuturarte

Twitter @cantierefutura

#cantierefuturarte
Canale Youtube

giovedì 5 aprile 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (continua 1)

“Laurus nobilis (alloro): la pianta, simbolo di vittoria e pace, nel Medievo era conosciuta per i suoi poteri divinatori. Pianta “omnimorbia”, cioè adatta per tutti i mali, è ancora ampiamente usata contro le infezioni dell’apparato boccale, sinusiti, contusioni e l’olio estratto dai frutti, come antireumatico.

Arbutus unedo (corbezzolo): il corbezzolo, vero protagonista della nostra macchia mediterranea, è un arbusto bellissimo con frutti eduli, che si possono consumare direttamente, conservare sotto spirito, utilizzare per preparare marmellate e liquori. […] Il termine “unedo” viene da unum edo (“ne mangio uno solo”) per l’effetto astringente sul sistema intestinale”

(Tratto da: “Rinasce il più antico orto medico del mondo – L’orto dei Semplici dell’Ospedale di santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie”, a cura percorso Museale dell’ospedale di Santa Maria Nuova)


Ponte Santa Trinita

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Taglia la coda al cane, e riman cane"

mercoledì 4 aprile 2018

"Firenze l’è piccina..."

Firenze l’è piccina… e vista dal piazzale, la pare una bambina, vestita a carnevale.
(Leonardo Pieraccioni)





Piazza SS. Annunziata

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Ognuno va col suo senno al mercato"

martedì 3 aprile 2018

I Domenicani in Santa Maria Novella

“Giunti a Firenze nel 1219 al seguito di Frà Giovanni da Salerno, i domenicani si insediarono nel 1221 nell’antica chiesa di Santa Maria Novella, concessa loro dai canonici della cattedrale. Il forte richiamo esercitato sui fedeli, anche grazie alla predicazione di Frà Pietro da Verona (1244), indusse presto i frati a progettare l’edificazione di una chiesa più grande.
La benedizione della prima pietra fu celebrata nel 1279, ma a quell’epoca la costruzione doveva essere stata avviata da tempo; l’edificio venne terminato nel secolo successivo e consacrato nel 1420. Nel corso del Trecento il complesso conventuale fu gradualmente ampliato grazie alla generosità della Repubblica e delle famiglie fiorentine, i cui stemmi costellano le strutture. Si consolidava, frattanto, il ruolo cardine della comunità domenicana, il cui Studium era divenuto dei più prestigiosi del tempo; in seguito, gli appartamenti della foresteria conventuale e l’annessa Cappella dei Papi avrebbero accolto il Concilio di Firenze (1439) e offerto ospitalità alle delegazioni pontificie in visita.
Fiorente per tutta l’età moderna, la comunità religiosa subì la soppressione napoleonica e, nuovamente insediatasi, quella del 1866, a cui fece seguito la cessione di una parte del complesso monumentale al Comune di Firenze.
Ulteriori passaggi hanno determinato l’odierna ripartizione della proprietà tra diversi Enti (Fondo Edifici di Culto, Comune di Firenze e Demanio). Attualmente, grazie a sinergie interistituzionali, il complesso monumentale ritorna ad essere gestito in modo unitario.”
(Tratto dall’opuscolo ufficiale dell’Opera di Santa Maria Novella)

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"L'uccello dal becco grosso non può cantar fino"