mercoledì 29 novembre 2017

30 novembre - Perché celebriamo la festa della Regione Toscana

Dall'anno 2000 il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una legge per celebrare, il 30 novembre, la Festa della Regione Toscana [...]. La Regione, con in testa il suo capoluogo, infatti, ha istituito la festa commemorativa del 30 novembre, per ricordare il giorno in cui ricorre l'anniversario della Riforma Penale promulgata, a quella data nel 1786, da Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana dal 1765 al 1790. Con tale riforma, che del Granduca divenne il primo Stato al mondo in cui si aboli' la pena di morte, uno degli atti più incivili perpetuati fino ad allora da tutti i governi, 《conveniente》- secondo Pietro Leopoldo - solo ai popoli barbari》. [...] 《Abbiamo veduto - leggiamo al LI articolo della Riforma - con orrore con quanta felicità nella passata Legislazione era decretata la penna di Morte del Delitti anco non gravi, ed avendo considerato che l'oggetto della Pena deve essere la soddisfazioneal privato, ed al pubblico danno, la correzione del Reo figlio anche esso dalla società  e dello Stato, della cui emanda non può disperarsi, la sicurezza nei Rei dei più gravi e atroci Delitti che non restino in libertà di commetterne altri, e finalmente il Pubblico esempio; che il Governo nella punizione dei delitti, e nel servire agli oggetti ai quali questa unicamente è diretta, è tenuto sempre a valersi dei mezzi più efficaci col minore male possibile al Reo...avendo altresi' considerato, che una ben diversa Legislazione potesse più convenire alla maggior dolcezza, e docilità  di costumi del presente secolo, e specialmente nel popo Toscano, Siamo venuti nella determinazione di abolire come Abbiamo abolito con la presente Legge per sempre la Pena di morte contro qualunque Reo...》Con l'abolizione della pena di morte aveva anche termine l'uso della tortura e della mutilazione delle membra. [...] 《La legge del 30 novembre 1786, scrisse.l'esimio F. Forti, ha ottenuto una celebrità  europea. Operai più generosa non ebbe mai la sanzione di un monarca. Le idee filosofiche allora predominanti sono accolte con fede e con onore nella legge criminale di Leopoldo》(Antonio Zobi).
A suggello di quanto stabilito la Riforma leopoldina, comandando il Granduca 《la demolizione delle forche ovunque si trovino (art. LIV), con perfetto contrappasso finirono al rogo le forch e gli strumenti di tortura, segno tangibile, volutamente spettacolare, della nascita di una nuova epoca, della "morte della pena di morte" che in Firenze ebbe teatro nelle prigioni del Bargello [...]."
(Tratto da "Festività Fiorentine", a cura di Luciano Artusi e Anita Valentini, pubblicazione del Comune di Firenze, 2001)

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non v'è cosa che sia sicura"

martedì 28 novembre 2017

Piazzale

Foto di Roberto Di Ferdinando

lunedì 27 novembre 2017

domenica 26 novembre 2017

venerdì 24 novembre 2017

San Miniato

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non si può avere de'pesci senza immolarsi"

martedì 21 novembre 2017

venerdì 17 novembre 2017

giovedì 16 novembre 2017

mercoledì 15 novembre 2017

Piazza SS. Annunziata

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non c'è altare senza croce"

"La detta città di Firenze....."

"La detta città di Firenze è molto bene popolata, e generativa per la buona aria: i cittadini ben costumati, e le donne molto belle e adorne: i casamenti bellissimi, pieni di molte bisognevoli arti, oltre all’altre città d’Italia. Per la qual cosa molti di lontani paesi la vengono a vedere, non per necessità, ma per bontà de’ mestieri ed arti, e per bellezza ed ornamento della città.
Piangano adunque i suoi cittadini sopra loro e sopra i loro figliuoli, i quali, per loro superbia e per loro malizia e per gara d’ufici, hanno così nobile città disfatta, e vituperate le leggi, e barattati gli onori in picciol tempo, i quali i loro antichi con molta fatica e con lunghissimo tempo hanno acquistato; e aspettino la giustizia di Dio, la quale per molti segni promette loro male sì come a colpevoli, i quali erano liberi da non potere essere soggiogati."

(Dino Compagni)

martedì 14 novembre 2017

lunedì 13 novembre 2017

Lungarni

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"In questo mondo meschino, quando si ha tanto per il pane, non si ha tanto per il vino"

giovedì 9 novembre 2017

Arte della Lana

"Quest'Arte, nata nel 1317, giunse ad un altro grado di spelndore e di grandezza e fu forse la principale fonte della ricchezza e della potenza di Firenze: contribuiva infatti a diffondere i suoi prodotti in ogni parte del mondo. A differenza dell'Arte di Calimala, effettuava la lavorazione completa dei panni di lana: dalla raccolta della materia prima alla vendita del prodotto finito. Nacque il "bollo dell'Arte", cucito su ogni prodotto fiorentino, contro ogni contraffazione."
(Tratto da: Fraganze delle Arti Maggiori, a cura della Farmacia SS. Annunziata di Firenze)

mercoledì 8 novembre 2017

Proverbio Toscano del Giorno

"Le disgrazie sono come le tavole degli osti (sempre apparecchiate)"

martedì 7 novembre 2017

Veduta di Firenze da Bivigliano...questa mattina

Foto di Roberto Di Ferdinando

7 novembre - Le Murate - Presentazione libro: LA STELLA ROSSA DI IVAN

MARTEDI' 07 NOVEMBRE
h 17:30 Presentazione libro con Autore & proiezione
In occasione del centesimo anniversario della Rivoluzione russa l’associazione culturale La Nottola di Minerva in collaborazione con la Libreria Cuccumeo presenta:
LA STELLA ROSSA DI IVAN
Istos Edizioni
Stefano Garzonio, docente di Lingua e Letteratura Russa presso l’Università di Pisa, dialoga con Teresa Porcella, curatrice della collana Rivoluzioni di Edizioni Istos
Modera Gabriele Rizza, giornalista
Voce recitante Letizia Fuochi

Negli anni dei grandi cambiamenti che sconvolsero il volto della Russia e del mondo, Ivan, di appena quattordici anni, inizia un viaggio che, dopo innumerevoli peripezie, lo condurrà alla città di Mosca. A partire dal libro La stella rossa di Ivan, di Janna Carioli con illustrazioni di Otto Gabos, una riflessione scandita da letture, immagini e proiezioni di filmati di repertorio sulla Rivoluzione russa, sul suo impatto ancora vivo nelle coscienze e su alcuni dei suoi principali protagonisti.
A seguire una pellicola dedicata a quell'epocale avvenimento rivoluzionario.
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

lunedì 6 novembre 2017

Arno

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Dove stringe la scarpa, non lo sa altro chi l'ha in piede"

venerdì 3 novembre 2017

giovedì 2 novembre 2017

La “Cesare Alfieri”

Cesare Alfieri
“Nel novembre 1875 un piemontese trapiantato a Firenze, Carlo Alfieri di Sostegno, prese l’iniziativa di creare una Scuola di scienze sociali, che doveva rispondere alle necessità di formare la classe dirigente del regno d’Italia, appena costituito; una classe dirigente che fosse capace di rispondere alla sfida di portare a compimento il disegno unitario nella sua concreta realizzazione politica amministrativa.
Gli esordi furono faticosi e sorretti solo dalla tenacia del fondatore e dalla sua disponibilità a mettere a beneficio della Scuola il proprio patrimonio. Ma nel 1888 giunsero i primi finanziamenti pubblici; i diplomati ottennero l’accesso ai concorsi per la carriera diplomatica e la Scuola si trasformò in Istituto di scienze sociali “Cesare Alfieri”, dal nome del padre di Carlo, presidente del Consiglio del Regno di Sardegna. Da allora, l’Istituto di via Laura acquistò preminenza nazionale nella formazione della diplomazia italiana e dal 1925 il corso di studi divenne quadriennale, con il conferimento della laurea in Scienze politiche, sociali ed economiche.
L’istituto riuscì a mantenere la propria autonomia anche dopo il 1924, ano di nascita dell’Università degli studi di Firenze, e si tenne quindi lontano dalle imposizioni ideologiche del regime fascista fino a che, nel 1938, dovette subire l’inquadramento forzato nell’Università degli Studi di Firenze come facoltà di Scienze Politiche che, in pieno regime fascista, inaridì la sua vivacità intellettuale.
La ripresa giunse solo a partire dal 1949, grazie alla guida del preside Giuseppe Maranini, che nel corso dei successivi 20 anni seppe restituire alla “cesare Alfieri” una posizione di leadership nazionale. La Facoltà ha espresso docenti e studiosi d’avanguardia, nonché fondatori o rifondatori di discipline vecchie e nuove: dallo stesso Giuseppe Maranini, per la Storia delle istituzioni, a Giovanni Sartori, per la Scienza politica; da Giovanni Spadolini, per la Storia contemporanea, ad Alberto Predieri, per il Diritto pubblico dell’economia; da Silvano Tosi, per il Diritto parlamentare; ad Ezio Tarantelli, per la Politica economica allo stesso Mario Draghi, per l’Economia internazionale, oggi presidente della Banca centrale europea, per citarne alcuni. Da Firenze è scaturita la prima riforma degli studi politici articolati per indirizzi (giuridico, economico, storico, internazionalistico, sociologico, e politologico) che, a partire dal 1969, ha prefigurato i percorsi di studio di primo e secondo livello definiti poi del cosiddetto “tre più due”, divenuta operativa nell’a.a. 2001/2002. […]”
(Sandro Rogari, “Guida alla Scuola di Scienze politiche Cesare Alfieri”)

Proiezione sulla Basilica di San Lorenzo

Foto di Roberto Di Ferdinando



Proverbio Toscano del Giorno

"Dio non fa mai chiesa, che il diavolo non ci fabbrichi la sua cappella"