martedì 19 giugno 2018

L'adolescente Carducci a Firenze

Via Romana n.135
“[…] Giosuè Carducci […] era un discolo. […] Forte, sulfureo, insofferente alla disciplina. Facile alla burrasca come alla facezia che poteva essere feroce. Tirò zampate a destra e manca fin da ragazzo. Venne a Firenze a 14 anni nel 1849 per studiare agli Scolopi (in via Martelli). A scuola arrivava in ritardo, giacchetta di panno turchino e berretto militare. Entrava in classe con passo ardito e fronte alta. Non era un allievo come gli  altri e prendeva buoni voti nonostante le forche. Aveva la stoffa del leader. Una volta, durante l’ora di latino, uscì dal banco all’improvviso, attraversò l’aula, si fermò di fronte alla cattedra e tirò fuori di tasca un libretto. Lesse, tradusse, commentò. Preciso, sicuro di sé, nessuna esitazione. Era un testo di Persio Flacco senza note. Roba tosta. Poi tornò al suo posto nel silenzio ammirato della classe. Da quel giorno ebbe tutti in pugno. […]”
(Tratto da: Quel discolo di Carducci che in classe dettava legge, di Silvia Lagorio, Corriere Fiorentino del 2011)

"[...] Le idee politiche di Michele Carducci (il padre), intanto, cominciarono a rendergli la vita impossibile in paese,[21] tanto che dovette migrare dapprima a Castagneto (oggi Castagneto Carducci ingloba gli antichi borghi di Castagneto e Bolgheri) e poi a Lajatico, dove in breve si ripropose lo stesso problema, che convinse il dottore a cercar rifugio nella grande città.
Fu così che il 28 aprile 1849 i Carducci si stabilirono a Firenze (in una misera abitazione di via Romana) dove il primogenito, quattordicenne, conobbe la quindicenne Elvira, figlia del sarto Francesco Menicucci e della sua prima moglie. Menicucci aveva sposato in seconde nozze la sorella di Ildegonda Celli ed era divenuto così parente della famiglia, instaurando un'assidua frequentazione che permise ai due ragazzi di vedersi spesso.
Il 15 maggio cominciò a frequentare il liceo nelle Scuole Pie degli Scolopi di San Giovannino acquisendo una sempre più sorprendente preparazione in campo letterario e retorico. Nei primi mesi suo docente di umanità fu don Michele Benetti. Prima di iscriverlo al biennale corso di retorica (1849-1851), il padre pensò per un istante di introdurlo nel Liceo Militare ma abbandonò presto l'idea.
Continuò così la frequentazione delle Scuole Pie, dove l'insegnante di retorica era padre Geremia Barsottini (1812-1884), sacerdote con fama di liberale e poeta dilettante d'ispirazione romantica. Carducci strinse amicizia in particolare con due compagni, Giuseppe Torquato Gargani ed Enrico Nencioni, i quali notarono subito il suo talento superiore alla norma. È noto l'episodio, riferito dal Nencioni stesso, di quando ad un'interrogazione di latino in cui ciascuno doveva tradurre e spiegare oralmente un passo ad libitum, Giosuè estrasse un libro non annotato di Persio, e lo espose con sbalorditiva maestria.
Nel frattempo, nell'aprile 1851, la famiglia si trasferì a Celle sul Rigo sulle pendici del Monte Amiata, ma il giovane Carducci rimase a Firenze per continuare gli studi. Il maggior tempo libero gli permise di vedere più frequentemente Elvira Menicucci, e la simpatia che si era subito venuta a creare si alimentò, se è vero che il 6 settembre Carducci scriveva versi di questo stampo:
« E se 'l tempo e i suoi corrucci
a' miei canti piegherà
Oh! l'Elvira di Carducci
forse no, che non morrà »

Una breve digressione letteraria si rivela necessaria sin da ora, perché la produzione poetica fu precoce, e c'è chi, forse esagerando, vi ha visto presente in nuce il poeta maturo. Sono in ogni caso anni di intensa sperimentazione poetica, anni in cui Carducci cerca in tutti i modi di affrancarsi da un'impostazione romantica che l'educazione ricevuta e la corrente dominante avevano inevitabilmente imposto al ragazzo e ai componimenti della prima adolescenza. Tra il 1850 e il 1853 si fanno strada l'ode saffica (Invocazione e A O. T. T.) e alcaica (A Giulio), gli inni (A Febo Apolline, A Diana Trivia) e i brani d'ispirazione oraziana. Nonostante ciò, il gusto pratesco resiste ed è riscontrabile nei Lai d'un trovatore e nell'Ultimo canto del poeta.
Oltre all'amore e alla contemplazione rugge nell'irruente spirito carducciano un patriottismo impregnato di motivi pariniani, foscoliani e leopardiani, in una convinta condanna della situazione politica attuale. Accanto al tema della morte, leitmotiv che sarà ricorrente nell'intera vicenda artistica del Nostro, vi è un senso autentico e profondo del religioso, un lancinante e post-manzoniano arrovellarsi attorno all'esistenza di Dio (nel sonetto Il dubbio per esempio), una spiritualità nobile che si tramuterà in anticlericalismo negli anni a venire, certamente per lo scontro con la mentalità bigotta con cui venne frequentemente in contatto.
Alla scuola fu ammesso per l'anno 1851-1852 al corso di scienze; la geometria e la filosofia gli furono impartite da padre Celestino Zini, futuro arcivescovo di Siena. In quel periodo il Carducci, che si dava anima e corpo allo studio anche a prezzo di grandi sacrifici (d'inverno si recava a scuola senza mantello e senza sciarpa a causa delle ristrettezze economiche), andava rafforzando una predilezione per i poeti classici dell'antichità, sprone morale e patriottico per l'età presente. Tuttavia, la sua indole passionale lo portò a contatto anche con i romantici, soprattutto Schiller e Scott, mentre si entusiasmò per Leopardi e Foscolo.
Siccome vicino a via Romana viveva lo stampatore Emilio Torelli, riuscì a far comparire in forma anonima un sonetto arcadico alla maniera di Angelo Mazza, mentre sempre nel 1852 compose la novella romantica Amore e morte, in cui combinando confusamente assieme vari metri raccontava di un torneo in Provenza e della fuga del vincitore, un cavaliere italiano, con la bella regina della manifestazione; un ratto che dovette tragicamente concludersi a Napoli dove il fratello dell'avvenente tolosana uccise l'amante e la costrinse alla monacazione. L'abate Stefano Fiorelli che curava allora una rivista letteraria non gliela volle tuttavia pubblicare, e Carducci gliene sarà riconoscente, avendo evitato di farsi passare per poeta romantico.
Intanto, completati gli studi superiori, nel 1852 raggiunse la famiglia a Celle sul Rigo, che era un piccolo borgo. [...]"
(Tratto da Wikipedia.it)

21 giugno - Convegno "Piazze, Partecipazione, Progetti"

Il Convegno intende valutare ed approfondire lo stato dell'arte relativo alle strategie di intervento e di recupero architettonico e funzionale del tessuto storico di Firenze. 21 giugno 2018, ore 15, Aula Magna di Palazzo Vegni, Via San Niccolò, 93 Firenze. Organizzazione: Unità di Ricerca “Paesaggio, Patrimonio culturale, Progetto" del Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze; Comune di Firenze; Ordine e Fondazione Architetti di Firenze. Per informazioni: https://www.dida.unifi.it/upload/sub/pdf/convegni/Convegno%2021%20giugno%20UR%20web.pdf

Fino all'11 luglio - Mostra "Passaggi d'acqua"

La mostra, curata da Lucilla Saccà con Mario Gorni, presenta una scelta di video di artisti che evidenziano le peculiarità sociali, storiche ed estetiche di uno dei beni più importanti e insostituibili della nostra esistenza e del nostro pianeta. Inaugurazione 21 giugno ore 18. Aperta dal 21 giugno all'11 luglio 2018  - da mercoledì a venerdì, ore 15 - 19 (su appuntamento: 380 1468814 - 333 4044934). Corridoio Brunelleschi, Biblioteca Umanistica, Passaggi d'acqua, Piazza Brunelleschi, 3 Firenze. Organizzazione: Biblioteca Umanistica dell'Università di Firenze e Dipartimento SAGAS Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo. Per informazioni: 380 1468814 - 333 4044934


19 giugno - SAGGIO SPETTACOLO DI DANZA ESPRESSIVA ARABA® E FUSION

MARTEDÌ 19 GIUGNO
h 21:30 Danza
SAGGIO SPETTACOLO DI DANZA ESPRESSIVA ARABA® E FUSION

Organizzato da Gaia Scuderi e Martina Filippi.
Saranno presenti le allieve dei loro corsi.
Ospiti della serata: Eleonora Sanpaolesi, Elisa Morelli e le rispettive allieve.

Una serata per coronare gli anni di studio e di lavoro insieme; per dedicarsi all’oriente, assaporarne il profumo e le sue fragranze. In un gioco di colori e allegria si alterneranno sul palco professionisti e danzatori amatoriali, uniti dalla passione e dalla gioia del danzare. Il palco si animerà coinvolgendo il pubblico emotivamente, con esibizioni mozzafiato e interpretazioni di alto livello trascinando ogni singolo spettatore in un vortice di meraviglie.
Gaia Scuderi, danzatrice e coreografa, inizia lo studio della danza nel 1981 seguendo corsi di danza classica, contemporanea e Graham presso la scuola Daria Collins. Parallelamente completa la sua formazione artistica studiando canto lirico, pianoforte e solfeggio presso la Scuola “Vito Frazzi”. Dal 1990 con il “Teatro dell’Arcano” di Kassim Bayathly e Roberta Bongini si occupa di danza araba e continua parallelamente a perfezionarsi in classico, moderno e flamenco, con Angela Mugnai, Daniel Tinazzi, Rosanna Brocanello, Claudio Iavarone, creando un suo stile personalizzato. Viene considerata dalla critica una delle migliori soliste in Europa.
Martina Filippi, laureata in Archeologia Medievale, conosce il mondo della danza del ventre da piccolissima, durante uno spettacolo di danza del ventre con la spada, dove scopre di avere una predisposizione naturale al “belly roll” (onda della pancia). Comincia lo studio della danza mediorientale, frequentando veri e propri corsi, studiando lo stile Cabaret Bellydance e si appassiona alle danze con gli accessori quali il velo, i cimbali, la spada, le candele e le ali di Iside. Durante questi anni di studio, ricerche, confronti ed esibizioni cerca di dare una chiave personale allo stile, utilizzando anche musiche che si distaccano da quelle normalmente proposte nelle esibizioni in stile arabo-orientale. L’incontro con lo stile Tribal Fusion e Gothic Bellydance avviene quasi naturalmente, influenzata dalla musica Dark, Elettronica e Goth.
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

21 giugno - Richard Rogers, architetto di fama internazionale, terrà una lectio magistralis all’Accademia delle Arti del Disegno dal titolo “A place for all people”

Richard Rogers,
architetto di fama internazionale,
terrà una lectio magistralis
all’Accademia delle Arti del Disegno
dal titolo “A place for all people”



Giovedì 21 giugno 2018
Ore 15.30 Registrazione dei partecipanti
Ore 16.00 Inizio della conferenza
Accademia delle Arti del Disegno
Sala delle Adunanze
Via Orsanmichele, 4, Firenze
Ingresso libero fino a esaurimento posti



Il 21 giugno 2018, dalle ore 15.30, l’Accademia delle Arti del Disegno ospita una lectio magistralis dell’“archistar” di fama internazionale Richard Rogers, uno dei più innovativi e visionari architetti della sua generazione. Richard Rogers è stato nominato Accademico d’Onore dell’Accademia delle Arti del Disegno il 18 ottobre 2017, come riconoscimento del rilevante e indiscutibile contributo che, nel corso della sua carriera, ha dato alla progettazione e all’approfondimento dei temi dell’urbanistica e delle costruzioni.

In occasione dell’incontro all’Accademia delle Arti del Disegno, Richard Rogers ripercorrerà la sua vita e la carriera, che è iniziata proprio a Firenze, per poi proseguire con il racconto dei prestigiosi progetti che ha realizzato, dal Centre Pompidou di Parigi al Lloyd’s Building di Londra, dal progetto del Palazzo di Giustizia di Bordeaux all’ampliamento dell’Aeroporto di Marsiglia, fino ad arrivare al Centro Rogers di Scandicci. I suoi lavori s’ispirano a un modello sociale di approccio che lui stesso ha definito “Un posto per tutti” e, coerentemente con questo convincimento, ci proporrà una visione di come le nostre città potrebbero essere più creative, belle e sostenibili.
Dopo l’introduzione della Prof.ssa Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Richard Rogers sarà presentato dal Prof. Francesco Gurrieri, Presidente della Classe di Architettura dell’Accademia, insieme con la Prof.ssa Cristina Donati, critica di architettura.
Seguirà un dibattito sui temi affrontati e l’architetto Rogers risponderà alle domande dei presenti.

Richard Rogers nasce a Firenze nel 1933, in una famiglia colta e cosmopolita, il padre Nino è un medico cresciuto a Venezia e la madre Dada, triestina, un’amante dell’arte, allieva di James Joyce.
Nel 1938, dopo la proclamazione delle leggi razziali e con la guerra alle porte, la famiglia si trasferisce in Inghilterra e abbandona l’appartamento fiorentino con i suoi eleganti arredi (disegnati dal cugino Ernesto Nathan Rogers) e la vista sulla cupola del Brunelleschi per una camera in una pensione a Bayswater, con il contatore a monete per il riscaldamento e la vasca dentro un armadio.
Al termine della guerra, non appena compiuti diciassette anni, Rogers inizia a viaggiare da solo “Ero piuttosto avventuroso”, afferma “ho corso insieme ai tori a Pamplona, ho schivato i controllori aggrappandomi fuori dai vagoni e ho passato una notte nelle celle di San Sebastián dopo essere stato arrestato dalla Guardia Civil franchista per aver nuotato nudo in mare”.

Dopo essersi laureato all’Architectural Association School di Londra, Rogers vola negli Stati Uniti per completare la propria formazione a Yale. È qui che incontra Norman Foster con cui costituisce Team 4 (insieme alla prima moglie Su e Wendy Foster), a cui si devono progetti paradigmatici del nascente filone high-tech. Viaggiando negli Stati Uniti e in Messico, Rogers partecipa alle lezioni di Louis Kahn sulla natura dei materiali, sul rapporto tra architettura e musica, tra spazio e silenzio; studia le linee orizzontali e la struttura organica degli edifici progettati da Frank Lloyd Wright; contempla l’architettura aperta della Eames House a Los Angeles. È l’inizio di una lunga carriera dedita allo studio dei fenomeni sociali, alle ricerche sulle tecnologie ambientali, all’impiego di soluzioni strutturali ed energetiche flessibili, che consentono sia la sostituzione di singoli elementi sia la variazione di destinazione d’uso degli edifici, in continuità con alcuni princìpi del Modernismo. Scienziato e artista, Rogers sostiene che i migliori progetti non nascono semplicemente dalle richieste del committente, ma da un lavoro di squadra che cerca di rispondere a problematiche culturali più ampie, quindi, a titolo di esempio, il Centre Pompidou, realizzato con Renzo Piano, è una delle opere più iconiche della storia museale contemporanea, è un grande contenitore culturale aperto verso la città, è appunto “un posto per tutti, giovani e vecchi, poveri e ricchi, di ogni religione e nazionalità, un incrocio tra la vitalità di Times Square e la ricchezza culturale del British Museum”.


La lectio magistralis sarà in lingua italiana e resa pubblica sul sito dell’Accademia.
Ingresso libero, fino a esaurimento posti.


Per ulteriori informazioni
Accademia delle Arti del Disegno
Via Orsanmichele, 4, 50123, Firenze
Telefono: + 39 055 219642
Email: info@aadfi.it
www.aadfi.it

Luca Bernardini , fiorentino, è il nuovo campione italiano di Poetry Slam

 E’ Luca Bernardini , 29 anni, fiorentino, psicologo , autore ed attore , il vincitore del Campionato Nazionale di Poetry Slam organizzato dalla LIPS che si è tenuto a Genova domenica 17 giugno, all’interno del del Festival di Poesia. Al secondo posto il giovanissimo milanese Emanuele Ingrosso . Alla finale hanno partecipato 21 concorrenti provenienti da tutte le regioni e vincitori dei  campionati regionali di questo genere nato negli Stati Uniti negli anni ottanta, ed arrivato qui da noi nel 2001, per opera di Lello Voce, e che in questi ultimi anni sta letteralmente spopolando, diffondendosi a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di una vera e propria gara, in cui i partecipanti si cimentano nella declamazione di testi propri. Hanno a disposizione tre minuti e non possono utilizzare oggetti di scena, costumi o accompagnamento musicale. Al termine della loro esibizione vengono valutati da una giuria estratta a sorte tra il pubblico presente.

Una forma artistica che coniuga scrittura poetica e capacità interpretative, con l'intento di riportare la poesia tra le persone, là dove si era diffusa, nella sua dimensione orale e popolare. Durante un poetry slam si pensa, si piange e si ride. E a volte si fanno tutte queste cose contemporaneamente.

Luca aveva già vinto la finale toscana , disputatasi il 20 Maggio presso la Polveriera, con i testi “Tuttuncieloazzurro”, “Ultras” e “Feste Bellissime”, che avevano convinto il pubblico per intensità ed originalità.

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"La troppa umiltà vien da superbia"

lunedì 18 giugno 2018

19 giugno - Lectio Magistralis di Guido Canali "Dialoghi intorno a Porcinai - Paesaggi per il lavoro"

Una riflessione sul linguaggio compositivo che caratterizzò l'esperienza dell'architetto del paesaggio Pietro Porcinai. 19 giugno 2018, ore 15, Aula Magna del Rettorato, Piazza S. Marco, 4 Firenze. Organizzazione: Associazione Pietro Porcinai ONLUS, Università di Firenze, con il patrocinio della Fondazione Architetti di Firenze. Per informazioni: http://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/wp-content/uploads/2018/06/locandina_Paesaggi_per_il-lavoro_2018.pdf

19 giugno -Conferenza "Rileggendo la saga dei Patriarchi"

di Pelio Fronzaroli, Professore emerito dell'Università di Firenze. Un'analisi dei racconti biblici dei Patriarchi alla luce degli antefatti culturali e religiosi di area semitica comune. 19 giugno 2018, ore 16, aula 4, Plesso Didattico di via Gino Capponi, 9 Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali. Per informazioni: https://www.lilsi.unifi.it/upload/sub/locandina_Conferenza%20Fronzaroli.pdf

Lungarni

Foto di Roberto Di Ferdinando


19 giugno - Associazione Archeosofica: “Gerusalemme, nostalgia del cuore del Mondo”

Martedì 19 Giugno, alle ore 21.15 nella nostra sede in Lungarno Guicciardini 11 rosso, dove prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Viaggio nei luoghi del mistero” con la conferenza di Marco Bracali e Giovanna Caldarella dedicata a “Gerusalemme, nostalgia del cuore del Mondo”. L’Ingresso è libero e non occorre prenotarsi.



Per leggere un breve articolo di presentazione dell’argomento vedi il nostro sito alla pagina : https://archeosofiafirenze.org/2018/06/13/19-giugno-2018-gerusalemme/





Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/rosso

50125 Firenze

Tel. 055215940

info.firenze@boxletter.net

http://archeosofiafirenze.org

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CONTRASTI FIRENZE 2018

CONTRASTI FIRENZE 2018
incontri per una musica nuova
20 giugno h 18:00
Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux
FIORI D'ORIENTE


Un concerto che è un viaggio ideale verso oriente, verso un mondo arcaico da cui attingere nuovi timbri, melodie e immagini poetiche. A schiuderne le porte, l’opera di Giacinto Scelsi, un compositore ammaliato dal pensiero mistico e orientale. Precursore di minimalismo e spettralismo ha percorso un sentiero poetico, solitario e silenzioso. Una serata che in onore della suggestiva cornice che la ospita mischia musica e letteratura in un intreccio inatteso e originale tra oriente e occidente.

I momenti musicali del programma, saranno intervallati da letture tratte dall’opera del sopracitato Scelsi, Il Sogno 101, e da Haiku giapponesi che accompagneranno l’ascolto verso le atmosfere sognanti dei brani di Takemitsu e Platz.

A completare il programma due celebri pagine del Novecento: Syrinx di Debussy e Abime des oiseaux di Messiaen, tratto dal Quatuor pour la fin du Temps. Quest’ultimo brano è una personale interpretazione del rapporto tra eternità e tempo, come si evince dalla citazione dall'Apocalisse di San Giovanni ad inizio partitura: "L'Abisso è il tempo, con le sue tristezze, i suoi scoramenti. L'uccello è il contrario del Tempo; è il nostro desiderio di luce, di altezze, di arcobaleni, di canti gioiosi!".

Programma:

Giacinto Scelsi
Piccola suite per flauto e clarinetto
Luciano Berio
Lied per clarinetto solo
Toru Takemitsu
Air per flauto solo
Robert HP Platz
Senko Hana Bi per flauto e clarinetto
Claude Debussy
Syrinx per flauto solo
Olivier Messiaen
Abime des oiseaux per clarinetto solo
Giacinto Scelsi
Kho - Lho per flauto e clarinetto

Duo di fiati di mdi ensemble
Sonia Formenti            flauto
Paolo Casiraghi           clarinetto

Letture tratte da:
Il sogno 101 di Giacinto Scelsi e Haiku giapponesi
Angelo Bruno             voce recitante

18 giugno - Cineforum: LA VITA È UN MIRACOLO

LUNEDÌ 18 GIUGNO
h 21:15 Cineforum
A cura del Circolo PD 2 Santa Croce - Ciompi – Ciclo Realtà impossibili
I' CINEMINO
LA VITA È UN MIRACOLO

Di Emir Kusturica. Con Slavko Stimac, Natasa Solak, Vesna Trivalic, Vuk Kostic, Aleksandar Bercek – Jugoslavia – Francia – 2004 – 155'

Kusturica racconta la possibilità dell'amore tra diversi anche nel bel mezzo del caos più totale. Bosnia 1992. Luka, ingegnere arrivato da Belgrado in un paesino di montagna con moglie soprano un po' nevrotica e figlio abile calciatore, vede la sua vita mutare rapidamente. Lui è lì per costruire un tratto di linea ferroviaria ma la guerra scoppia, la moglie se ne va, il figlio viene fatto prigioniero e lui è richiamato nell'esercito. Per di più, quando gli viene affidata una giovane prigioniera musulmana se ne innamora. Kusturica è tornato con tutto il suo bagaglio ipertrofico di immagini, uomini e soprattutto animali. Ma, e questa è la novità, gli serve nella prima ora della sua nuova opera per tenerlo lontano dal centro del suo narrare: la possibilità dell'amore tra diversi anche nel bel mezzo del caos più totale. Quasi ne avesse paura, rinvia l'appuntamento con i sentimenti e appesantisce il film di una zavorra di 'segni' che poi 'miracolosamente' si rarefanno per lasciare spazio all'umanità (che è sempre messa a confronto con il mondo animale). Non teme l'happy end il nuovo Kusturica. È sempre se stesso (e forse per questo raccoglie meno applausi) ma ha un pregio in più: sa sperare.
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
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Proverbio Toscano del Giorno

"La superbia andò a cavallo, e tornò a piedi"

sabato 16 giugno 2018

venerdì 15 giugno 2018

La vita a Firenze durante la guerra

“[….] Novoli, Rifredi, Peretola e Brozzi […] la condizione alimentare, grazie alla maggiore vicinanza dei campi e alla presenza di orti, sembrò essere meno drammatica di quella del centro cittadino, che proprio alle zone periferiche e alle campagne di rivolgeva per la ricerca di prodotti di consumo. […] I contadini  della zona dovevano portare tutto ciò che avevano all’ammasso, dove i prodotti venivano immagazzinati per essere tenuti di scorta. In seguito, però, […] invece di dare dieci sacchi di grano al regime ne davano otto. Ciò che rimaneva era nascosto in alcune stanze che venivano murate o veniva venduto al mercato nero. […] <<Non c’era cibo anche se noi in famiglia avevamo messo da parte qualcosa, soprattutto riso “bucato”. Avevamo anche una specie di polverina per fare il brodo. All’epoca mangiavamo quello che ci capitava di cogliere nei campi, roba acerba e tralci di rovo con il sale. […]>>. […] <<Si era arrivati persino a mangiare farina di miglio e bestie morte da tempo. Il caffè si faceva con le ghiande>>. […]”

San Lorenzo Sogna - Street Food e Musica a favore dell’A.T.T.

San Lorenzo Sogna
Street Food e Musica a favore dell’A.T.T.
Sabato 16 Giugno appuntamento in Piazza San Lorenzo, Firenze



L'Associazione I Sopravvissuti del San Lorenzo con il Patrocinio del Comune di Firenze e la collaborazione del Q1 organizza la seconda edizione di San Lorenzo Sogna, festa di strada a favore dell'Associazione Tumori Toscana A.T.T.

Sabato 16 Giugno 2018 in Piazza San Lorenzo a Firenze dalle ore 20:00 alle ore 23:00 con un contributo minimo di 10 € totali sarà possibile degustare le migliori specialità tipiche offerte da esercenti del luogo, mentre per le bevande è richiesta un'offerta extra.

La band Media Vox allieterà la serata con i più grandi successi della musica italiana.

I fondi raccolti saranno impiegati per ampliare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite rivolto ai malati della Toscana.

L’evento si avvale del prezioso contributo di:

Mercato Centrale a piano terra

Ristorante Le Fonticine

Ristorante Palle d'oro

Pasticceria Sieni

Trippaia Lupin e Margot

Gelatiere Bondi



Associazione Tumori Toscana A.T.T.

Tel 055.24.66.666 Cell. 3356586211

Via B. Varchi, 63 - 50132 Firenze

www.associazionetumoritoscana.it

16 giugno - Premiazione 5° FIRENZE FILMCORTI FESTIVAL

SABATO 16 GIUGNO
h 19:30 Premiazione
5° FIRENZE FILMCORTI FESTIVAL
Non solo film. Eventi speciali con attori, registi, produttori, e professionisti del cinema.
A cura di Rive Gauche – Festival

Il 14, 15 e 16 giugno (ore 11.00-22.00) Le Murate Pac e l’attiguo cortile saranno teatro, per le intere giornate  e serate, del 5° Firenze FilmCorti Festival.  Non sarà un evento dedicato esclusivamente alla proiezione dei 50 film finalisti, ma l’occasione di incontro di una serie di personaggi del cinema dello spettacolo. Si inizia con “Vestire il cinema”, l’incontro col Daniela Salernitano, vincitrice del David di Donatello 2018 per i migliori costumi; poi l’incontro con il regista Luca Miniero (“Benvenuti al sud”, “Sono tornato”), il workshop con l’attore Pietro Mossa (Vincitore IV edizione del Firenze Film Corti Festival) dal titolo L’ATTORE È UNO SCIAMANO? Sarà poi la volta del BACKSTAGE: DOVE VA IL CINEMA? – Incontro con la critica Silvana Silvestri (direttrice di Alias) e l’evento FACCIAMO IL CINEMA – Incontro con produttori, distributori e professionisti del cinema. Un altro punto di richiamo di queste tre giornate di Festival sarà costituito dalla presenza della Direzione Artistica del Festival di Edimburgo, gemellato col nostro Festival, che presenterà una selezione di film premiati.
E poi, le premiazioni. La prima avrà luogo nella serata di apertura del Festival, il PREMIO “WOMEN IN FILM, TELEVISION & MEDIA ITALIA” conferito da Astrid De Berardinis (vicepresidente Paramount Pictures), cui seguirà proiezione del corto vincitore.
Tutti gli altri premi saranno conferiti nel corso della serata di chiusura del 16 giugno, sul palco della Corte de Le Murate, sul quale si esibirà anche Antonio Aiazzi dei Liftiba in un concerto-opera multimediale.

PRESENTAZIONE FESTIVAL E GIURIA
Premiazioni: montaggio, fotografia, colonna sonora, critica
h 20:00    Proiezione vincitore premio della critica
Premiazioni: produzione, documentario, sceneggiatura, attore, attrice, regia
h 20:30    Proiezione miglior regia
h 21:00    Premiazione voto del pubblico, miglior film
h 21:30    Proiezione vincitore miglior film
h 21:30 Concerto
OPERA MULTIMEDIALE DI ANTONIO AIAZZI (LITFIBA)
Soprannominato "il Marchese", Antonio Aiazzi fa parte dei Litfiba dal 1980 al 1990; poi dal 1990 al 1997 continua l'attività di musicista come compositore e collaboratore del gruppo. Parallelamente all'attività con i Litfiba, nel periodo tra gli anni ottanta e novanta, ha fondato con Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli il gruppo dei Beau Geste, dedito in particolare alla composizione di colonne sonore per spettacoli teatrali, pubblicando due dischi per la Materiali Sonori. La sua passione per questo tipo di musica continua nel tempo, da "L'Eneide" del gruppo teatrale Kripton a fiction (Solo x te) e opere cinematografiche, L'Amico Arabo, Voci d'Europa di Corso Salani per il cinema e una lunga collaborazione con il regista Massimo Luconi per il teatro. Dal 1989 al 1996 suona la tastiera nella sigla di Italia 1 film, ciclo di film in onda su Italia 1.Produttore discografico e session man; ha suonato con diversi artisti (Negrita, Paolo Belli, Angela Baraldi) e in numerosi lavori usciti per l'etichetta indipendente IRA di Firenze. Collaborazione nel 1996 con “Tempo Reale” del maestro Luciano Berio, per il disco Mondi Sommersi dei Litfiba. Dal 1996 al 2001 ha collaborato con il comune di Prato, nell'ambito della progettazione musicale e per i giovani, tra questi Banco Rock un progetto di tutoraggio artistico e di formazione musicale per le giovani band musicali, (9 edizioni). È stato responsabile artistico di Officina Giovani-Prato dal 1998 al 2001 spazio dedicato alle attività artistiche giovanili (musica, teatro, danza, pittura/scultura). È del 1997 la creazione Sarajevo anno zero , composizione e rappresentazione dell'opera musicale dei Beau Geste “Anno Zero“, unico live della band con Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli. Dopo una breve partecipazione al tour dei Litfiba, nel 2005 collabora al progetto IG (Ivana Gatti – Gianni Maroccolo).Dal 2007 si occupa principalmente di editoria giochi da tavolo, con la Rebus Project pubblicando i giochi: "I Toscanacci", "L'Italia & gli Italiani", "I Romanacci", "Vita di Gesù", "Venezia & i Veneti", "Milano", titoli usciti per l'editore Giochi Uniti, dedicandosi al settore marketing e distributivo. Segue sempre progetti formativi su band musicali e compone colonne sonore. Nel 2012 Antonio Aiazzi torna sul palco con i Litfiba dopo circa 6 anni, in occasione dell'esibizione della band al Nelson Mandela Forum, riunendo così tutti i superstiti della formazione originale degli anni '80, in ricordo di Ringo De Palma, batterista storico della band, prematuramente scomparso proprio il 1º giugno del 1990. Il 2 agosto si esibisce al festival di Radicondoli (SI), in una prima assoluta, progetto nato dalla collaborazione con fra il musicista Antonio Aiazzi e due fotografi Luigi Rinaldelli e Micaela Rostan. Il 30-31 gennaio 2013, Antonio Aiazzi si è esibito coi Litfiba nella formazione originale, in due concerti celebrativi della cosiddetta Trilogia del potere, comprendente i dischi che gli stessi Litfiba produssero tra il 1983 e il 1989. I due spettacoli si sono tenuti presso la discoteca rock milanese Alcatraz. Da queste due esibizioni, verrà tratto un cd live in uscita nel marzo 2013 e un tour di date in varie città italiane. Il successo delle due prime date, porta alla creazione di un tour vero e proprio a marzo e aprile con una ripresa estiva in tutto 17 date. Poi nel 2014 questa formazione stessa formazione sarà headliner del Trafic Festival in piazza San Carlo a Torino (presenti 40/50.000 persone) e a Castelsardo per il 31 dicembre. A maggio 2014 viene presentata la nuova Eneide di Krypton (un nuovo canto) al teatro studio di Scandicci e dopo 30 anni la riproposizione di questo disco cult dei Litfiba. Nel 2015 questo spettacolo è in tour, con rappresentazioni a Opera di Firenze e Teatro Argentina (Roma) e altre date in Italia. Dal 2014 riprende la progettazione e creazione di eventi culturali/musicali per centri commerciali," La fiera della musica " , in questo contenitore vengono proposti anche percorsi formativi e di informazione musicale. Dal 2016 torna a suonare con il progetto di Gianni Maroccolo per portare in live, NEAP (nulla è andato perso), tratto in gran parte dal disco di Maroccolo con Claudio Rocchi Vdb23/Nulla è andato perso, al live parteciperanno anche Andrea Chimenti, Simone Filippi ( Üstmamò ) e Beppe Brotto. Il 4 marzo 2017 esce per la Contempo Records il disco triplo vinile live del concerto NEAP. Nel 2016 collabora nuovamente con i Litfiba, suonando le tastiere in alcuni brani dell'album Eutòpia
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
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ITINERARI FIORENTINI

Con giugno i nostri itineranti “ITINERARI FIORENTINI”
raggiungono la veneranda età di tre anni. Buon compleanno!
E, per patite e patiti di dati e statistiche, diciamo pure che gli
appintamenti, nei tre anni, sono stati ben settantatre.
Il prossimo sarà in quella strada che sembra essere oggi,
più che altro, il percorso del lusso e degli acquisti.
Scusateci, ma dire shopping ci crea qualche fastidio.
Avrete capito che si camminerà, ben eruditi dalla nostra
fidata e amata guida Stefania Acuti, per la via Tornabuoni.
Che ha ben studiato il percorso e ce lo presenta così:
“Via Tornabuoni, ovvero sette secoli di storia in pochi passi.
Questo itinerario, perfetto anche per i più pigri, si svolge
tutto in un’unica via. Adesso è il salotto delle grandi firme ma
ha un passato ricco di eventi che hanno segnato la vita della
città dal Trecento al Novecento :storie di antiche famiglie e
di mercanti spregiudicati, di lotte per il potere, di spie inglesi
e scrittori romantici, di gabinetti di lettura e caffè mondani,
di chiese scomparse e facciate spostate.”
Il camminamento, tanto lustro e lustrato, si farà domenica
17 giugno, con raduno alle 09h45 nella stessa via Tornabuoni
all’angolo con il Ponte di Santa Trinita.
Praticamente dal lato Ferragamo (un po’ di lusso ce vo’).
Prevedete di occupare così un paio di orette comode.
La quota di adesione consiste in 12,00 euro (una miseria!).
Le prenotazioni per interessate e interessati sono aperte,
sino a esaurimento dei posti disponibili.
Libreria dei Lettori - Via della Pergola, 12 - 50121 Firenze - T. 055/2264333 - libreriadeilettori@gmail.com

Forte di Belvedere

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"La lode propria puzza"

giovedì 14 giugno 2018

mercoledì 13 giugno 2018

13 giugno - Presentazione libro con Autore: LA MORTE INQUIETA

MERCOLEDÌ 13 GIUGNO
h 18:30 Presentazione libro con Autore
LA MORTE INQUIETA
Collana DARK SIDE Nardini Editore/Iena Reader, 2018
Di e con Carlo Ciatti
Presenta Ennio Bazzoni
Paoli Pinarelli | chitarra
Elena Craighead | violino
Sylvia Zanotto | poesia e danza
Dopo “La mano del Santo” Carlo Ciatti ci presenta la seconda indagine del Commissario Cappelli in un nuovo quanto avvincente noir. È un giorno qualunque quello in cui il commissario Cappelli si reca al cimitero di Trespiano, sulle colline di Firenze, per dare l’ultimo saluto a Franco, un caro amico di famiglia. Quando “la bocca del forno si apre e compaiono le potenti fiamme del bruciatore accompagnate dal rumore cupo della pompa” Gianni esce dal Tempio Crematorio e inizia a camminare tra le tombe leggendo le scritte sulle lapidi. Una, in particolare, cattura la sua attenzione: “Queste ceneri di Achille Grassi teatrale uomo onesto e laborioso misteriosamente sottratto all’affetto della famiglia e alla stima degli amici da mano brutale ignota il dì 29 ottobre 1938 attendono ancora la punizione de’ malvagi”. Attendono ancora la punizione de’ malvagi… Il Cappelli non riesce a trascurare il richiamo del passato, che da sempre esercita su di lui una irrefrenabile attrazione, e dà così inizio a un’indagine difficile, un percorso duro compiuto muovendo passi indietro negli anni, l’incontro con personaggi che sanno ritornare e farsi chiari, e persino misteriose poesie d’amore. Dopo La mano del Santo, Carlo Ciatti avvince il lettore con una nuova storia dove non muta il tono dell’ispirazione fiorentina e, calibrando la necessaria creatività con il realismo più rigoroso, riesce a renderci la narrazione di una vicenda pronta a svolgersi su due piani temporali, conducendoci a un finale non solo inaspettato, ma anche toccante e coinvolgente. Carlo Ciatti è nato a Firenze e vive a Fiesole. Oltre ad amare i cani, la campagna, l’arte e l’antiquariato, ama raccontare storie. Ha esordito nel 2016 con La mano del santo, sempre per Nardini Editore-Iena Reader.
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Il Duomo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"I più savi, meno sanno"

martedì 12 giugno 2018

La Sinagoga

Foto di Francesco Baciocchi

13 giugno - Incontro "Disturbi Specifici di Apprendimento - DSA al Giardino dei Semplici"

Nell'ambito del programma di eventi "Accessibilità, Istruzione e Diritti all'Università di Firenze - Florence for All". 13 giugno 2018, ore 16, Orto botanico "Giardino dei Semplici", Via Pier Antonio Micheli, 3 Firenze. Organizzazione: Università di Firenze in collaborazione con Museo e Istituto fiorentino di Preistoria "Paolo Graziosi."
https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2018/DSA_Giardino_Semplici_13giugno_2018.pdf

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (6 - continua)

“Rubia tinctorum (Robbia) - La Robbia viene utilizzata per preparati erboristici, oltre che come pianta tintoria. Dalle sue radici, infatti, si estrae fin dall’antichità una sostanza colorante: la alizarina. Da quest’ultima si ottiene una lacca rosso violetto. Molto probabilmente il nome della più famosa famiglia di scultori fiorentini, i Della Robbia, deriva proprio da questa pianta e si presume infatti che, all’inizio, fossero legati all’arte dei tintori. In erboristeria la pianta viene usata per la preparazione delle tinture naturali per capelli e se ne apprezzano anche le proprietà terapeutiche diuretiche ed antinfiammatorie. […]”
(Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

12 giugno - Le Murate - Presentazione libro con Autore LE BUONE MANIERE

MARTEDÌ 12 GIUGNO
Un'iniziativa del Festival Internazionale di Poesia Voci Lontane Voci Sorelle XVI Edizione; a cura di Laboratorio Nuova Buonarroti, in collaborazione con Ass. Cult. La Nottola di Minerva
h 17:30 Presentazione libro con Autore
LE BUONE MANIERE
Incontro con Marco Simonelli
Valigie Rosse Poesia
Sarà presente l'autore Marco Simonelli
Intervengono Elisa Biagini, poetessa, e Valerio Nardoni, critico e traduttore letterario
Un gioco d'inquadrature in cinque sezioni, scandite secondo linee portanti che ripercorrono l'indice di un manuale di buone maniere, per un'ampia ricognizione poetica sui modi e i metodi con cui l'individuo fin dall'infanzia viene ammaestrato alla socialità.
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Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Il primo grado di pazzia è tenersi savio, il secondo farne professione, il terzo sprezzare il consiglio"

lunedì 11 giugno 2018

Presentazione del libro "Studi di letteratura italiana in onore di Gino Tellini"

A cura di Simone Magherini. 11 giugno 2018, ore 17.30, Dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF), Aula grande, Piazza Savonarola, 1 Firenze. Organizzazione: Centro di Studi "Aldo Palazzeschi" dell'Università di Firenze.

https://www.unifi.it/art-3448-la-letteratura-italiana-dalle-origini-alla-contemporaneita.html

11 Giugno - Presentazione libro con Autore.TITANIC: IL TRAMONTO DELL'ORDINE LIBERALE

LUNEDÌ 11 GIUGNO
h 18:00 Presentazione libro con Autore
Il Forum per i Problemi della Pace e della Guerra, in collaborazione con Ass. Cult. La Nottola di Minerva presenta
TITANIC: IL TRAMONTO DELL'ORDINE LIBERALE
Il Mulino
Sarà presente l'autore Vittorio Emanuele Parsi, Università Cattolica, Milano
Intervengono Sonia Lucarelli, Università di Bologna e Forum per i Problemi della Pace e della Guerra, Federico Romero, Istituto Universitario Europeo di Fiesole
Coordina Serena Giusti, Scuola Sant'Anna Pisa e Forum per i Problemi della Pace e della Guerra
A seguire dibattito con il pubblico
Un mondo più sicuro, più giusto e più ricco per tutti: le promesse mancate che hanno messo in crisi l'ordine internazionale. A partire dagli anni Ottanta, l'ordine globale neoliberale ha sostituito l'ordine liberale che governava il sistema internazionale dal secondo dopoguerra. Analogamente al Titanic, il mondo è stato portato su una rotta diversa e più pericolosa da quella segnata dall'incontro e reciproco bilanciamento di democrazia e mercato.
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Fino al 7 luglio - Lea Colliva. Un’artista sulla Via degli dei Dall'atelier alla mostra

La riscoperta delle artiste attraversa lo spazio creativo: da dove hanno vissuto e lavorato sino agli attuali spazi espositivi. Fino al 7 luglio, Il Palmerino, una villa del XV secolo trasformata in centro culturale per l'arte e la letteratura del XX secolo, con particolare attenzione alla creatività femminile, ospita la mostra "Lea Colliva. Un artista sulla Via degli Dei".

Colliva e l’esposizione
Lea Colliva (1901-1975) era una colorista esplosiva che produceva ciò che i regimi del primo novecento chiamavano arte "degenerata", in un periodo in cui gli italiani "ribelli" erano affascinati dal movimento espressionista. A questo proposito la storica dell'arte Beatrice Buscaroli scrive: "Lea Colliva tuona tra figure, fiori e paesaggi, serpeggia tra Rembrandt e Soutine, nella sua inquieta ricerca espressionista". La piccola mostra, ma molto significativa, si snoda lungo 45 anni di movimenti artistici in un compendio sorprendente che va dai paesaggi tradizionalisti di fine secolo ai ritratti in stile liberty e a opere influenzate dal movimento informale e dall'astrattismo. Presente in più edizioni alla Biennale di Venezia, Lea Colliva ha esposto anche a  Palazzo Vecchio e alla Strozzina. “ Sulla Via degli Dei “ è quindi un doveroso bentornato a Firenze ad un’ artista che il critico Carlo Ludovico Ragghianti ha descritto come colei che privilegia "momenti drammatici ed emotivi e visioni che infondono ai soggetti a vibrazione e calore".

Qual è il la Via degli dei?
Un antico percorso per viaggiatori etruschi che si snoda attraverso l'Appennino da Firenze a Bologna. Ora apprezzato dagli appassionati di "slow-travel", questo sentiero collega Il Palmerino, un tempo dimora dell'artista Lola Costa e della scrittrice britannica Vernon Lee, e L'Ospitale di Monzuno, un'oasi creativa per diversi artisti del XX secolo come Lea Colliva, Nino Bertocchi, Giacomo Manzù e Corrado Corrazza.

Restauro a cura delle donne ... sulla carta
Il fulcro della mostra è il primo autoritratto di Lea Colliva, recentemente restaurato come contributo di "DiSegno Donne", un laboratorio guidato da Beatrice Cuniberti, conservatrice e restauratrice alla guida dell'Atelier degli Artigianelli. L'atelier è uno dei tanti laboratori volti a recuperare gli antichi mestieri di Firenze all'interno dell'OMA (Osservatorio dei Mestieri d'Arte). Il workshop, nato da un'idea di AWA e l’Associazione Culturale Il Palmerino, fa parte di un'iniziativa più ampia per la creazione di un archivio fiorentino per l'arte delle donne su carta, tra cui disegni, fotografia e arte grafica. “Le artiste donne nel corso della storia hanno scelto la carta come mezzo privilegiato, anche prima che i disegni fossero considerati opere d’arte finite”, afferma Cuniberti.

Calendario estivo con un focus su donne, arte e natura
“Sulla Via degli Dei” comprende un ricco calendario di eventi nel mese di giugno, che include letture di poesie, conversazioni e visite a mostre di arte contemporanea, escursioni nella natura e conferenze con studiosi di fama internazionale e artiste all'avanguardia. V
Organizzatori: Associazione Culturale Il Palmerino, AWA Advancing Women Artists
Partners: Archivio e Fondazione Bertocchi-Colliva, Atelier degli Artigianelli, con il patrocinio dei Comuni di Fiesole e Monzuno.

PHOTOS: https://www.dropbox.com/sh/vof52w7yv9xxvlh/AABq7sfKdqcXwqGirM05V2q8a?dl=0

VIDEO TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=8JK7ojrRYKg

12 Giugno - Conferenza - “I castelli dei Templari”

Martedì 12 Giugno, alle ore 21.15 nella nostra sede dove prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Viaggio nei luoghi del mistero” con la conferenza di Alessandro Mazzucchelli dedicata a “I castelli dei Templari”. L’Ingresso è libero e non occorre prenotarsi.



Per leggere un breve articolo di presentazione dell’argomento vedi il nostro sito alla pagina : https://archeosofiafirenze.org/2018/06/07/12-giugno-2018-templari/


Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/rosso

50125 Firenze

Tel. 055215940

info.firenze@boxletter.net

http://archeosofiafirenze.org

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Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Il male ha chi lo comporta, ma il bene non v'è chi lo sopporta"

sabato 9 giugno 2018

Il Calcio Storico Fiorentino

"[...] Il calcio fiorentino, detto anche "calcio in costume" o "calcio in livrea, è un gioco che affonda le sue radici in tempi remoti. Il primo vocabolario italiano del 1612, degli Accademici della Crusca, avvalora la tesi fornendo la seguente definizione: 《è calcio anche il nome di un gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guida di battaglia ordinato, passato da' Greci a' Latini, e da' Latini a noi》. Quindi gioco 《proprio e antico 》 di Firenze le cui origini, remotissime, vanon però cercate prima dai Greci e poi dai Latini. [...] Nell'antica Grecia venivano comunemente effettuate ludiche ricreazioni con la palla, organizzando gare dai nomi di "Feninda", di "Episciro", è, più conosciuto, di "Sferomachia" (che traeva il nome proprio dalla sfera in gioco), nel quale sue gruppi di pari numero di giocatori, contendendosi accanotamente la palla, offriva o uno spettacolo più vario ed agonistico che, al tempo stesso, comlrendeva l'esercizio della corsa, del salto e della lotta. Dai Greco, questo ludo, passò ai Romani i quali, con il nome di Harpastum (strappato a forza) lo giocavano su terreni sabbiosi (da cui anche pulverulentum) [...]. La competizione aveva carattere virile e aspro. Lotte serrate e continui "corpo a corpo per il possesso della palla [...] fu il divertimento preferito dei legionari dell'esercito romano o quali abitualmente lo praticavano. [...] E proprio l'harpastum, radicato nel costume di vita dei romani, venne sicuramente "esportato da quei legionari che stanziarono nella colonia Florentia da loro fondata l'anno 59 avanti l'era cristiana. [...] A Firenze l'antico gioco romano cambiò nome da "arpasto" a quello di "calcio" (termine che indica chiaramente uno dei modi con cui veniva colpita la palla) è, con il nome, anche alcune regole fondamentali. Si mantenne però inalterata la disposizione in campo dei giocatori come l'ordine dei reparti in battaglia dell'unità tattica della legione romana, suddiviso in quattro linee orizzontali parallele: i Veliti (fanti armati alla leggera e perciò molto veloci), gli Astanti (armati di lancia che dovevano ostacolare l'avanzata dei nemici), i Principi (componenti forti e robusti armato pesantemente, considerati i migliori soldati di protezione) ed infine i Triari che rappresentavano l'ultima riga di difesa, sceltri tra i più anziani e valorosi. Queste quattro linee di battaglia furono esattamente mantenute nel Calcio Fiorentino dagli "Innanzi" o "Corridori (in numero di quindici), dagli "Sconciatori" (cinque), chiamati così perché spintonavano gli avversari per frenarne l'impero, dai "Datori innanzi" (quattro) e dai "Datori addietro" (tre) che poi erano gli estremi difensori sui quali ricadeva l'ultima speranza di respingere o bloccare il pallone agli avversari nell'intento di segnare la "caccia" (goal) vincente.
A questo punto, degno di rilievo e d'interesse, appare evidente come pure nel modernomoderno schieramento in campo delle squadre di foot-ball, di derivazione inglese, la disposizione sia ugualmente sulle solite quattro linee [...]. Effetto dell'arpasto sicuramente introdotto anche in Inghilterra dai legionari di Cesare? Oppure suggerimento dei mercanti e banchieri fiorentini che per ragioni di commercio e d'affari vi soggiornavano? [...] Il Calcio in Luce e continuò a svolgersi senza interruzioni fino al Settecento quando le partite, almeno quelle organizzate caddero i disuso. L'ultima gara ufficiale si svolse nel gennaio del 1739 in piazza Santa Croce e dopo questa il gioco secolare si spense del tutto, almeno come pubblica manifestazione di spettacolo solennemente preparato, per riapparire solo più tardi nel 1898 [...]. Alla fine, dopo cinquanta minuti, la formazione vincente riceve in premio una bianca vitella [...], o meglio, un quantitativo di bistecche ad essa equivalentr [...]."
(Tratto da: "Festività Fiorentine" di Luciano Artusi e Anita Valentini, a cura del Comune di Firenze)

"RICCI100 - Leo Ricci tra scrittura, pittura e architettura a un secolo dalla nascita".

Leonardo Ricci, uno dei protagonisti dell’architettura italiana del secondo dopoguerra, avrebbe compiuto cent’anni l’otto giugno di quest’anno.
Questa data segna l’avvio una serie di eventi organizzati e promossi dal Comitato Nazionale Ricci100, presieduto da Clementina Ricci, nipote dell’architetto, con i molti e autorevoli membri di molte istituzioni italiane e  con il coordinamento della Fondazione Giovanni Michelucci.
Sarà un anno lungo un secolo quello che si snoderà tra Firenze, Parma e altre città italiane con ritorno a Firenze nella primavera del 2019 in occasione di una grande mostra monografica dedicata a tutti gli aspetti dell’opera di Ricci che fu architetto, docente, artista, urbanista e scrittore.

Rispetto ad altre figure dell’architettura fiorentina e italiana su cui si è avuta l’occasione di indagare più approfonditamente, le ricerche su Ricci devono essere ancora sviluppate per rivelarci il suo valore nella sua interezza.
L’occasione del Centenario si propone l’obiettivo di rivolgere l’attenzione proprio sugli aspetti meno conosciuti di Ricci, per stimolare un nuovo sguardo sulla sua persona attraverso un approccio interdisciplinare.
Ricci nasce inizialmente come pittore, divenendo solo in seguito architetto, tuttavia la pittura è ancora totalmente da studiare. Ricci porta in Italia l’esistenzialismo sartriano da Parigi, eppure le sue teorie sull’architettura devono ancora essere approfondite non solo da architetti, ma anche da filosofi ed esperti di estetica.

Le iniziative per il centenario si muovono prima di tutto sull’opportunità di aprire un dialogo tra le massime autorità accademiche che coinvolga anche i giovani studiosi e ricercatori e che sia interpretabile anche dal pubblico esterno di non addetti ai lavori. Il lavoro di Ricci suscita, infatti un grande interesse anche sulla comunità extra accademica, come d’altronde il lavoro dei suoi contemporanei, Giovanni Michelucci e Leonardo Savioli.

Tutte le manifestazioni offriranno l’occasione per avvicinarsi all’opera dell’architetto attraverso plastici originali, fotografie, disegni, materiali d’archivio, letture, dipinti oltre che alla conoscenza diretta delle architetture con visite guidate agli edifici che hanno lasciato un segno tangibile nel territorio fiorentino.

Programma delle Celebrazioni del centenario di Leonardo Ricci 2018/2019.

Le manifestazioni per il centenario  hanno visto un’anteprima lo scorso 10 maggio 2018 a  Milano in una tavola rotonda organizzata da Il Giornale dell’Architettura “Storie di architetti e architetture”, alla quale hanno preso parte Andrea Aleardi, architetto e Direttore della Fondazione Giovanni Michelucci, e Giovanni Bartolozzi, architetto, designer, docente e studioso di Leonardo Ricci.
La giornata dello scorso 8 giugno alla Palazzina Reale, che è stata l’occasione per presentare le iniziative del centenario,  ha inaugurato il progetto “Essere Leo Ricci” dell’Estate Fiorentina 2018,  che entrerà nel vivo  nei mesi di settembre-ottobre con proiezioni, letture e visite guidate.

Novembre-Dicembre 2018  presso il CSAC di Parma sarà allestita una mostra specialistica sugli archivi Ricci, inoltre saranno organizzate alcune giornate di studio  da AAA Italia e dalla Fondazione Michelucci

Le celebrazioni si concluderanno nella  primavera del 2019, quando Firenze dedicherà al suo architetto una grande mostra monografica, corredata da catalogo, e un convegno presso la Palazzina Reale. In questa occasione sarà presentato al pubblico il  documentario di Massimo Becattini dedicato all’architetto.

Altre iniziative, in corso di  definizione, saranno comunicate sul sito www.leonardoricci.net

venerdì 8 giugno 2018

Pitture di Firenze: veduta di Emanuele Cappello


9 e 10 giugno - Le Murate - FESTIVAL DEL VIAGGIO

SABATO 09 GIUGNO
h 21:00 Incontro & dibattito
FESTIVAL DEL VIAGGIO | XIII edizione - FIRENZE 2018
LA STRADA REVERBERI
Con Gian Franco Reverberi
Presentano Andrea Pellegrini e Riccardo Ventrella

Cinquant'anni di canzone italiana nelle musiche di Lucio Battisti, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Gino Paoli, Mina, Lucio Dalla, Nicola Di Bari, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, Le Orme, New Trolls, Ornella Vanoni, Paul Anka, Ricchi e Poveri, Adriano Celentano, Rondò Veneziano, e molti altri.
DOMENICA 10 GIUGNO
h 18:00 Incontro & dibattito
FESTIVAL DEL VIAGGIO | XIII edizione - FIRENZE 2018
IL CIBO NELL'ARTE
In collaborazione con Fund4art
Con Francesca Merz e Giovanni Serafini

Un viaggio nei piatti dell'arte moderna e contemporanea. Dalla zucca, importata a fine Quattrocento, che dalle opere di Raffaello approda alle visioni halloweeiane di Tim Burton, al pesce, nei suoi significati allegorico cristiani, o biblici, passando per la natura morta napoletana del Seicento, fino agli abissi di Damien Hirst. O ancora il principe di tutti i cibi, il pane, che dalle rappresentazioni antiche, all'iconografia giudaico cristiana giunge alla riproposizione in chiave rivisitata e pop nell'opera di Manzoni e Warhol. Tavola e tavolozza proporranno numerosi altri spunti: vino, pomodori e conserve, dolciumi e leccornie.
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
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Ponte di Santa Trinita

Foto di Roberto Di Ferdinando


La Nazionale di calcio (femminile?) in via Gabriele D 'Annunzio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"I camini più alti son quelli che fanno meno fumo"

giovedì 7 giugno 2018

Il tortello mugellano

“[…] Durante la preparazione della pasta fresca per ogni chilo di farina vengono aggiunte 11 uova e olio extravergine di oliva senza aggiunta di acqua. Il ripieno viene realizzato miscelando le patate fresche lessate, il grana padano, l’olio extravergine di oliva, il prezzemolo, l’aglio, il sale, il pepe e la noce moscata. […] la sfoglia è molto sottile, solo il 35% del tortello, per permettere una cottura molto veloce (non più di tre minuti) che esalta il sapore degli ingredienti. […]”
(Tratto da: Tortello del Mugello, a cura de Granaio dei M edici – Prodotti del Mugello)

8 giugno - FESTIVAL DEL VIAGGIO - PAROLE E POLVERE. Taccuini di strada: Eurasia, America e Africa Cierre Edizioni Di Paolo Brovelli

VENERDÌ 08 GIUGNO
h 18:00 Presentazione libro con Autore
FESTIVAL DEL VIAGGIO | XIII edizione - FIRENZE 2018
PAROLE E POLVERE. Taccuini di strada: Eurasia, America e Africa
Cierre Edizioni
Di Paolo Brovelli.
Presenta Ilaria Guidantoni.

Dagli appunti di un grande viaggiatore un libro che apre i suoi racconti agli scenari più intensi di molti luoghi del Mondo. In questo nuovo lavoro Brovelli presenta i suoi taccuini di strada, dall'Europa all'Asia, dall'America all'Africa.
Caffé Letterario °Le Murate
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8 giugno - Seminario "Gestione e controllo di sistemi luminosi per l'arte e il comfort visivo"

Incontro in memoria del prof. Giancarlo Martarelli. 8 giugno 2018, ore 8.30, Aula Magna del Rettorato, Piazza S. Marco, 4 Firenze. Organizzazione: Università di Firenze, in collaborazione con AEE, LINERGY, Helvar; Associazione Italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni.
Seminario "Gestione e controllo di sistemi luminosi per l'arte e il comfort visivo"

Incontro in memoria del prof. Giancarlo Martarelli. 8 giugno 2018, ore 8.30, Aula Magna del Rettorato, Piazza S. Marco, 4 Firenze. Organizzazione: Università di Firenze, in collaborazione con AEE, LINERGY, Helvar; Associazione Italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni.

Riapre il ristorante didattico in versione estiva dell’ istituto alberghiero,’ Aurelio Saffi’.

Da venerdì 8 giugno a venerdì 13 Luglio prossimi, sono in programma sei serate, che uniranno
l’aspetto gastronomico a quello della danza e della recitazione, con
apposite performance. I menu saranno curati dagli studenti della
scuola e le serate saranno aperte anche agli esterni per un numero
massimo di 50 partecipanti, venendo così incontro alle esigenze degli
alunni in una ottica di alternanza scuola lavoro. L’iniziativa che,
rappresenta una realta’ consolidata nell’attività dell’istituto e che
è giunta al terzo anno, presenterà nelle singole serate dei menu, che
verranno inseriti con una settimana di anticipo sul sito della scuola
e con una finestra di prenotazione. I prezzi delle cene saranno di 25
euro per quelle di carne e di 30 per quelle di pesce e si svolgeranno
nella veranda esterna dell’istituto. Ogni singolo partecipante potrà
decidere se visitare, prima della cena, nel contesto della serata
anche il cenacolo dell’Andrea del Sarto, accompagnato dagli studenti
dell’ accoglienze. Due serate saranno allietate sempre al termine, da
uno spettacolo di danza a cura dell’ Accademia Internazionale
Coreutica, mentre in altre due, sempre in conclusione, saranno letti
dei brani a tema, curati dall’ attrice Deborah Daddi. Il programma si
chiuderà il 13 luglio con una cena di cucina giapponese, nell’ambito
di un programma di studio che la scuola ha intrapreso con
l’associazione Kawagoe Style Club e che prevede la partecipazione di
otto alunni selezionati del Saffi, a uno stage di due settimane in
Giappone, in programma dal 19 Agosto al 5 Settembre prossimi.
Testo di Gianni Di Ferdinando

9 Giugno - "A Merenda preferiamo la poesia"

Sabato 9 Giugno al secondo piano della RSA "Il Giglio" in Via Santa Maria a Cintoia 9 /A a Firenze, alle ore 16  dove si svolgerà il settimo appuntamento di "A Merenda preferiamo la poesia" - Appunti per un Cantiere poetico. Il pomeriggio sarà curato da Nathalie Handal e Verusca Costenaro, ospite Williams Busdraghi. L'evento è stato suscitato da Cantiere Futurarte.
Ingresso gratuito
Info e prenotazioni / cantierefuturarte@gmail.com / www.cantierefuturarte.com / www.residenzeshakespeariane.com
Evento facebook https://www.facebook.com/events/407233026418292

facebook.com/cantierefuturarte

Il Cestello

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Il fumo va all'aria, e l'acqua alla valle"

mercoledì 6 giugno 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (5 - continua)


“[…] Origanum vulgare (origano): Pianta aromatica conosciuta da sempre e spesso confusa con la maggiorana (che ha peraltro un altro profumo) l’Origano è un noto ingrediente speziato della cucina mediterranea. In erboristeria è un efficace antispastico utile contro la tosse, specie insistente, e comunque in tutte le affezioni bronchiali, un antispasmodico, stomachico e tonico. I terpeni fenolici dell’Origano, quale timolo, carvacolo e aldeide cinnamica, gli conferiscono proprietà digestive, regolatrici della mobilità gastrintestinale e favorenti l’eliminazione del gas. […]”
(Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

ScienzEstate 2018

Si aprirà domani 5 giugno alle ore 15 ScienzEstate 2018, la manifestazione di educazione e divulgazione scientifica, con un WorkShop  sul tema "Scienza 4.0: intelligenza artificiale e robotica, influenza e interazioni con la ricerca scientifica e ricadute sulla vita quotidiana" (Aula Magna del Rettorato, piazza San Marco, 4 Firenze).

ScienzEstate continuerà fino all'11 giugno: programma completo. Organizzazione: Openlab-Educazione e divulgazione scientifica dell'Università di Firenze.

https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2018/ScienzEstate_generale_giugno2018.pdf

7 giugno - "Tributo a Luigi Dallapiccola e a Mario Castelnuovo Tedesco"

"Tributo a Luigi Dallapiccola e a Mario Castelnuovo Tedesco", giovedì 7 giugno alle ore 19.00, che apre la nuova stagione del Balagan Café, promosso dalla Comunità Ebraica di Firenze.


8 giugno - CONTRASTI FIRENZE 2018 incontri per una musica nuova

CONTRASTI FIRENZE 2018
incontri per una musica nuova
Inaugurazione 8 giugno h 19:00
Lyceum Club Internazionale di Firenze
Recital pianistico di Miharu Ogura
Ingresso libero



Il primo appuntamento di Contrasti 2018 nasce da una collaborazione tra mdi ensemble e il Concorso Pianistico Internazionale di Orléans e vede la partecipazione straordinaria della giovane pianista e compositrice giapponese Miharu Ogura, vincitrice della borsa di studio alla memoria di Franco Donatoni ad Orléans. Prima del recital interverranno Isabella Vasilotta, direttrice del Concorso, e la pianista Maria Isabella De Carli, che insieme a Miharu introdurranno all'ascolto di un programma che mette in luce i legami e l'evoluzione della letteratura pianistica dai primi del Novecento ad oggi.
Apre il concerto, in prima esecuzione italiana, una composizione di Hector Parra ispirata alle forme brutali e materiche delle architetture di Claude Parent, fatte di piani inclinati e piene di un’energia quasi "geologica". Forte il contrasto con il brano successivo, il più mite e notturno Miroirs di Ravel, scritto nel 1905. Punto mediano ideale tra Parra e Ravel è Franco Donatoni e la sua terza serie dalle Françoises Variationen, composizione del 1987 estremamente ricca di inventiva.

Programma:

Franco Donatoni
Terza serie dalle Françoises variationen per pianoforte solo
Hector Parra
Au coeur de l’oblique per pianoforte solo
[prima esecuzione italiana]
Maurice Ravel
Miroirs per pianoforte solo

Miharu Ogura pianoforte
Maria Isabella De Carli introduzione all’ascolto


CONTRASTI FIRENZE 2018
incontri per una musica nuova
8 giugno | 11 luglio

Contrasti Firenze 2018, incontri per una musica nuova, a cura di mdi ensemble e con la direzione artistica di Davide Santi, giunge quest’anno alla sua quarta edizione.
Contrasti 2018 si presenta con un calendario ancora più ricco che vede cinque concerti, alcuni dei quali strutturati come lezione – incontro, e cinque prestigiose sedi distribuite dal centro alla periferia di Firenze.
Il tema di Contrasti Firenze 2018, come sottolineato dal claim incontri per una musica nuova, è approfondire i legami tra la musica d’oggi e la storia della musica del passato. Saranno i musicisti e i compositori stessi a introdurre il programma dei concerti offrendo al pubblico le chiavi di lettura necessarie per comprenderne appieno i contenuti.

PROSSIMI APPUNTAMENTI
Lo storico Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux a Palazzo Strozzi sarà la sede del secondo concerto di mercoledì 20 giugno alle ore 18 incentrato sul tema dell’oriente tra musica e poesia. Il linguaggio poetico e quello musicale vivono di radici e costruzioni comuni, dagli haiku giapponesi ai sogni del dio pan di Claude Debussy, dalle opere del compositore giapponese Toru Takemitsu alla poesia dell’antica Persia: il timbro e il ritmo fanno da filo conduttore. Mdi ensemble propone per questo appuntamento un duo di fiati, flauto e clarinetto, che eseguirà musiche di Scelsi, Berio, Takemitsu e Platz in compagnia di una voce recitante che leggerà testi tratti da Il sogno 101 di Giacinto Scelsi e da Haiku giapponesi.

Venerdì 29 giugno, il Conservatorio Cherubini, ospita e dedica una giornata a Mauro Lanza. Nella Sala del Buonumore Pietro Grossi, il compositore terrà, a partire dalle ore 15.30, un seminario di composizione, a cui seguirà, alle 18:00, il concerto monografico con i musicisti di mdi ensemble. Veneziano, classe 1975, Mauro Lanza è considerato uno dei musicisti più visionari ed influenti nel mondo contemporaneo. Contrasti offre, dunque, un’occasione per gli studenti del Conservatorio di interagire con il compositore e per il pubblico di essere coinvolto in un concerto che ripercorre le tappe creative dell’autore, con alcuni dei brani per strumento solo e per ensemble, che oggi lo hanno portato ad essere conosciuto ed eseguito in tutto il mondo.

mdi ensemble - Paolo Casiraghi, clarinetto, Sonia Formenti, flauto, Lorenzo Gentili Tedeschi, violino, Paolo Fumagalli, viola, Giorgio Casati, violoncello, Luca Ieracitano, piano
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Leo Ricci tra scrittura, pittura e architettura a un secolo dalla nascita - 8 giugno 2018, ore 17.30 - Palazzina Reale, Firenze
L’iniziativa, che si svolgerà nella giornata del centenario della nascita dell’architetto, è il punto di partenza di una serie di eventi che si snoderanno per circa un anno  tra Firenze, Milano, Roma e Parma, e culmineranno, nel 2019, a Firenze, con una mostra dedicata ad approfondire tutti gli aspetti dell’opera di  Leonardo Ricci: dall’architettura all’urbanistica, dalla pittura alla scrittura e all’insegnamento, con una selezione di disegni, progetti e dipinti, fotografie, modelli, testi, audiovisivi e testimonianze.

Le iniziative sono organizzate e promosse dal Comitato Nazionale Ricci100, presieduto da Clementina Ricci, nipote dell’architetto, con i molti e autorevoli membri di molte istituzioni italiane e  con il coordinamento della Fondazione Giovanni Michelucci.

La giornata celebrativa dei cento anni di Ricci, realizzata nell’ambito del progetto "Essere Leo Ricci" per Estate Fiorentina 2018 , si avvale,  inoltre, della collaborazione dell’Ordine degli Architetti di Firenze e della Fondazione Architetti di Firenze .

Rispetto ad altre figure dell’architettura fiorentina e italiana su cui si è avuta l’occasione di indagare più approfonditamente, le ricerche su Ricci devono essere ancora sviluppate per rivelarci il suo valore nella sua interezza.

L’occasione del Centenario si propone l’obiettivo di rivolgere l’attenzione proprio sugli aspetti meno conosciuti di Ricci, per stimolare un nuovo sguardo sulla sua persona attraverso un approccio interdisciplinare.

Ricci sperimenta inizialmente il suo lavoro di ricerca attraverso la pittura, e in seguito focalizzandolo sull’architettura arrivando agli straordinari risultati offerti  dalle sue opere; tuttavia la pittura è ancora totalmente da studiare. Ricci si porta in Italia da Parigi la visione esistenzialista sartriana, eppure le sue teorie sull’architettura devono ancora essere approfondite non solo da architetti, ma anche da filosofi ed esperti di estetica.

Il Comitato Nazionale “Ricci100” e le istituzioni partecipanti si fanno promotori dello sviluppo di un programma di iniziative dedicate all’architetto, per dare nuova voce a una importante figura che ha arricchito la cultura architettonica italiana e internazionale del Novecento.

La vicinanza ai maggiori esponenti dell’esistenzialismo francese, il pensiero, la scrittura, la pittura l’architettura e l’insegnamento, sono alcuni degli aspetti di una personalità tanto ricca e complessa di cui esistono ancora molti tratti da indagare, in particolare legati al suo periodo americano, alle sperimentazioni urbanistiche e al rapporto con gli artisti e le gallerie. Non da ultimo, una rinnovata attenzione va rivolta alla sua ampia e totale visione dell’Uomo, al centro della sua indagine sull’abitare.

L’architetto come ultimo umanista, alla ricerca della definizione di nuovi spazi in grado di ampliare gli orizzonti di vita dell’uomo comune, e come già espresso nel suo libro uscito a New York nel 1962 “Anonimo del XX secolo” per ritrovare il ruolo ‘di servizio’ dell’intellettuale e del professionista per una società in trasformazione.

La manifestazione, ospitata alla Palazzina Reale, sarà l’occasione per presentare l’articolato programma di iniziative attraverso le voci di coloro che, in prima persona, cureranno i vari  aspetti dell’opera di Ricci nel  corso del 2018- 2019: da Aldo Colonetti, filosofo e storico  dell’architettura e del design, a Claudia Conforti, docente di Storia dell’Architettura, fino alla storica dell’arte Giovanna Uzzani, alla quale spetterà la ricostruzione dell’opera pittorica dell’architetto.

Nel corso della giornata sarà inoltre possibile assistere alla visione di  alcuni brani di “A pair of eyes” film del 1971, prodotto dalla BBC, che documenta il rapporto tra Ricci e la città di Firenze mostrando l’architetto al lavoro nella progettazione di una casa al cospetto di un finto committente e che ad oggi è l’unico documento visivo originale in cui appare Leonardo Ricci.

Infine all’attività di Ricci scrittore sarà dedicato un reading, affidato all’attore Maurizio Sazio, da “Anonimo del XX secolo”, il libro pubblicato in edizione italiana nel 1965 che raccoglie riflessioni sul  ruolo dell’architetto e del magistero dell’architettura.



PROGRAMMA:

Saluti istituzionali

• Serena Biancalani, presidente Ordine Architetti Firenze

• Silvia Moretti, presidente Fondazione Architetti Firenze

• Giancarlo Paba, presidente Fondazione Giovanni Michelucci

• Tommaso Sacchi, responsabile Segreteria Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze



Introduzione

• Clementina Ricci, presidente Comitato Nazionale “Ricci100”

• Andrea Aleardi, direttore Fondazione Giovanni Michelucci



Clip di Leonardo Ricci da “A pair of eyes” – BBC 1971



“Leo Ricci tra scrittura, pittura e architettura”

• Aldo Colonetti, filosofo e storico dell’architettura e del design

• Giovanna Uzzani, storica dell’arte

• Claudia Conforti, docente e storica dell’architettura



Reading da “Anonimo del XX secolo” – Maurizio Sazio, attore



Comitato Nazionale “Ricci100”, Fondazione Giovanni Michelucci, Ordine Architetti Firenze - Fondazione Architetti Firenze in collaborazione con Comune di Firenze – Estate Fiorentina 2018

www.leonardoricci.net  #leonardoricci  #ricci100  #estatefi



Leonardo Ricci (Roma, 8 giugno 1918 - Venezia, 29 settembre 1994)

Inizia l’intensa e poliedrica attività creativa con la pittura, coltivata fin da giovanissimo e radice profonda della sua formazione culturale e sperimentazione progettuale. Apprende “l’amore per l’architettura” da Michelucci di cui è allievo, assistente e collaboratore. Nella Firenze postbellica partecipa ai concorsi per la ricostruzione dei ponti fiorentini e avvia l’impegno didattico nell’insegnamento universitario, dove sarà sempre innovatore appassionato e coraggioso, tanto da essere chiamato anche all’estero come visiting professor e graduate research professor presso il MIT, la Pennsylvania State University e la Florida University. La sua opera-manifesto è l’insediamento residenziale organico di Monterinaldi a Firenze, che esprime pienamente la sua poetica comunitaria. Muore nel 1994 e il progetto del nuovo Palazzo di Giustizia di Firenze, ultima sua opera, viene realizzato postumo, non restituendo in maniera soddisfacente il progetto originario.