martedì 30 luglio 2019

Manzoni e il fiorentino

“[…] tra le correzioni più evidenti - e più ricorrenti - che Manzoni aveva fatto nella nuova e definitiva edizione del romanzo, c’era proprio il passaggio da egli a lui, da ella a lei e da eglino o elleno  a loro. Usare il fiorentino parlato dalle persone colte, infatti, significava per Manzoni adeguarsi anche ad alcune scelte contrarie alla tradizione grammaticale. Ad esempio, smettere di usare alla prima persona dell’imperfetto le forme letterarie in -a (io andava, faceva, veniva) sostituendole con quelle in -o (io andavo, facevo, venivo). O passare da veggo a vedo, da dimandare a domandare, da servigio a servizio, da quistione a questione; preferendo - anche nel lessico - forme più usuali, sebbene non specificamente fiorentine: tavola al posto di desco, prigioniera invece di captiva, palazzi invece di palagi. E talvolta introdurre, nella sintassi, costrutti tipi del parlato:<<Pane, ne avrete>>, <<il coraggio, chi non ce l’ha non se lo può dare>>.
Anni dopo, quando l’Italia raggiunse l’unità politica (1861), I promessi sposi divennero un testo fondamentale per l’educazione scolastica. E il modello fiorentino - ribadito da un anziano Manzoni, ormai senatore, in una relazione ufficiale al ministro della Pubblica istruzione - divenne il punto di riferimento per provare a unificare una popolazione divisa ancora in tanti dialetti.”
(Tratto da: Il museo della lingua italiana, di Giuseppe Antonelli - Mondadori)

Proverbio Toscano del Giorno

"Il villano nobilitato non conosce il suo parentato"

lunedì 29 luglio 2019

"Abbiamo letto di Torre del Gallo..."

Abbiamo letto di Torre del Gallo: un belvedere sulle colline da dove Galilei, che vi soggiorno’ a lungo, osservava il cielo. Arriviamo che è ormai buio, il custode accende le luci, ci mostra la stanza di Galilei, diversi suoi ritratti, il suo telescopio e così via. [...] Alla fine scopriamo che tutto questo appartiene a un certo Conte Galletti, che abita al piano superiore e che quest’anno affitta il pianterreno. D’improvviso ci balena un’idea: la solennità del luogo, la pace, la vista è il giardino ci hanno ormai incantato. Facciamo scendere il Conte (veramente un bell’uomo, detto per inciso) che, con fare condiscendente, ci propone una cifra alta per l’Italia, ma modesta se paragonata ai prezzi correnti a Vienna... In breve, la mattina seguente ci trasferiamo a pensione completa. [...] Da molti punti si aprono scorci su Firenze. Ecco, proprio ora, mentre sto scrivendo, un mare di luci scintillanti, simili alla vista che si gode da Bellevue. Solo che invece di Vienna c'è Firenze. [...] Tutta questa meraviglia dura ancora per tre giorni, poi il venerdì telegrafiamo di buon mattino annunciando il nostro viaggio di ritorno, durante il quale probabilmente sconteremo tutti i nostri peccati."
(Sigmud Freud) (Tratto da: "Ho visto Firenze - Guida letteraria - a cura dell'APT Firenze)

Proverbio Toscano del Giorno

"Il tuo nemico è quel dell'arte tua"

sabato 27 luglio 2019

“Corpo a corpo”. Omaggio alla tradizione classica con lo sguardo contemporaneo di 35 artisti internazionali


Dal 26 ottobre al 12 gennaio a Villa Bardini

35 dipinti e sculture di artisti provenienti da 12 Paesi

Da quasi 30 anni Firenze è riconosciuta come centro di eccellenza nella formazione delle arti figurative. La città ospita accademie, scuole e piccoli atelier internazionali, frequentate da artisti che vengono da tutto il mondo a Firenze con l’unico scopo di imparare e approfondire le tecniche della tradizione classica della pittura e della scultura. L’impatto che questa formazione ha avuto sulle nuove generazioni di artisti figurativi è reso evidente nella varietà stilistica delle opere presentate al pubblico per la prima volta nella mostra ‘Corpo a Corpo’, coordinata da Carlo Sisi, allestita a Villa Bardini dal 26 ottobre al 12 gennaio (Costa San Giorgio 2- tel 055 20066233 – eventi@villabardini.it) per iniziativa di Fondazione CR Firenze e di Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.

Sono esposte 35 opere (tra dipinti e sculture) di altrettanti artisti provenienti da 12 Paesi (Australia, Stati Uniti, Cina, Fed. Russa, Grecia, Spagna, Polonia, Israele, Irlanda, Regno Unito, Svezia e Italia) che hanno in comune il percorso formativo presso le accademie e scuole d’arte di matrice classica presenti a Firenze ma anche in altri Paesi. Viene così presentato al grande pubblico uno spaccato inedito di alcune eccellenze nel campo delle arti figurative, una espressione di cui è uno dei massimi rappresentanti in Italia Pietro Annigoni, il cui museo permanente si trova proprio a Villa Bardini.

La varietà dei mezzi espressivi a disposizione degli artisti oggi è in continua evoluzione e la trasmissione di queste conoscenze legate alla nostra tradizione è passata in secondo piano. Da qui la necessità di riappropriarsi di un linguaggio che è parte della nostra cultura, con la nascita delle prime scuole fondate a Firenze da due pittori americani nel 1991 (Charles H. Cecil e Daniel Graves) che, nel corso degli anni, sono cresciute, aumentate di numero e si sono consolidate formando una vivace e corposa comunità di artisti provenienti da tutto il mondo che ha eletto la città luogo ideale per vivere e lavorare. Queste scuole hanno il merito di aver attualizzato e reso fruibile un patrimonio di conoscenze raccolto e tramandato in secoli di arte, dal Rinascimento con i trattati di Cennino Cennini, del Vasari, Da Vinci fino al suo apice di eccellenza nel XIX sec con l’Ecole des Beaux Arts. La mostra testimonia come questo patrimonio pregiato, questo linguaggio che sembrava ormai smarrito, sia invece ancora oggi uno strumento estremamente attuale e rilevante non solo per chi fa arte ma più in generale come patrimonio culturale.

“Siamo particolarmente lieti di poter ospitare questa mostra – afferma Luigi Salvadori, Presidente della Fondazione CR Firenze – in quanto ci offre l’occasione di portare alla luce uno degli elementi di internazionalità di Firenze. Un’apertura, in questo caso nel segno dell’arte, che la Fondazione CR Firenze promuove come valore importante da coltivare”.

“Villa Bardini - aggiunge Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron - accoglie questa mostra con grande soddisfazione. Non poteva che essere la sede del Museo Annigoni il luogo ideale per rendere omaggio alla tradizione classica ed è motivo di orgoglio che, ancora una volta, Villa Bardini sia al centro di una esposizione che ne conferma la vocazione all’internazionalità”.

“Corpo a corpo”
Dal 26 ottobre al 12 gennaio
Villa Bardini
Costa San Giorgio 2, a Firenze
tel 055 20066233 – eventi@villabardini.it

Volevamo vedere l’originale del David ...

“Volevamo vedere l’originale del David (sulla piazza della Signoria ce n’è una copia, anche se eccellente). L’originale si trova all’Accademia di Belle Arti. Vi arrivammo cinque minuti prima della chiusura. La vendita dei biglietti era già finita, ma il vecchio custode ci permise di dare un’occhiata dalla pesante porta massiccia socchiusa. In fondo alla sala, in una nicchia, proprio di fronte a noi, stava quel giovinetto grazioso, forte, dalla grossa testa, con la fionda sulla spalla che tante volte avevamo visto disegnato nel Museo Puskin di Mosca.
<<Scusate, signori, sono le quattro....>> La porta fu chiusa. <<Andate al secondo piano, per questa scaletta. C’è una piccola mostra molto interessante. Gli ultimi lavori dei pittori italiani>>. Ci andammo. Era veramente una piccola mostra: tre stanze in tutto. C’erano opere molto interessanti, di Renato Guttuso, di Carlo Levi, ma il primo premio (un milione di lire) era stato assegnato al pittore Pirandello, figlio del famoso scrittore. Su un’enorme tela che prendeva quasi tutta la parete, erano mescolati senza alcun criterio e, secondo me, addirittura senza l’intervento del pennello, tutti i colori dello spettro esistenti e non esistenti. [...] Ogni espressione artistica è conforme a una sua legge. Ma che farci se, dopo aver visto il David, guardando il quadro che aveva ottenuto il milione di premio, divenni assai triste?”
(Vittorio Nekrasov. Tratto da “Ho visto Firenze- Guida letteraria”, a cura di APT Firenze)

martedì 23 luglio 2019

lunedì 22 luglio 2019

Presentato il libro ‘Le Mappe del Gusto’.

Le Mappe del Guasto, un volume edito dalla Nuova Editoriale
Florence Press e scritto da Valter Giuliani, rappresenta una mappa per
orientare chi visita un territorio, con riferimenti alla cultura e
alla storia del luogo, in questo caso Elba, Giglio e Capraia, tre
delle perle dell’Arcipelagp Toscano. Il volume, presentato in Regione Toscana, nasce con il contributo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del
Comune di Capraia e il patrocinio di Federparchi e Vetrina Toscana.: il
progetto di regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e
botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio, quello della
rotta dei Fenici. L’obbiettivo delle Mappe del Gusto è quello di far
conoscere e promuovere gli artigiani del cibo che hanno attenzione
alla qualità dei loro prodotti e alla sostenibilità ambientale. Elba, Giglio e Capraia
vengono raccontate attraverso la loro produzione agro- alimentare.
Prodotti e piatti parlano di una precisa identità che è costruita
anche grazie ai molteplici influssi dei popoli che da qui sono passati: Etruschi,
Corsi, Genovesi e Campani. Un volume che rappresenta un primo
significativo passo verso la valorizzazione di un territorio
attraverso quello che di buono viene prodotto. Non una guida classica,
ma un percorso per accompagnare il viaggiatore alla scoperta
dell’enogastronomia sostenibile.

Proverbio Toscano del Giorno

"I frati si uniscono senza conoscersi, stanno uniti senza amarsi e muoiono senza piangersi"

giovedì 18 luglio 2019

Rassegna di documentari "33 giri Italian Masters"

Nell'ambito di MusArt Festival 2019. 15 - 23 luglio 2019 - ore 20 e 21 (sabato escluso), Biblioteca Umanistica, Chiostro di Levante. Organizzazione: Produzioni Video Sky Arte, MusArt Festival, Università di Firenze.
https://www.bitconcerti.it/33-Giri-Masters-Video-Sky-Arte.html

Rassegna di incontri "...E che bello il mio tempo". Testimonianze di musica e spettacolo

Incontri a cura di Stefano Senardi alla Biblioteca Umanistica, nell'ambito di MusArt Festival 2019. 15 - 23 luglio 2019 - Tutti i giorni ore 18.30 (domenica esclusa). Ingresso gratuito con prenotazione. Biblioteca Umanistica, Chiostro di Levante, piazza Brunelleschi, 4 - Firenze. Organizzazione: MusArt Festival, Università di Firenze.

Programma completo e prenotazioni
https://www.bitconcerti.it/e-che-bello-il-mio-tempo.html

Zima di Firenze

“Sono ben note le proprietà curative e gastronomiche dello zafferano. Sin dall’antichità se ne tramandano i benefici effetti sul sistema respiratorio e sulla digestione, la funzione antidepressiva e il potere afrodisiaco. Altrettanto nota è la magia in cucina degli stimmi essiccati del Crocus sativus L., il bel fiore amante di terreni permeabili, ben drenati e soleggiati (ci vogliono quasi 160.000 fiori per ottenere un chilo di stimmi) […]. Forse non tutti sanno invece che lo zafferano più pregiato non proviene da terre lontane, ma è prodotto in Toscana e precisamente sulle colline fiorentine, dove ha una secolare tradizione. Numerosi documenti attestano infatti, sin dal Duecento, la coltivazione del croco e il commercio della spezia, la ricercatissima Zima di Firenze. Impiegato in farmacopea, nella tintura dei panni, in pittura e naturalmente in cucina, tanto prezioso da sostituire il denaro contante, nel Medioevo lo zafferano – anche se il nome deriva dall’arabo za’faran – fu dunque una delle poche spezie non importate, anzi esportata in altre città italiane e sulla sponda del Mediterraneo, costituendo una cospicua fonte di reddito, protetta con bandi e gabelle. […]”
(Tratto da: Ricettario - Vetrina Toscana, a cura della Camera di Commercio di Firenze)

martedì 16 luglio 2019

Visite guidate alla Biblioteca Umanistica

In occasione di MusArt Festival 2019. 15 - 23 luglio 2019, ore 19 e 20.15 (esclusi sabato e domenica), Biblioteca Umanistica, piazza Brunelleschi, 4 - Firenze. Organizzazione: Biblioteca Umanistica.
https://www.sba.unifi.it/Article1121.html

Proverbio Toscano del Giorno

"Frati osservanti risparmiano il suo e mangiano quel degli altri"

domenica 14 luglio 2019

Il peposo e Brunelleschi

"Il peposo alla Fornacina dell’Impruneta  era una delle pietanza che gli operai mangiavano nelle pause per la costruzione del Duomo. Il peposo di allora, a differenza di alcune varianti moderne - non aveva come ingrediente il pomodoro, giunto in Europa solo molti anni dopo la scoperta dell’America e dopo il completamento della cupola nel 1436. All’epoca il pepe, benché spezia importante e ovviamente costosa, veniva utilizzato sia come conservante che come ingrediente. Le tegole della Cupola del Duomo erano fatte all’Impruneta e i fornacini imprunetini si nutrivano di  carne lungamente cotta nel vino, in un coccio messo a cuocere negli stessi forni delle tegole. Il geniale architetto Filippo Brunelleschi, decise di adottare tale piatto per sfamare le maestranze al lavoro per erigere la cupola del Duomo fiorentino e, per evitare perdite di tempo, stabilì di creare due mense a base di robusto peposo direttamente sulle impalcature della cupola."
(Liberamente tratto da: Ricettario - Vetrina Toscana, a cura della Camera di Commercio di Firenze)

La ricetta:
Peposo alla fornacina d'Impruneta
Questa è una delle diverse versioni del piatto, dovute al fatto che è una preparazione popolare: ognuno ha la sua. E, come al solito, le quantità degli ingredienti sono approssimative ed a discrezione (e gusto) di chi lo prepara.
Gli ingredienti

1 kg di muscolo di chianina
1 lt. di Chianti
20 chicchi di pepe nero
5 spicchi d'aglio vestito
Pane toscano a fette 
un mazzetto composto da salvia e rosmarino
sale

La Modalità di preparazione

In una capace pentola di coccio, disponete il muscolo tagliato a cubetti non troppo piccoli. Aggiungete gli spicchi d'aglio non pelati, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprite con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno o sul fornello, fino a che la carne non risulti estremamente morbida. 
Tostate le fette di pane, in forno o sulla griglia, versateci sopra il peposo e servire subito.
Tratto da: http://www.peposo.it/

giovedì 11 luglio 2019

Mostra fotografica "Liriche femminili"

di Sara Esposito, Claudia Gori, Barbara Leolini e Federica Zucchini. Curata da Leonardo Brogioni. 13 - 26 luglio 2019 - dal 13 al 23 luglio ore 18.30-22.30; 24-26 luglio ore 15.30-19, Biblioteca Umanistica, Corridoio Brunelleschi, piazza Brunelleschi, 4 - Firenze. Organizzazione: Biblioteca Umanistica. Per informazioni: infouma@unifi.it ;
https://www.sba.unifi.it/Article1123.html

Convegno "Emotions and Affections in Education, from 0 to 10 years"

Nell'ambito del programma europeo Erasmus Plus - KA2 Strategic Partnerships for School Education. 12 luglio 2019, ore 8.30, Aula magna del Rettorato, piazza San Marco, 4 - Firenze. Organizzazione: Dream - Educational Affective Model, Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), cofinanziato dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea.
http://dream-edu.eu/download/86/multiplier-event-downloads/903/final_conference_-dream_12_7_19_def__eng.pdf%0D%0A

lunedì 8 luglio 2019

Proverbio Toscano del Giorno

"Frate sfratato e cavol riscaldato, non fu mai buono"

sabato 6 luglio 2019

Dante, alla ricerca della lingua perfetta….

“[…] Tra le opere che Dante aveva scritto prima della Divina Commedia, una era specificamente dedicata alla lingua. Alla lingua volgare, per essere precisi: quella che possiamo considerare l’antenato del nostro italiano. Anche se Dante, quell’opera, aveva deciso di scriverla in latino. Perché il latino era ancora la lingua dei letterati propri a loro Dante voleva rivolgersi. L’opera s’intitola De Vulgari eloquenti: <<Sull’arte del dire in volgare>>. Solo che in Italia di volgari ce n’erano tanti e molto diversi tra loro, così come è oggi per i dialetti. Allora Dante si mette a caccia (usa proprio questa espressione) della parlata italiana più bella e illustre. Passa in rassegna quattordici di versi volgari - dal Friuli fino alla Sicilia - e per ognuno riporta almeno una breve frase e un commento, quasi sempre negativo.
[…] il romanesco […] è per Dante un <<tristiloquium>>: un volgare squallido, il peggiore (<<turpissimus<<) tra quelli italici. Un trattamento simile è riservato al marchigiano e allo spoletino, al milanese e al bergamasco. Stando al suo orecchio, friulani e istriani <<con il loro accento bestiale eruttano Ce fas tu?>> e i sardi <<imitano la grammatica>> (cioè il latino) <<così come le scimmie imitano gli uomini>>. Allo stesso modo, Dante esclude - tra gli altri - il veneziano, il genovese, il romagnolo, il perugino, le parlate meridionali […]. Ma anche, inaspettatamente, il toscano. Le parlate toscane - scrive Dante - <<pretendono per sé il titolo di volgare illustre>>, ma sono soltanto parlate municipali: <<non c’è dubbio che il volgare di cui andiamo in cerca sia altra cosa da quello praticato dal popolo di Toscana>>. A salvarsi sono soltanto, almeno in parte, il siciliano letterario - quello che Dante attribuiva ai poeti della scuola di Federico II - e il bolognese del suo amico Guido Guinizzelli, parlata <<temperata verso est di lodevole soavità>> (ma non <<da preferire in assoluto>>).
[…] Dante non portò a conclusione la sua opera: il De volgari eloquenti rimase interrotto prima ancora di arrivare a metà. […] . Per nostra fortuna, invece, Dante riuscì a concludere la sua Divina Commedia. […] . Per il suo poema, Dante scelse di usare proprio quel fiorentino che pure aveva criticato in precedenza. Plasmando quella lingua - la sua lingua materna - , riuscì a raccontare le più basse nefandezze e le visioni più sublimi […]. Usò tutti i vocaboli che aveva a disposizione, dalla terminologia filosofica e scientifica fino alle parolacce. […] Alcune le usò in un significato nuovo, altre - quasi un centinaio - le inventò. Basta pensare  alle tante frasi del poema che sono diventate popolari modi di dire: per li rami, le dolenti note, dalla cintola in su, far tremare le vene e i polsi, senza infamia e senza lode. […].”
(Tratto da: Giuseppe Antonelli, Il museo della lingua italiana, Mondadori, 2018,  e da Mirko Tavani, Qualche idea su Dante, Bologna, il Mulino 2015)

venerdì 5 luglio 2019

Stupore e meraviglia per il ‘raggio verde’ che, nella notte, ha unito Palazzo Vecchio col Ponte Vespucci

Un segno di amicizia della comunità fiorentina
con quella statunitense
Iniziativa dell’Associazione Amerigo col Patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione
col Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, Fondazione CR Firenze,
Gruppo El. En spa, impresa Campania Sonda
Stupore e meraviglia tra i fiorenti e i turisti che alle ore 22 di ieri sera, Festa dell’ Indipendenza degli Stati Uniti d’America, hanno visto comparire un fascio di luce verde tra Palazzo Vecchio e il ponte Amerigo Vespucci. Lo ha promosso l’Associazione Amerigo in segno di amicizia della comunità fiorentina con quella americana. L’iniziativa ha avuto il Patrocinio del Comune di Firenze e si è svolta in collaborazione con Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, Fondazione CR Firenze, Gruppo El. En spa, impresa Campania Sonda, nell’ambito delle manifestazioni ‘Insieme 200’ promosse per i 200 anni di presenza diplomatica statunitense a Firenze.

Il Gruppo El.En, leader nel campo della produzione di macchinari laser, su autorizzazione del Comune di Firenze, ha installato ad una finestra della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio uno strumento che ha inviato fino alle 6 di stamattina, un fascio di luce verde che ha raggiunto il basamento del ponte Amerigo Vespucci, intitolato al navigatore fiorentino che ha dato il nome all'America. Il raggio luminoso ha colpito uno stendardo collocato su una delle spallette del ponte, delle dimensioni di 3 metri per 3 con i loghi delle istituzioni coinvolte nel progetto; al centro è riportato il logo di ‘Insieme 200’.

‘’Ringraziamo il Comune di Firenze – ha dichiarato Michele Ricceri, coordinatore del Chapter di Amerigo, Firenze – per aver condiviso la nostra idea. Riteniamo che questo ‘raggio verde’ sia un piccolo ma significativo segno di amicizia verso la comunità statunitense così numerosa nella nostra città. Una comunità fatta non solo di studenti ma anche di docenti e di numerosi turisti americani presenti in città in questi mesi in occasione dei festeggiamenti per i 200 anni della presenza diplomatica americana a Firenze. Il direttivo dell’Associazione Amerigo aveva da tempo intenzione di promuovere un evento che avesse anche un alto valore simbolico e fosse efficace dal punto di vista della comunicazione e crediamo di esserci riusciti. La nostra gratitudine va anche al Consolato generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, alla Fondazione CR Firenze, al Gruppo El. En spa, e all’ impresa Campania Sonda che hanno permesso lo svolgimento di questo piccolo evento’’




Il Camper dell’Arte. Leonardo, un genio in piazza

Dall’8 al 19 luglio, 10 serate nelle periferie di Firenze e nelle piazze del territorio fiorentino
Un vero e proprio camper dell’arte: dieci lezioni di piazza, itineranti, nei quartieri di Firenze e fuori città. Dopo il successo delle passate edizioni torna a circolare tra le piazze di Firenze e della sua periferia un camper pronto a portare cultura grazie a un progetto di storia dell’arte in movimento promosso dal Comune di Firenze e dall’Ufficio UNESCO, curato dall’Associazione MUS.E. Il protagonista indiscusso delle serata sarà Leonardo da Vinci, il genio multiforme di cui ricorre quest’anno il cinquecentenario dalla morte, avvenuta in Francia nel 1519.
Il Camper dell’arte propone delle vere e proprie serate di avvicinamento ai temi dell’arte, per consentire a tutti di appassionarsi e innamorarsi della cultura. Per cinque sere il camper sosterà infatti in cinque diverse piazze della città, e per altrettante serate farà invece tappa fuori Firenze: all’arrivo del mezzo, messo a disposizione da Laika Caravans e “alimentato” grazie ad Aquila Energie, saranno allestite sedie e attrezzature per dare vita a lezioni d’autore aperte a tutta la cittadinanza. Un progetto pensato per raggiungere i luoghi della città solitamente più lontani dai musei e dai grandi eventi culturali, estendendo così l’azione della cultura a tutti i residenti e promuovendo la valorizzazione dei tanti Centri Storici Minori che compongono Firenze e che rappresentano il tessuto urbano più vissuto dai cittadini: ecco perché gli incontri troveranno luogo nelle piazze e nei giardini usualmente frequentati dai residenti, individuate grazie alla collaborazione dei Quartieri, e nei Comuni di Barberino Valdelsa, Scarperia, San Casciano in Val di Pesa, Lastra a Signa e Castelfiorentino, con la collaborazione del Museo Benozzo Gozzoli.
Il progetto ideato originariamente da Sergio Risaliti nel 2015 in occasione della Settimana Michelangiolesca, è oggi riproposto sotto una formula arricchita: gli incontri, che si svolgeranno nelle serate da lunedì 8 a venerdì 12 luglio (in città) e dal 15 al 19 luglio (fuori città), saranno infatti l’occasione per avvicinarsi alla vita e alle opere di Leonardo da Vinci, una delle figure più celebri dell’arte.
Leonardo da Vinci, genio universale, fu uomo di curiosità fervida e mai sazia: artista, pittore, scultore, ma anche architetto, scienziato, poeta, ingegnere, notomista, botanico, cartografo… Giustamente celebrato per il suo impareggiabile contributo in campo artistico, Leonardo fu anche uomo del suo tempo e profondamente sensibile alle tematiche pubbliche e civili, suggerendoci spunti di riflessione anche sulla cultura, sulla società e sulla città di oggi. Gli incontri approfondiranno aspetti diversi e multiformi della sua vita personale e della sua carriera artistica, dalla sua nascita a Vinci alla sua attività nelle diverse città e corti italiane, dai suoi esordi ai grandi capolavori, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere Leonardo nella sua piena verità storica, di apprezzarne la maestria tecnica e di coglierne i tratti fondanti, quali lo spirito di osservazione, il desiderio di conoscenza, la necessità di sperimentazione.
L’iniziativa ha quindi l’obiettivo – grazie a incontri dal taglio divulgativo e appassionante – di parlare a tutti, cercando di superare gli steccati accademici grazie a interventi di relatori qualificati che hanno sposato e sostenuto l’iniziativa. A condurre le serate saranno Cristina Acidini, Roberta Barsanti, Paolo Berruti, Elena Capretti, Esther Diana, Carlo Francini, Sergio Risaliti, Sara Taglialagamba, Alessandro Vezzosi e Valentina Zucchi.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Firenze, l’ideazione di Sergio Risaliti, la curatela di Carlo Francini per l’Ufficio UNESCO e di Valentina Zucchi per MUS.E.
Si ringrazia la Città Metropolitana di Firenze e i Quartieri per la preziosa collaborazione.
Il progetto è realizzato grazie alla sponsorizzazione di Aquila Energie, con il supporto tecnico di Laika Caravans e grazie al contributo di Fondazione CR Firenze.
Programma
Firenze
>>Lunedì 8 luglio h21 – giardino di Villa Arrivabene

SERGIO RISALITI, Leonardo e Michelangelo: una sfida tra titani
>>Martedì 9 luglio h21 – giardino di via Tagliamento 4, Firenze

SARA TAGLIALAGAMBA, Bellezza e utilità. Leonardo industrial designer
>>Mercoledì 10 luglio h21 – piazza dell’Isolotto, Firenze

CRISTINA ACIDINI, Leonardo e Firenze: vita, arte, amici e rivali (Michelangelo compreso)
>>Giovedì 11 luglio h21 – piazza Centro Commerciale Le Piagge, Firenze

ROBERTA BARSANTI, “Veramente mirabile e celeste fu Leonardo”. Tracce per una biografia di Leonardo da Vinci
>>Venerdì 12 luglio h21 – piazza del Carmine, Firenze

CARLO FRANCINI, I leoni di Leonardo e di Cosimo
Sul territorio
>>Lunedì 15 luglio h21 – La Pineta, Barberino Val d’Elsa

VALENTINA ZUCCHI, Un viaggio tra i fogli di Leonardo
>>Martedì 16 luglio h21 – via A. Testaferrata, Castelfiorentino

ELENA CAPRETTI, Gli animali di Leonardo: gatti, cavalli, uccelli, draghi e altre creature bizzarre
>>Mercoledì 17 luglio h21 – piazza dei Vicari, Scarperia

ESTHER DIANA, L’anatomia di Leonardo tra scienza e leggenda
>>Giovedì 18 luglio h21 – piazza della Repubblica – giardini del Piazzone, San Casciano Val di Pesa

PAOLO BERRUTI, Leonardo e Freud. Incontri a distanza
>>Venerdì 19 luglio h21 – via Chiantigiana / piazza del Popolo, Ginestra Fiorentina (Lastra a Signa)

ALESSANDRO VEZZOSI, Leonardo vero o falso?
La partecipazione è gratuita. Non occorre la prenotazione.
Per informazioni: 055-2768224 info@muse.comune.fi.it



giovedì 4 luglio 2019

L'arte fiorentina nel castello di Wawel di Cracovia

Il Castello - Foto di Roberto Di Ferdinando
Wawel è il castello cittadino di Cracovia, in Polonia. Costruito intorno all’X secolo, fu ampliato dalla famiglia reale Jagellone nel XIV secolo, che volle dargli un aspetto architettonico gotico. Per tale compito fu chiamato un architetto ed artista toscano: Bartolomeo Berrecci, di Pontassieve. “[…] Berrecci si formò a Firenze frequentando la bottega di Giuliano da Sangallo per poi trasferirsi, intorno al 1506 a Roma, conobbe Michelangelo e, probabilmente, lavorò alla rifinitura della tomba di Giulio II.
Dal 1516 in Polonia, su invito del vescovo Jan Laski, dove fece fortuna - e un ingente patrimonio - e creò un laboratorio di scultura in pietra insieme a un gruppo di artisti italiani fra cui Nicola Castiglione, Bernardino di Gianotis e Giovanni Cini.
Berrecci fu artista apprezzato alla corte reale di Wawel - nella cattedrale realizzò tra il 1519 e il 1533 la cappella di Sigismondo I considerata la maggiore opera del Rinascimento italiano in Polonia 
[…] (tratto da: Bartolomeo Berrecci da Pontassieve. Un genio del Rinascimento tra arte e filosofia , di L. Cappelletti, Polistampa).
La famiglia reale Jagellone, fu anche appassionata collezionista di arte, ovviamente anche di quella italiana. Oltre a dipinti e ceramiche provenienti dalla penisola italiana, spicca in quasi ogni sala degli appartamenti reali ed in quelli governativi del castello, il mobilio fatto da artigiani fiorentini. In particolare eleganti sedie e ricche e intarsiate cassapanche che i sovrani polacchi nel Quattrocento commissionarono ai maestri artigiani di Firenze.
Roberto Di Ferdinando

cappella di Sigismondo I



Forte di Belvedere
 MASSIMO LISTRI A perfect day
 DAVIDE RIVALTA My land 29 GIUGNO - 20 OTTOBRE 2019

Dopo aver accolto dal 2013 oltre 700.000 visitatori per le mostre di Zhang Huan, Giuseppe Penone, Antony Gormley, Jan Fabre, YTALIA ed Eliseo Mattiacci, affermandosi come uno dei più importanti centri espositivi d'arte contemporanea a livello internazionale, il Forte Belvedere ospita due importanti artisti italiani:
Massimo Listri e Davide Rivalta
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AMATISSIMO PINOCCHIO: 
COMPIE 138 ANNI
E CONTINUA A FARE DEL BENE


Il burattino più amato e più famoso del mondo sta per compiere gli anni e continua a fare del bene.
Domenica 7 luglio Firenze si prepara a celebrare i 138 anni trascorsi dalla “nascita” di Pinocchio con una giornata dedicata alla creatura frutto della fantasia di Carlo Lorenzini, così come al progetto biennale “Campo dei miracoli”.
Realizzato in ambito del programma europeo Erasmus+ (Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi, partenariati strategici nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù), il progetto “Campo dei miracoli” vede impegnate in maniera sinergica diverse associazioni d’Italia, Spagna e Gran Bretagna - ovvero Per Boboli, Pinocchio di Carlo Lorenzini, Trisomia 21 Onlus, Fundacion Menuhin Espana- Universidad Rey Juan Carlos e MBM Training and Development Center LTD - con un unico obiettivo: valorizzare le abilità delle persone disabili intellettive e relazionali realizzando percorsi di crescita che contribuiscono a un processo reale d’inclusione, socializzazione, senso di responsabilità e autostima favorendo così lo sviluppo psico-cognitivo.
“Con questa giornata dedicata a Pinocchio – ha detto Monica Baldi, Presidente dell’Associazione Culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ che è il vero motore dell’intero progetto - a 138 anni dalla sua nascita, s’intende sì festeggiare il burattino e il  suo autore nel giorno dell’anniversario della pubblicazione La storia di un burattino sul Giornale per i Bambini avvenuta a Firenze il 7 luglio 1881, ma anche fare il punto sul progetto ‘Campo dei miracoli’ che ci sta molto a cuore. Durante il primo anno – prosegue Baldi – abbiamo coinvolto ragazzi con la sindrome di Down; l’anno scorso abbiamo aperto anche ai giovani con problemi di autismo e di depressione. Non solo, è cresciuto anche il numero e la qualità dei laboratori che si sono aperti: dopo quelli dedicati all’oreficeria, all’orto, alle visite guidate e alla redazione dove nascono dei contributi informativi, vi è stato spazio anche per l’arte e la musica, manifestazioni dove le persone disabili intellettive e relazionali hanno potuto esprimersi in maniera più decisa e ottenere risultati impensabili. Infine il progetto ha previsto una specifica sostenibilità socio-culturale in quanto il proseguimento delle attività permetterà di continuare a sviluppare nuove politiche di integrazione tra i portatori di disabilità e le comunità locali che porteranno benefici a lungo termine in termini di implementazione dei risultati e di competenze teoriche e pratiche".

Un’intera giornata per Pinocchio
La giornata dedicata al 138° compleanno di Pinocchio – per la quale l’artista Caterina Balletti ha realizzato un’immagine che raffigura il burattino che ha appena ricevuto un dono e, sullo sfondo, la Cattedrale di Firenze - inizierà alle ore 10 nella limonaia e serra di Villa Bardini (Costa San Giorgio 2 a Firenze), quando alla presenza dei responsabili della Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron, dell’Amministrazione Comunale di Firenze, e della stessa presidente Baldi in rappresentanza dell’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini, si terrà la performance dello speciale laboratorio di pittura dedicato ad adulti e bambini, denominato “Circo” e realizzato dal Maestro di Flash Art Caterina Balletti che mira a valorizzare le abilità delle persone disabili intellettive e relazionali con un processo reale d’inclusione socializzazione, senso di responsabilità e autostima favorendo così lo sviluppo psico-cognitivo.
Alle ore 11 è prevista la conferenza stampa del Comitato scientifico del progetto “Campo dei miracoli” alla presenza di Fabio Fanfani, Stefano Lassi, e Vivilla Zampini.
Alle ore 12 è in programma la conferenza conclusiva del progetto “Campo dei miracoli-Erasmus+” insieme alle associazioni “Per Boboli”, “Pinocchio di Carlo Lorenzini” e “Trisomia 21 Onlus”.
Quindi alle ore 13 in punto i rituali auguri a Pinocchio, il taglio della torta e uno speciale brindisi.
Infine alle ore 15, ritrovo di tutti i partecipanti in via Taddea 21, a Firenze, per l’Omaggio alla casa natia di Carlo Lorenzini, con la deposizione di una corona di fiori offerta da Renato Coppola, Presidente del Consorzio del Mercato di San Lorenzo, alla presenza delle Autorità ed estimatori.

INFO

Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini
Via del Giglio, 15 – 50123 Firenze (I)

www.pinocchiohome.org

"ARCHETIPI" Eduard Anikonov Vadim Kirillov - A cura di Domenico Viggiano e Anna Balzani

Dal 5 al 30 luglio 2019 l’Accademia delle Arti del Disegno organizza la mostra del pittore Eduard Anikonov e dello scultore Vadim Kirillov, illustri esponenti dell’arte contemporanea russa. L’esposizione, dal titolo “Archetipi”, a cura di Domenico Viggiano e Anna Balzani, visitabile con ingresso gratuito nella Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, in via Ricasoli n.68 (angolo Piazza San Marco) a Firenze, rappresenta la loro prima retrospettiva realizzata in Italia. In mostra diciotto dipinti e ventitre sculture, opere realizzate negli ultimi anni e incentrate su un unico tema, la ricerca e creazione dell’archetipo.

Eduard Anikonov è nato nel 1966 a Magnitogorsk, la capitale del ferro della Russia e ha studiato all’Accademia statale di San Pietroburgo. La serie recente dei suoi oli su tela, dal titolo “Industria”, rappresenta un omaggio alla sua città natale e alla fabbrica di ferro che ne domina l’orizzonte con i suoi tubi cilindrici. Tra questi, il dipinto “Sete” con l’immagine dell’operaio della fabbrica che beve avidamente dell’acqua, nettamente in contrasto con il calore bruciante intorno a lui è forse il più emblematico della serie. Le pennellate audaci, il fuoco e lo stile talvolta drammatico dei suoi dipinti riproducono il getto della fornace d’acciaio, il metallo corroso e l’odore acre dello zolfo, elementi caratteristici del paesaggio industriale.

Vadim Kirillov è nato nel 1967 a Mosca e si è diplomato all’Accademia d’Arte di Mosca. Dal 1995 è membro dell’Unione degli Artisti di Mosca. Scultore famoso in Russia e all’estero, è artefice di molte opere a carattere monumentale esposte in prestigiosi contesti volti a rievocare personaggi e circostanze importanti della storia del suo paese. Kirillov ha contribuito al restauro dei bassorilievi della facciata della Cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore, a Mosca, situata sulla riva del fiume Moscova, a poca distanza dal Cremlino, ed è insignito della Medaglia d’Oro dall’Accademia di Belle Arti russa. La plasticità e ricercatezza decorativa, l’attenzione minuziosa al dettaglio, la patina raffinata e la straordinaria leggerezza sono tratti caratteristici delle sue opere realizzate in bronzo, dinamiche, energiche e al contempo in grado di esprimere una speciale atmosfera poetica.

Le opere scelte per la mostra all’Accademia delle Arti del Disegno valorizzano una raccolta di citazioni tratte dagli artisti da fonti diverse, prevalentemente da testi filosofici e testi sacri da cui Vadim Kirillov e Eduard Anikonov hanno estratto temi e concetti per loro significativi. Così, la serie di sculture realizzate da Vadim Kirillov (“Tetramorfi”, 2019) ci conduce tra i primi archetipi e simboli della filosofia cristiana. Esplorando il tema della creazione stessa della parola nei testi biblici, lo scultore svolge la propria ricerca e ricostruisce in una determinata sequenza le immagini dei filosofi mentre scrivono i testi sacri, divenendo loro stessi parte integrante del libro o del manoscritto (“Custode del Libro”, 2015; “Conoscenza della Verità”, 2017).
Nelle opere pittoriche di Eduard Anikonov, gli archetipi riflettono il tema più ricorrente della sua produzione incentrata sui meccanismi delle macchine industriali e prendono forma attraverso i contrasti cromatici che dialogano con forme scultoree ispirate all’antichità classica («Titoli», 2019). Nei lavori di Anikonov la fusione della cultura pittorica tradizionale russa con temi contemporanei rappresenta una caratteristica ricorrente del suo linguaggio artistico. Operando con grandi pennellate di colore, attraverso un’impostazione e uno schema strutturale monumentale, l’artista isola sulla tela i singoli oggetti attraverso l’uso di forme geometriche predilette, la spirale e il cerchio. I colori vivaci e le ricche dinamiche cromatiche riflettono la passione di Anikonov per il folklore russo e l’arte popolare.
Le opere non sono raggruppate in ordine cronologico, bensì esposte come fossero un’installazione, in contrasto e, contemporaneamente, nel dialogo tra loro, con la finalità di presentare come i temi e i motivi degli archetipi siano elaborati attraverso forme e tecniche diverse, in pittura come in scultura.

Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, sottolinea che “ancora una volta l’Accademia delle Arti del Disegno accoglie e valorizza personalità artistiche di formazione ed esperienze lontane dall’Italia, e tuttavia inserite con sintonia di tecniche e di stili nel solco della grande tradizione comune europea”.



La mostra sarà visitabile dal 5 al 30 luglio 2019 con i seguenti orari:
Da martedì a sabato: ore 10.00-13.00 e 17.00-19.00
Domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso
Ingresso libero

Accademia delle Arti del Disegno
Via Orsanmichele, 4, 50123, Firenze
Telefono: +39 055 219642
E-mail: info@aadfi.it
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