venerdì 31 maggio 2019

BRANDO CHIESA, IL TATUATORE FIORENTINO DA 700 MILA FOLLOWER CHE HA INVENTATO IL PASTEL GORE

Copiato in tutto il mondo, il suo stile che mischia animali albini e immaginari giapponesi Hentai e Kawaii è la nuova moda del tattoo femminile. “Immagini dolci e mostruose, colorate a pastello: mi sento un eremita, ma così sono uscito dalla depressione per la morte di mia madre”
 

Firenze è patria di geni e innovatori, di artisti e persone capaci di travalicare il tempo con le loro creazioni. E Brando Chiesa è l’ultimo esponente di questo ecosistema culturale. La sua forma d’arte è quella più moderna, il tatuaggio. Come tela, il corpo delle migliaia di persone che ha tatuato con le immagini nate dalla sua mente: demoni, pipistrelli, teschi. Ma colorati dolcemente e affiancati a figure tipicamente dolci e serene, quasi bambinesche, quelle della cultura Kawaii giapponese che produce figure “amabili”, carine e adorabili. Spesso, però, arriva a quella forma di soft pornografia che ricade dentro lo schema Hentai, che arriva al Kink e allo Shunga: e sono i tatuaggi che più causano interesse e polemiche. 
Impossibile però descrivere a parole le sue visioni. Meglio guardare il suo profilo Instagram, dove è seguito da oltre 700 mila persone e dove c’è un archivio di oltre cento delle sue opere più spettacolari. I fan combattono tra di loro per accaparrarsi il suo tempo e diventare tela per la sua arte. Ci sono casi persino di emulatori, che vendono i suoi disegni on line o che chiedono ad altri di tatuare le sue immagini.

Un successo, quello del fiorentino, che si innesta su una vita non facile. “Ho sempre amato l’arte – spiega Brando, che oggi ha 31 anni – e fin da bambino ho sempre disegnato. Poi ho subito un grave lutto, la perdita di mia madre. Ne è seguita una brutta depressione e solo tatuare mi ha permesso di sopravvivere. Da allora mi sento un po’ come Picasso. Ho cambiato molti periodi nella mia carriera, una volta ero più dark e neo-tradizionale, adesso amo invece di più l’immaginario Animetal. Se non tatuo sto disegnando, la mia è una sorta di vocazione laica, mi sento come fossi un monaco eremita dei tatuaggi”.

Di fatto, lo stile pastel gore è stato inventato da lui: creature canine e feline con pelle chiara e occhi rossi luminosi, circondate da elementi che includono maschere tradizionali giapponesi, ramen e fiori di ciliegio. Ma anche volti di donnine che sembrano soavi ma rivelano anime oscure. Il tutto in un equilibrio emozionalmente fortissimo, un mix tra Ero Guro e Seapunk, che Brando adesso vuole continuare a promuovere. Prima di tutto con il suo marchio di abbigliamento. Ma poi anche con numerosi viaggi. Nel mirino ha le visite ai guru mondiali del tatuaggio, per scambiare informazioni e vissuti: Isnard Barbosa e Romeo Lacoste. Sta anche pensando di fare un guest spot al Bang Bang Studio di New York City e collaborare con l'artista britannico Oliver Sykes in alcuni progetti interessanti. A breve andrà anche a Bali con suo fratello per un progetto artistico a Canggu.

SCENOGRAFIA, REGIA TEATRALE 
E INTERPRETAZIONE AL VIA IN AUTUNNO 2 CORSI DI PERFEZIONAMENTO 


Alla Fondazione Zeffirelli di Firenze
SCENOGRAFIA, REGIA TEATRALE 
E INTERPRETAZIONE
AL VIA IN AUTUNNO 2 CORSI DI PERFEZIONAMENTO 


Il prossimo 15 ottobre prenderà il via negli spazi didattici della Fondazione Franco Zeffirelli di Firenze il primo di due corsi di perfezionamento teatrale. Organizzati dal Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo, questi si rivolgono a giovani che abbiano già acquisito una formazione di base e che intendano approfondire le loro conoscenze per poter intraprendere un’attività professionale nell’ambito dei “mestieri dello spettacolo”.
Franco Zeffirelli ha voluto così pensare alle giovani generazioni che aspirano a iniziare questa straordinaria avventura di vita nel segno della continuità dell’arte, con uno sguardo rivolto al futuro, che tuttavia non dimentica i grandi maestri del passato, nel nome della grande tradizione italiana, per sempre nuove mise en scene.

Corso avanzato di scenografia teatrale
Il Corso Avanzato di Scenografia Teatrale, promosso dal Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo “Franco Zeffirelli”, si rivolge a studenti, giovani professionisti o semplicemente appassionati che intendono approfondire le tecniche e la pratica della scenografia teatrale sulla linea tracciata da Franco Zeffirelli nel corso della sua straordinaria carriera, durata oltre settant’anni.
Le lezioni saranno tenute da Carlo Centolavigna, scenografo affermato in ambito teatrale e cinematografico, assistente e collaboratore di Zeffirelli da oltre 35 anni.
Nell’arco del corso l’allievo dovrà elaborare il progetto scenografico per uno spettacolo di prosa o d’opera. Gli elaborati potranno essere esposti presso la Fondazione Franco Zeffirelli.
Al termine del corso ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Il Corso Avanzato di Scenografia Teatrale si svolgerà dal 15 ottobre al 10 dicembre 2019 presso le Aule della Fondazione Franco Zeffirelli, in Piazza San Firenze, 5 a Firenze.
Il corso è suddiviso in 16 lezioni di quattro ore ciascuna: il martedì e il sabato dalle 10 alle 14.30, per un totale di 64 ore dedicate ad affrontare tutti gli aspetti della scenografia, dell’arredamento e dell’illuminazione. Inoltre, sono previsti in aggiunta quattro incontri pomeridiani complementari dedicati a proiezioni di spettacoli teatrali e/o a visite nei luoghi di spettacolo cittadini e/o a visite nei laboratori scenografici.
Per i dettagli consultare la pagina del sito web della Fondazione Zeffirelli all’indirizzo: www.fondazionefrancozeffirelli.com/corso-avanzato-scenografia-teatrale/

Corso avanzato di regia teatrale e interpretazione
Il corso è aperto a giovani che si avvicinano alla professione nel campo dello spettacolo di prosa, lirico e audiovisivo (cinema e televisione); a neolaureati nelle discipline dello spettacolo interessati a ad affrontare l’esperienza teatrale; a professionisti (attori e registi, ma non solo)  che intendano arricchire il loro bagaglio formativo; a cantanti lirici che vogliano lavorare sull’interpretazione; ad appassionati desiderosi di approfondire la propria esperienza.
Le lezioni saranno tenute da Massimo Luconi, regista affermato in ambito teatrale e cinematografico, con una lunga esperienza al fianco di grandi maestri come Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Eduardo De Filippo, Mauro Bolognini. Insieme a lui il corso vedrà la presenza di rinomati professionisti nei vari ambiti dello spettacolo: l’attore Luca Lazzareschi, lo scenografo Carlo Centolavigna, la costumista Elena Puliti, Maria Alberti, storica del teatro.
Oltre ad affrontare fondamentali strumenti tecnici come il corpo, la voce, la gestualità, durante gli incontri si lavorerà anche sulla costruzione drammaturgica del personaggio, proponendo ai partecipanti non solo l'esperienza di un metodo, ma anche un percorso di crescita personale.
Il corso si tiene dall’8 novembre al 1° dicembre 2019 e si sviluppa in quattro fine settimana, dal venerdì pomeriggio alla domenica sera, per un totale di 64 ore dedicate ad affrontare i vari aspetti inerenti l’interpretazione, dalle tecniche di respirazione alla consapevolezza dello spazio scenico. Alle lezioni si aggiungono due incontri complementari (il venerdì mattina) dedicati a proiezioni.
Nell’arco dell’intero corso ciascun allievo elaborerà un proprio progetto interpretativo che si concretizzerà nella preparazione di una breve messa in scena da utilizzare per future audizioni di prosa o d’opera. Al termine del corso ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Per i dettagli consultare la pagina del sito web della Fondazione Zeffirelli all’indirizzo: www.fondazionefrancozeffirelli.com/corso-di-regia-teatrale-e-interpretazione-livello-avanzato/.
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 Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo - Fondazione Franco Zeffirelli onlus
Piazza San Firenze 5 – Firenze

www.fondazionefrancozeffirelli.cominfo@fondazionefrancozeffirelli.com

Info, biglietteria e prenotazioni visite guidate tel. 055-2658435

AL SAFFI L'APERITIVO DIVENTA UN GESTO DI SOLIDARIETA'


- in collaborazione con Con il Sorriso di Beatrice Morandi Associazione APS-ONLUS”-
 
 
SABATO 1 giugno 2019 alle ore 11.00, l'Istituto Alberghiero A. SAFFI con il suo Ristorante didattico organizza un aperitivo di solidarietà a sostegno dell'associazione Con il Sorriso di Beatrice Morandi Associazione APS-ONLUS.
 
L'Associazione, che si è costituita il 21 marzo 2019 per volontà della famiglia e di alcuni amici in ricordo di Beatrice Morandi, studentessa del Saffi scomparsa a causa di un incidente stradale, ha l'obiettivo di creare una struttura capace di essere partner degli Istituti scolastici e di aiuto alle famiglie, mettendo i giovani al centro. Personale specializzato accompagnerà i ragazzi in difficoltà sia nella fascia oraria mattutina, con progetti mirati e condivisi, sia nel pomeriggio per dare loro supporto nello svolgimento dei compiti con lezioni individuali e in piccoli gruppi.
Come per l'Associazione anche per l'Istituto Saffi, il nucleo delle attività è rappresentato dai ragazzi e proprio loro in questo evento diventano i protagonisti. Una brigata di cucina, dell'indirizzo di Enogastronomia, sarà impegnata a preparare le pietanze, gli allievi di Accoglienza Turistica e Sala e Vendita, nel ricevere gli ospiti, quando, alle 11.00, le porte del Ristorante didattico si apriranno per proporre un aperitivo che si arricchisce di un significato morale e sociale.
Se la solidarietà resta una scelta personale, per tutti i cittadini italiani è un principio costituzionale. E proprio attraverso queste iniziative, che passano da una metodologia didattica di tipo esperienziale, che la scuola ritiene opportuno trasmettere agli studenti alti valori umani e formativi, agendo concretamente nel diffondere una cultura basata sulla solidarietà, sulla giustizia sociale e sulla cooperazione.

giovedì 30 maggio 2019

La chiesa di "San Giuseppino" (l'ex obitorio di Firenze)

 "La Chiesa di San Giuseppe, in via Santa Caterina d’Alessandria, comunemente chiamata San Giuseppino sorge dove un tempo esisteva l’obitorio. Questo, detto la “stanza di Santa Caterina”, costruito intorno al 1780 dal Governo granducale e consegnato al Comune il 23 aprile 1784, servi a raccogliere le salme da trasportare a Trespiano con una colonna di carri nelle ore notturne. […] Nel 1857 il Comune di Firenze, dietro suggerimento dei Frati Cappuccini incaricati della cura pastorale dell’obitorio dal 1851, comincia a pensare ad una cappella più ampia […]. Il 16 febbraio 1858 viene firmato il contratto per la costruzione della nuova chiesa, da farsi con pietrame preso dalla cava di Monteripaldi. L’incarico è affidato all’ingegnere Gatteschi. […] Tra il 1860 e il 1867 anche Vittorio Emanuele II contribuì alla costruzione della chiesa. La consacrazione ebbe luogo il 7 novembre 1870. L’obitorio rimase in via S. Caterina fino al 1893, quando traslocò al Romito, oltre Mugnone. Alla fine della prima guerra mondiale la chiesa, affidata alle suore irlandesi dell’Istituto Santa Reparata, diventò la chiesa de numerosi inglesi di Firenze. [...] ."
(Liberamente tratto da: P. Enrico Lombardi, Santa Caterina di Cafaggio…di Barbano, e da: Da Cagaffio a Barbano - Storia mista in occasione del 50° della Parrocchia di Nostra Signora del S,. Cuore in Firenze - )

Le Rampe

Foto di George Tatge


Nasce la ‘Settimana della letteratura’
grazie alla sinergia fra il premio Von Rezzori
 e il festival ‘La Città dei lettori’ Sette giorni di incontri e dibattiti dal 3 al 9 giugno

Fare sinergia tra manifestazioni culturali per ampliare l’offerta ed incrementare il pubblico. E’ il motivo che ha spinto gli organizzatori del Premio Gregor von Rezzori – Città di Firenze e del festival ‘La Città dei lettori’, su invito della Fondazione CR Firenze che dei due eventi è un importante finanziatore, a concentrare, per la prima volta in città, le due rassegne in un unico periodo (dal 3 al 9 giugno), una consecutivamente all’altra. Nasce così la ‘Settimana della letteratura’ che vede susseguirsi una serie di eventi legati al libro, alla lettura e al confronto con importanti autori del panorama nazionale e internazionale. L’iniziativa è stata presentata stamani a Villa Bardini da Jacopo Speranza, Consigliere della Fondazione CR Firenze e Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron; Gabriele Ametrano, Direttore artistico del festival  ‘La Città dei lettori’; Andrea Bajani, Direttore artistico del Premio Gregor von Rezzori-Città di Firenze.

L’avvio è lunedì 3 giugno alle ore 16.00 alla Sala Ferri del Gabinetto G.P. Vieusseux dove il 13/o Premio Gregor von Rezzori (che si svolge fino al 6 giugno) si apre con l’incontro di  Ilaria Giannini con i ragazzi del Porto delle Storie, autori del libro Allunaggi vol. 1 Saranno presenti Leonardo Sacchetti, Michele Arena, Laura Pirinu e il direttore del festival ‘La Città dei lettori’ Gabriele Ametrano, che regalerà ai ragazzi del Porto delle Storie 60 libri per arricchire e consolidare la loro passione per la lettura. Alle 18, nella stessa sede, Stefan Merrill Block, finalista con Oliver Loving (Neri Pozza) e il traduttore Massimo Ortelio dialogheranno con l’autore la Giuria del Premio Gregor von Rezzori. Quindi al Teatro Goldoni alle ore 21.00 ci sarà un reading con Fabrizio Gifuni su "Leggere Spoon River" per la regia di Volker Schlöndorff. Special guests Colm Tóibín e Elif Batuman. Interverranno: Andrea Bajani, Andrea Landolfi con il vincitore del Premio Gregor von Rezzori per la traduzione Enrico Terrinoni per Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (Feltrinelli). Nella stessa giornata, alle ore 20.45, il 2/o festival ‘La Città dei lettori’ (che si svolge dal 7 al 9) ha organizzato al Museo del Novecento un appuntamento con l’attrice Anna Bonaiuto che leggerà alcune pagine da L’amica geniale di Elena Ferrante.

‘’Abbiamo ormai dimostrato con i tanti progetti realizzati in questi anni – ha dichiarato Jacopo Speranza, Consigliere della Fondazione CR Firenze e Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron – la nostra capacità di creare sinergie con le istituzioni e di essere capofila di iniziative che vedono coinvolte alcune delle realtà più dinamiche del territorio. Cito come esempi più recenti lo stupefacente restauro delle Rampe e quello non meno impegnativo del Memoriale, gli intervento di recupero urbanistico di immobili dismessi, il pluriennale progetto per l’area della Santissima Annunziata. Sono tutte operazioni compiute assieme ad importanti istituzioni pubbliche e private del territorio che hanno operato assieme con lo stesso scopo. In questo caso, e ringraziamo i nostri due partner, siamo riusciti a mettere assieme due prestigiose manifestazioni culturali che, sono certo, trarranno benefici da questa unione. Crediamo sia un modello da ripetere vista la ricchezza di eventi che offre Firenze ma anche la necessità che questi non si danneggino l’un l’altro per colpa del calendario’’.

‘’La lettura come passione – ha sottolineato Gabriele Ametrano, Direttore artistico del festival ‘La Città dei lettori’- ma anche come chiave per comprendere la complessità del mondo che ci circonda, per conoscere esperienze lontane, per modificarci e cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri, per acquisire conoscenza e consapevolezza. Leggere non è un dovere ma una scelta libera da cui derivano insostituibili benefici. Leggere cambia tutto: da questa convinzione è nata la seconda edizione de La città dei lettori, dedicato a chi legge ma anche a chi vuole avvicinarsi alla lettura’’.

“Mi pare evidente - ha evidenziato a sua volta Andrea Bajani, Direttore artistico del Premio Gregor von Rezzori - Città di Firenze - che siamo in un periodo di emergenza culturale: tutto ciò che è straniero è sinonimo di insidia e di minaccia, e non di rado genera odio. Storicamente ciò avviene per paura; ovvero, in sintesi, per mancanza di conoscenza dell’altro. Ecco, io credo che in un momento come questo dare spazio alla letteratura straniera tradotta in italiano, e dunque alla traduzione, significa compiere un’azione politica, che è prima di tutto un’operazione di conoscenza e di pace. E’ ciò che da 13 anni il Premio von Rezzori porta avanti con dedizione. Gli scrittori, i traduttori e gli editori, lavorando insieme, travalicano ogni confine nazionale”.   

Il programma delle due manifestazioni è consultabile su www.festivaldegliscrittori.com; www.premiovonrezzori.com; www.lacittadeilettori.it

E’ sabato 1 giugno la grande festa 
offerta alla città per salutare la conclusione 
del restauro delle Rampe del Poggi

Dalle 16 alle 23 una giornata di eventi gratuiti per tutti 
nel quartiere di San Niccolò

E’ sabato 1 giugno, dalle 16 alle 23, la grande festa offerta alla città da Fondazione CR Firenze per salutare la restituzione ai fiorentini del magico complesso della Rampe. Rinviato per maltempo, questo atteso appuntamento vuole celebrare l’imponente restauro appena concluso e interamente sostenuto (per una spesa di 2,5 milioni di euro) da Fondazione CR Firenze nell’ambito della normativa ‘Art Bonus’. Lo ha curato il Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio del Comune di Firenze, coadiuvati dalla Direzione Ambiente e dai tecnici dello Studio Hydea, incaricati dalla Fondazione. I lavori sono stati eseguiti dalla Impresa Bartoli sotto la tutela della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le provincie di Pistoia e Prato.
Gli eventi della giornata sono tutti gratuiti e sono rivolti in primo luogo ai bambini e alle loro famiglie. Il programma del pomeriggio, con la direzione artistica di Manu Lalli, prevede, dalle 16.00 alle 20.00, l’alternarsi di attività e laboratori didattici, spettacoli musicali e visite guidate alle Rampe restaurate. Inoltre, fino alle 20.00, saranno aperti al pubblico i meravigliosi Giardini del Quartiere di San Niccolò: il Giardino Bardini, il Giardino delle Rose e il Giardino dell’Iris.
Dalle 21.30 alle 23 si svolgerà lo spettacolo ‘La fontana ritrovata’ con luci, suoni e colori che animeranno la torre di San Niccolò e le fontane, alla presenza del sindaco Dario Nardella, del Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari e dei rappresentanti delle istituzioni cittadine. Un racconto di immagini, suoni ed emozioni con la direzione artistica di Roberto Malfatto. Un quartetto d’archi farà da contrappunto ad una danzatrice volante che, come una lieve goccia d'acqua nel cielo, danzerà sulle suggestioni visive della Fontana e della torre San Niccolò sorretta da 300 palloncini.

“Ci tenevamo moltissimo a promuovere questa festa – sottolinea il Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – per far riabbracciare a tutti i fiorentini un luogo così incantato. Un recupero ambientale, architettonico e artistico di grande valore che la Fondazione vuole donare alla città’’.
Le Rampe furono realizzate tra il 1872 (l’anno successivo al trasferimento della Capitale da Firenze a Roma) e il 1876. Si articolano su tre livelli o ripiani: le Grotte, situate nei primi due ripiani delle Rampe, una sul primo e cinque sul secondo, queste ultime costituite da nicchie scavate nei due muraglioni a retta e  realizzate con una struttura in muratura rivestita da intonaco lavorato e da spugne; la Grande Vasca polimaterica, situata sul terzo livello delle Rampe, composta da più bacini, realizzata con una struttura in muratura rivestita da spugne, pietrame e mosaico; le Scogliere e le Piccole Grotte, posizionate lungo i percorsi, realizzate con blocchi di pietra provenienti dalle cave di Monte Ripaldi, come i 'massi erranti' disseminati in quei luoghi dove i percorsi si allargano.

Via della Dogana. Ingresso Museo di San Marco

Foto di Roberto Di Ferdinando




martedì 28 maggio 2019

Seminario "Spazi pubblici al femminile: bisogni, azioni e politiche nella città medio-orientale"

Con Anna Vanzan, Mirella Loda, Felicetta Ferraro, Monica Pacini. Seminario nell'ambito delle attività di cooperazione internazionale del Laboratorio di Geografia Sociale - LaGeS. 30 maggio 2019, ore 9.30, Palazzo Fenzi, via San Gallo, 10 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS), Laboratorio di Geografia Sociale (LAGES), Società di Studi Geografici.
https://www.sagas.unifi.it/upload/sub/conv_sem/EVENTI%202019/Maggio%20Puttilli%2030%20SeminarioV01.pdf

Premiazione del concorso "Meno spreco più risorse per tutti. Impegniamoci nella sostenibilità alimentare" - V edizione

nell'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019. Saluti di Luigi Dei (rettore dell'Università di Firenze), Maria Grazia Giuffrida (presidente dell'Istituto degli Innocenti), Ernesto Pellecchia (direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale). 28 maggio 2019, ore 9.30, Aula magna, piazza San Marco, 4 - Firenze. Per informazioni: CIPES Toscana (Confederazione Italiana per l’Educazione e la Promozione della Salute – Federazione della Toscana), con il patrocinio della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e dell’Istituto degli Innocenti, la collaborazione del Banco Alimentare Toscana e dell’Associazione Italiana Professionisti della Comunicazione (APICOM).
https://www.ateneosostenibile.unifi.it/art-103-ridurre-lo-spreco-alimentare.html

Incontro "Lo spazio tattile del corpo: abitare il mondo"

con Virgilio Sieni, curato da Stefano Mazzoni, Renzo Guardenti e Caterina Pagnini. Intervengono Luigi Dei (Rettore dell’Università di Firenze), Cristiano Chiarot (Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino), Andrea Zorzi (Direttore del Dipartimento Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo - SAGAS). 28 maggio 2019, ore 10.30, Palazzo Fenzi, aula magna, via San Gallo, 10 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo - SAGAS.
https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2019/sieni_280519.pdf

Consegnato all’A.T.T il ricavato della Festa Viola in San Jacopino

Il Comitato dei cittadini attivi di San Jacopino ha consegnato all’Associazione Tumori Toscana il ricavato della Festa Viola organizzata in Piazza San Jacopino a Firenze in collaborazione con l'Associazione Vecchie Glorie Viola.

Tanti i cittadini che sono intervenuti insieme ai vecchi campioni della Fiorentina all’Aperitivo durante il quale sono stati raccolti 300 euro. Il ricavato impiegato dall’ATT per ampliare e migliorare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite.

L’Associazione ringrazia gli organizzatori e tutti gli interventuti: Roberto Galbiati, Alberto Di Chiara, Alberto Panizza, il Coordinatore Fondazione Fiorentina Andrea Tordini, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini, i giornalisti Mario Tenerani e Raffaello Paloscia.

Un ringraziamento speciale per aver contribuito a Bar San Jacopino E Tabacchi, Cartoleria Da Francesca, Bar Olimpia, Forno Turini Monica, Il Pane Del Mattino, Bar Il Ghiottone, Officina Erboristica San Jacopino, Biagiotti Articoli Da Regalo, Farmacia Lanini San Jacopino, Tredicibici.





Associazione Tumori Toscana A.T.T.
Tel 055.24.66.666
Via B. Varchi, 63 - 50132 Firenze
www.associazionetumoritoscana.it

Proverbio Toscano del Giorno

"Il villano punge chi l'unge e unge chi lo punge"

lunedì 27 maggio 2019

Proverbio Toscano del Giorno

"Cavalier senza entrata, e muro senza croce, da tutti è scompisciato"

domenica 26 maggio 2019

Percorso delle Rampe al Piazzale Michelangelo


(Archivio Kunsthistorisches Institut in Florenz Max Planck Institut, foto Ivo Bazzechi)
 





Tovagliette....








sabato 25 maggio 2019

Disegni di progetto delle Rampe

Disegni di progetto delle Rampe dell’Arch. Giuseppe Poggi (Archivio Storico del Comune di Firenze)





Ritorna San Lorenzo Sogna Street Food e Musica a favore dell’A.T.T.

Sabato 25 Maggio appuntamento in Piazza San Lorenzo

Sabato 25 Maggio 2019 in Piazza San Lorenzo a Firenze torna “San Lorenzo Sogna”, festa di strada organizzata dall’Associazione I Sopravvissuti del San Lorenzo a favore dell'Associazione Tumori Toscana A.T.T.
Anche per questa terza edizione che si svolgerà dalle ore 20:00 alle ore 23:00 protagonisti saranno lo street food e la musica.
Con un’offerta di 10 euro sarà possibile degustare le migliori specialità fiorentine e ascoltare la musica della band Media Vox.
I fondi raccolti saranno impiegati per ampliare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite rivolto ai malati della Toscana.


Associazione Tumori Toscana A.T.T.
Tel 055.24.66.666 
Via B. Varchi, 63 - 50132 Firenze

Le meraviglie del giardino della Villa Medicea di Castello

Da metà maggio a settembre visite guidate gratuite nel Cinquecentenario di Cosimo I de’ Medici

Grazie alla recente collaborazione siglata con un Protocollo di Intesa tra il Polo museale della Toscana e il Comune di Firenze, che sostiene la valorizzazione delle Ville Medicee, dal 18 maggio, ogni sabato e domenica mattina, i visitatori potranno riscoprire le bellezze del Giardino della Villa medicea di Castello, realizzato da Cosimo I de’ Medici e primo esempio di giardino formale all’italiana. Le visite guidate gratuite, tenute dai mediatori culturali di MUS.E, arricchiscono così il programma delle celebrazioni previste per il Cinquecentenario di Cosimo I e Caterina de’ Medici, consultabile integralmente sul sito 500cosimocaterina.it.
​Durante il percorso di visita sarà possibile ammirare le straordinarie varietà botaniche di agrumi e le principali opere monumentali, tra cui la celebre Grotta degli animali, vero e proprio theatrum aquae, detta anche Grotta del Diluvio da Giorgio Vasari, tra i primi esempi di grotta artificiale.
Un luogo meraviglioso che dopo un lungo e complesso intervento di restauro a cura del Polo museale della Toscana e della Soprintendenza ABAP di Firenze, portato a termine nel 2018, torna ad essere nuovamente visibile agli occhi dei turisti nella sua integrità.
Il giardino della Villa di Castello, per il Vasari “il più ricco, il più magnifico et il più onorato giardino d’Europa”, è uno dei principali luoghi di meraviglia medicei. In effetti, grazie principalmente all’ingegno e alla fantasia di Niccolò Pericoli detto “Tribolo”, racchiudeva e racchiude una straordinaria varietà di bellezze, sorprese e bizzarrie nell’intreccio continuo fra natura e arte. Se la villa a Olmo di Castello era già appartenente alla famiglia Medici da metà Quattrocento, è proprio con Cosimo I che si ha un’importante ristrutturazione del terreno circostante, affidando al giardino il compito di glorificare la grandezza del nuovo duca e di Firenze. Ma di esaltare anche la natura e la sua ricchezza, secondo un preciso programma visivo che si sarebbe dispiegato fra viali, aiuole, statue, fontane, labirinti, fiori e piante.
Le visite consentiranno di ripercorrere, passo dopo passo, la storia e le forme del giardino cinquecentesco – con un’attenzione particolare all’incredibile Grotta degli animali – e di coglierne le trasformazioni nel corso dei secoli successivi fino ad arrivare a oggi.
Le visite si svolgeranno alle ore h9.30 e alle h11.00 tutti i sabati e le domeniche dall’18 di maggio al 21 luglio. Dopo una pausa durante le settimane più calde dell’estate, le visite riprenderanno nei weekend di settembre, dal 7 al 29.
L’accesso alla Villa e le visite sono gratuite, la prenotazione è obbligatoria. Numero massimo di partecipanti 25 persone a visita.
Info e prenotazioni MUS.E, Tel. +39 055 2768224 – +39 055 2768558 / info@muse.comune.fi.it / musefirenze.it
N.B. La visita non è accessibile a persone con difficoltà motorie o problemi cardiaci. Le visite sono sospese in caso di pioggia. Le visite guidate sono specificatamente dedicate al giardino, non ci sarà la visita guidata all’interno della villa. Per le visite all’interno della villa visitare il sito: accademiadellacrusca.it
Scopri di più sulla Villa di Castello sul sito del Polo Museale della Toscana
La villa di Castello si trova in Via di Castello n.44. La zona è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, linee ATAF n.2 e n.28
Il calendario completo dei fine settimana di visita:
  • 18-19 maggio
  • 25-26 maggio
  • 1-2 giugno
  • 8-9 giugno
  • 15-16 giugno
  • 22-23 giugno
  • 29-30 giugno
  • 6-7 luglio
  • 13-14 luglio
  • 20-21 luglio
  • 7-8 settembre
  • 14-15 settembre
  • 21-22 settembre
  • 28-29 settembre

Mostra - Claudio Parmiggiani A cuore aperto a cura di Sergio Risaliti

Claudio Parmiggiani

A cuore aperto

a cura di Sergio Risaliti

GALLERIA POGGIALI FIRENZE

Inaugurazione venerdì 24.05.2019 ore 18.30
24.05.2019 - 29.10.2019
Ingresso libero

English text below

Si inaugura venerdì 24 maggio alle 18.30 negli spazi della Galleria Poggiali di Firenze la mostra di Claudio Parmiggiani dal titolo «A cuore aperto», a cura di Sergio Risaliti. Nato a Luzzara (RE) nel 1943, Parmiggiani è uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e, dopo la prima personale in un museo americano al Frist Art Museum di Nashville, propone un gruppo di sue opere in un progetto appositamente concepito per la galleria fiorentina, per quella che è la sua prima vera personale a Firenze. La mostra, che è a ingresso libero, proseguirà fino al 29 ottobre.

Arte e pensiero

Undici opere installate nei due spazi di via della Scala 35 A e di via Benedetta 3r, la maggior parte delle quali realizzate per questa mostra, unitamente a lavori meno recenti: un cuore fuso in ghisa serrato da due tubi in acciaio poggiati sulla Commedia di Dante, un calco in cera di una statua antica, uno strumento musicale come l’arpa con le farfalle, una campana di bronzo appesa come un impiccato, una biblioteca di cenere.
Dopo la Biennale di Venezia del 2015, negli spazi di via Benedetta viene presentata per la prima volta - solitaria come un dardo lanciato verso la parete di fondo e il soffitto - la gigantesca àncora aggrappata con tutta la sua forza dopo aver infranto una parete di cristalli.
Si tratta di una mostra di impianto museale che si snoda come un discorso poetico ora drammatico, ora elegiaco e lirico ad un tempo. Dunque si potranno vedere alcune opere, note come ‘sculture d’ombra’ o Delocazioni.  Una grande biblioteca, una clessidra ed una impronta di quadro rimosso dalla parete, immagini ottenute con un procedimento del tutto personale iniziato a  partire dal 1970, quando Parmiggiani presentò nella Galleria civica di Modena una serie di opere create con il depositarsi della fuliggine tra la superficie del muro e l’oggetto stesso.
Parlando delle opere di Parmiggiani realizzate con questo “magico” e “povero” procedimento, Jean Clair ha fatto riferimento alla tradizione cristiana dell’epigraphé sottolineando la differenza formale e sostanziale tra il tratto (graphé) che circoscrive e il tracciato che apre sull’illimitato. L’immagine nata sulla tela non è disegnata - non si tratta di sfumato - e neppure dipinta con velature, ma piuttosto soffiata e evaporata per trasformarsi in ombra, in “scultura d’ombra”.
Con opere fatte di cenere, con i suoi gessi e con le sue lampade che ancora illuminano a lume spento come una stella morta, Parmiggiani prende di petto l’assenza - l’unica manifestazione possibile della cosa perduta o della memoria seppellita è questa - e la sottrae al nulla, la strappa alla dissolvenza, alla dissipazione, rendendola soggetto e sostanza di una nuova iconica presenza: perché l’assenza è il cuore dell’essere. «E se la mancanza a essere fosse il senso più profondo dell’essere? - scrive Massimo Recalcati in uno straordinario saggio dedicato all’artista emiliano - Ecco l’interrogativo aperto dall’opera di Parmiggiani».
Per Parmiggiani: «Un’opera deve essere come un pugno nello stomaco. Silenziosa ma dura, dura ma silenziosa, come un fuoco sotto la cenere».  Come la grande campana ‘impiccata’ a una trave della galleria che celebra in silenzio tutto il dolore del mondo e tutta la speranza della terra, che chiama a raccolta come in un giorno lieto o per un imminente pericolo. Come il calco in cera di una figura femminile a mezzo busto al quale è stata accostata una lampada ad olio che di quel volto malinconicamente riverso da un’altra parte ha iniziato a scioglierne le fattezze, come fa la fiamma con la falena, il raggio di sole con la neve primaverile, il dolore più insopportabile che impietrisce ogni desiderio di vita. Rinunciando alla tradizione visiva, Parmiggiani ritrova nella realtà delle cose il senso misterioso della bellezza dell’arte, quella grazia che trasfigura le cose stesse riscattandole dal nulla. Le ‘cose’ di Parmiggiani (una campana, una lampada, resti e frammenti del mondo vissuto) abitano poeticamente il linguaggio dell’arte e si danno alla nostra percezione come poesie da vedere con il cuore negli occhi, sono presenze iconiche da ascoltare con il cuore più che con la mente.
Ed è con un cuore sorretto tra due elementi metallici che inizia il percorso espositivo, una scultura che attraversando lo sguardo parla direttamente al cuore. L’opera che abbiamo di fronte, appena varcata la soglia della galleria è un calco del cuore, come quelli che usano gli studenti di medicina e chirurgia, fuso in ghisa e costretto tra due elementi metallici installati tra la Divina Commedia a pavimento e il soffitto della galleria. L’oggetto è posto ad altezza dello sguardo e al centro dello spazio. Parmiggiani ha scelto di far coincidere la presenza dell’oggetto reale con il punto di fuga della prospettiva classica, in linea con gli occhi.
Ha scritto Nietzche: «Non stiamo forse navigando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto più freddo? Non seguita a venire notte? Sempre più notte?». Il modernismo ha scelto la tenebra, si è compiaciuto di navigare nell’infinito convinto della propria disumana potenza e onniscienza
Possiamo ancora definirla spiritualità poetica di quest’artista? Possiamo pensarlo ancora in contatto con il sacro, con il Dio tra noi? Affidiamoci a una sua dichiarazione: «Lo spirituale che alcuni intravedono nel mio lavoro lo chiamerei semplicemente una convinzione che fa parte di una visione; un misticismo senza fede. Non penso a un’arte religiosa, ma ad una religiosità dell’arte; una religiosità di cui mi sembra si sia smarrito completamente il senso».
Chiude la mostra Senza Titolo, un gesso di una testa classica con accanto una sveglia, realmente funzionante, poggiata su di un libro a scandire il battito delle ore; anch’essa realizzata appositamente per questa mostra.

Claudio Parmiggiani
A cuore aperto
A cura di Sergio Risaliti
24 maggio – 29 ottobre 2019

Inaugurazione 24 maggio 2019 ore 18.30
Ingresso libero

GALLERIA POGGIALI FIRENZE
Via della Scala, 35/A
Via Benedetta, 3r
Orari: martedì-sabato 10-13 e 15-19
domenica e lunedì su appuntamento, ingresso libero

www.galleriapoggiali.com
info@galleriapoggiali.com

CONTRASTI FIRENZE 2019 | INAUGURAZIONE 07 GIUGNO 2019 | CALENDARIO CONCERTI


venerdì 24 maggio 2019

Villa Ruspoli

Foto di Roberto Di Ferdinando 

giovedì 23 maggio 2019

Festival dello sviluppo sostenibile. Storie di un clima che cambia

24 maggio 2019, ore 18.30, Spazio Alfieri, via dell'Ulivo, 6 - Firenze. Organizzazione: Italian climate network, Università di Firenze, Fondazione finanza etica, WWF YOUng, Associazione Italiana Studenti di Fisica (AISF), Centro Creazione Cultura, Generation Europe, ORUS, Dis.forme.
http://festivalsvilupposostenibile.it/2019/cal/1159/a-new-hope-storie-di-un-clima-che-cambia#.XN7Q80uy--p

Mostra "Bestiario della memoria"

dell'artista Francesca Martinelli. Raccoglie opere realizzate su vecchie copertine di libri, pagine dei diari, carte mangiate dal tempo e dalla memoria, raffiguranti animali protagonisti dei ricordi infantili dell'artista e del suo profondo rapporto con la natura. 23 maggio 2019  - 29 Giugno 2019  - da martedì a domenica dalle 9 alle 17. Chiuso il lunedì. Museo di Storia Naturale "La Specola", Corridoio delle Mostre temporanee, 2° piano, via Romana, 17 - Firenze. Organizzazione: Sistema Museale d'Ateneo e Galleria Cartavetra
https://www.msn.unifi.it/ag-i-162.html

martedì 21 maggio 2019

lunedì 20 maggio 2019

Convegno "Shared values and Global Challenges. Ideas for a New Renaissance of Europe"

22 - 23 maggio 2019, ore 9, Polo delle Scienze Sociali, 22

maggio: Edificio D6, Aula magna, via delle Pandette, 9 - Firenze; 23 maggio: Edificio D15, aula 0.04, piazza Ugo di Toscana, 5 - Firenze. Organizzazione: Centro di Eccellenza Jean Monnet Centre of Excellence dell'Università di Firenze, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Il convegno si
tiene in lingua italiana e inglese
https://www.shareu.unifi.it/vp-190-shared-values-and-global-challenges.html

Cerimonia di conferimento della laurea magistrale ad honorem a Michele Casalini in Scienze archivistiche e biblioteconomiche

Cerimonia di conferimento della laurea magistrale ad honorem a Michele Casalini in Scienze archivistiche e biblioteconomiche 21 maggio 2019, ore 16, Aula Magna del Rettorato, piazza San
Marco, 4 - Firenze. Organizzazione: Università di Firenze. Per informazioni: rettore@unifi.it
Locandina: https://www.sagas.unifi.it/upload/sub/conv_sem/EVENTI%202019/A3%20lmh%20casalini.pdf

Inaugurazione della mostra documentaria "La Serbia e i Serbi, 1914-1918"

Fotografie e documenti dell’Archivio di Serbia a cura di Miroslav Perišić e Jelica Reljić. Intervengono Goran Aleksic, Massimo Fratini, Marcello Garzaniti, Miroslav Perisic e Simone Malavolti. 20 maggio 2019, ore 18. Biblioteca Umanistica, Corridoio Brunelleschi e Chiostro di Levante, piazza Brunelleschi, 4 - Firenze. Organizzazione: Archivio di Serbia, Ambasciata della Repubblica di Serbia Roma, Consolato Onorario Repubblica di Serbia Firenze, Biblioteca Umanistica
dell'Università di Firenze. La mostra rimarrà aperta dal 21  al 31 maggio 2019  - dal lunedì al venerdì ore 16 - 19.
https://www.sba.unifi.it/Article1097.html

Seminario "L'ottimo commento alla Commedia. Questioni ecdotiche e soluzioni editoriali"

Seminario "L'ottimo commento alla Commedia. Questioni ecdotiche e soluzioni editoriali" a cura di Vittorio Celotto. Introduce Luca Azzetta. Nell'ambito dei seminari di Filologia dantesca "Avvicinandosi Dante 2021".

20 maggio 2019, ore 11 e ore 17, Dipartimento DILEF, Sala

Orbatello, via della Pergola, 58 - 60 - Firenze.

Organizzazione: Dipartimento di Lettere e Filosofia (DILEF).

Per informazioni:
Leggi di più: https://www.letterefilosofia.unifi.it/art-418-avvicinandosi-dante-2021.html

Proverbio Toscano del Giorno

"Al villa che mai si sazia, non gli far torto nè grazia"

domenica 19 maggio 2019

‘Bagno’ di folla per la riapertura dell’impianto idrico delle Rampe del Poggi. Rinviata per maltempo la festa della città

Tanto pubblico, nonostante la pioggia, all’accensione dell’acqua delle fontane
alla presenza del sindaco Dario Nardella
e del Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari



‘Bagno’ di folla (è proprio il caso di dirlo) per la riapertura dell’impianto idrico del Sistema delle Rampe del Poggi avvenuta oggi pomeriggio alla presenza del Sindaco di Firenze Dario Nardella e del Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari. Nonostante la pioggia, centinaia di persone hanno partecipato a questo evento tanto atteso perché, dopo un secolo, torna visibile uno spicchio di collina bellissimo e viene ripristinata l’acqua nelle fontane, nelle vasche e nelle grotte di tutto il complesso, così come lo aveva pensato il suo architetto Giuseppe Poggi. Dal momento in cui Nardella e Tombari hanno premuto il pulsante rosso sono trascorsi 10 minuti perché l’acqua, salutata da un fragoroso applauso e tra le note dell’ Inno alla gioia di Beethoven, uscisse dalla conchiglia posta alla sommità e raggiungesse le fontane poste ai lati della Torre di San Niccolò, coprendo un dislivello di 54 metri. Rinviato per maltempo invece l’ evento ‘Le Rampe in Festa’ che Comune e Fondazione avevano organizzato per tutto il pomeriggio e la sera proprio per salutare questo importante recupero.

Il grande restauro è stato finanziato interamente da Fondazione CR Firenze nell’ambito della normativa ‘Art Bonus’ ed è stato curato dal Comune di Firenze (Direzione Servizi Tecnici - Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, Direzione Ambiente – Servizio Parchi, Giardini ed Aree Verdi, Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilità – Servizio Viabilità, SILFI Spa) con la supervisione dei tecnici dello Studio Hydea incaricato dalla Fondazione. Tutta l’operazione, eseguita dall’Impresa Bartoli che ha vasta esperienza in opere di restauro, ha comportato per la Fondazione un impegno economico complessivo di 2,5 milioni di Euro. L’attività di tutela è stata svolta dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le provincie di Pistoia e Prato. Le varie fasi del restauro sono state anche oggetto di una campagna fotografica curata dal maestro George Tatge e di una documentazione video curata dalla società 3dSign che sta realizzando un documentario su tutto l’intervento.

‘’Oggi – ha detto Nardella - è grande la gioia di rivedere questo complesso architettonico e monumentale tornare a funzionare come 100 anni fa. E di questa meraviglia ringrazio tutti coloro che ci hanno permesso di arrivare fin qui: a partire dalla Fondazione CR Firenze che ha finanziato l’opera, al Comune che ha seguito il restauro, fino a tutti coloro che ci hanno lavorato ogni giorno e ai fiorentini che ci hanno spronato affinché si completasse la riqualificazione delle Rampe. Siamo davvero molto felici per questa giornata indimenticabile e storica’’.

‘’Un intervento molto impegnativo e con non poche difficoltà – ha sottolineato il Presidente Tombari – completato in soli nove mesi. Il merito va alle maestranze per l’entusiasmo e l’alta competenza dimostrata. Firenze ha davvero delle eccellenze senza le quali il risultato non sarebbe stato questo e in tempi così rapidi. Ciò è avvenuto anche perché tutti abbiamo lavorato in armonia e in sintonia guardando al risultato finale; dunque è possibile fare grandi cose se l’obiettivo è condiviso. Questo è quello che la nostra Fondazione ha cercato di fare in questi anni e sono orgoglioso di concludere il mio mandato con questa testimonianza che dimostra la capacità sinergica di una città e delle sue massime istituzioni’’.

sabato 18 maggio 2019

18 maggio - La Maggiolata

PROGRAMMA
ore 15:00 Canti della tradizione fiorentina con il Coro Anni d'Argento del centro dell'Età Libera di piazza del Carmine diretto da Serena Ciaranfi (via Maggio 26).

ore 16:00 Presentazione del libro “Bianca Cappello e Francesco I dei Medici. Amore eterno e segrete alchimie” di Costanza Riva (via Maggio 26).

ore 17:00 Concerto dell’Orchestra del Centro Musicale Suzuki di Firenze composta da cinquanta giovani musicisti dai 7 ai 15 anni sulle musiche di Vivaldi, Mercadante, Massenet, Brahms, Saint Saens.

ore 18:00 Premiazione del Concorso “Il Maggio in Vetrina” XXIII edizione promossa dagli Amici del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con performance musicale a cura degli allievi dell’Accademia del Teatro dell’Opera di Firenze.

ore 19:00 Opera flash-mob sulle note dell’opera “Il Barbiere di Siviglia” cantanti della Saint Mark’s English Church.

ore 20:00 “Ben venga primavera! Calendimaggio, Festa dei lavoratori, Maggiolate”.
Antiche canzoni popolari eseguite dal Maestro Luigi Gagliardi con il coro “I guitti dell’Arcoiris”. Interviene la Prof.ssa Elena Giannarelli. Cortile di Palazzo Ridolfi Zanchini (via Maggio, 13)

ore 20:30 “Il Barbiere di Siviglia” opera di Gioachino Rossini diretta dal Maestro Franz Moser presso la Saint Mark's English Church (Via Maggio 18) info e prenotazioni

ore 21.00 Ben venga Maggio... storia in musica di un mese speciale: dalle lodi a Maria al Calendimaggio, dai canti dei contadini alla rivoluzione del 68. Voce recitante Elena Giannarelli, musica e canto Luigi Gagliardi con i cantori del Gruppo 334 di Brozzi. Cortile di Palazzo Ridolfi Zanchini (via Maggio, 13)

Creazioni artistiche in strada e workshop per bambini con Sonja Samardjieva e Kumiko Suzuki, due Madonnare internazionali

Performance musicali itineranti dei Maggiaioli di Viaccia con musica, canzoni, stornelli e filastrocche della tradizione popolare toscana e fiorentina

DALLE 14.00 Sdrucciolo in Festa #8 con Calzino & Guest Vinyl dj-set + live jazz band / ore 18.00 sfilata di moda “Potere e Virtù, la moda è interpretazione - presentazione di una capsule collection” con le creazioni di Tiziana Alemanni
Per informazioni: Associazione Via Maggio ass.viamaggio@gmail.com

IL SISTEMA DELLE RAMPE

Progetto del Comune di Firenze finanziato da Fondazione CR Firenze


La grande festa della città
per celebrare la fine del restauro
delle Rampe del Poggi

Alle 16 l’accensione dell’acqua delle fontane 
con il saluto del sindaco Dario Nardella 
e del Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari
Segue il corteo di centinaia di bambini del progetto All’Opera

Alle 21.30 lo spettacolo ‘La fontana ritrovata’ con luci, suoni 
e con la ballerina aerea Elisa Barucchieri sorretta da 300 palloncini


IL SISTEMA DELLE RAMPE

Il Sistema delle Rampe si sviluppa su una superficie di 6.700 metri quadrati e fu realizzato da Giuseppe Poggi tra il 1872 (l’anno successivo al trasferimento della Capitale da Firenze a Roma) e il 1876. Si articola su tre livelli o ripiani: le Grotte, situate nei primi due ripiani delle Rampe, una sul primo e cinque sul secondo, queste ultime costituite da nicchie scavate nei due muraglioni a retta e realizzate con una struttura in muratura rivestita da intonaco lavorato e da spugne; la Grande Vasca polimaterica, situata sul terzo livello delle Rampe, composta da più bacini, realizzata con una struttura in muratura rivestita da spugne, pietrame e mosaico; le Scogliere e le Piccole Grotte, posizionate lungo i percorsi, realizzate con blocchi di pietra provenienti dalle cave di Monte Ripaldi, come i 'massi erranti' disseminati nei luoghi dove i percorsi si allargano. Col trasferimento della Capitale a Firenze fu affidato all’architetto Giuseppe Poggi l’incarico per la realizzazione del Nuovo Piano di Ampliamento della Città che prevedeva importanti trasformazioni urbane: dall’abbattimento dell’ultima cinta muraria alla realizzazione dei grandi viali di circonvallazione, dalla nuova stazione ferroviaria alla realizzazione del Campo di Marte. Ma soprattutto grazie a quel progetto si dette vita, per la prima volta, ad un vero e organico sistema di verde urbano di respiro europeo, un patrimonio di giardini pubblici destinati e dedicati non solo alle classi privilegiate ma al benessere di tutta la comunità.
Vennero, infatti, risistemate numerose aree verdi che tuttora costituiscono l’ossatura principale della città: il Parco delle Cascine, Piazza Donatello e Piazza Savonarola, Piazza della Libertà e i Pratoni della Zecca Vecchia; ma anche i parterre e i giardini del centro storico, come Piazza d’Azeglio, il Giardino dei Semplici, e soprattutto il belvedere mozzafiato di Piazzale Michelangelo, lo scenografico Viale dei Colli (con i suoi 5,7 chilometri di lunghezza) e la sistemazione, appunto, delle Rampe e del quartiere di San Niccolò. La loro funzione doveva soprattutto assicurare la stabilità geomorfologica della collina visto che in passato si erano verificati movimenti del suolo peraltro già documentati da Leonardo da Vinci e da Giuliano da Sangallo. Le pendici avevano bisogno di essere consolidate e rafforzate, i terreni stabilizzati con la realizzazione di cisterne, condotti idrici e scoli per evitare il ristagno delle acque. Purtroppo, la difficoltà dell’approvvigionamento idrico e la mancata manutenzione dei canali fece si che, in un arco di tempo piuttosto breve, l’elemento vitale e centrale di tutta la progettazione venne a mancare e con esso le specie vegetali che avrebbero dovuto caratterizzare bacini, scogliere e grotte. Negli anni, inoltre, la mancanza di specifici finanziamenti destinati alla manutenzione ed al restauro, ha causato un deterioramento generale che ha reso necessario e urgente un programma di interventi di conservazione e di ripristino degli elementi architettonici e decorativi, dell’impianto idraulico e della vegetazione propria ed originale. Tutto il complesso è sottoposto a tutela da parte del Ministero dei Beni e delle Attività culturali.

IL RESTAURO

Il restauro, cominciato nel luglio dello scorso anno, è stato fra i più complessi e importanti degli ultimi 50 anni a Firenze. Lo dimostrano, come esempio, alcuni dati: 27.000 ore di lavoro, 100 quintali di materiali infestanti rimossi, 1.200 piante ricollocate. L’intervento si è sviluppato in tre direttrici: la conservazione della componente architettonica e materica del sistema (grotte, scogliere e vasche); la realizzazione di un nuovo impianto idrico; il recupero della componente vegetale. In questo contesto un’ importanza del tutto particolare è rappresentata dall’acqua che scorre dall’alto, in suggestivo contrappunto con le acque dell’Arno, e che torna a scorrere dopo un secolo di silenzio e che restituisce a tutto l’insieme il fascino del giardino romantico della seconda metà dell’ Ottocento. L’acqua infatti fuoriesce dalla sommità, dove sono visibili il giglio e la conchiglia, e riempie la prima vasca per confluire nelle tre grotte. Quindi riempie la seconda vasca e attraversa la cascata lunga 8 metri ed alta circa 5 metri cadendo nell’ultima vasca; da qui raggiunge la parte alta delle Cinque Grotte per confluire poi nella vasca ovale e nella grotta singola posta immediatamente sotto la vasca ovale. Infine tutta l’acqua confluisce nella vasca grande della Torre di San Niccolò e nelle due vasche laterali alla Torre dotate di cascate. Quindi viene ricondotta al serbatoio di ricircolo da dove viene ripompata verso l’alto. Per alimentare il sistema è stato costruito un nuovo impianto idrico sostenibile dal punto di vista ambientale e dei costi di gestione, utilizzando un sistema di ricircolo alimentato con acqua di pozzo, senza attingere dalla rete idrica cittadina. Di particolare importanza è stato il recupero della componente vegetale che ha salvaguardato la forma e l’aspetto polimaterico delle componenti architettoniche collocando piante ornamentali, acquatiche e semiacquatiche compatibili con quelle originali, in gruppi omogenei distribuiti negli spazi predisposti per l’impianto vegetale.

 
UN PO’ DI STORIA

Il ‘Sistema delle Rampe del Poggi’ è parte integrante del complesso architettonico-paesaggistico del Viale dei Colli progettato e costruito dall’ architetto Giuseppe Poggi (1811-1901) con la collaborazione di Attilio Pucci (1816 - 1885), primo Soprintendente dei Pubblici Giardini e Passeggi della città nel periodo di Firenze Capitale (1865-1871). E’ la scenografica cerniera fra la città e il suo Piazzale assolvendo di fatto la funzione di consolidamento della collina attraverso opere murarie di sostegno e la regimazione delle acque superficiali. Un tempo era un insieme di campi per la pastura, dove le viottole, scendendo dal Monte alle Croci verso il podere dei Giovannozzi, permettevano l’attraversamento da cima a valle del bestiame. Era un paesaggio di uliveti, di bosco ceduo, di querce e cipressi oltre che di zone coltivate ad orti in cui insisteva la Villa ed il podere dei Padri Filippini di San Firenze.
Poggi nel concepire un’opera principalmente finalizzata al consolidamento della collina ed articolata su più livelli, la rese esteticamente piacevole grazie alle decorazioni sia della grande Vasca polimaterica, come delle Cinque Grotte e dei paramenti murari in bozze di pietra forte attingendo anche alla tradizione Buontalentiana che ritroviamo nella Grande Grotta di Boboli.
Il complesso sistema ideato dal Poggi prevedeva luoghi di sosta, arredi, vialetti, grotte, cascate, affacci con vista che rappresentavano un elemento importantissimo per ammirare, attraverso le visuali ideate, scorci della città. Elementi essenziali del progetto di Poggi erano l’acqua e le piante; la prima proveniva delle fonti di Gamberaia ed Alinari, le seconde scelte e disposte nei vari bacini, scogliere e stillicidi da Attilio Pucci.
Per l’individuazione delle piante messe a dimora da Attilio Pucci, si è rivelata insostituibile la documentazione fotografica d’archivio e l’Enciclopedia Orticola Illustrata – Dizionario Generale di Floricultura di Angiolo Pucci (figlio di Attilio). Le descrizioni contenute nell’Enciclopedia, hanno consentito di comprendere sia i metodi di realizzazione delle scogliere e delle grotte, che l’inserimento delle particolari specie acquatiche e semiacquatiche.

MORFOLOGIA DEL SISTEMA DELLE RAMPE

Partendo da piazza Poggi, e salendo dalla prima rampa con alle spalle Porta San Niccolò, troviamo il primo episodio dove la possente muratura in grandi bozze di pietra forte accoglie una prima piccola grotta, incastonata al centro della composizione e completamente ricoperta da un’infinita varietà di spugne naturali ed artificiali.
Continuando la salita delle rampe, si raggiunge il secondo livello: il paramento di intonaco bugnato e subbiato, le modanature architettoniche abbozzate, sono accostati ad un tripudio di incrostazioni, pomici, stalattiti, spugne naturali ed artificiali, che ricoprono interamente le superfici interne delle grotte, fino a fuoriuscire ed aggrapparsi al paramento esterno.
Nel terzo livello la natura ha il sopravvento: la Grande Vasca fa da protagonista, con questa particolare decorazione tipica di alcuni particolari manufatti da giardino quali grotte, ninfei, muri, ecc., nei quali compaiono per definizione materiali di diversa provenienza. Ai lati la composizione è delimitata da un muretto con volute che presenza una decorazione bicroma in ciottoli realizzata a mosaico, che continua fino alla sommità e racchiude tutta la parte superiore del sistema.
Quest’ultimo ripiano, presenta un paramento caratterizzato ancora dall’accostamento di materiale naturale ed artificiale, spartito da lesene, al centro del quale si trova una conchiglia sagomata in intonaco da cui parte la caduta dell’acqua, che dava e darà vita a tutto il sistema delle “cascate”. A coronamento di tutta la composizione troviamo il giglio fiorentino, rappresentato anch’esso mediante una decorazione a mosaico in ciottoli; al di sopra si trova uno stemma in pietra serena con un’aquila, chiaro inserimento posteriore di epoca fascista.

IL RESTAURO DOPO OLTRE 150 ANNI DA FIRENZE CAPITALE

L’intervento, fra i più complessi e importanti seguiti dall’Ufficio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio del Comune di Firenze, ha interessato tre ambiti:

1.    Il restauro conservativo della componente architettonica e materica; le grotte, le scogliere e le vasche
Per le Cinque Grotte e la Grande Vasca, rispettivamente nel secondo e terzo ripiano, si è proceduto alla verifica dello stato di conservazione delle decorazioni a spugna e delle scogliere, all’eliminazione di infestanti che minavano la stabilità delle superfici decorate, al consolidamento delle parti in fase di distacco ed alla sigillatura di fessure e lesioni che sono state nel tempo punto d’infiltrazione di acque meteoriche con conseguente disgregazione della malta di collegamento. Alcuni elementi che risultavano lesionati e spezzati, dopo averne verificato la stabilità, sono stati ricollocati nella loro sede attraverso imperniatura. Inoltre, sia nella Grande Vasca, sia nelle Grotte, i materiali ferrosi presenti, quali barre, staffe e chiodi a sostegno dei materiali lapidei di rivestimento, si presentavano indeboliti e corrosi a causa dell’ossidazione; per questo, tali materiali sono stati sostituiti o, se possibile, semplicemente affiancati con nuovi elementi di sostegno.
Gli elementi di arredo in mosaico di pillole di fiume, posti a decorazione dei due muri laterali della Grande Vasca, sono stati reintegrati nelle porzioni mancanti di esigua entità; le stuccature cementizie incongrue sono state rimosse e sostituite con malta a base di calce idraulica, e le lesioni che interessavano la struttura muraria sono state consolidate.
Per le vasche dei vari ripiani si è proceduto alla verifica e al ripristino delle fessurazioni e degli scarichi, oltre alla impermeabilizzazione delle stesse.

2.    La realizzazione del nuovo impianto idrico.
A causa di interferenze ed interruzioni che hanno interessato l’articolato sistema di distribuzione originale ideato dal Poggi, che prevedeva l’alimentazione dalle sorgenti di Gamberaia e Alinari, e che per caduta, distribuiva l’acqua alle vasche e le grotte, non è oggi possibile ripristinare tale impianto originario.
Nell’ottica di realizzare un impianto idrico sostenibile dal punto di vista ambientale e dei costi di gestione, si è optato per la realizzazione di due pozzi artesiani, eseguiti ad idonea distanza fra loro in Piazza Poggi. Questo sistema a ricircolo, garantirà una quantità di acqua sufficiente per alimentare l’intero sistema delle Rampe.
Il percorso dell’acqua sarà quello ideato dal Poggi, cioè di caduta dal livello più alto al livello più basso delle Rampe, fino a raggiungere le due vasche laterali al lato della Porta San Niccolò, compreso gli zampilli delle due vasche al primo livello ed al secondo livello. Nella stessa area verrà realizzato un cisterna di raccolta, definito serbatoio di compenso.
Un sistema di pompe di rilancio poste nel serbatoio di compenso porterà l'acqua, nella quantità stabilita dal progetto, alla parte più alta del terzo ripiano. L'acqua in caduta dal livello più alto interesserà tutto il percorso delle Rampe e sarà sempre tutta visibile ad ogni salto di livello, secondo lo scenario originario, nei vari laghetti, grotte, stramazzi e stillicidi.

3.    Recupero della componente vegetale
Nessun documento ci informa delle specie che Attilio Pucci (Firenze 1816-1885) braccio destro di Poggi, dal 1867, nella progettazione del verde del Viale dè Colli, avesse scelto per la ‘Grande vasca’ costituita da scogliere, grotte e bacini e delle cinque arcate sottostanti. Ed è proprio dall’ l’Enciclopedia orticola illustrata - Dizionario generale di Floricultura, opera di suo figlio, Angiolo, che possiamo trarre preziose indicazioni per ipotizzare le piante esistenti nel sistema delle Rampe dove le scogliere interne non solo accoglievano gli stillicidi d’acqua ma anche una vegetazione rigogliosa, come è evidente nella foto di Giacomo Brogi (1822-1881) scattata, molto probabilmente nel 1876, quando l’architetto Giuseppe Poggi consegna(va) all’Ufizio d’Arte del Comune i lavori del Viale dè Colli, compresi i giardini annessi e naturalmente anche le Rampe. Dalle campagne di rilievo delle specie vegetali presenti, avviate già dal 2001 e proseguite nel 2016 e all’inizio del cantiere di restauro, hanno messo in luce un vero e proprio degrado biologico. Molte delle piante presenti sono apparse, per massa e per specie, incompatibili con le componenti scogliere, grotte e bacini che costituiscono le Cinque grotte e la Grande Vasca polimaterica.

L’IMPORTANZA DELL’ACQUA

Il progetto prevedeva che il sistema venisse alimentato per la parte idrica, a caduta, dalla Fonti Gamberaia e Alinari poste sopra il Piazzale.
L’acqua che scorre dall’alto, in suggestivo contrappunto con le acque dell’Arno, ci introduce alla riscoperta di una delle vedute più poetiche della città. E, dopo un secolo di silenzio, torna a zampillare dalle fontane e dalle vasche ed a scrosciare rumorosa nella Grande Vasca.  L’acqua, nel progetto del Poggi, è sostanza del progetto stesso.  “Nel punto il più elevato – scrive l’architetto - dovrà apparire la sorgente dell’acqua come nascesse da Monte in quella quantità che sarà ritenuto potere ottenere. Dal primo bacino in cui cadrà passerà al secondo per mezzo delle tre arcate, … Dal secondo bacino scenderà al terzo per una sola e gran caduta regolata in modo che il suo picco sia il più perfetto onde la lama dell’acqua sia uniforme e di bell’aspetto…”. Essa stessa è dunque anche materia di progettazione del verde urbano.
L’acqua infatti fuoriesce dalla sommità, dove sono visibili il giglio fiorentino realizzato a mosaico e la conchiglia, e bagna la grande pietra che rappresenta la sorgente e quindi riempie la prima vasca e, attraverso tre scarichi di troppo pieno, confluisce nelle tre grotte dette a troniera per la forma svasata come quelle delle fortezze militari, dove ruscella sulle concrezioni calcaree e spugne di mare. Quindi riempie la seconda vasca ed attraverso lo stramazzo (cascata) lunga 8 metri ed alta circa 5 metri cade nell’ultima vasca. Da qui, attraversando la strada in cinque condotti, raggiunge la parte alta delle Cinque Grotte, alte 7,5 metri e larghe 4,5 metri. In quella centrale scroscia in modo copioso, mentre nelle quattro laterali gocciola in più punti ad imitazione delle vere grotte sotterranee. Dalle Cinque Grotte, l’acqua confluisce nella vasca ovale dotata di zampillo centrale e nella grotta singola posta immediatamente sotto la vasca ovale e confluisce nella vasca grande della Torre di San Niccolò, anch’essa dotata di un suo zampillo centrale. Infine, tutto si riversa nelle due vasche laterali alla Torre, dotate di cascate e poi viene ricondotta al serbatoio di ricircolo da dove viene nuovamente pompata verso l’alto.

IL PROGETTO BOTANICO

In linea con i presupposti dell’intervento di restauro e con il ritrovato assetto delle componenti architettoniche del Sistema, il reimpianto della vegetazione è avvenuto seguendo le originali indicazioni progettuali. La scelta vegetale è stata messa a punto in seguito a ricerche sui criteri di progettazione degli allestimenti vegetali originali eseguite su testi e testimonianze sia degli autori della prima sistemazione ambientale Attilio e Angelo Pucci, sia del precursore delle sistemazioni a roccaglia, Edouard Andrè. Osservando la necessità di salvaguardare la forma e l’aspetto polimaterico delle componenti architettoniche sono state scelte piante ornamentali, acquatiche e semiacquatiche compatibili con quelle originali, in gruppi omogenei distribuiti negli spazi predisposti per l’impianto vegetale.

LE SPUGNE E I MATERIALI

Il Viale dei Colli e le Rampe costituiscono un itinerario affascinante lungo il quale si alternano episodi sempre diversi, fatti di visuali sulla città e di architetture da giardino come fontane, grotte, scogliere, panieri di fiori, sedute mosaicate. Il tutto è inserito in un disegno unitario dove natura e arte danno vita ad uno spazio denso di significati. Giuseppe Poggi, attingendo alla tradizione rinascimentale, introduce uno degli elementi specifici delle opere d’arte da giardino: la decorazione “polimaterica”. Nelle fontane, nelle grotte e nei ninfei compaiono così materiali lapidei, ceramici, metallici di diversa provenienza, assemblati con elementi del mondo naturale quali spugne o sassi spugnosi di mare.

I NUMERI DELLE RAMPE

LA COMPONENTE ARCHITETTONICA E MATERICA
6.700 metriquadrati di superficie
100 quintali di apparati radicali infestanti rimossi (edere, rampicanti, caspugli di alloro)
150 spugne marine originali ricollocate (provenienti dal mare di Livorno)
400 metriquadrati di apparati decorativi ricostruiti (per le cinque grotte e per gli intonaci bugnati)
30 quintali di ciottoli di fiume bianchi e neri utilizzati per le ricostruzioni della grande vasca (provenienti da Impruneta)
54,52 metri – il dislivello dallo stemma raffigurante il Giglio alla base in Piazza San Niccolò
8 metri – la larghezza della grande ‘cascata’ (stramazzo) alla base delle Rampe

LA COMPONENTE VEGETALE
1.200 piante semi-acquatiche ed acquatiche ricollocate (ninfee e altre specie)
200 specie ripiantate tra piante rampicanti (Edera, Jasminum spp, ecc.) e tappezzanti (Iris, Abelia)
900 metriquadrati di prato di aiuole in piazza Poggi ricostruito

IL NUOVO IMPIANTO IDRICO
90 Kw la potenza complessiva dell’impianto di spinta per l’alimentazione delle pompe
27.000 litri il volume d’acqua del serbatoio di compenso per la riattivazione della fontana
259.600 litri il volume d’acqua che è in circolo dell’intero sistema
520 minuti (oltre 8 ore) il tempo di riempimento dell’impianto da vuoto (550 litri al minuto)
450 metri di tubi di polietilene per lo scorrimento dell’acqua

LE RISORSE UMANE
4 le grandi ditte specializzate coinvolte nei lavori
28 gli operai specializzati tra restauratori, idraulici, elettricisti, muratori, esperti botanici, ecc.
225 giorni e 27.000 ore di lavoro totali per lo svolgimento dell’intervento

LE RAMPE NEL RACCONTO DI GIUSEPPE POGGI E ANGIOLO PUCCI

Angiolo Pucci spiega la genesi del luogo per la realizzazione delle Rampe nel manoscritto ‘I giardini di Firenze’
‘’Venne a sapere il Poggi  che a confine della chiesa del Monte alle Croci esisteva un poderetto con villa, di proprietà dei padri di San Firenze, che si estendeva scendendo verso la porta San Miniato sino alla strada interna delle mura fra quella porta e l’altra di San Niccolò, strada corrispondente presso a poco alla moderna via dè Bastuioni (…). Alla mente acuta ed il genio del Poggi non poteva sfuggire la bellezza panoramica della località e secondo quanto scrisse, restò subito ‘convinto che non solo il viale deve passare per quei campicelli, ma che nella posizione stessa dove farsi il gran piazzale Michelangelo’ (…). L’idea del Poggi era cosi grandiosa e magnifica che fu accolta col plauso unanime dell’Amministrazione comunale (…)’’.

Giuseppe Poggi descrive come, nella progettazione delle Rampe, la fusione tra natura, artificio, monumento architettonico e componente vegetale si fondono nell’esaltazione dell’elemento acqua
“(…) Nel punto il più elevato dovrà apparire la sorgente dell’acqua come nascesse da Monte in quella quantità che sarà ritenuto potere ottenere. Dal primo bacino in cui cadrà passerà al secondo per mezzo delle tre arcate, facendo in precedenza tre salti nell’interno del grande imbotte strombato già incrostato da spugne. Dal secondo bacino scenderà al terzo per una sola e gran caduta regolata in modo che il suo picco sia il più perfetto onde la lama dell’acqua sia uniforme e di bell’aspetto. Dal terzo bacino le acque si divideranno in due parti mercé due tubi distinti. Il minore dovrà servire alla Fonte, ed ai Tritoni (…) ossia prospetto del secondo Ripiano (…). Il tubo maggiore dovrà servire ai grandi stillicidi, o bacini che saranno formati all’interno delle cinque grotte od arcate da eseguirsi in avvenire. L’acqua della Fonte, e dei Tritoni che caderà nel sottoposto e respettivo gran bacino da costruirsi in marmo (…) dovrà servire a formare il carico ed il getto, mediante apposito condotto, ai quattro Tritoni che circondano la vasca aderente alla Torre di S. Niccolò. L’acqua che costituirà l’avanzo delle cinque grotte aderenti, passerà a scaricarsi nella gran Nicchia, o Grotta sottostante alla fonte citata (…). E dal bacino di questa Grotta o Nicchia l’acqua passerà a scaricarsi mediante tubo nella vasca aderente alla Torre partendo dalla bocca del vaso posto fra le due figure (…). Le acque tutte riunite nel modo indicato nella Vasca adiacente alla Torre, si divideranno in due parti per cadere nelle due tazze laterali alla Torre (…)”  .

Giuseppe Poggi suggerisce alcune operazioni di mantenimento delle Rampe al momento della consegna all’Ufficio d’Arte del Comune di Firenze
“(…) nell’occasione di grandi e lunghe piogge è necessario essere cautelati a che le scogliere non cadano, e siano all’occorrenza prontamente ristabiliti, onde evitare dei forti scoscendimenti che potrebbero riuscire come in antico, molto dannosi. Occorre pure avvertire (…), che le cascate e bacini per l’acqua, siano, nei geli, essiccati onde non producano alterazioni nei muramenti e negli intonaci. (…) poche o molte che siano le acque che arricchiranno le cascate delle rampe, queste dovranno esser deviate nei tempi del gelo, sia per la esposizione al Nord, sia per le condizioni del terreno, e dei muramenti che costituiscono e sostengono i diversi bacini delle rampestesse”.



giovedì 16 maggio 2019

Martedì 21 maggio al Teatro della Pergola di Firenze ore 21 (ingresso libero)

West Wind - Musica Transatlantica

La Gonzaga University in Florence, il Conservatorio Cherubini e l'Università di Firenze inaugurano un'inedita partnership musicale che vedrà in scena musicisti americani e fiorentini
La prima edizione vedrà sul palco della Pergola il Coro della Gonzaga University in Florence diretto dal Maestro Timothy Westerhaus e l'Orchestra Sinfonietta del Conservatorio Cherubini diretta dal Maestro Paolo Ponziano Ciardi, a cui si aggiungeranno elementi dell'Orchestra dell'Università di Firenze.

Anello di congiunzione fra gli Stati Uniti e Europa - in questo caso Firenze - sarà il compositore britannico Alec Roth: Orchestra e Coro eseguiranno infatti “A Time to Dance", una sua cantata sinfonica contemporanea, mentre il Gonzaga University Ballet eseguirà un balletto ispirato alla sinfonia, e coreografato da Suzanne Oestersmith.