venerdì 30 novembre 2018

Via di San Leonardo

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi sta alla piccionaia, casca sempre qualche penna"

giovedì 29 novembre 2018

Giardino delle Rose

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi mal paga un'opera, non può chiederne un'altra"

mercoledì 28 novembre 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (11 - continua): “Mentha viridis (menta)

La Menta, coltivata da sempre per il suo gradevole e fresco profumo e sapore, è molto stimolante e leggermente antisettica. L’olio essenziale, tossico se usato in grande quantità, viene impiegato nell’industria dolciaria e farmaceutica e in liquoreria. Pianta dedicata nell’antichità a Venere ed in seguito alla Vergine Maria, era usata anche al posto dell’alloro per premiare con corone i vincitori di gare sportive”
 (Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

Loggia de'Lanzi

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Buona via non può tenere, quel che serve senza avere"

martedì 27 novembre 2018

lunedì 26 novembre 2018

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Come l'anguilla ha preso l'amo, bisogna che vada dov'è tirata"

giovedì 22 novembre 2018

Modi di dire: Acqua in bocca

“[…] Così come una persona che abbia acqua in bocca non può parlare nel timore di perdere il liquido, il modo di dire significava, in conclusione, un assoluto silenzio! […] la massima viene utilizzata per esortare chi che sia, a non rivelare un qualcosa […].
Ma da quale fonte è generato questo modo di dire? Secondo un aneddoto raccontato dal lessicografo Pietro Giacchi nel suo Dizionario del vernacolo fiorentino del 1878, l’origine sarebbe da ricondurre alla storia di una pia donna, timorata di Dio, una “baciapile” ma dalla lingua lunga e maligna di cui ne faceva un gran uso. […] In confessione la pettegola bigotta, prima di ricevere l’assoluzione per quel suo incallito vizio della maldicenza, fu vivamente rimproverata ed esortata dal sacerdote a non più cadere in quello sbaglio. La donna, pertanto, pregò il prete di aiutarla a trovare una soluzione per impedirle di peccare nuovamente. Il religioso allora le diede una boccetta d’acqua di pozzo dicendole di tenersela sempre con sé e, ogni qual volta  sentisse la necessità di parlar male degli altri, di berne un sorso senza deglutirlo subito. La donna fece come suggerito dal confessore ed ottenne risultati straordinari tanto da ritenere che quell’acqua […] avesse virtù miracolose. […]. ”
(Tratto da: Luciano e Ricciardo Artusi, in Reporter di settembre 2018)

Piazza della Signoria - Via Calzaiuoli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Val più un piacere da farsi chè cento di quelli fatti"

mercoledì 21 novembre 2018

martedì 20 novembre 2018

Lungarno Torrigiani

Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Quanto più si frega la schiena al gatto, più rizza la coda"

lunedì 19 novembre 2018

sabato 17 novembre 2018

Cani eroi

"Diesel, una femmina di pastore belga di sette anni, entrò per prima nell’appartamento di Saint Denis dove si nascondevano i terroristi degli attentati di Parigi del 2015 e fu uccisa. A lei è stata dedicata l’area cani del parco dell’Anconella a Firenze [...].
Questa è la seconda `dedica´ del genere nel capoluogo toscano, dopo quella dell’area cani di via Unione Sovietica intitolata alla celebre cagnolina e cosmonauta russa Laika, celebrata il 3 novembre scorso in occasione del 60/o anniversario dal suo lancio in orbita. [....]"
(Da La Stampa del 5 maggio 2018)

venerdì 16 novembre 2018

giovedì 15 novembre 2018

Le patate del Granduca

“[…] <<trascuravasi questa e quasi disprezzavasi in passato; venne nel 1816 il tifo, ed avendo a compagna la carestia, la necessità fece da maestra. Tutto il contado coltiva ora le patate, ne ottiene raccolte abbondantissime e per lo meno si giova di esse con sommo utile per ingrasso del bestiame>> (Atlante Geografico, Fisico e Storico del Granducato di Toscana di Attilio Zuccagni Orlandini, 1832).
Per gli abitanti di montagna rappresentò una valida integrazione alla dieta a base di castagne. […] Un divertente aneddoto diffuso nella zona di Cetica narra che il Granduca di Toscana in visita in Casentino, passando per Cetica, avesse molto apprezzato il sapore delle patate del luogo. Dalla folla sembra che un ceticatto abbia esordito dicendo:<<Ne mangi quante ne vuole, Signor PRincipe, tanto noi si danno ai maiali!>>”
 (Tratto da: Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino, a cura dell’EcoMuseo del Casentino)

Via Calzaiuoli

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non c'è schiavo più legato, che all'amico l'obbligato"

mercoledì 14 novembre 2018

Proverbio Toscano del Giorno

"L'asino, quando ha mangiato la biada, tira calci al corbello"

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


martedì 13 novembre 2018

lunedì 12 novembre 2018

sabato 10 novembre 2018

venerdì 9 novembre 2018

San Miniato

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Quando il corsaro promette messe e cera mandalo in galera"

giovedì 8 novembre 2018

mercoledì 7 novembre 2018

Automobili Florentia

"La Automobili Florentia è stata una casa automobilistica italiana, attiva al 1901 al 1910.
Nel 1901 venne fondata a Firenze la Fabbrica Toscana di Automobili conosciuta anche come (F.T.A.) con sede in via del Ponte all'Asse 24 e officina in Viale in Curva 15.
Il primo modello costruito era una vetturetta chiamata Florentia che come caratteristiche aveva un raffreddamento a ventilatore, derivazione di quello installato sulle Mercedes, grazie alla quale la vettura aveva un basso consumo di acqua (9 litri per 500 km). Con questa vettura nel settembre del 1901 un pilota fiorentino riuscì a compiere la salita di Montenero che in alcuni tratti raggiungeva il 22%.
La vettura sembrava avere un roseo futuro e così i soci decisero di consolidare l'azienda che l'11 marzo 1903, con atto stipulato dal notaio Carlo Querci, divenne la S.A. Florentia. L'amministratore unico della nuova società fu Leone Strozzi e il consiglio di amministrazione era composto dal presidente Giovanni Angelo Bastogi e dai consiglieri Neri Martini Bernardi, Giuseppe Alberti e Guido Rava. L'azienda poteva contare su un capitale iniziale di 360.000 lire, aumentato in seguito a 1.200.000 lire. Questa situazione durò fino al 1904 quando entrarono nel capitale altri soci che riuscirono a mettere in minoranza i fondatori.
L'azienda aveva delle buone vendite e i suoi modelli vennero apprezzati anche ai saloni di Torino, Milano e anche a quello ben più prestigioso di Parigi. Uno dei più celebri clienti fu la regina Margherita che acquistò una vettura carrozzata Laundalette, da lei subito ribattezzata Rondinella, dipinta di nero e grigio ferro. Nel 1904 a Torino venne esposto un modello da corsa a 4 cilindri 40 HP derivato da una Mors che l'anno precedente aveva vinto una tappa della Paris-Madrid. Infatti la Florentia, anche se principalmente costruiva vetture di lusso, partecipava anche alle principali gare del tempo raccogliendo buoni piazzamenti guidata dai pionieri Leone Strozzi, Guido Trieste e Cleto Calosi.
Nel 1905 la Florentia produceva autovetture, su licenza Rochet-Schneider e imbarcazioni leggere a motore, queste ultime costruite nel cantiere navale di Viale San Bartolomeo alla Spezia. La vendita delle automobili veniva curata dalla grande concessionaria milanese, posta al civico 9 di Via Porta Tenaglia, attrezzata con salone espositivo e officina per le riparazioni.
Florentia 20/30 HP carrozzata "landaulet"
La produzione Florentia, caratterizzata da grande lusso, nel 1907 comprendeva quattro modelli:
    20/30 HP;
    30/35 HP;
    40/50 HP, questi tre modelli montavano un motore a quattro cilindri:
    40 HP, con motore a sei cilindri
Nel 1907 arrivò anche l'ultimo successo in competizioni automobilistiche: il campionato Russo.
Nonostante l'alta qualità delle sue vetture e i buoni risultati nelle corse, nel 1908 si ebbe un radicale rinnovamento societario che oltre a rinnovare al Bastogi la carica di presidente decise di diminuire il capitale a 800.000 lire e poco dopo, l'azienda venne posta il liquidazione il 16 luglio 1910. Le cause della fine della Florentia sono essenzialmente due: l'incapacità di rispondere adeguatamente alla concorrenza e le difficoltà economiche del suo presidente.
Un esemplare del modello "40/50 HP" carrozzato double phaeton, ritrovato negli anni sessanta in un campo di rottamazione presso Salerno è custodito al Museo dell'Auto di Torino. "
(Tratto da Wikipedia)

Proverbio Toscano del Giorno

"Fa' bene a' putti se lo dimenticano, fa' bene a' vecchi muoiono"

Piazzale Michelangelo

Foto di Roberto Di Ferdinando


lunedì 5 novembre 2018