sabato 28 settembre 2019

Veduta da Villa Bardini


Foto fornita dall'ufficio stampa dell'Ente Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze


venerdì 27 settembre 2019

Veduta da Villa Bardini

Foto fornita dall'ufficio stampa dell'Ente Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

domenica 22 settembre 2019

Il Granduca Gian Gastone

“[…] Scrive Harold Acton che <<la giornata del Granduca s’iniziava a mezzogiorno […] pranzava sempre alle cinque del pomeriggio e cenava alle due di notte. Mangiava sempre da solo e di solito a letto […]>>. Non si contano le giornate che Gian Gastone trascorreva interamente preso da interinali orge con decine di ragazzini fatti arrivare dai quartieri più poveri. Venivano reclutati dall’amante Giuliano Dami, ladro e complice di scorrerie, che li pagava con i ruspi (fiorino o zecchino gigliato) e pre questo soprannominati “ruspanti”. Questi ultimi (si dice fossero quasi quattrocento) erano molto temuti dal popolo e dagli aristocratici che mal sopportavano il granduca perché, organizzati in parecchie bande, seminavano panico e violenze tra la gente. […]”
(Tratto da: Storia & storie della Toscana, ed. Medicea, articolo di Alfredo Scanziani)

sabato 21 settembre 2019

Corteo sulle Rampe verso il piazzale Michelangiolo

A_Robia_Corteo sulle Rampe verso il piazzale Michelangiolo_1875_Archivio Storico Comune di Firenze


domenica 15 settembre 2019

La chiesa di Leonardo

(Tratto da “La città sognata” di Marco Conti e Alfredo Scanzani, edizioni medicea,1992)



lunedì 9 settembre 2019

sabato 7 settembre 2019

La grammatica di Luca Della Robbia

“[…] Per tutto il Medioevo e oltre, almeno fino al primo Cinquecento, quando si diceva grammatica si pensava al latino. Latino uguale grammatica; grammatica uguale latino.
Il che vale anche nel caso della preziosa formella di marmo scolpita da Luca Della Robbia per il campanile di Giotto. Il bassorilievo si trovava sul basamento inferiore, dalla parte del campanile rivolta verso Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Firenze. E faceva parte di un ciclo raffigurante le arti liberali, ovvero le attività considerate degne degli uomini <<liberi>>: di chi poteva e doveva avere un’adeguata preparazione intellettuale. Nei vari esagoni erano raffigurate l’astrologia (con un’immagine di Pitagora o forse di Tolomeo, grandi scienziati dell’antichità), l’aritmetica, la musica, la filosofia (con Platone e Aristotele, i due grandi filosofi greci) e appunto -  nella ventesima formella - la grammatica.
Qui l assenza è quella di una lezione: a destra ci sono due scolari, uni intento a scrivere, l’altro a leggere; a sinistra c’è il maestro. Laporta aperta sullo sfondo simboleggia il fatto che attraverso la grammatica si poteva aver accesso a tutte le arti. […] Secondo la tradizione, il maestro raffigurati nella formella dovrebbe essere Prisciano di Cesarea (vissuto nel IV secolo d. C.) o forse Elio Donato (vissuto due secoli dopo). […] Si tratta di dei due grammatici latini più studiati nel Medioevo. […]”
(Tratto da: Il Museo della Lingua Italiana, di Giuseppe Antonelli, Mondadori, 2018)

lunedì 2 settembre 2019