lunedì 30 settembre 2013

Il cielo sopra Firenze

Foto di Roberto Di Ferdinando

Domenica 29 settmbre ore 16,22 - Via Mannelli

Lunedì 30 settembre ore 6,54 - Piazza San Marco

domenica 29 settembre 2013

Presso il viadotto di piazza Alberti


Foto di Roberto Di Ferdinando

sabato 28 settembre 2013

Dopo i Mondiali di Ciclismo a Firenze l'American's Cup

Renzi ha iniziato già i lavori per ospitare a Firenze, dopo i Mondiali di Ciclismo, anche l'American's Cup....

Immagine tratta dalla Rete



Modi di dire: “Pettata”

Testo di Roberto Di Ferdinando

E’ un termine popolare italiano e non prettamente di origine toscana, ma ancora e ampiamente usato a Firenze per indicare una salita ripida e faticosa. L’etimologia e varia: la 4^ edizione (1729-1738) del Vocabolario degli accademici della Crusca ne indica l’origine da petto, cioè dal luogo fisico dove si sente l’affanno nell’ascendere tramite una salita aspra. Ma anche (Treccani), riferito al corpo di alcuni animali, ad esempio i cavalli o gli asini, che trainavano un carro, erano legati per il traino anche lungo il petto, ed affrontando una strada in salita facevano carico, forza, appunto, col petto.
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Il cielo sopra Firenze


Foto di Sara Pezzoli

giovedì 26 settembre 2013

Il cielo sopra Firenze




Foto di Roberto Di Ferdinando

Mondiali di Ciclismo a Firenze

Foto di Roberto Di Ferdinando

Ponte San Niccolò

Lungarno del Tempio

lunedì 23 settembre 2013

venerdì 20 settembre 2013

Installazioni artistiche e biciclette a Firenze

Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Si chiama Cycling Up ed è una delle quattro installazioni artistiche che da alcuni giorni sono apparse nel vicolo dell’Oro, strada appena dietro Ponte Vecchio, in cui si trovano gli hotel del Lungarno Collection, la catena di hotel di lusso, sponsor dell’iniziativa. Le opere, realizzate  dall’architetto Simone D’Auria, hanno come tema la bicicletta e non poteva essere altrimenti, visto il prossimo avvio dei Mondiali di Ciclismo a Firenze. Cycling Up si compone di 22 biciclette da corsa che, su un fondo di erba sintetica, si arrampicano letteralmente per 20 metri sulla parete del Gallery Hotel Art. Davanti all’ingresso dell’albergo, invece, una rastrelliera a forma di tavolo (Pit Stop) accoglie delle vere e funzionanti biciclette, mentre sull’altro lato della strada uno specchio grande (Mirror) fa da rastrelliera e rende omaggio alla “Graziella” il modello di bici più conosciuto in Italia, che quest’anno compie 50 anni, e dove qui è rappresentato da due modelli speciali realizzati da Bottecchia per festeggiare l’anniversario. Infine alcune calcomanie 3D, raffiguranti corridori sportivi di bicicletta, applicate sulla manto stradale del vicolo conducono il passante verso le installazioni.
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Il mercante fiorentino

Testo di Roberto Di Ferdinando (tratto da: Sette-Corriere della Sera)

Nelle settimane scorse, sul settimanale SETTE, Giovanni Vigo, che sulla rivista cura, tramite approfonditi articoli di storia economica, una rubrica dal titolo “Mille anni di buona economia italiana – Lo sviluppo dei commerci e della finanza”, ha dedicato un suo intervento alla figura del mercante, in particolare il mercante fiorentino del Trecento e Quattrocento e l’importanza in quel periodo del fiorino, descritto come il “dollaro del Medioevo”.
Vigo parte dalla constatazione che in quei secoli, nel mondo allora conosciuto, l’Italia si trovava  in una posizione centrale, a metà e ponte tra il Nord ed il Sud dell’economia mediterranea e via d’accesso al Vicino Oriente ed alla Cina. E l’attore principale di questo sviluppo commerciale e produttivo era il mercante che era allora altamente specializzato e svolgeva molteplici funzioni: “commercio di lana grezza, produzione di drappi, organizzava la produzione curando, attraverso i suoi agenti, il lavoro a domicilio di filatori e tessitori, e la rifinitura dei tessuti nelle botteghe cittadine, acquistava le materie prime e vendeva i prodotti finiti, faceva il banchiere e l’armatore,  non di rado speculava sui cambi. Una figura complessa che rispondeva in parte alla necessità di tenere sotto controllo l’intero ciclo della produzione e del commercio, in parte all’esigenza di ripartire il proprio capitale fra diverse operazioni in modo da contenere i rischi”.
Inoltre, Vigo ricorda come l’attuale finanza ed economia abbia attinto alle intuizioni di quei secoli, se non perfino prima,: “Fra il Mille e il Quattrocento si verificò un notevole sviluppo della tecnica degli affari: l’organizzazione delle fiere, la lettera di cambio (ma anche l’assegno, il conto corrente, l’apertura di credito, il giroconto, il servizio di cassa, il credito alle imprese), le nuove forme di contabilità (tra cui la partita doppia) e nuovi tipi di società”.
Quell’economia dinamica aveva bisogno anche di una moneta che potesse essere comunemente accettata nelle transazioni e nei mercati internazionali. Nacque così su volere di Carlo Magno la lira che indicava la corrispondenza del valore di una libbra (da qui il nome) di argento. Ma l’argento era usato per le transazioni di valore modesto. Per questo nel Duecento si iniziò a battere sempre di più monete d’oro perché supportassero gli scambi commerciali-internazionali più ingenti: nel 1252 Genova coniò la sua prima moneta d’oro (genovino), poi, alcuni mesi dopo, fu Firenze con il fiorino e più tardi, nel 1284 arrivò il ducato di Venezia. Il fiorino, grazie al dinamismo ed alle disponibilità economiche dei mercanti fiorentini divenne la moneta più ricercata sui mercati (il “dollaro del Medieovo”), nonostante la diffidenza iniziale nei suoi confronti (come sta accadendo all’euro).
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Mondiali di Ciclismo a Firenze - Immagini tratte dalla Rete









Bar Marchionne - Piazza Alberti - Firenze



Dal 26 settembre una nuova rivista: Storia & Storie Toscane - Edizioni Medicea Firenze Srl

Storia e Storie di Toscana, una terra da raccontare

Storia e Storie di Toscana è la nuova rivista di microstoria con il primo numero in uscita nell'ottobre 2013. Diretta da una grande firma del giornalismo toscano come quella di Pierandrea Vanni, la rivista vede nel proprio Comitato di redazione giornalisti ed autori di grande livello (da Alfredo Scanzani a Carlo Baroni, da Giuseppe Guanci a Pino Miglino, da Sergio Di Battista ad Aldo Villani) che hanno accettato la grande sfida di fare una rivista che abbini il rigore scientifico al gusto per la lettura. La strada insomma è quella della buona divulgazione storica garantita da uno staff di giornalisti professionisti che hanno nell'amore per la Toscana e la sua storia il proprio unico comune denominatore.

La rivista di storia con foliazione 16/24 pagine ha periodicità mensile.

Ed Ecco l'editoriale di Storia e Storie di Toscane numero 1 di settembre 2013:

Racconteremo la Toscana attraverso la sua storia, compito impegnativo, ne siamo consapevoli, e le sue storie.

E’ la mission, come si dice con un termine molto in voga, di questo giornale.

Piu’ semplicemente, e fuori da ogni retorica, è il proposito che lega un gruppo di collaboratori, fra i quali diversi giornalisti, e la Edizione Medicea, da molti anni presente nelle librerie  come testimonia un catalogo rilevante in termini di qualità e di quantità.

Non sarà facile raccontare la storia della Toscana. Lo faremo con un misto di umiltà e di professionalità, ricercando temi che possano suscitare interesse e, al tempo stesso, portandoli all’ attenzione dei lettori nella forma meno didattica possibile. Niente contro la didattica, ci mancherebbe, ma quello che preme, appunto, è raccontare la storia, far rivivere pagine note e meno note, attingere alla cassapamca delle memorie che magari ogni famiglia conserva gelosamente.

La Toscana è storia. Per questo esiste un nesso strettissimo, insicindibile, fra il territorio, i suoi abitanti e le vicende che li hanno visti protagonisti. Sempre in primo piano. Ma la Toscana è anche storie.

Verrebbe da dire che la storia e le storie sono a pieno titolo nel Dna toscano. Ecco perchè racconteremo l’una e le altre attraverso un giornale che non sarà monografico, ma neppure un frullato indistinto. E daremo molto spazio a quel mondo fatto di associazioni piccole e grandi, e anche di singoli, che si occupano per passione o per cento altri imotivi  proprio delle due direttrici lungo le quali ci muoveremo.

Ci aiuterà prima di tutto  la qualità dei collaboratori e l’entusiasmo che li anima ma anche un progetto editoriale ben definito e una grafica accattivante e che consente una facile lettura, ma ci vorrà anche e soprattutto l’aiuto dei lettori, il loro interesse, le loro curiosità.

Proviamo assieme a portare un piccolissimo tassello a quello straordinario mosaico che si chiama Toscana.

info: http://www.edizionimediceafirenze.it/index.php/storia-e-storie-toscane

Il cielo sopra Firenze il 19 settembre



Foto di Roberto Di Ferdinando

giovedì 19 settembre 2013

Buongiorno

Foto di Roberto Di Ferdinando


mercoledì 18 settembre 2013

lunedì 16 settembre 2013

Buongiorno

Foto di Roberto Di Ferdinando


domenica 15 settembre 2013

venerdì 13 settembre 2013

martedì 10 settembre 2013

lunedì 9 settembre 2013

domenica 8 settembre 2013

Sant’Orsola rivestita di dollari

Testo di Roberto Di Ferdinando
(Foto di Massimiliana Molinari)

Il complesso dell’ex Convento di Sant’Orsola, zona Mercato Centrale, versa da decenni in uno stato di profondo abbandono. Ogni nuova giunta politica che s’insedia nell’amministrazione pubblica ha un proprio progetto per riqualificare questi grandissimi spazi oggi degradati. Ma ogni volta il fatidico progetto non parte mai, il problema è sempre lo stesso: mancanza di soldi! Soldi, eppure oggi, camminando in via Guelfa, è possibile osservare che sulle pareti esterne di Sant’Orsola ci sono tanti di soldi, per la precisione 120.0000 dollari (120.000 banconote da un dollaro) incollati sui muri dell’ex convento. Purtroppo non si possono spendere perché sono dei fac-simili, oltre a costituire un’opera d’arte. Infatti, l’artista ceco Vaclav Pisvej personalmente ha incollato le 120.000 banconote completando così, a tappe in un anno, la sua installazione che è stata inaugurata il 10 agosto scorso per la festa di San Lorenzo. L’opera d’arte “dollaresca” è stata autorizzata dalla Provincia che è proprietaria dello stabile. Quest’opera vuole rappresentare la concentrazione in poche mani della ricchezza nel mondo. Ma c’è anche chi ci vede una speranza che finalmente tutti questi soldi, sebbene finti, attirino quelli veri e dei privati, perché il complesso di Sant’Orsola venga riqualificato. Intanto le sue mura esterne sono diventate uno spazio per l’arte contemporanea.
RDF



sabato 7 settembre 2013

venerdì 6 settembre 2013