mercoledì 31 gennaio 2018

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi muor giace, e chi vive si dà pace"

martedì 30 gennaio 2018

Firmato a Firenze l'Accordo di Programma tra la Regione Toscana e il Ministero dello Sviluppo Economico, per i progetti 4 e 5 del Programma Galileo di Baker Hughes, A GE company

La firma dell'accordo di programma tra la Regione Toscana e il Ministero dello Sviluppo Economico, relativamente ai progetti 4 e 5 del Programma Galileo di Baker Hughes, A GE company, che in Italia opera principalmente attraverso la Nuova Pignone, e' stata posta  a Firenze: la firma in questione rappresenta il sigillo all'accordo di programma tra la Regione Toscana, rappresentata dal Presidente, Enrico Rossi e il Ministero dello Sviluppo Economico, con in persona il Ministro, Carlo Calenda, sottoscritto a novembre 2016 e che definisce il cofinanziamento dei progetti pari circa al 30% tra risorse ministeriali e regionali. Il quarto progetto prevede lo sviluppo di una piattaforma innovativa di compressore assiale per turbine a gas della famiglia Noval T. L'innovativa piattaforma sarà funzionale per rafforzare la propria presenza nel segmento delle turbo macchine con potenza sotto i 40 MW. Il quinto progetto,invece, del programma Galileo, consentirà lo sviluppo di soluzioni digitali innovative a supporto dei prodotti appartenenti al portafoglio di BHGE. Tali soluzioni andranno a vantaggio della produttività lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto, dalla progettazione, alla produzione, alla operatività quando installate negli impianti. Per ciascuno dei progetti del programma Galileo, BHGE, come ha sottolineato, dopo la firma avvenuta   al Teatro dell'Opera di Firenze, nel corso della annuale convention di Baker Hughes A Ge company, il presidente di Nuovo Pignone, Massimo Messeri, "sono stati presentati  costi di ricerca e sviluppo per un massimo di 40 milioni di euro, con un valore complessivo degli investimenti aziendali che si attesta sui 400 milioni, nell'arco dei cinque anni del programma, dal 2016 al 2020" "E' un impegno - prosegue  Messeri - che porterà 60 nuove assunzioni, entro i prossimi cinque anni, oltre a un forte investimento in formazione e orientamento per i giovani. Si tratta di un tassello fondamentale all'interno di un programma ambizioso, che si articola su cinque progetti, i cui ultimi due prevediamo di firmare entro la fine del 2018 in collaborazione con Regione e Mise". "Questo momento - conclude Messeri - testimonia il continuo impegno di BHGE Nuovo Pignone, nei confronti del territorio e delle Istituzioni del Paese, per noi partner affidabili e di grande valore" .
Gianni Di Ferdinando

Piazza SS. Annunziata

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Arno e mori, ogni anno ne vuole"

lunedì 29 gennaio 2018

giovedì 25 gennaio 2018

Firenze – canzone triste

"Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l’aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano"
(Ivan Graziani, Firenze – canzone triste)



Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Quando la campana ha suonato, è inutile dir di no"

lunedì 22 gennaio 2018

domenica 14 gennaio 2018

venerdì 12 gennaio 2018

Piazza della Signoria

Foto di Francesco Baciocchi


Dedicata a Franca Rame e Dario Fo La nuova targa del teatro Obihall di Firenze

L’opera, realizzata dall’artista grafico Stefano Rovai,
è stata svelata dal figlio Jacopo Fo giovedì 11 gennaio

L’ultima volta nel 2012 con “Mistero buffo”, la prima nel 1979, in scena andavano “Tutta casa, letto e Chiesa” e “Storia della Tigre e altre storie”.

Una storia lunga oltre trent’anni quella che ha legato Franca Rame e Dario Fo con il teatro Obihall di Firenze. Una storia che Obihall ha voluto immortalare con una targa, realizzata dall’artista grafico Stefano Rovai, che va ad aggiungersi alla hall of fame del teatro di via Fabrizio De Andrè.

A svelare l’opera è stato il figlio dei due grandi artisti scomparsi, Jacopo Fo, nel corso di una cerimonia che si è svolta nella mattinata di giovedì 11 gennaio.

“E’ bello ritrovarmi a distanza di anni in spazi come questo – ha spiegato Jacopo Fo – al di là della cultura e dei contenuti, c’era una vitalità incredibile e si sono creati rapporti che sono andati avanti nel tempo. E’ un grande patrimonio di relazioni umane. Essere figlio di Dario Fo e Franca Rame, da un certo punto di vista, è stata una esperienza traumatica. Ricordo bene i viaggi, gli spettacoli, il clima di tensione che si respirava in certe città. Mia madre diceva ‘dietro un grande uomo c’è sempre una donna stupita”: il mio nuovo spettacolo 'Superman è una pippa', che domani sera porterò al Puccini di Firenze, parte proprio da queste storie di famiglia per cercare di capire dove ci hanno imbrogliato, dove sono i meccanismi che non funzionano”.

Ha detto  Claudio Bertini di Obihall: “Nel 2018 festeggiamo i quarant’anni di questa struttura, nata come Teatro Tenda e poi trasformatasi in Saschall, quindi in Obihall. Ricorderemo episodi e protagonisti, e ci è sembrato doveroso iniziare da Franca Rame e Dario Fo, che su questo palco passarono soprattutto negli anni in cui erano fuori dal circuito dei teatri ufficiali. I ricordi sono tantissimi, alcuni leggendari, come le affissioni notturne dei loro manifesti sopra quelli elettorali, la settimana passata insieme nel 1981, Dario e Franca al lavoro in biglietteria…”.

Tra gli spettacoli di Franca Rame e Dario Fo all’Obihall/Saschall/Teatro Tenda ricordiamo “Clacson trombette e pernacchie” (marzo 1982), “Coppia aperta” e “Il fabulazzo osceno” (febbraio 1984), “Ruzzante” (gennaio 1995), “Sesso? Grazie, tanto per gradire” (aprile 1995), “L’anomalo bicefalo” (febbraio 2004), “Mistero buffo” (gennaio 2012).



Info
Obihall - via Fabrizio De André
angolo Lungarno Aldo Moro - Firenze
Tel. 055.65.04.112 - info@obihall.it
www.obihall.it

Proverbio Toscano del Giorno

"Alla fin del gioco, tanto va nel sacco il re quanto la pedina"

giovedì 11 gennaio 2018

"Fiorenza giglio di potenza virgulto primaverile..."

"Fiorenza giglio di potenza virgulto primaverile. Le mattine di primavera sull’Arno. La grazia degli adolescenti (che non è grazia al mondo che vinca tua grazia d’Aprile), vivo vergine continuo alito, fresco che vivifica i marmi e fa nascere Venere Botticelliana…"
(Dino Campana)

Via dell'Erta Canina

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Al fin pensa sovente, avrai sana la mente"

mercoledì 10 gennaio 2018

Via dei Bastioni

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non si rompe mai un bicchiere che non se ne rompan tre"

martedì 9 gennaio 2018

Santa Croce

"Non morrà in Italia il ricordo dei difensori toscani che con animo non impari a quello del leggendario manipolo lacedemone, apposero i loro petti alle orde avanzanti tra Curtatone e Montanara sui campi italiani a ripristinare il dominio del giogo feroce e della tirannide austriaca. Oggi, l’Italia, la Toscana e Firenze, in quella regione ideale del tempo, della storia e della gloria che il tempio di Santa Croce, innalzano a quel ricordo i pensieri più puri e dedicano a quella gloria il fiore delle loro speranze."
(Maffio Maffii)

Lungarni

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Un male e un frate rade volte soli"

lunedì 8 gennaio 2018

Il Canto alla Quarconia

“[…] Il Canto alla Quarconia è situato all’angolo tra via de’Cerchi  e via del canto alla Quarconia. Il suo nome deriva dall’espressione  “quare quoniam”. Locuzione latina che aveva valore giuridico per indicare una sentenza di colpevolezza e di condanna (quare= per quale motivo, quoniam= perché). Con questa formula, iniziava il documento con il quale il Granduca, Ferdinando II, istituì l’Ospizio della Quarconia. Realizzato come istituzione caritatevole nel 1650, in via dei Cimatori, da Ippolito Francini, amico del Granduca, costituì un ricovero per dare alloggio, vitto, protezione e istruzione a bambini orfani e vagabondi, che spesso versavano in pessime condizioni di vita. L’Istituto, detto anche Casa dei monellini, fu poi rinominato Ospizio di San filippo Neri. La benefica attività di Ippolito Francini (che aveva in precedenza ospitato i bambini nella propria abitazione e poi nel chiasso Baroncelli, in un magazzino concesso dal cardinale Leopoldo de’Medici) non cessò con la sua morte avvenuta per ferite “da spada” riportate nel tentativo di portare pace fra due duellanti; poco prima di morire raccomandò, infatti, i suoi “monellini” a due carissimi amici: il sacerdote Filippo Franci e Benedetto Salvi. Il suo desiderio fu rispettato: per concessione del Granduca fu aperto, in prossimità di Piazza della Signoria, il grande edificio della Quarconia, che divenne rifugio per poveri ragazzi di strada. […] Con il passare del tempo, l’Istituto si trasformò in un riformatorio, forse il primo del quale si abbia conoscenza, che costituì un severo provvedimento disciplinare nei confronti dei ragazzi per le loro attività di accattonaggio, furto e vagabondaggio e per il loro comportamenti che causavano disturbo ai cittadini. I giovani venivano confinati, per meditare sulle proprie “colpe”, in otto piccole celle: non era solamente rieducazione spirituale quella a cui venivano sottoposti i monellini! L’Istituto rimase aperto fino al 1766, anno della sua soppressione, quando i monellini vennero trasferiti nella Pia Casa di Lavoro di Montedomini situata tra via de’Malcotenti e via delle Casine.  […] Nella sede dell’Istituto, nel 1789, Gioacchino Cambiagi, sfidando le ingiunzioni del Granduca che ne chiedeva la demolizione, inaugurò il Teatro della Quarconia, luogo di divertimento popolare [..] Nel 1840 il teatro venne acquistato dall’imprenditore Lucherini, che lo fece restaurare […] Dopo l’annessione al regno d’Italia divenne Teatro Nazionale, e nel dopoguerra si trasformo in Cinema nazionale, chiuso nella seconda metà degli anni Ottanta. […]”
(tratto da: “Il canto della Quaconia – Un agolo di Firenze per l’infanzia”, di Amedeo Menci, in La Toscana)


Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Al male fagli male"

venerdì 5 gennaio 2018

giovedì 4 gennaio 2018

"Il «mistero dei tetti» di Firenze...."

"Il «mistero dei tetti» di Firenze è tutto qui: essi sono, con la Cupola, quasi un «sacramento» che si fa specchio e diffusore della bellezza, della purità e della pace celeste!"
(Giorgio La Pira)
 

Proverbio Toscano del Giorno

"Tra la culla e la bara ogni cosa è incerta"

Piazza della Signoria

Foto di Francesco Baciocchi

mercoledì 3 gennaio 2018

Giardino delle Rose

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Tempo, vento, signor, donna, fortuna, voltano e tornan come fa la luna"

martedì 2 gennaio 2018

La Firenze di Vanni Santoni

“[…] Firenze è un personaggio da conoscere da vicino, va esplorata  lontana dai cliché da cartolina e al calar della sera. […] San Miniato è come un faro che punta i suoi raggi luminosi sulla città tracciandone, di fatto, la prima planimetria. […] Da quest’altezza si scorge la verità di Firenze e i bagliori che ci rimanda dal basso sembrano un’alba che non spunta mai o, a seconda del mio stato d’animo, braci che stanno per spegnersi. O risorge o brucia. Uno scenario d’insieme da cui spiccano particolari che da altre prospettive  non è possibile percepire. Tra questi la Badia Fiorentina, a pianta esagonale con il campanile a punta inaspettato come un’epifania, nascosto e poco visibile da sotto. […] il tanto discusso Palazzo di Giustizia […] sembra un edificio progettato da Escher dopo un summit con Kafka, e nella prospettiva d’insieme s’incastona bene, forma uno sfondo alla Bosch con geometrie quasi infernali. Quassù, lontano dai rumori della movida molesta, preferisco godere del silenzio. […] Arriviamo in piazza Duomo di lato o da dietro così da farci travolgere dal suono fantastico della Cupola del Brunelleschi, come fosse il boato della sirena di un vascello in partenza. Per percepire una musica lieve ed ambient, invece, bisogna virare in direzione della Santissima Annunziata, immersa in un’atmosfera eterea  e un po’ marginale, che è riuscita a mantenere la sua indole di zona di passaggio, in entrata o in uscita dal centro.”
(Tratto dall’intervista a Vanni Santoni in  “La Freccia – Light&Sounds di dicembre 2017)

Via dei Bastioni

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Tanto razzola la gallina, che scuopre il coltello che l'ammazza"