sabato 29 febbraio 2020

Villa Bardini

Foto di Stefano Casati
 
 

mercoledì 26 febbraio 2020

Ecco a voi ‘I colori di Arlecchino!’ Esposizione in sede Fondazione CR Firenze

  Fino al 31 maggio è esposto il nucleo restaurato degli Arlecchini
di Giovanni Domenico Ferretti, di proprietà della Fondazione,
assieme ad opere di altre raccolte italiane
 
Rinviata a nuova data l’ inaugurazione prevista oggi pomeriggio

E’ la maschera più famosa della Commedia dell’Arte la protagonista dell’esposizione ‘I colori di Arlecchino. La Commedia dell’Arte nelle opere di Giovanni Domenico Ferretti’, aperta da domani al 31 maggio presso lo Spazio Mostre della Fondazione CR Firenze (ingresso gratuito; aperta tutti i giorni – ad esclusione di 12 e 13 aprile, 1° maggio – orario: dalle 10 alle 18; Visite guidate per gruppi gratuite solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili – INFO Tel. +39 055 5384 001, incollezione@fcrf.it). L’hanno presentata stamani ai giornalisti il curatore Fabio Sottili e il responsabile della Commissione tecnica arte della Fondazione CR Firenze Carlo Sisi. L’ inaugurazione, prevista oggi pomeriggio, è stata rinviata a data da destinarsi.
Il nucleo centrale della rassegna è rappresentato dalle 16 tele di Giovanni Domenico Ferretti, una delle figure chiave della pittura italiana del Settecento, raffiguranti i “Travestimenti di Arlecchino” e realizzate fra il 1746 ed il 1749. Furono richieste dal nobile senese Orazio Sansedoni, cavaliere di Malta e alto funzionario lorenese, che, per esporle, allestì uno specifico ‘Gabinetto degl’Arlicchini’ nella sua residenza fiorentina presso la Casa della Commenda di Ponte Vecchio. Le opere, ora appartenenti alla collezione d’arte della Fondazione CR Firenze, sono state sottoposte ad un complessivo intervento di restauro e pulitura che ha consentito una lettura assai più efficace di uno dei soggetti iconografici più amati del Settecento.
Prendendo spunto da spettacoli della Commedia dell’Arte, le tele mostrano scenette in cui Arlecchino è autore di burle o di fatti giocosi, eredi di quel filone della pittura ‘caricata’ che, fin dal Seicento, caratterizzava la cultura fiorentina. Per rendere più facilmente apprezzabili queste tele e comprenderne la portata innovatrice, sono affiancate nel percorso espositivo da documenti e repliche per complessive 39 opere che contribuiscono ad apprezzare la fortuna di tali soggetti, e l’amore dimostrato per le maschere soprattutto durante il Carnevale, poi ereditato da Giuseppe Zocchi e Thomas Patch. A corredo è stata pubblicata una guida all’esposizione edita da Polistampa (15 euro).
Anche questo momento si inserisce nel percorso di valorizzazione e di apertura al pubblico e alla città della parte più significativa della preziosa raccolta d’arte di proprietà della Fondazione CR Firenze, cominciata ormai quattro anni fa col programma ‘In Collezione’ e tuttora in corso con crescente interesse da parte del pubblico.
Giovanni Domenico Ferretti (1692-1768)
Figlio di padre orafo originario dell’Emilia e madre fiorentina (zia del noto erudito Anton Francesco Gori), Ferretti si formò a Imola presso Francesco Chiusuri, e a Firenze sotto Tommaso Redi e Sebastiano Galeotti, per poi concludere il suo apprendistato presso la stimolante scuola felsinea dal bolognese Felice Torelli. Tornato a Firenze “dotato di fantasia e spirito pittoresco”, nel 1717 entrò a far parte dell’Accademia del Disegno. Iniziò da quel momento una instancabile attività di affreschista per la nobiltà toscana che lo portò ad essere il pittore fiorentino maggiormente conteso del XVIII secolo. Infatti prese parte alle più importanti decorazioni toscane del tempo sia pubbliche, come vediamo a Firenze nella Badia Fiorentina, in Ognissanti e in San Salvatore al Vescovado, sia private, secondo quanto vediamo nei palazzi fiorentini dei Capponi, Ginori, Della Gherardesca, Panciatichi, Roffia, Rucellai, Pucci, ma soprattutto nell’imponente ciclo compiuto a Pistoia per gli Amati, e a Siena nella dimora dei Sansedoni. L’opportunità di vedere l’Autoritratto degli Uffizi in confronto diretto con quello di Casa Sansedoni permette di capire il percorso artistico del pittore, che vede innestare nella sua cultura fiorentino-emiliana le novità del Ricci e del Crespi, arrivando con “altra macchia, e maggior idea” a quegli anni quaranta del Settecento che rappresentano il suo momento di maturità, qui visibile nella felicità d’invenzione e nella sensibilità cromatica dei quadri con Nani e con Arlecchini, per la prima volta esposti insieme.
I colori di Arlecchino.
La Commedia dell’Arte nelle opere
di Giovanni Domenico Ferretti
Spazio Mostre Fondazione CR Firenze
Via Bufalini 6 – Firenze
Ingresso gratuito
Aperta tutti i giorni – ad esclusione di 12 e 13 aprile, 1° maggio
Orario: dalle 10 alle 18
Visite guidate per gruppi gratuite solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili
INFO Tel. +39 055 5384 001, incollezione@fcrf.it

martedì 25 febbraio 2020

Campanile di Giotto

[…] Sul Campanile, come Goethe ebbe sicuramente modo di notare, ci sono piccoli bassorilievi, di Andrea da Pontedera e altri, che rappresentano l’Agricoltura, la Metallurgia, la Tessitura, la Legge, la Meccanica, e via discorrendo: un sistema di politica economica scolpito ed esemplare. Ogni aspetto di Firenze, dal più grande al più piccolo, ribadisce l’immanenza della legge. […].”
(Mary McCarthy)

domenica 23 febbraio 2020

Ecco a voi ‘I colori di Arlecchino!’
Esposizione con doppia performance 
in sede Fondazione CR Firenze



Dal 26 febbraio al 31 maggio è esposto il nucleo restaurato degli Arlecchini 
di Giovanni Domenico Ferretti, di proprietà della Fondazione, 
assieme ad opere di altre raccolte italiane
  Per l’inaugurazione, martedì 25 febbraio alle ore 18.30, 
è prevista una performance teatrale degli attori Enrico Bonavera 
(l’erede di Ferruccio Soleri) ed Eleonora Marchiori
Il curatore è a disposizione dei media martedì 25 febbraio alle ore 11.30

E’ la maschera più famosa della Commedia dell’Arte la protagonista dell’esposizione ‘I colori di Arlecchino. La Commedia dell’Arte nelle opere di Giovanni Domenico Ferretti’, allestita dal 26 febbraio al 31 maggio presso lo Spazio Mostre della Fondazione CR Firenze (ingresso gratuito; aperta tutti i giorni – ad esclusione di 12 e 13 aprile, 1° maggio – orario: dalle 10 alle 18; Visite guidate per gruppi gratuite solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili – INFO Tel. +39 055 5384 001, incollezione@fcrf.it).
 L’inaugurazione (solo su invito) è martedì 25 febbraio alle ore 18.00 e alle 18.30 si terrà una performance teatrale degli attori Enrico Bonavera, erede del più grande Arlecchino di tutti i tempo Ferruccio Soleri e di Eleonora Marchiori. La rappresentazione, intitolata ‘Dalla tela alla scena’ e della durata di 15 minuti, sarà replicata intorno alle 19.30.
 Il nucleo centrale della rassegna, a cura di Fabio Sottili, è rappresentato dalle 16 tele di Giovanni Domenico Ferretti, una delle figure chiave della pittura italiana del Settecento, raffiguranti i “Travestimenti di Arlecchino” e realizzate fra il 1746 ed il 1749. Furono richieste dal nobile senese Orazio Sansedoni, cavaliere di Malta e alto funzionario lorenese, che, per esporle, allestì uno specifico ‘Gabinetto degl’Arlicchini’ nella sua residenza fiorentina presso la Casa della Commenda di Ponte Vecchio. Le opere, ora appartenenti alla collezione d’arte della Fondazione CR Firenze, sono state sottoposte ad un complessivo intervento di restauro e pulitura che ha consentito una lettura assai più efficace di uno dei soggetti iconografici più amati del Settecento.
 Prendendo spunto da spettacoli della Commedia dell’Arte, le tele mostrano scenette in cui Arlecchino è autore di burle o di fatti giocosi, eredi di quel filone della pittura ‘caricata’ che, fin dal Seicento, caratterizzava la cultura fiorentina. Per rendere più facilmente apprezzabili queste tele e comprenderne la portata innovatrice, sono affiancate nel percorso espositivo da documenti e repliche per complessive 39 opere che contribuiscono ad apprezzare la fortuna di tali soggetti, e l’amore dimostrato per le maschere soprattutto durante il Carnevale, poi ereditato da Giuseppe Zocchi e Thomas Patch. A corredo è stata pubblicata una guida all’esposizione edita da Polistampa (15 euro).
 Anche questo momento si inserisce nel percorso di valorizzazione e di apertura al pubblico e alla città della parte più significativa della preziosa raccolta d’arte di proprietà della Fondazione CR Firenze, cominciata ormai quattro anni fa col programma ‘In Collezione’ e tuttora in corso con crescente interesse da parte del pubblico.

Giovanni Domenico Ferretti (1692-1768)
Figlio di padre orafo originario dell’Emilia e madre fiorentina (zia del noto erudito Anton Francesco Gori), Ferretti si formò a Imola presso Francesco Chiusuri, e a Firenze sotto Tommaso Redi e Sebastiano Galeotti, per poi concludere il suo apprendistato presso la stimolante scuola felsinea dal bolognese Felice Torelli. Tornato a Firenze “dotato di fantasia e spirito pittoresco”, nel 1717 entrò a far parte dell’Accademia del Disegno. Iniziò da quel momento una instancabile attività di affreschista per la nobiltà toscana che lo portò ad essere il pittore fiorentino maggiormente conteso del XVIII secolo. Infatti prese parte alle più importanti decorazioni toscane del tempo sia pubbliche, come vediamo a Firenze nella Badia Fiorentina, in Ognissanti e in San Salvatore al Vescovado, sia private, secondo quanto vediamo nei palazzi fiorentini dei Capponi, Ginori, Della Gherardesca, Panciatichi, Roffia, Rucellai, Pucci, ma soprattutto nell’imponente ciclo compiuto a Pistoia per gli Amati, e a Siena nella dimora dei Sansedoni. L’opportunità di vedere l’Autoritratto degli Uffizi in confronto diretto con quello di Casa Sansedoni permette di capire il percorso artistico del pittore, che vede innestare nella sua cultura fiorentino-emiliana le novità del Ricci e del Crespi, arrivando con “altra macchia, e maggior idea” a quegli anni quaranta del Settecento che rappresentano il suo momento di maturità, qui visibile nella felicità d’invenzione e nella sensibilità cromatica dei quadri con Nani e con Arlecchini, per la prima volta esposti insieme.

I colori di Arlecchino. 
La Commedia dell’Arte nelle opere 
di Giovanni Domenico Ferretti 
Spazio Mostre Fondazione CR Firenze
Via Bufalini 6 – Firenze
Ingresso gratuito
Aperta tutti i giorni – ad esclusione di 12 e 13 aprile, 1° maggio
Orario: dalle 10 alle 18
Visite guidate per gruppi gratuite solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili

INFO Tel. +39 055 5384 001, incollezione@fcrf.it

sabato 22 febbraio 2020

"Museo condiviso. Incontri ravvicinati con le collezioni"


con Monica Zavattaro. "Museo condiviso" è una serie di incontri in cui i curatori del Museo propongono al pubblico la lettura libera di un oggetto per condividere storie, impressioni, emozioni.
Nell'ambito del programma di eventi per i 150 anni del Museo di Antropologia e Etnologia.
29 febbraio 2020, ore 15, Museo di Antropologia e Etnologia, Palazza Nonfinito, via del Proconsolo, 12 Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo - Università di Firenze, Museo di Antropologia e Etnologia, con il contributo della Società Italiana di Antropologia e Etnologia.
Ingresso 3 euro (fino ad esaurimento posti, non è necessaria la prenotazione). Il biglietto d'ingresso comprende la visita completa del Museo di Antropologia e Etnologia.
https://www.msn.unifi.it/ag-i-210.html

Incontro "Darwin Day 2020". Conferenza dedicata a Charles Darwin.


28 febbraio 2020, ore 15, Museo di Geologia e Paleontologia, sala Strozzi, via La Pira, 4 - Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo, Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali.

https://www.msn.unifi.it/index.php?module=CALpro&func=item&action=view&ID=207

Lectio magistralis "Controvento, la politica economica europea durante la crisi. Appunti di viaggio"


di Marco Buti (Capo di Gabinetto del Commissario europeo agli Affari economici).
27 febbraio 2020, ore 10, Campus delle Scienze Sociali, edificio D6, Aula magna, via delle Pandette, 9 - Firenze. Organizzazione: Scuola di Economia e Management.
https://www.economia.unifi.it/upload/sub/DISEI_LECTION_BUTI_L.pdf

"Questioni tecniche e teoriche per la ricostruzione e il restauro di Notre Dame"


Lectio magistralis di Carlo Blasi, già professore ordinario di Restauro dell'Università di Parma.
27 febbraio 2020, ore 15, Scuola di Ingegneria, aula 111, via di Santa Marta, 3 - Firenze
Organizzazione: Dipartimento di Ingegneria CiIvile e Ambientale (DICEA) e International Doctorate in Civil and Environmental Engineering (INDICEE).
https://www.dicea.unifi.it/art-486-ricostruzione-e-restauro-notre-dame.html

Spettacolo "Molecole d'autore in cerca di memoria"


Dramma scientifico-civile in due atti di Luigi Dei.
La rappresentazione, tratta da "Il Sistema Periodico di Primo Levi", sarà interpretato dalla compagnia "I nuovi" per la regia di Paolo Valerio.
"Molecole d'autore in cerca di memoria" è promosso dal MIUR nell'ambito delle iniziative Piano Nazionale Lauree Scientifiche. Lo spettacolo è organizzato nel quadro delle celebrazioni dell'Anno Internazionale della Tavola Periodica degli Elementi Chimici indetto dall'UNESCO in occasione del 150esimo anniversario dell'invenzione da parte di Dmitrij Mendeleev, in collaborazione con Federchimica-Confindustria, Società Chimica Italiana, Università degli Studi di Milano Bicocca. 22 e 23 febbraio 2020abato 22 febbraio - ore 19
- domenica 23 febbraio - ore 17
Teatro Niccolini, via Ricasoli, 3 Firenze. Organizzazione: Fondazione Teatro della Toscana.
https://www.teatrodellapergola.com/evento/molecoleautorecercamemoria/

martedì 18 febbraio 2020

"I giardini di Boboli non sono grandi, eppure ci si meraviglia...."

“[…] I giardini di Boboli non sono grandi, eppure ci si meraviglia di come la piccola e compatta Firenze possa trovare posto per loro all’interno delle mura. Essi sono tuttavia distesi, in tutta la loro estrema, romanticissima e felice posizione, su una serie di ripide balze tra lo scabro palazzo a terrazze e un tratto di cinta muraria ancora in piedi, e l’irregolarità del terreno le rende ancor più grandi di quanto appaiano.
Vi si può coltivare la fantasia di un carattere solenne e ricco di presenze, di qualcosa di debole e incerto e perfino, se volete, di tragico, nel loro sorriso fisso, di circostanza; come se dall’immenso monumento che incombe su di loro esse mutuassero grevi memorie e rimpianti. […]
(Henry James)
(Tratto da “Ho visto Firenze”a cura di apt Firenze)

domenica 16 febbraio 2020

Museo de’ Medici: solo il 18 febbraio 
per l’anniversario dell’Elettrice Palatina
visibile un ritratto "mai visto"
di collezione privata. Ingresso a 1 euro


Il prossimo martedì 18 febbraio, in occasione delle commemorazione di Anna Maria Luisa de’ Medici (Elettrice Palatina), al Museo de’ Medici di via dei Servi, a Firenze, sarà esposto nel museo - solo ed esclusivamente in quel giorno - uno straordinario ritratto d'epoca di Sua Altezza Elettorale, opera di inizio Settecento del pittore olandese Jan Frans van Douven, proveniente da una collezione privata, e quindi pressoché “mai visto”. 
Nella giornata del 18 febbraio l'orario di apertura del Museo de’ Medici sarà il consueto -  dalle 10 alle 18 - ma per quel giorno l'ingresso sarà al prezzo simbolico di un euro.
Inoltre alle ore 17 è prevista la commemorazione ufficiale con Alberto Bruschi, curatore della mostra “Cosimo I. Spolveri di un grande affresco”, cui farà seguito un breve concerto di clavicembalo degli allievi del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.

Prosegue la mostra “Cosimo I. Spolveri di un grande affresco”
Prosegue fino al 24.03.2020 la mostra “Cosimo I. Spolveri di un grande affresco”, esposizione d’esordio del nuovo Museo de’ Medici aperto lo scorso giugno nel centro di Firenze e che ha sede al piano nobile di Palazzo Sforza Almeni, in via dei Servi. Curata dall’antiquario e esperto della Dinastia Medici, Alberto Bruschi, l'esposizione, che celebra i 500 anni trascorsi dalla nascita di Cosimo I de’ Medici, si caratterizza per la selezione di opere e oggetti provenienti da collezioni private, quindi non musealizzati, e perciò d’interesse ancor maggiore.
Museo de’ Medici
Palazzo di Sforza Almeni (primo piano)
Via dei Servi 12 - 50122 | Firenze
museodemedici@gmail.com

venerdì 14 febbraio 2020

conferenza “Le pareti verticali nel giardino contemporaneo” a cura di Mariella Sgaravatti.

L’Associazione “Per Boboli” è lieta di invitarvi martedì 18 febbraio 2020 alle ore 17.30, nella nuova sede presso l’Istituto Pio de’Bardi (via dei Michelozzi, 2 - Firenze), alla conferenza “Le pareti verticali nel giardino contemporaneo” a cura di Mariella Sgaravatti.
Ormai è noto a tutti come negli ultimi decenni il grande fenomeno dell’urbanizzazione ha creato nelle città una crescita a macchia d’olio senza controllo e soprattutto senza una precisa pianificazione del verde.
Questo e altri fattori hanno portato paesaggisti, architetti e giardinieri a studiare e proporre di "verticalizzare il giardino”, segnando così la nascita del movimento della green architetture che teorizza la necessità di progettare il verde come parte integrante del progetto architettonico in una assoluta simbiosi.
Partendo dall’osservazione dei giardini pensili conosciuti fino dall'antichità (basti pensare ai giardini pensili di Babilonia fatti costruire da Nabucodonosor nel sesto secolo A.C.) si sono iniziati ad utilizzare i tetti e le pareti degli edifici per portare il verde quanto più vicino alle abitazioni e a creare nelle coperture e nei terrazzi dei veri giardini ad alta quota. Questo involucro verde tetto-parete favorisce la capacità di isolamento termico dell’edificio, migliorando anche il microclima dell’area circostante e creando pertanto un risparmio energetico.
L’intervento ripercorre una verifica storica delle problematiche e delle soluzioni che il giardino contemporaneo ha dovuto affrontare e risolvere in uno schema che è senza dubbio proiettato al futuro.
L’incontro è in collaborazione con LAO - Le Arti Orafe Jewellery School ed è patrocinato dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze.

Associazione "Per Boboli"
Segreteria Relazioni Esterne e Comunicazione
www.associazioneperboboli.com
associazioneperboboli@gmail.com
www.facebook.com/AssociazionePerBoboli

Rassegna "Appunti per un Cantiere Poetico - A MERENDA PREFERIAMO LA POESIA!"

Rassegna "Appunti per un Cantiere Poetico - A MERENDA PREFERIAMO LA POESIA!". Un poeta al mese all'interno degli spazi della RSA "Il Giglio" in Via Santa Maria a Cintoia 9 / A, Firenze a partire dalle ore 16.30, l'ingresso è libero.
Si parte il 16 Febbraio con Francesca Mazzotta che ci accompagnerà nei labirinti dei suoi versi in un incontro sui generis che alla lettura dei testi coniugherà improvvisazione.
Qui di seguito il calendario:
16 Febbraio Francesca Mazzotta
29 Marzo Paolo Ciampi
16 Aprile Roberto Balò con la collaborazione di Porto Seguro Editore
10 Maggio Silvana Kühtz
21 Giugno Sara Moran


Cantiere Futurarte
info cantierefuturarte@gmail.com
www.cantierefuturarte.com
facebook.com/cantierefuturarte

TUTANKHAMON | Viaggio verso l’eternità 15 febbraio – 2 giugno 2020


Dal 15 febbraio al 2 giugno 2020 la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi ospita la mostra Tutankamon: viaggio verso l’eternità, a cura di Maria Cristina Guidotti, già curatrice del Museo Egizio di Firenze e di Pasquale Barile, presidente della Ancient World Society,  col patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e del Comune di Firenze, in  collaborazione con MUS.E. La mostra è organizzata dalla Società italiana Discovery Time, in cooperazione con il Ministero delle Antichità del Cairo e con il supporto del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. La realtà virtuale è stata realizzata da La macchina del tempo di Bologna.
Presentata con successo negli Stati Uniti, in Centro America, in America del Sud oltre che in varie capitali europee, l’esposizione, in viaggio per due anni nelle principali città italiane, arriva anche a Firenze con l’obiettivo di avvicinare al fascino della cultura egizia.
Un’esperienza totalmente immersiva che, grazie alle fedeli riproduzioni provenienti dal Cairo, i reperti originali messi a disposizione dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, di cui alcuni inediti, la tecnologia 3D e l’innovativa Realtà Virtuale, rivelerà tutti i segreti della Tomba di Tutankhamon facendone conoscere i tesori incredibili destinati ad accompagnare il giovane faraone nel suo ultimo viaggio.
Unico esempio di sepoltura regale con corredo ritrovata intatta, la tomba di Tutankhamon, scoperta il 4 novembre del 1922 da Howard Carter, archeologo e appassionato acquerellista che ha così iscritto il proprio nome nella storia dell’archeologia mondiale, è la sola a permetterci di sapere come venisse seppellito un faraone e con quale tipo di corredo. A consentirne la ricostruzione in mostra, numerose riproduzioni, tra cui, oltre ai vasi canopi, la statua di Anubis, con la funzione di proteggere la camera del tesoro; il trono d’oro e la meravigliosa maschera aurea che proteggeva il volto e le spalle della mummia.
In esposizione anche reperti assolutamente inediti, come il sarcofago ligneo dipinto di Padihorpakhered, che si è deciso di restaurare proprio in occasione di questo importante evento espositivo. Proveniente dai depositi della Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, questo prezioso reperto ha mantenuto la decorazione pittorica su tutte le superfici, sia interne che esterne: numerose le problematiche di conservazione su cui si è operato, tra cui pericolosi distacchi di porzioni di superficie dipinta oltre a profonde fessurazioni del supporto ligneo sulla cassa e sul coperchio.
Un accurato lavoro di ricostruzione in 3D darà a curiosi e grandi appassionati la possibilità di vivere un’avvincente esperienza di realtà virtuale, visitando in prima persona uno dei luoghi più famosi al mondo. Le schede d’inventario di Howard Carter e le foto d’archivio di Henry Burton, conservate presso il Griffit Institute dell’Università di Oxford, sono state la fonte primaria per la riproduzione nei minimi particolari del corredo funebre. Anche l’esterno della tomba è stato progettato in modo tale da ricreare il cantiere di scavo approntato da Howard Carter.
La visita virtuale viene effettuata indossando un visore e impugnando due controller che permettono di entrare in prima persona nell’ambiente ricostruito e di interagirvi: ci si potrà soffermare sui singoli oggetti del corredo, afferrandoli per poterne apprezzare la verosimiglianza rispetto agli originali e potendo ascoltare un loro approfondimento. Si sentiranno riecheggiare le parole riportate da Carter stesso nelle pagine dei suoi diari, potendosi immedesimare con emozioni provate all’epoca dell’incredibile scoperta. E, nella camera funeraria, si potranno anche decifrare i geroglifici alle pareti, grazie all’attento lavoro di traduzione a cura di Pasquale Barile.
La funzionalità dei controller è estremamente semplificata, con due soli pulsanti l’esperienza è alla portata di tutti, dagli otto anni in su: per bambini e ragazzi si è pensato ad un percorso ad hoc che, servendosi di didascalie e supporti visivi mirati, li avvicinerà in modo semplice alla comprensione dei contenuti raccontati.


Info e contatti:
Tel. + 39 055 2760552
Mobile + 39 392 0863434
In occasione della mostra si riservano tre giornate ad ingresso gratuito per i residenti della Città metropolitana di Firenze: 2 marzo, 6 aprile,4 maggio

Visite guidate "Incontro con l'Elettrice Palatina a Villa La Quiete"


Nell'ambito delle iniziative della settimana in ricordo della morte dell'Elettrice Palatina (18 febbraio 1743)
22 febbraio 2020 - tre turni di visite ore 14.30, 15.30 e 16.30. Villa La Quiete, via di Boldrone, 2 - Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo (SMA). Per informazioni: edumsn@unifi.it

https://www.msn.unifi.it/ag-i-206.html

Incontro "L'invenzione delle razze"


Nell’ambito delle iniziative promosse per il Giorno della Memoria. Con Guido Barbujani (Università di Ferrara), David Caramelli (Università di Firenze), Marco Vannini (Università di Firenze), Laura Beani (Università di Firenze). A seguire, visita al Museo di Antropologia e Etnologia a cura di Francesca Bigoni. 

21 febbraio 2020, ore 10. Scuola di Psicologia, via della Torretta, 16 - Firenze.
Ore 15 visita alla Sezione di Antropologia del Museo di Antropologia e Etnologia, via del Proconsolo, 12 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI), Scuola di Psicologia e Dipartimento di Biologia

https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2020/forlilpsi_invenzione_razze.pdf

martedì 11 febbraio 2020

Modi di dire: “vuole altro?” “Altro. Grazie”

Da bambino, oltre quarantacinque fa, accompagnando mia madre a fare la spesa (da Tito in Via Arnolfo, od alla Coop di via Gioberti - dove oggi c’è l’Oviesse), al banco della gastronomia, quando il commesso aveva incartato quanto richiesto, arrivava la consueta ed attesa domanda: “Vuole altro?” E mia madre, se aveva preso quanto desiderava, rispondeva: “Altro. Grazie”. Questa risposta la sentivo spesso anche dai clienti che ci precedevano o ci seguivano nell’essere serviti. Significava: “Grazie, ma non voglio altro”. Per anni ho dato per scontato che fosse una frase corretta per comunicare che non era richiesto più altro. Invece, dando tale risposta anche io nelle mie spesi rionali, mi accorsi, quasi come un’illuminazione, che “altro” significa, significherebbe, “ancora altro”, ma questo non vale per le spese di molti fiorentini. Forse, ipotizzo, questa risposta nasce da una semplificazione e riduzione di: “Grazie, ma non voglio altro”. Quindi, ricordiamoci, a Firenze, se durante un acquisto, ci viene chiesto se vogliamo altro, possiamo rispondere, non desiderando altro, con: “Altro. Grazie”.
Testo di Roberto Di Ferdinando

Ingresso gratuito
a Villa Bardini
 in occasione di San Valentino

Iniziativa promossa da Fondazione CR Firenze 
e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron


Sarà possibile visitare la mostra in corso: 
‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’

Venerdì 14 febbraio l’ingresso a Villa Bardini (Costa San Giorgio 2- tel. 055 20066209 – eventi@villabardini.it) sarà gratuito in occasione di San Valentino. Sarà possibile visitare la mostra in corso all’interno della villa ‘Enigma Pinocchio. Da Giocometti a LaChapelle’, aperta fino al 22 marzo. Lo hanno disposto la Fondazione CR Firenze e la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
L’esposizione al terzo piano, a cura di Lucia Fiaschi, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno, promosso da Fondazione CR Firenze, Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e Generali Valore Cultura. Con le opere di artisti quali Munari, Paladino, Calder, Ontani, McCarthy e Venturino Venturi si affronta il ruolo e l’importante passaggio che questa figura ha avuto nell’arte del secolo appena trascorso.

Walter Veltroni al 9/o appuntamento
dei dialoghi sul Rispetto 
del ciclo ‘Sulla scia dei giorni’



Sabato 15 febbraio alle ore 10.30 al Teatro della Pergola
(ingresso libero fino a esaurimento dei posti)



Walter Veltroni il protagonista del nono appuntamento del ciclo di incontri ‘Sulla scia dei giorni’ (dedicato quest’anno al tema del Rispetto), ideato e promosso da Fondazione CR Firenze col Patrocinio del Comune di Firenze in collaborazione con il Teatro della Toscana. L’incontro si terrà sabato 15 febbraio alle ore 10.30 al Teatro della Pergola (ingresso libero fino a esaurimento dei posti www.fondazionecrfirenze.it). Lo scrittore, giornalista, regista e politico interverrà sul tema ‘Rispetto e Biografia’ e sarà introdotto dalla professoressa Franca Alacevich del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze.

Il programma prevede 14 appuntamenti, fino ad aprile, con personalità che operano in molteplici campi e di diverse competenze chiamati ad esprimersi sul rispetto in vari ambiti della vita personale e collettiva. I prossimi relatori sono: Giuliana Sgrena (7 marzo), Elena Pulcini (14 marzo), Maria Gabriella Luccioli (21 marzo), Valeria Golino (4 aprile) e Don Armando Zappolini (18 aprile). Gli incontri si svolgono alle 10.30 al Teatro della Pergola, salvo diversa indicazione.

“Il ciclo di conferenza ‘Sulla Scia dei giorni’ – dichiara il Presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – si è affermato in questi anni per la sua forte connotazione riflessiva su temi importanti, come quello della responsabilità, della dignità e del limite. Il tema del rispetto, scelto per questa edizione, appare più che mai attuale nel contesto sociale in cui viviamo. Un tema che ha evidentemente interessato anche le personalità che hanno accolto il nostro invito a partecipare in qualità di relatori. E’ un altro segno della nostra capacità di essere sempre più una istituzione che vuole  aiutare il territorio non solo con le erogazioni ma anche con proposte di altro profilo che sanno suscitare domande e interrogativi sui tempi che stiamo attraversando’’.  
 
Walter Veltroni è stato Sindaco di Roma, dopo essere stato direttore dell’Unità e vicepresidente del Consiglio. Ha fondato ed è stato il primo segretario del Partito Democratico. Da sempre appassionato di cinema e scrittura, nel 2014 ha realizzato il documentario "Quando c'era Berlinguer" che ricostruisce la figura del leader del Pci e i suoi anni. E’ dell’aprile del 2015 il documentario “I bambini sanno”, nel 2017 firma “ Indizi di felicità”. Tra le altre opere un film intervista con Sami Modiano, uno dei pochi sopravvissuti ad Auschwitz Birkenau. Realizza poi il film di “C’è Tempo”, visto su Sky da un milione di spettatori. Il 16-17-18 Febbraio 2020  uscirà nelle sale Fabrizio De André. ‘Il concerto ritrovato’ un docu-film diretto da Walter Veltroni che racconta e ricostruisce lo storico concerto di Genova  del 1979 di Fabrizio De André con la PFM. Tra i molti libri ricordiamo “La scoperta dell’alba”, “Noi”, “L’inizio del Buio”, “L’isola e le rose “, “Quando”, “Ciao”, “Roma - Storie per ritrovare la mia città”, infine un giallo “Assassinio A Villa Borghese”.

venerdì 7 febbraio 2020

Viene conservato a Firenze l’archivio di Ettore Bernabei



I 60 diari per oltre 4.000 pagine saranno catalogate
e trascritte dall’Associazione Arcton
(Archivi di Cristiani nella Toscana del Novecento)



Viene conservato a Firenze l’archivio di Ettore Bernabei (1921 – 2016), il direttore generale della Rai, fondatore della società di produzione televisiva Lux Vide e figura di primo piano nella vita politica e culturale italiana del secolo scorso. Lo ha annunciato stamani, in una conferenza stampa nella sede di Fondazione CR Firenze, il figlio Marco, a nome di tutta la famiglia, consegnando idealmente la documentazione all’ Associazione ARCTON (Archivi di Cristiani nella Toscana del Novecento) che ne curerà la catalogazione e la trascrizione in collaborazione con la Fondazione Giorgio La Pira. L’ operazione è stata resa possibile dal contributo di Fondazione CR Firenze (di cui Bernabei è stato socio fino alla sua scomparsa), della Regione Toscana e del Comune di Firenze. Oltre ai relatori sono intervenuti il figlio Andrea e la nipote Giulia Minoli e, a sorpresa, è giunto anche il sindaco Dario Nardella che ha voluto complimentarsi con i familiari per la scelta che hanno fatto e che ‘’onora tutta la città’’.  

Si tratta di un eccezionale patrimonio di informazioni e commenti su un quarantennio di storia italiana raccolto in una sessantina di diari e in altro materiale per un totale di quasi 4.000 pagine che l’Associazione ARCTOM custodirà nella propria sede presso la Madonnina del Grappa (Via delle Panche 30) con l’assistenza e la collaborazione della Soprintendenza Archivistica per la Toscana. Gli eredi hanno anche chiesto che si possa pubblicare almeno un primo volume entro la fine di quest’anno dato che nel 2021 cade il centenario della nascita di Ettore.

La conservazione a Firenze di questa ricca documentazione è dovuta ai forti legami che il manager ha sempre mantenuto con la sua città e, in questo contesto, è stato ritenuto importante che sia nata proprio a Firenze l’ Associazione ARCTON che già custodisce gli archivi di numerose personalità della storia cittadina del secolo scorso. Tra questi, Renzo Rossi, Danilo Cubattoli, Ajmo Petracchi, Giampaolo Meucci, Raffaello Torricelli, Paolo Giannoni. L’associazione resta la depositaria e custode del materiale e curerà a proprie spese il condizionamento e la custodia. La fase di catalogazione sarà affidata ad un team di borsisti dotati delle competenze scientifiche necessarie e coordinati dall’ archivista Carlotta Gentile, sotto la supervisione di un comitato scientifico presieduto dal prof. Piero Roggi, già ordinario di Storia del Pensiero Economico presso l’Università di Firenze. Il professore è anche autore di numerosi saggi di carattere storico ed economico ed è stato il supervisore scientifico del progetto di edizione dei diari di Amintore Fanfani.

‘’La Fondazione - ha dichiarato il suo Presidente Luigi Salvadori - ha aderito con convinzione al progetto anche per onorare la memoria di un suo esponente autorevole. E’ stato infatti socio della Cassa di Risparmio di Firenze fin dal 1979 ed è diventato poi socio della Fondazione, dalla sua nascita nel 1992 alla sua scomparsa nel 2016. Siamo anche lieti che la valorizzazione del suo archivio possa consentire a dei giovani di perfezionarsi nel loro lavoro e di conoscere una grande personalità del nostro tempo’’.

‘’Portare a Firenze i diari di Ettore Bernabei è stato un obiettivo della Fondazione Giorgi La Pira – ha sottolineato il suo presidente Mario Primicerio - fin dal momento in cui la famiglia ha deciso di donare alla Fondazione la collezione completa delle annate del Giornale del Mattino da lui diretto dal 1951 al 1956. Ringrazio la Fondazione CR Firenze, la Regione Toscana e il Comune di Firenze per aver consentito che questo avvenisse’’.
‘’Ringraziamo la famiglia Bernabei – ha sottolineato il Presidente dell’ Associazione Arcton Piero Meucci - per la fiducia dimostrata nell’affidare a noi questo patrimonio che si unisce a quelli di altre importanti personaggi della storia fiorentina. Bernabei è stato una figura chiave nella storia italiana in generale protagonista efficace e discreto in tanti momenti di svolta ed è importante farlo conoscere anche alle nuove generazioni’’.
‘’Bernabei – ha evidenziato l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi - ha sempre conservato un grande legame con la sua città natale, Firenze, che l'ha insignito del più alto riconoscimento, il Fiorino d'oro, nel 2010, e dopo la scomparsa, nel 2017, gli ha intitolato il Largo che conduce alla sede regionale della Rai. Bernabei, uomo di rara intelligenza e generosità, ha contributo in modo decisivo a formare generazioni di professionisti e ad unire culturalmente l'Italia attraverso tanti anni di direzione lungimirante della nostra televisione pubblica. Siamo onorati che i suoi scritti e il suo lascito intellettuale rimangano a Firenze e da qui siano tramandati al mondo’’.
SCHEDA UNO – ASSOCIAZIONE ARCTON
ARCTON è una onlus che custodisce, sistema, ordina e cataloga gli archivi di eminenti figure del mondo cattolico fiorentino e toscano del Novecento. Soci sono prevalentemente gli eredi di tali figure che hanno concesso in deposito gli archivi dei loro familiari perché possano essere ordinati e messi a disposizione di studiosi e interessati in condizioni ottimali quanto alla qualità scientifica dell’ordinamento e della catalogazione e alla sicurezza dei dati in essi contenuti. Il primo presidente dell’Associazione, nata nel 2012, è stato il cardinale Silvano Piovanelli. L’attuale presidente è Piero Meucci figlio di Gian Paolo, l’archivista è Carlotta Gentile. La sua sede si trova presso la Madonnina del Grappa (via delle Panche, 30 - Firenze) ente con il cui responsabile don Vincenzo Russo, ARCTON ha firmato una convenzione e un accordo di collaborazione e scambio di servizi. Negli anni dalla sua fondazione, ARCTON ha proceduto alla presa in carico di archivi di grandi dimensioni dei seguenti personaggi: Don Ajmo Petracchi, Gian Paolo Meucci,  Anna Ninci Meucci, Raffaello Torricelli, mons. Gino Bonanni, don Danilo Cubattoli, don Renzo Rossi, don Paolo Giannoni e ha avviato la prima fase della sua missione sociale che è quella dell’ordinamento e della catalogazione.
SCHEDA DUE – ETTORE BERNABEI
Ettore Bernabei (1921-2016), tra i suoi numerosi incarichi, è stato direttore de Il Mattino dell’Italia centrale poi Giornale del Mattino (dal 1951 al1956), pubblicato a Firenze e tra i più interessanti esperimenti politico-editoriali del dopoguerra nel settore dell’informazione giornalistica. Quindi ha diretto il Popolo, l’organo  della Democrazia Cristiana  (1956 – 1960) ed è stato direttore generale della Rai per 13 anni (dal 1961 al 1974). In quel periodo la RAI ha prodotto e trasmesso programmi entrati nella storia della televisione tra cui Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l'Odissea, i romanzi di Tolstoj, di Alessandro Manzoni, di A. J. Cronin. Furono realizzate serie tv come Atti degli apostoli per la regia di Roberto Rossellini; il Mosè; Gesù di Nazareth diretti da Franco Zeffirelli. Lasciata la Rai, nel 1974, fu chiamato a dirigere la società Italstat, una finanziaria a partecipazione statale specializzata nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture e opere di ingegneria civile. In quell'anno l'Italstat aveva un capitale sociale di 100 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 450 miliardi di lire e quando, nel 1991, ne lasciò la presidenza, la società aveva un capitale sociale di 1.500 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 6.000 miliardi di lire. Nel 1992 fondò a Roma la società di produzione televisiva Lux Vide, di cui fu, il primo presidente e che produce programmi e serie televisive trasmesse in tutto il mondo tra le quali Don Matteo, Che Dio ci Aiuti Un passo dal cielo e la serie I Medici.

Mostra "Viaggio nel Mediterraneo: uomini, merci e libri in movimento nelle collezioni della Biblioteca Riccardiana"

Curata da Giovanni Tarantino e José María Pérez Fernández. Nell'ambito del convegno "Encounters at Sea: Material and Symbolic Mobility across the Mediterranean".
13 febbraio 2020 - 13 marzo 2020 - Lunedì e giovedì, ore 9-17; martedì, mercoledì e venerdì, ore 9-13 - Biblioteca Riccardiana, via dei Ginori, 10 - Firenze.
http://www.riccardiana.firenze.sbn.it/index.php/it/eventi/lista-eventi/eventdetail/17/-/viaggio-nel-mediterraneo-uomini-merci-e-libri-in-movimento-nelle-collezione-della-biblioteca-riccardiana

martedì 4 febbraio 2020

Incontro letterario "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene"

con il gruppo di lettura "aLtre storIe - Agenzia di viaggi immaginari" per discutere del libro di Roy Lewis "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene"

8 febbraio 2020, ore 15, Museo di Antropologia e Etnologia, 1° piano, ultima sala del percorso espositivo, via del Proconsolo, 12 - Firenze. Organizzazione: Sistema Museale di Ateneo (SMA), Gruppo di lettura "aLtre storIe - Agenzia di viaggi immaginari". L'incontro è aperto ai visitatori del Museo.

Maggiori informazioni
https://www.msn.unifi.it/index.php?module=CALpro&func=item&action=view&ID=204

Incontro "Dalla teoria alla pratica. Fare e saper fare nella formazione del Dipartimento di Scienze Giuridiche"

Nell'occasione verranno presentati la formazione post lauream, le sperimentazioni presso gli uffici giudiziari e i corsi di perfezionamento e di aggiornamento 2020.

5 febbraio 2020, ore 14.30, Campus delle Scienze Sociali, Edificio D6, aula magna 0.18, via delle Pandette, 9 - Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Scienze Giuridiche (DSG), Ordine degli Avvocati di Firenze, Scuola Superiore di Magistratura, Fondazione per la Formazione Forense dell'Ordine degli Avvocati di Firenze, Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze.
https://www.dsg.unifi.it/upload/sub/corsiaggiornamentoeperfezionamento/Locandina%2005_02_2020.pdf

PREMIO ARMANDO PICCINI II° EDIZIONE HERITAGE FOR THE FUTURE 2019 -2020





Il 17 febbraio prende il via la II° Edizione del Premio Armando Piccini ideato nel 2018 da Elisa Tozzi Piccini per celebrare i 115 anni di attività della Maison di alta gioielleria, situata nel cuore di Ponte Vecchio a Firenze. Il Premio è realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, nell’ambito del Master in Design dell’Accessorio (MDA) nonché con il supporto di Associazione OMA - Osservatorio dei Mestieri d’Arte.



Promuovere l’arte orafa e favorire nuove opportunità lavorative per le future generazioni è l’obiettivo del Premio voluto da Fratelli Piccini, da sempre convinti dell’importanza della conoscenza e conservazione delle tecniche tradizionali e dello studio e della ricerca di quelle più innovative.



HERITAGE FOR THE FUTURE: dove l’heritage è costituito dal bagaglio artistico e culturale di Fratelli Piccini, Maestri ultracentenari di alta gioielleria e il futuro è tracciato dal Politecnico di Milano, prima scuola di Design Italiana e quinta al mondo.



Con la nascita del Premio si celebra il ricordo di Armando Piccini, fondatore della Maison e pluripremiato artista orafo, vincitore del Premio della Biennale di Venezia a soli 23 anni, del Diamond International Award a New York nel 1958 e a Buenos Aires nel 1959. Armando Piccini, fu maestro incisore, di incassatura e di tecniche di manifattura del gioiello ed eccellente formatore di giovani allievi. Con il suo genio seppe coniugare la conoscenza, la pazienza e l’osservazione all’esperienza manuale sul banco di lavoro, trasformando la sua arte in un brand.



Con questo Premio Elisa Tozzi Piccini - CEO di Fratelli Piccini - desidera portare avanti l’impegno e l’intuizione di suo zio, incentivando e supportando la formazione della futura eccellenza orafa.

Commenta Elisa Tozzi Piccini: “l’invecchiamento dell’attuale capacità produttiva artigianale e la crescita del mercato globale del gioiello rappresentano una grande sfida per la sopravvivenza del mestiere di orafo in tutte le sue specializzazioni (tecniche di manifattura, incisione, incassatura). Desidero aiutare ed incoraggiare i giovani appassionati di design, di oreficeria e di gioielleria, ad abbracciare una preziosa eredità, affinché questa continui a rappresentare un asset unico del Made in Italy”.



La formazione del Politecnico di Milano deriva dalla cultura progettuale del design italiano, sintesi tra mestiere e professione, combinando la concretezza del lavoro manuale con la versatilità del metodo progettuale, le tradizioni artigianali con le nuove tecnologie digitali.

Non ci poteva essere partner migliore per la II° Edizione del Premio Armando Piccini, che verrà lanciato il prossimo 17 Febbraio 2020, nell’ambito del Master in Design dell’Accessorio (MAD) grazie al prezioso contributo di Alba Cappellieri, Professore Ordinario al Politecnico di Milano - Dipartimento del Design - e punto di riferimento del mercato della gioielleria in Italia e all’estero.



Commenta Alba Cappellieri: “le grandi capacità di ricerca delle industrie hanno creato il successo del prodotto italiano. Un’evoluzione continua di tecnologie, di forme e materiali che precede l’evolversi dinamico della società, del nostro modo di vivere e lavorare. Alla base di questo successo si trova la capacità di cooperazione tra università, associazioni, imprenditori, tecnici e progettisti. Sono felice di collaborare con Fratelli Piccini e offrire ai miei studenti un’esperienza professionale concreta”.



Il II° Premio Armando Piccini prevede la progettazione di un gioiello che avrà come tema il cavalluccio marino, simbolo della Maison. La Giuria, composta da nomi di spicco del panorama culturale, imprenditoriale e artistico italiano, selezionerà due vincitori a cui sarà offerto un tirocinio extracurriculare di tre mesi presso l’antico laboratorio orafo della Maison Fratelli Piccini.



I tirocini sono resi possibili grazie al supporto di OMA (Osservatorio dei Mestieri d’Arte) già partner di Fratelli Piccini nell’Edizione del primo Premio, Associazione che dal 2001 è impegnata nella salvaguardia e nella promozione dell’artigianato artistico e del patrimonio dei mestieri d’Arte.

Commenta Luciano Barsotti, Presidente OMA: “Siamo particolarmente onorati di proseguire la collaborazione con Elisa Tozzi Piccini in questa seconda edizione del Premio. Abbiamo con l'Associazione una storia ventennale di progetti destinati alle nuove generazioni che sempre con più entusiasmo scoprono il lavoro degli artigiani, grande patrimonio del nostro Paese. Il Premio Armando Piccini rappresenta una ulteriore conferma che la formazione ai mestieri d'arte è argomento di grande attualità ed emergenza e che se ben strutturata, come nel caso della Maison Fratelli Piccini, offre reali opportunità a quei giovani che intendono affrontare un percorso specialistico per intraprendere un mestiere artigianale”.



La premiazione si terrà alle ore 19.00 di giovedì 7 maggio 2020, a Firenze, sul Ponte Vecchio.