giovedì 31 maggio 2018

4 giugno - ‘Il fondo e l’onda’ di Davide Puccini

‘Il fondo e l’onda’ di Davide Puccini

Il 4 giugno alla Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze Davide Puccini presenta il suo ultimo libro di poesie, ‘Il fondo e l’onda’. A illustrarlo anche due docenti degli atenei di Siena e Firenze: Stefano Carrai (Letteratura italiana) e Massimo Fanfani (Linguistica italiana). Modera Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore. Ingresso libero.

 

L’enigmatico piacere dei ricordi che riaffiorano dal passato come smossi dalle onde, con al centro le amicizie e i giochi di una volta, quasi un patrimonio di preziose istruzioni per l’immaginazione da tramandare alle giovani generazioni del nostro tempo ipertecnologico.

Può essere riassunta così l’ultima raccolta poetica di Davide Puccini, ‘Il fondo e l’onda’ (Nomos Edizioni 2016), che il critico letterario e scrittore di Piombino (12 gennaio 1948) presenterà lunedì 4 giugno alle 17 alla Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell’ateneo fiorentino (piazza Brunelleschi 3/4, ingresso libero). A illustrarla con lui ci saranno anche Stefano Carrai, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Siena, e Massimo Fanfani, professore associato di Linguistica italiana all’Università di Firenze. L’incontro sarà moderato da Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, che organizza l’appuntamento in collaborazione con la Biblioteca Umanistica.

‘Il fondo e l’onda’ è la 5^ raccolta di versi di Davide Puccini - dopo ‘Il lago del cuore’ 2000, ‘Gente di passaggio’ 2005, ‘Madonne e donne’ 2007, ‘Parole e musica’ 2010 - e rievoca il mondo della sua infanzia e in particolare i giochi di quegli anni lontani ormai a rischio di estinzione. «Fin dal titolo – scrive Alessandro Fo nell’introduzione del volume – immagini di mare, del suo mare. Ma non solo. Il “fondo” è il passato verso cui precipita ogni esperienza. L’“onda” è la forza che smuove, solleva i detriti, li agita in una danza che vale la pena seguire e rievocare. Se si vuole, l’onda è il processo del ricordare, e nel contempo è il medesimo canto poetico, che offre a quel processo un’occasione di minuta permanenza». Come sottolinea Fo, sono proprio «gli antichi giochi a svolgere un ruolo fondamentale» e «la silloge di Davide Puccini si fa anche nuova e inedita declinazione di poesia didascalica: regesto di notizie da lontani anni verdi, che si sviluppa in inventario di regole e manualetto di svaghi, ma, soprattutto, in manuale di terapia ludica, diretta o indiretta (grazie al ricordo, quest’ultima)». Così «agli aquiloni di Pascoli si affiancano questi, librati sopra i flutti: Il nostro cuore era appeso lassù / quasi a perdita d’occhio, / trasportato sopra un cocchio dorato./ […] / Quando il vento era forte e l’aquilone / appariva minuscolo, / un bruscolo disperso nell’azzurro, / mandavamo diversi telegrammi / secondo già stabiliti programmi, / ciascuno un largo pezzo / di carta resistente / con un buco nel mezzo / inserito sul filo della rocca / di solito tagliato e rincollato. / Piano piano salivano / con lento assalto: nel loro messaggio / senza parole dicevano il nostro / amore trepidante / per la sorte di un bene tanto in alto».

«Lo stile piano, costellato di rime e assonanze, di similitudini e correlativi oggettivi, dove l’oggetto esprime spesso la consonanza col sentimento, ma anche fatto di rimandi alla nostra più alta tradizione lirica, - come ha scritto Cinzia Demi - fa di questo libro una sorta di piccolo scrigno, dove trovare racchiusi, non solo i ricordi dell’autore, ma l’universo tutto di una possibilità memoriale che vale la pena di conservare anche per le giovani generazioni, che sembrano non avere più un tempo immaginifico e giocoso, ma solo tecnologico e vorticoso e alle quali – senza retorica spicciola – il lavoro di Puccini potrebbe idealmente essere dedicato».

 

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074

 

Il fondo e l’onda

Il passato si perde / nel fondo irraggiungibile / che appena si intravede / attraverso l’azzurro interminato / dove tutto sprofonda, / ma all’improvviso l’onda / trascina in superficie / i detriti del tempo, / li rivela alla luce del presente / portento inaspettato.

 

Davide Puccini è nato nel 1948 a Piombino, dove risiede. Affianca all’attività di filologo e critico letterario quella di poeta e narratore. Dopo aver pubblicato la tesi di laurea con Vallecchi (Lettura di Sbarbaro, 1974), per Garzanti ha curato le opere di Giovanni Boine (1983), il Morgante del Pulci (1989) e ‘Stanze. Orfeo. Rime del Poliziano’ (1992, 2012); per la Newton il ‘Furioso ariostesco’ (1999, 20062); per la Utet ‘Il Trecentonovelle’ (2004) e ‘Il libro delle rime’ (2007) del Sacchetti; per Le Lettere le ‘Opere di Renato Fucini’ (2011). Collabora a numerose riviste, tra cui «Lingua nostra» e «Poesia».

Il suo primo libro di poesie, ‘Il lago del cuore’, è stato pubblicato solo nel 2000: il titolo combina Dante (Inf. I 19, 21) con Montale (l'espressione ricorre nell'inizio di “Tramontana” e, con leggera variazione, in “Dora Markus” 22-24). Sono seguiti ‘Gente di passaggio’ (2005), che sviluppa il tema del dolore per il lutto, su cui si imperniava la raccolta d'esordio, in una vasta meditazione lirica sulla precarietà della preziosa esperienza di ciascun uomo; e quindi ‘Madonne e donne’ (2007), una delicata rassegna di figure femminili di celebri pittori ri-prodotte nella musica del verso; e ‘Parole e musica’ (2010), in cui il ruolo di contraltare alla poesia è sottratto alle arti figurative e consegnato alla musica, soprattutto Mozart. Successivamente ha pubblicato un romanzo, ‘Il libro e l'anima’ (2015), che si serve del genere fantasy per affrontare un discorso di alto profilo morale e culturale, senza però nulla togliere al piacere della lettura. La quinta raccolta di versi, ‘Il fondo e l'onda’ (2016), rievoca il mondo dell'infanzia e in particolare i giochi di quegli anni lontani ormai scomparsi dal nostro presente tecnologico. Nel 2018 è uscito un secondo romanzo, ‘La stagione del mare’, che attraverso i dettagli della vita quotidiana delinea l'educazione sentimentale e morale di un ragazzo in una cittadina di provincia all'inizio degli anni Sessanta.

Per notizie più dettagliate si può consultare la voce che gli è stata dedicata nell’enciclopedia in rete Wikipedia.

 

mercoledì 30 maggio 2018

Dal 5 giugno - Renato Severino. Architetto in quattro continenti”

A cura di Cristina Donati

 

INAUGURAZIONE MOSTRA
Martedì 5 giugno 2018, ore 17.30
Accademia delle Arti del Disegno
Sala delle Esposizioni
Via Ricasoli, n. 68 (angolo Piazza San Marco), Firenze
 

 

Dal 5 al 30 giugno 2018 l’Accademia delle Arti del Disegno organizza la mostra antologica “Renato Severino. Architetto in quattro continenti”, a cura di Cristina Donati. L’esposizione, visitabile con ingresso gratuito nella Sala delle Esposizioni, in via Ricasoli n.68 (angolo Piazza San Marco), a Firenze, propone una panoramica sull’opera di Renato Severino che spazia dall’architettura costruita, ai progetti, alle ricerche, alle visioni del futuro alle diverse scale e tipologie. La mostra è divisa in due principali sezioni dedicate ai lavori in quattro Continenti e ai disegni di Meta-Realismo urbano. I due ambiti ritraggono Severino come un architetto precursore dei tempi, che ha sfidato il Modernismo oltre i confini del suo tempo cioè, in grado di prevedere quelle che sarebbero state le tendenze e le emergenze ambientali del Terzo Millennio. Il suo originale lavoro, nel quale la tecnologia incontra l’arte, è articolato in mostra attraverso trentotto pannelli, tredici progetti e tredici quadri.
 
Renato Severino si è laureato nel 1954 alla Facoltà di Architettura di Firenze, formandosi con Adalberto Libera e a soli 28 anni vince il concorso Italsider, che aveva come membri di giuria Ernesto Rogers e Bruno Zevi. Come ricorda Severino, “sebbene fosse la proposta vincente, l’establishment italiano la accolse con scetticismo”, ma nonostante questo il progetto fu poi apprezzato e inserito nella prestigiosa raccolta di Lotus Architectural Annual 1963. Nell’attività professionale ha sempre ricercato una “modernità universale” cioè, senza confini, né geografici né culturali e l’eccezionalità del suo lavoro è determinata proprio dal fatto di aver declinato la cultura del Movimento Moderno con quella di quattro continenti, l’Europa, l’Africa, l’America Latina e gli Stati Uniti. Un approccio considerato fin troppo innovativo nell’Italia di quegli anni. L’interesse di Severino verso la tecnologia sarà un filo conduttore della sua ricerca al fine di perseguire due importanti risultati: l’industrializzazione e la sostenibilità del processo edilizio. 
 
Agisce coerentemente con questo proposito sin dal 1956, al Georgian Institute of Technology di Atlanta, negli Stati Uniti, durante l’esperienza professionale nello studio di Pier Luigi Nervi a Roma, fino all’insegnamento di Tecnologie dell’Architettura alla Columbia University. 
L’affermazione professionale arrivò negli anni ‘60 con la COMTEC, lo studio fondato a Roma che raggiunse i 150 dipendenti, ottenendo incarichi a scala urbana in Africa Equatoriale. Dall’esordio con la Colonia Italsider nelle Alpi Piemontesi (1960-63), ai grandi complessi universitari in Ghana (1962-68), alle sedi per la Corporate America a New York degli anni ‘80, l’architettura di Severino è sensibile alle promesse della prima Modernità e alle sfide dell’International Style. Per esempio, se pensiamo ai campus universitari realizzati in Ghana, sebbene siano stati realizzati solo agli inizi degli anni ‘60, sono stati progettati per ridurre al minimo gli impianti meccanici grazie alla ventilazione naturale, alla massa termica e ad altre tecnologie passive.
Dagli anni ‘60 all’inizio del nuovo secolo, la cultura del Novecento attraversa quei cambiamenti epocali che hanno visto la fondazione, le ibridazioni e la crisi del Modernismo storicizzato e Cristina Donati, curatrice della mostra, sottolinea come “Renato Severino aderisce all’ideologia del Movimento Moderno, ma anche alla sua rilettura in chiave post-moderna e alla sua ultima rivalutazione critica imposta dall’emergenza ambientale e dalla ineludibile sostenibilità del Terzo Millennio”. Non sono solo l’arco temporale o la sua intensa evoluzione intellettuale a rendere unico il contributo dell’opera di Severino all’architettura, ma anche il contesto geopolitico e multiculturale con cui si confrontò.
 
Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, afferma che grazie all’accostamento di pannelli che documentano strutture costruite e tavole grafiche di soggetti che si spingono nell’utopico e nel fantastico “la mostra presenta con persuasiva evidenza la vastità degli orizzonti progettuali di Severino, del quale colpisce la confidenza con i volumi articolati nello spazio e rapportati all’ambiente”.
 
Francesco Gurrieri, Presidente della Classe di Architettura dell’Accademia, osserva come, in effetti, “pochi architetti italiani possono esibire una “sfida” all’arte del costruire tanto vasta e tanto espressivamente affascinante per una così estesa geografia come Severino”.
 
Severino approfondisce il rapporto tra processo industriale e libertà espressiva soprattutto nei progetti americani e in particolare nelle sedi aziendali di New York e nella casa “solare” a Greenwich CT che realizza per la sua famiglia, dove la sostenibilità si trasforma in linguaggio estetico. L’evoluzione e la maturazione di Severino, dal “rigore” delle prime opere alla “fluidità” di forme e volumi dei progetti americani, emergono dai disegni visionari degli anni Novanta e che pubblica nel suo libro dal titolo di “Meta-Realismo in Architettura” (1995). Il Meta-Realismo non è Utopia radicale ma una tendenza che libera l’architettura dai dogmi della cultura del Novecento. A questo proposito, Severino afferma: “Il Movimento Moderno è legato ad un concetto di economia che si sostanzia nelle soluzioni schematiche e bidimensionali delle forme. Nonostante questo, un certo numero di architetti sono riusciti a liberarsi da questo limite e a creare capolavori dalle forme complesse, tri-dimensionali e biomorfe”.
 
All’inaugurazione interverranno Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Domenico Viggiano, Direttore della Sala Mostre, Francesco Gurrieri, Presidente della Classe di Architettura dell’Accademia, Cristina Donati, curatrice della mostra, l’architetto e artista Renato Severino. A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo pubblicato da Polistampa, con i testi di Cristina Acidini, Cristina Donati e Francesco Gurrieri.
 

  
 
  

INAUGURAZIONE MOSTRA 
Martedì 5 giugno 2018, ore 17.30
Accademia delle Arti del Disegno
Sala delle Esposizioni 
Via Ricasoli, n. 68 (angolo Piazza San Marco), Firenze
 
ORARI MOSTRA
La mostra sarà visitabile dal 5 al 30 giugno 2018 con i seguenti orari: 
Da martedì a sabato: ore 10.00-13.00 /17.00-19.00
Domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso. 
Ingresso libero.
 

Dal 2 giugno - GONG. Eliseo Mattiacci al Forte di Belvedere

Inaugurazione >> Sabato 2 giugno dalle ore 16.00 alle ore 21.00 (ultimo ingresso ore 20.00), ingresso gratuito.

 

Dopo le grandi retrospettive monografiche di Giuseppe Penone, Antony Gormley e Jan Fabre, e la collettiva Ytalia, quest’anno gli spalti e la palazzina del Forte di Belvedere, a Firenze, ospiteranno Gong, una imponente mostra antologica dedicata a Eliseo Mattiacci(Cagli, 1940), tra i grandi protagonisti dell’arte contemporanea, uno dei pionieri dell’avanguardia italiana della fine degli anni Sessanta, artefice della sperimentazione e del rinnovamento in scultura, ispirato inventore di iconografie cosmologiche e di nuove relazioni spaziali e concettuali tra arte e natura, tra uomo e ambiente. Un dispiegamento monumentale di venti sculture all’esterno del Forte e all’interno della Palazzina, oltre a un nutrito gruppo di disegni, circa ottanta, che per la prima volta in assoluto renderanno merito all’attività grafica sempre altissima di Mattiacci. Un esercizio pressoché sciamanico volto a esplorare il sublime del cosmo, orbite di pianeti e di astri, ritmi e geometrie che appartengono all’universo infinito, per tracciare mappe stellari che adesso come milioni di anni fa funzionano in termini anche simbolici, rituali. Fin dalle prime opere, dalle sculture in ferro veri e propri assemblaggi di nuova inedita arcaicità, Mattiacci ha inteso commisurare e riunificare i gesti umani e l’immaginazione metafisica con la natura insondabile della vita nell’universo e con l’energia incommensurabile nella materia e tra gli astri, con il ciclo cosmico di vita e di morte, quello di essere e non essere, le forze visibili e ancora invisibili nello spazio e nel tempo quali l’attrazione magnetica e la gravità.

“Mi sento attratto dal cielo con le sue stelle e pianeti e, al di là, dalle nostre galassie, è una immaginazione che va oltre, come a voler sfidare la fantasia stessa, come in un sogno. Mi piacerebbe lanciare una mia scultura in orbita nello spazio. Sarebbe davvero un bel sogno sapere che lassù gira una mia forma spaziale” ha dichiarato Mattiacci, cui sono state dedicate mostre personali in vari musei e fondazioni nel mondo, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma, la Kunstforum Stadtische Galerie di Monaco, il Museo Capodimonte di Napoli, l’Institut Culturel Italien di Parigi, la Fondazione Prada di Milano, il Museion di Bolzano, la Fattoria di Celle – Collezione Gori a Pistoia, l’Italian Cultural Institute di Los Angeles e Toronto e il MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

“Torniamo ancora una volta al Forte di Belvedere – ha detto il sindaco Dario Nardella– con una grande mostra dedicata a un artista contemporaneo. La fortezza medicea si apre nuovamente al pubblico con una esposizione che ripercorre tutta l’attività artistica di Eliseo Mattiacci e ci offre un mirabile spaccato della sua cosmogonia. Firenze si conferma città viva e dinamica e non solo culla del Rinascimento, rivendicando con umiltà e tenacia un ruolo da protagonista dell’arte contemporanea e dell’arte pubblica in particolare”.

Scrive Sergio Risaliti, curatore della mostra e direttore artistico del Museo Novecento: “Con questa esposizione di Eliseo Mattiacci al Forte di Belvedere, tutta Firenze rafforza la sua immagine di città contemporanea che assieme agli artisti riflette sulla storia civile e sul patrimonio artistico, sui grandi lasciti culturali del passato e sulla società attuale, sulla scienza e la spiritualità, soprattutto su poiesis e techne. E lo fa offrendo all’ammirazione di cittadini e turisti le opere di uno tra i grandi maestri del nostro tempo, creatore di forme scultoree e tracciati grafici che hanno la forza di coniugare la dimensione del materialismo con quella del sogno metafisico, il mondo ctonio e quello degli infiniti spazi. Una traiettoria quella di Mattiacci di coerenza e di libertà esemplari, di generosa resistenza e lirica potenza, una presenza indispensabile alla storia dell’arte a partire dai primi lavori con i quali ha sposato, da artista e poeta, il lavoro della terra e la tecnologia con la riattivazione dei miti e la contemplazione degli astri (Scultura lunatica, 1962). Per giungere alle sue opere e installazioni più recenti con le quali l’artista marchigiano ha voluto consegnare al mondo la sua idea di cosmo, proseguendo un viaggio di scoperta e di meraviglia all’interno della natura e dell’universo che accomuna Lucrezio e Galileo Galilei, Giacomo Leopardi e lo stesso Mattiacci, poeti e artisti di ieri e di oggi”.

Negli spazi interni del Forte, tra le opere storiche non mancherà il Tubo (1967) di circa sessanta metri di estensione e verrà ripresentata – per la prima volta dalla mostra alla galleria L’Attico di Roma – l’installazione Recupero di un mito (1975), così come troverà collocazione l’opera sonora Echi di suoni e cani che abbaiano (1983). Saranno altresì esposte opere degli esordi come Scultura lunatica del 1962. Relativamente ai lavori più recenti, un’intera stanza ospiterà l’installazione con i pianeti in alluminio sulla superficie stratificata in pallini in piombo di La mia idea del cosmo (2001), mentre le grandi eliche in alluminio di Dinamica Verticale (2013) domineranno gli spazi al piano terreno. Proseguendo al primo piano, il pubblico intercetterà una sequenza di stanze dedicate tutte al disegno, una vera e propria “mostra nella mostra” che approfondirà in maniera sistematica le dense stagioni di questa pratica costante e ancora poco sondata del lavoro di Mattiacci. Saranno esposti disegni che rievocano il clima delle performance degli anni ’70, il ciclo Predisporsi ad un capolavorocosmico-astronomico del 1980-81, i frottages su metallo dei Campi Magnetici, le Cosmogonie, fino ai recenti Corpi Celesti del 2005-2015.

Uscendo negli ampi giardini terrazzati del Forte di Belvedere, verranno collocate le grandi opere in acciaio corten di ispirazione cosmico astronomica, orientate da un lato verso il grande cantiere rinascimentale che è la città di Firenze, dall’altro verso le colline che ospitano l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, non lontano dall’ultima residenza di Galileo Galilei. Avvalendosi di generosi prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private, in questo sistema di riferimenti spaziali verranno disposti i lavori realizzati a partire dalla fine degli anni Ottanta fino agli anni più recenti, come i due totem Verso il cielo (1987), Equilibri precari quasi impossibili (1991),Segno australe – Croce del Sud (1991), Gong (1993), Vie del cielo (1995), i dischi di Ordine cosmico (1995-96), Totem con nuvola (1996), e l’inedita Scultura che guarda (1997-2013).

In occasione della mostra, il Museo Novecento presenterà in anteprima la scultura Per Cornelia (1985) e il grande disegno Occhio del cielo (2005), a partire dal 25 maggio prossimo, in concomitanza con la riapertura della collezione permanente della Raccolta Alberto della Ragione, a sancire una correlazione scientifica e progettuale tra gli spazi della Fortezza di San Giorgio e quelli all’interno delle Ex Leopoldine, in piazza Santa Maria Novella.

La mostra è realizzata grazie al fondamentale sostegno di Banca Monte dei Paschi di Siena– main sponsor dell’evento – e grazie alla sponsorizzazione di Carpisa, alla sponsorizzazione tecnica di Forma e con il supporto di Galleria Poggiali.

2 giugno - "Una Costituzione da vivere"

Lectio magistralis di Paolo Grossi, professore emerito dell'Ateneo e presidente emerito della Corte Costituzionale. L’evento si svolge nell'ambito delle iniziative per il 70° anniversario della Costituzione e in occasione della Festa della Repubblica. 2 giugno 2018, ore 10,30, Aula Magna del Rettorato, piazza San Marco, 4 Firenze. Organizzazione: Università di Firenze, in collaborazione con la Prefettura di Firenze.
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https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2018/rev%205_LOCANDINA%20paolo%20grossi.pdf

1 - 3 giugno - Spettacolo "U±R. Rapporto sull'uomo all'epoca dei robot"

Ideazione e direzione artistica di Teresa Megale, regia di Fabio Cocifoglia (assistente alla regia: Stefania Stefanin). In scena gli studenti-attori della

Compagnia teatrale universitaria "Binario di Scambio". 1 - 3 giugno 2018, ore 21, Officina Giovani, piazza Macelli, 4 Prato. Organizzazione: Comune di Prato;

Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS); Corso di laurea in Progettazione e Gestione di Eventi e imprese dell'Arte e dello

Spettacolo (PROGEAS); Polo Universitario Città di Prato (PIN); Compagnia teatrale "Binario di scambio". Ingresso libero fino a esaurimento posti.
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https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2018/U_R_locandina.pdf

31 maggio - Presentazione in anteprima del film "Living the Future’s Past"

di Susan Kucera. Nell'ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile all'Università di Firenze. 31 Maggio 2018, ore 18.15, Cinema ODEON, piazza Strozzi,

Firenze. Organizzazione: Università di Firenze. Per informazioni e prenotazioni: unifi-go@unifi.it
https://www.unifi.it/upload/sub/agenda/2018/Festival_Sviluppo_sostenibile_UNIFI_L_rev1.pdf

Il Chiostro Grande

“Il Chiostro grande, così detto per le straordinarie dimensioni dei suoi lati costituiti da cinquantasei campate a tutto sesto, si trova nella parte del complesso di santa Maria Novella […]. Confina a sud con la celebre antica Officina farmaceutica cui si accede da via della Scala e a est con il Refettorio ed è raggiungibile dal museo attraverso una porta posta nel vano id collegamento con il Chiostro Verde antistante l’ingresso della Cappella degli Ubriachi.
Fu costruito tra il 1340 e il 1360, insieme ai dormitori dei frati che si estendevano lungo tre dei quattro lati, con il concorso di diverse famiglie fiorentine. Due secoli più tardi altre nobili famiglie contribuirono, assieme al granduca Cosimo I de’Medici, a decorarne tutte le pareti con affreschi raffiguranti le storie di San Domenico e di altri santi domenicani, scene della vita di Cristo (verso gli angoli) e ritratti di illustri esponenti della comunità di Santa Maria Novelli (pilastri). Il ciclo fu dipinto in massima parte tra il 1570 e il 1590 da oltre quindici diversi pittori dell’Accademia fiorentina noti per altre simili imprese collettive, tra i quali Alessandro Allori, Santi di Tito e il Poccenti. Le dimensioni, il programma iconografico e la chiarezza narrativa delle scene lo rendono uno dei cicli più rappresentativi della Controriforma. […]”
(Tratto dall’opuscolo ufficiale dell’Opera di Santa Maria Novella)

3 giugno - X edizione del Trofeo Questura di Firenze

Domenica 3 giugno 2018 ore 9.00 si svolgerà la X edizione del Trofeo Questura di Firenze organizzato dall’Associazione Sportiva G.S PoliPodi della quale fanno parte numerosi atleti della Polizia di Stato.

La corsa prenderà il via dal piazzale di Poggio Imperiale, sede del Reparto Mobile della Polizia di Stato, e si svilupperà per 11 Km lungo le bellissime strade collinari fiorentine, toccando Pian dei Giullari, San Miniato, viale dei Colli, Porta Romana.

All’interno della manifestazione si rinnova anche quest’anno la collaborazione con l’Associazione Tumori Toscana che sarà beneficiaria delle iscrizioni al Fitwalking. Una camminata veloce guidata dalla campionessa mondiale master di marcia Milena Megli su un bellissimo percorso panoramico di 5 chilometri.

Il ricavato sarà impiegato per ampliare e migliorare il servizio di Cure Domiciliari Oncologiche gratuite ai malati della Toscana.

Tante anche le attività collaterali: dalla dimostrazione dei cinofili della Polizia di Stato con i loro splendidi cani all’apertura straordinaria del vicino Osservatorio Nazionale di Arcetri con visite guidate da esperti astronomi alla scoperta della volta celeste.

Iscrizioni: 8 euro (il giorno della gara 10 euro), presso l’Isolotto dello Sport Firenze (Via dell’Argin Grosso 69), online sul sito www.polipodi.it,
Per info: www.polipodi.it



Associazione Tumori Toscana A.T.T.

Tel 055.24.66.666
Via B. Varchi, 63 - 50132 Firenze
www.associazionetumoritoscana.it

Santi e benefattori si uniscono per la spinta finale nella rinascita dell'ultima cena di Plautilla Nelli

"Adottare" gli Apostoli per restaurare il più grande dipinto rinascimentale di un’artista donna


Ci siamo quasi! Grazie per voler condividere la notizia, un passo importante...

E' un grande momento per la primissima pittrice fiorentina e tutto quello che rappresenta.


La pittrice fiorentina rinascimentale Plautilla Nelli è la prima e unica artista creatrice di un'Ultima Cena e che ha firmato il suo grande capolavoro con una 'call to action': "Orate pro pictora, pregate per la pittrice". Advancing Women Artists (AWA), una no-profit con sede negli Stati Uniti che da oltre un decennio restaura opere di artiste a Firenze, ha preso alla lettera la petizione di Nelli: prega per la pittrice in modo che la metà nascosta del Rinascimento possa essere interamente rivelata. Prega per la pittrice per celebrare l'eredità creativa di Nelli e incoraggiare gli amanti dell'arte in tutto il mondo a salvaguardare la sua arte attraverso il restauro.



Il programma 'Adotta un Apostolo' di AWA è la Fase II di "TheFirstLast", un restauro di quattro anni in collaborazione con il Comune di Firenze, che è stato lanciato nel 2015. La campagna di crowdfunding completata due anni dopo ha raccolto online 65.000 dollari grazie ai contributi di 410 donatori da 19 paesi. L'adozione delle figure del dipinto da parte di persone da tutto il mondo (10.000 dollari per ogni santo e 25.000 dollari per la figura del Cristo) catapulterà il progetto verso il completamento, rendendo l'Ultima Cena di Nelli pronta per l'esposizione nel Museo di Santa Maria Novella a Firenze, dall'ottobre 2019. Tommaso, Simone e Filippo stanno ancora cercando "genitori", mentre gli altri santi sono sulla buona strada per essere "salvati".



Il sindaco di Firenze Dario Nardella è in prima linea nel restauro di Nelli mentre guida un monumentale progetto di ristrutturazione per il museo di SMN. "Mi auguro che tutti gli apostoli possano essere presto 'adottati'" – dichiara il Sindaco – "e il restauro di questo dipinto possa concludersi velocemente. Mi appello alla generosità dei fiorentini, perché anche loro, oltre ai tanti stranieri, possano contribuire a ridare piena vita all'Ultima cena. Plautilla Nelli è stata la più importante pittrice rinascimentale fiorentina e la sua città le renderà omaggio esponendo quest’opera negli spazi del complesso di Santa Maria Novella."



In attesa dei tre mecenati mancanti, gli adottanti confermati degli Apostoli di Nelli condividono ciò che trovano più intrigante dell'artista e del suo dipinto:



Un’imprenditrice contro ogni previsione. "Il laboratorio di sole donne di Nelli rese il suo convento autosufficiente. Le donne del Rinascimento non avevano una posizione legale e non potevano emettere fatture. Il fatto che sia diventata un'artista e un'imprenditrice è una storia di successo per le donne creative di tutto il mondo, nel campo dell'arte e degli affari."

Alice Vogler, San Giacomo il Maggiore, per Lynne Wisneski, mecenate



Una gigantesca tela per le donne. "Per le donne era illegale studiare l'anatomia, ma ciò non impedì a Nelli di emulare Leonardo confrontandosi con il corpo maschile a grandezza naturale, probabilmente studiando i cadaveri delle suore defunte. Il suo laboratorio ha unito tre tele di ventun metri e poi ha costruito un'impalcatura. È stupefacente!"

Ted e Deborah Lilly, Sant’Andrea



La firma, il segno. "I maestri del Rinascimento di solito non firmavano le loro opere, ma Nelli lo faceva. Penso che volesse che i posteri sapessero che il dipinto era stato creato da una donna. Le donne semplicemente non hanno affrontato nella pittura storica le figure a grandezza naturale e meno dei Cenacoli che sono venuti a simboleggiare la padronanza maschile."

Fondatrice di AWA, Jane Fortune. San Matteo per Bob Hesse, il co-fondatore dell’organizzazione.



I dipinti di Nelli hanno un potere spirituale? "Come discendente artistica di Fra' Bartolomeo, del quale ha ereditato i 500 disegni, i nobili fiorentini credevano che le sue opere fossero sacre. Molte suore del tempo di Nelli avevano "visioni"; l'unico modo in cui le donne potevano parlare liberamente era attraverso l'intervento divino. La forza di questo dipinto ci muove spiritualmente."

Jane Adams, San Bartolomeo, in memoria di Josephine O'Brien, un chimico che sarebbe stato interessato a come Nelli imparò a mescolare i pigmenti



Il restauro produce "detective dell'arte" "Speriamo di identificare ciascuno degli Apostoli di Nelli confrontando la sua opera con quelle delle sue controparti cinquecentesche. La possibilità di diventare un detective d'arte è emozionante. Tommaso, Giuda e Giovanni sono noti per certo, il resto attende la riscoperta insieme alla pittrice stessa."

Bill Fortune e Joe Blakley, San Pietro



Una comunità di donne. "A partire dall'alluvione del 1966, il restauro a Firenze è diventato un campo dominato dalle donne. La restauratrice di Nelli, Rossella Lari, lavora con due donne curatrici di musei, delle oltre 30 che dirigono i musei della città. È importante vedere le donne di successo di oggi che lavorano per recuperare il passato dimenticato."

Cay Fortune, in riconoscenza per il lavoro di Jane Fortune con Advancing Women Artists



Un caso vincente. "Volevamo stabilire un legame tra quest’artista pionieristica e un leader giudiziario molto moderno, adottando il santo patrono delle Cause Perse, per Beverley McLachlin, la prima donna Giudice Capo della Corte Suprema del Canada, tribunale di ultima istanza del Canada. Nelli 'vincerà la sua causa' mentre il suo retaggio viene recuperato."

Margaret MacKinnon e Wayne McArdle, San Giuda Taddeo per Beverley McLachlin



Cosa caratterizza un'opera dipinta da una donna? "Le artiste nella storia sono state spesso elogiate per il loro occhio per i dettagli, e Nelli è colei che ha aperto la strada. I dettagli stanno affiorando grazie al restauro. Ora puoi vedere gli orli decorativi sul colletto e sui polsini di Gesù o le sue ciglia (non è generalmente una caratteristica per gli uomini nell'arte del Rinascimento)."

Donna Malin, Gesù Cristo, per i suoi nonni John e Sophie Lalas



Come l'Ultima Cena di Nelli sta avvicinando le persone. "Il capolavoro di Nelli racchiude le grandi tradizioni fiorentine: arte e cibo. Nessun pittore mette tanto cibo sulla tavola quanto lei... la tovaglia è stirata, il piatto raffinato. Rappresenta l'unità in più di un modo. Cibo e arte sono due forze che uniscono le persone indipendentemente dal loro background."

Nancy Galliher, San Giacomo il Minore

Via del Corno

Foto di Francesco Baciocchi


Proverbio Toscano del Giorno

"E' va più d'un asino al mercato"

martedì 29 maggio 2018

"Firenze...dannata..."

Firenze la più dannata città italiana dove non c’è posto per sedersi, stare in piedi o camminare."
(Ezra Pound)

30 maggio - Seminario "Il danno irrisarcibile: discriminazione e pregiudizio"

Con Christine Pauti (Université Paris 1–Sorbonne). Nell'ambito del ciclo "Il vero danno. Leggi, diritto, giustizia ed etica". 30 maggio 2018, ore 15.30,

Campus di Novoli, edificio D15, aula 0.04, piazza Ugo di Toscana, 5 Firenze. Organizzazione: Dipartimento di Scienze Giuridiche (DSG), Progetto di ricerca

"Il vero danno", con il patrocinio del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la non discriminazione e il benessere di chi lavora (CUG). Per

informazioni: https://www.dsg.unifi.it/upload/sub/eventi/eventi%202018/IL-VERO-DANNO-08-03-2018-LAST.pdf

29 maggio - Cena al buio - L’occhio della città intelligente ci guida alla scoperta di esperienze sensoriali alternative.

Nell'ambito di "Accessibilità, Istruzione e Diritti - Florence for All". 29 maggio 2018, ore 20. Organizzazione: Unione Italiana Ciechi e ipovedenti sezione

Provinciale di Firenze - CESPD Università di Firenze. Per informazioni sull’ evento contattare il CESPD: e-mail: cespd@unifi.it | tel. 055/2751938
Cena al buio - L’occhio della città intelligente ci guida alla scoperta di esperienze sensoriali alternative.

Nell'ambito di "Accessibilità, Istruzione e Diritti - Florence for All". 29 maggio 2018, ore 20. Organizzazione: Unione Italiana Ciechi e ipovedenti sezione

Provinciale di Firenze - CESPD Università di Firenze. Per informazioni sull’ evento contattare il CESPD: e-mail: cespd@unifi.it | tel. 055/2751938

26 giugno - Basilica di San Miniato al Monte - Architetture vocali

Basilica di San Miniato al Monte

via delle Porte Sante, 34 - Firenze

MARTEDÌ 26 GIUGNO, ore 21

Architetture vocali

da Guillaume Dufay a David Lang



L’Homme Armé

Giulia Peri, soprano, brake drum e sonagli

Mya Fracassini, mezzosoprano e crotali

Giovanni Biswas, tenore, glockenspiel

Gabriele Lombardi, basso, grancassa e campane tubolari

Fabio Lombardo, direttore



Martedì 26 maggio alle 21 presso la Basilica di San Miniato al Monte (via delle Porte Sante, 34; ingresso libero; info http://www.operadifirenze.it/events/lhomme-arme-fabio-lombardo/, oppure Associazione L’Homme Armé, 055/695000 informazioni@hommearme.it), nell’ambito delle celebrazioni per i mille anni di San Miniato e in collaborazione col Maggio Musicale Fiorentino, L’Homme Armé presenta il concerto «Architetture vocali: da Guillaume Dufay a David Lang», che sposa quattro composizioni rinascimentale del grande Dufay con un’intensa opera polifonica contemporanea, The little match girl passion dell’americano David Lang («La passione della piccola fiammiferaia», premiata col Pulitzer nel 2008). Per l’occasione l’Ensemble L’Homme Armé, diretto da Fabio Lombardo, è costituito da Giulia Peri (soprano, brake drum e sonagli), Mya Fracassini (mezzosoprano e crotali), Giovanni Biswas (tenore, glockenspiel), Gabriele Lombardi (basso, grancassa e campane tubolari).

Programma del concerto:

Guillaume Dufay (1397?-1474)   Ave maris stella

                                                               Alma redemptoris mater

Mirandas parit haec urbs

Supremum est mortalibus

David Lang (1957)        The little match girl passion (text after H.C.Andersen, H.P.Paull, Picander, St.Matthew)

1. Come, daughter - 2. It was terribly cold - 3. Dearest heart - 4. In an old apron - 5. Penance and remorse - 6. Lights were shining - 7. Patience … Patience! - 8. Ah! perhaps - 9. Have mercy, my God. - 10. She lighted another match, - 11. From the sixth hour - 12. She again rubbed a match - 13. When it is time for me to go - 14. In the dawn of morning - 15. We sit and cry



Guillaume Dufay è stato il compositore più influente in Europa verso la metà del XV secolo. Come molti altri musicisti dell’epoca, era solito viaggiare per il continente al seguito di principi e papi. Nelle sue peregrinazioni ha lavorato per le più importanti cappelle musicali, in particolare per la cappella papale a Roma. La sua musica ha avuto una grande diffusione e veniva trascritta, distribuita e suonata ovunque la polifonia avesse messo radici. Tra le generazioni successive, sono pochi i compositori che non hanno assorbito elementi del suo stile. L’ampio grado di distribuzione e conoscenza della sua musica è ancor più impressionante se si considera che egli morì alcuni decenni prima che fosse possibile stampare musica.

L’inno Ave maris stella veniva cantato durante i Vespri della Vergine. La versione di Dufay è in faulxbourdon, una semplice tecnica di contrappunto usata nella polifonia francese e inglese del XV° secolo. Una sorta di stile di armonizzazione del canto. La struttura metrica è strofica in alternatim, vengono qundi alternati “canto fermo” e versi polifonici.

Nella liturgia moderna l’Alma redemptoris viene cantata alla fine del Compieta, dal sabato precedente la prima domenica dell’Avvento, fino al secondo vespro della Purificazione (2 febbraio). Nel medioevo la sua funzione variava considerevolmente, sia come parte dei Memoriali per la Vergine, in quanto parte della serie di antifone per le Sue festività, solitamente L’ Assunzione o la Natività, alla fine della Compieta come nella moderna liturgia, o come parte della processione. In questa ultima veste veniva spesso inclusa in una serie di funzioni istituite dai benefattori di una determinata chiesa, che richiedevano appositamente che “l’Alma”, o il “Salve”, venissero cantate. L’impostazione del Dufay era probabilmente intesa per tali funzioni speciali, che divennero molto frequenti nel XV secolo. Il canto fermo è parafrasato nella parte vocale più alta. Il testo è in esametri; sia questo, che la melodia, sono stati tradizionalmente attribuiti a Hermannus Contractus (1013-1054), sebbene più recentemente gli studiosi ritengano improbabile la sua paternità. Alcune tra le composizioni più elevate del Dufay sono di tipo cerimoniale, scritte specificatamente per sottolineare l’importanza di grandi eventi politici. Come, ad esempio, la consacrazione della cattedrale di Firenze, l’elezione di un papa, la caduta di Costantinopoli, un matrimonio reale. Il mottetto Mirandas parit urbs fu probabilmente composto mentre Dufay si trovava a Firenze, al servizio della cappella papale, durante il Concilio che si tenne a Firenze grazie all’influenza dei Medici. Il testo, probabilmente anch’esso di Dufay, è una lode alla bellezza e alla grazia delle fanciulle fiorentine. Scritto in uno stile elegante, simile a quello del famoso Nuper rosarum flores, che Dufay compose per la cerimonia di consacrazione della cattedrale di Santa Maria del Fiore il 25 marzo del 1436.

Per quanto riguarda il Supremum est mortalibus, l’occasione fu la cerimonia per la firma di un trattato di pace. Nella primavera del 1433, un tormentato Papa Eugenio IV, che vedrà presto l’esilio, e un ambizioso Re Sigismondo di Ungheria, si riconciliarono e appianarono le loro divergenze politiche firmando il trattato di pace a Viterbo. Sei settimane più tardi, Sigismondo fu incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero. Questo mottetto, composto da Dufay per celebrare l’evento, loda e ammira la pace. Il pezzo è basato su un tenore isoritmico, nella parte finale cita il testo di un Magnificat, un’antifone per i vespri dei Santi Giovanni e Paolo “Isti sunt duae olivae”. Molti dei passaggi sono in faulxbourdon, e, prima dell’Amen finale, la musica acclama i nomi di Eugenio e Sigismondo con accordi coronati.



Il compositore statunitense David Lang è nato nel 1957. Nel 2008 ha vinto il premio Pulitzer Prize per l’opera The little match girl passion, e nel 2013 è stato nominato Compositore dell’anno dalla rivista Musical America. La sua musica risente, in una particolarissima miscela, di influssi del modernismo, del minimalismo e del rock.



Presentazione di David Lang: «Volevo raccontare una storia. Una storia particolare, infatti: la storia de La piccola fiammiferaia dello scrittore danese Hans Christina Andersen. L’originale è evidentemente per bambini, e ha quell’impressionante combinazione di pericolo e moralità come fanno molte famose storie per bambini. Una povera fanciulla, picchiata dal padre, tenta senza successo di vendere dei fiammiferi per strada, e, ignorata da tutti, muore di freddo. Attraverso tutto ciò lei mantiene in qualche modo la sua purezza di spirito (cristiana), ma non è quello che si direbbe una storiella graziosa.

Ciò che mi ha attratto ne La piccola fiammiferaia è che la forza della storia non sta nella sua trama ma nel fatto che tutte le sue parti – l’orrore e la bellezza – sono costantemente pervase del loro opposto. L’amaro presente della ragazza è connesso con la dolcezza dei suoi ricordi passati, la sua povertà è sempre pervasa della sua fiducia nella speranza. C’è un ingenuo equilibrio tra  sofferenza e speranza.

Ci sono molti modi di raccontare una storia. Uno potrebbe raccontarla convincentemente come una storia di fede, o come un’allegoria della povertà. Ciò che mi ha sempre interessato, come sempre, è che Andersen racconta questa storia come una sorta di parabola, tracciando un’equivalenza tra la sofferenza della povera fanciulla e la sofferenza di Gesù. La ragazza soffre, è disprezzata dalla folla, muore ed è trasfigurata. Ho iniziato domandandomi quali segreti si poteva disvelare da questa storia se uno avesse portato la sua natura cristiana alle sue conclusioni e la spiegasse, come i compositori cristiani hanno fatto tradizionalmente nelle versioni musicali della Passione di Gesù.

La cosa più interessante riguardo a come la storia della Passione è raccontata è che può includere anche altri testi oltre alla storia stessa. Questi testi sono le reazioni della folla, pensieri penitenziali, affermazione generali sulla tristezza, sullo scandalo, o sul rimorso. Questi sono indicatori devozionali, segni per la nostra reazione individuale alla storia, e hanno l’effetto di rendere gli uditori più che semplici spettatori degli eventi dolorosi che si rappresentano. Queste reazioni possono avere ambiti molto grandi – nella Passione secondo S.Matteo di Bach, questi testi aggiunti potevano andare dai più famosi corali che la congregazione si aspettava di cantare, fino alla presenza di personaggi inventati ex novo come “la figlia di Sion” e il “coro dei Credenti”. Il format della Passione – cioè raccontare una storia e simultaneamente commentarla – ha l’effetto di collocarci nel mezzo dell’azione, e dà al racconto una potente ineluttabilità.

Il mio pezzo è chiamato La Passione della piccola fiammiferaia e mette in musica la storia di Andersen La piccola fiammiferaia nel format della Passione secondo S.Matteo di Bach, inframezzando il racconto di Andersen con le mie versioni delle reazioni della folla e del personaggio prese dalla Passione di Bach. Il testo è mio, tratto dai testi di H.C.Andersen, H.P.Paulli (il primo traduttore della storia in inglese, nel 1872), Picander (alias Christian Friederich Henrici, il librettista della Passione secondo S.Matteo di Bach), e del Vangelo secondo S.Matteo. La parola “passione” viene dalla parola latina per sofferenza. Nel mio pezzo non c’è né Bach né Gesù – piuttosto la sofferenza della Piccola fiammiferaia è stata messa al posto di quella di Gesù, elevando (spero) il suo dolore su un piano più alto».

Fondato nel 1982, L’Homme Armé svolge un’intensa attività di ricerca e di esecuzione concertistica e discografica del repertorio, principalmente vocale, dal Trecento al Seicento, dedicando particolare attenzione al repertorio fiorentino, ma senza tralasciare grandi opere della letteratura antica (tra cui Vespro della Beata Vergine, Intermedi della Pellegrina, Rappresentazione di Anima et di Corpo). Nel corso degli anni ha collaborato con vari musicisti e direttori quali Frans Bruggen, Andrew Lawrence-King, Christophe Coin, Andrew Parrott, Kees Boeke, Alan Curtis. Da molti anni la direzione artistica del gruppo è affidata a Fabio Lombardo.

Negli ultimi anni, il gruppo ha sviluppato una riflessione sulle affinità tra alcune delle problematiche sollevate dalla “musica antica” e alcune forme di pensiero musicale attuale, ricercando analogie tra la ricerca della prassi esecutiva del repertorio antico e di quello contemporaneo. Tale riflessione ha stimolato L'Homme Armé ad estendere il proprio campo di ricerca ed esecuzione anche alla musica contemporanea.

Ha così presentato con successo programmi molto particolari che affiancano musiche antiche e contemporanee da Josquin, Palestrina, Janequin, Vecchi a Messiaen, Kurtag, Hersant, Sciarrino, Pezzati, Pärt, Nono, Cage, Berio; di quest’ultimo in particolare sono stati eseguite composizioni notevoli come Laborintus II, Cries of London e A-Ronne.

Nel 2014 ha eseguito con grande apprezzamento della critica la “Passione della piccola fiammiferaia” del compositore americano David Lang, che é stato replicato per la rassegna “Architecture of voices” a Kiev

Ha partecipato più volte al festival “Fabbrica Europa”: nel 2006 in Laborintus II di Berio, nel 2011 con Missa Ockeghem (spettacolo multimediale realizzato in co-produzione con Tempo Reale, Maggio Musicale Fiorentino e in collaborazione con la Fondazione Michelucci), e nel 2012 partecipando al progetto Four. A night with John Cage con un programma di musiche vocali ed elettroniche.

L'Homme Armé è stato ripetutamente presente nelle stagioni concertistiche di importanti istituzioni e festival, come ad esempio Ravenna Festival, Teatro Valli di Reggio Emilia, Mart di  Rovereto, Teatro Regio di Parma, Unione Musicale di Torino, Amici della Musica (Verona, Mestre, Firenze), l’Orchestra della Toscana, la Società del Quartetto di Milano, il Festival Barocco di Viterbo, il Festival Cusiano del Lago d’Orta, i Concerti del Gonfalone di Roma; inoltre Canto delle Pietre, Segni Barocchi di Foligno, Taormina Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Anima Mundi di Pisa e svariati altri; nel 2012 L’Homme Armé è stato invitato ai Concerti al Quirinale (trasmessi in diretta su Radio3).

In virtù della competenza professionale e del livello artistico delle sue esecuzioni, l’ensemble ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti e commissioni da istituzioni e comitati nazionali (Celebrazioni per Lorenzo il Magnifico,  per il Melodramma, per Boccaccio, per Masaccio, per Pontormo e Rosso) .

L’Associazione L’Homme Armé è sorta intorno al gruppo vocale quale ente promotore dedicato all’organizzazione e alla promozione della musica antica e di una ricercata progettualità artistica. Dal 1994 organizza a Firenze i Concerti al Cenacolo, unica stagione annuale di musica antica in Toscana, e dal 2008 AntiCONtemporaneo, una rassegna specificamente dedicata all’interazione tra musica antica e contemporanea. Nel corso degli anni è stata riconosciuta e finanziata da: Comune e Provincia di Firenze, Regione Toscana, Ministero per i Beni e le Attività culturali, Ente Cassa di Risparmio di Firenze.In considerazione della qualità e validità della sua proposta artistica, L’Homme Armé è stato selezionato dalla Regione Toscana ai primi posti nella graduatoria dei complessi di produzione musicale.

Nel settembre 2017 L'Homme Armé organizza il I Festival Internazionale “FloReMus. Rinascimento Musicale a Firenze”,che vedrà la partecipazione di musicisti di grandissimo rilievo internazionale e del proprio ensemble, parallelamente e il Corso Internazionale di Musica Rinascimentale di Firenze.

Veduta di Piazza San Firenze

Foto di Francesco Baciocchi


Proverbio Toscano del Giorno

"E' assai comune usanza, il credersi persona d'importanza"

lunedì 28 maggio 2018

Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie (4 - continua)

“Rosmarinus officinalis (rosmarino): “Ros maris” (Rugiada del mare) è la pianta alchemica per eccellenza: la sua essenza o le sue foglie venivano bruciate quando si lavorava nei laboratori per stimolare la mente ed elevare lo spirito a stadi superiori di conoscenza. Da sempre usato in cucina come spezia, il Rosmarino viene impiegato anche nella cura dei capelli e per trattare nello specifico l’alopecia, come insettifugo e deodorante ambientale. Per uso interno il Rosmarino ha proprietà digestive, antispasmodiche e carminative, stimola la diuresi e la sudorazione, regola il ciclo mestruale; per uso esterno è efficace contro dolori reumatici e artritici. Aggiunto all’acqua da bagno serve come corroborante e per tonificare la pelle. […]
(Tratto da: Le piante medicinali dell’orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nell’antico chiostro delle medicherie)

CONTRASTI FIRENZE 2018

incontri per una musica nuova
8 giugno | 11 luglio


Contrasti Firenze 2018, incontri per una musica nuova, a cura di mdi ensemble e con la direzione artistica di Davide Santi, giunge quest’anno alla sua quarta edizione. La rassegna, confermandosi come uno degli appuntamenti di musica classica contemporanea più interessanti della città, deve la sua longevità al sostegno di Estate Fiorentina sempre attenta alla creazione e valorizzazione di una programmazione culturale e musicale ricercata e aperta al contemporaneo.



Contrasti 2018 si presenta con un calendario ancora più ricco che vede cinque concerti, alcuni dei quali strutturati come lezione – incontro, e cinque prestigiose sedi distribuite dal centro alla periferia di Firenze. Il tutto sarà concentrato in una serie di appuntamenti che si terranno da venerdì 8 giugno fino a mercoledì 11 luglio 2018. Un vero e proprio itinerario storico e culturale che intreccia i valori del territorio con i temi della musica d’arte e vanta collaborazioni con illustri istituzioni fiorentine (Lyceum Club Internazionale di Firenze, Gabinetto Letterario G.P. Vieusseux, Conservatorio Luigi Cherubini, Teatro di Settignano, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea) e di respiro internazionale (Concorso Pianistico Internazionale di Orleans).



Il tema di Contrasti Firenze 2018, come sottolineato dal claim incontri per una musica nuova, è approfondire i legami tra la musica d’oggi e la storia della musica del passato.
Un viaggio in cui il pubblico riscopre il reticolo di connessioni e contrasti che alimenta la nuova musica verso sonorità imprevedibili e sorprendenti. Saranno i musicisti e i compositori stessi a introdurre il programma dei concerti offrendo al pubblico le chiavi di lettura necessarie per comprenderne appieno i contenuti.

CONTRASTI FIRENZE 2018
IL CALENDARIO

I CONCERTI DI GIUGNO

Ad inaugurare la rassegna, venerdì 8 giugno a partire dalle 19:00 sarà la magnifica sede del Lyceum Club Internazionale di Firenze, il cinquecentesco Palazzo Giugni. La serata si apre con il primo degli incontri - lezione, aperto a tutti, e che vede come protagonista la pianista giapponese Miharu Ogura, freschissima vincitrice del premio Donatoni al concorso pianistico internazionale di Orléans. Giovanissima promessa del piano internazionale, Miharu Ogura è ospite per la prima volta in Italia. All’incontro di apertura seguirà il concerto, alle ore 19:30. Il programma mette in evidenza il diverso approccio all’esecuzione tra brani più classici dell’inizio del Novecento e la scrittura moderna di Franco Donatoni e Hector Parra, di cui ascolteremo la prima italiana di Au coeur de l’oblique, brano scritto proprio per l’ultimo concorso di Orléans.


Lo storico Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux a Palazzo Strozzi sarà la sede del secondo concerto di mercoledì 20 giugno alle ore 18 incentrato sul tema dell’oriente tra musica e poesia. Il linguaggio poetico e quello musicale vivono di radici e costruzioni comuni, dagli haiku giapponesi ai sogni del dio pan di Claude Debussy, dalle opere del compositore giapponese Toru Takemitsu alla poesia dell’antica Persia: il timbro e il ritmo fanno da filo conduttore. Mdi ensemble propone per questo appuntamento un duo di fiati, flauto e clarinetto, che eseguirà musiche di Scelsi, Berio, Takemitsu e Platz in compagnia di una voce recitante che leggerà testi tratti da Il sogno 101 di Giacinto Scelsi e da Haiku giapponesi.

Venerdì 29 giugno, il Conservatorio Cherubini, ospita e dedica una giornata a Mauro Lanza. Nella Sala del Buonumore Pietro Grossi, il compositore terrà, a partire dalle ore 15.30, un seminario di composizione, a cui seguirà, alle 18:00, il concerto monografico con i musicisti di mdi ensemble. Veneziano, classe 1975, Mauro Lanza è considerato uno dei musicisti più visionari ed influenti nel mondo contemporaneo. Contrasti offre, dunque, un’occasione per gli studenti del Conservatorio di interagire con il compositore e per il pubblico di essere coinvolto in un concerto che ripercorre le tappe creative dell’autore, con alcuni dei brani per strumento solo e per ensemble, che oggi lo hanno portato ad essere conosciuto ed eseguito in tutto il mondo.


I CONCERTI DI LUGLIO


Dopo 4 appuntamenti musicali Contrasti 2018 offre anche uno spunto cinematografico grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Nijinsky che ospiterà l’evento. Mercoledì 4 Luglio, ore 21 al Teatro di Settignano, sarà proiettato il docufilm prodotto da mdi ensemble nel 2017: See the Sound - homage to Helmut Lachenmann. Un film-incontro che traccia un profilo del celebre Helmut Lachenmann, uno tra i più importanti compositori viventi, attraverso le sue parole, gli estratti musicali dei suoi brani cameristici più celebri e i contenuti extra di Nuria Schoenberg, Emilio Pomarico, Stefano Gervasoni e Massimiliano Damerini. Presentato a Parigi nell’ottobre 2017, See the Sound ha riscosso un notevole successo di critica (5 stelle dalla rivista francese Classica) ed è stato già acquisito e trasmesso da Rai5 e prossimamente da Sky Classica. La proiezione del film sarà preceduta dall’esecuzione dal vivo di uno dei suoi brani più rivoluzionari, “Pression” per violoncello solo, da parte di Giorgio Casati, violoncellista di mdi ensemble.


“Verso un ascolto incondizionato” è il titolo dell’ultimo appuntamento della rassegna, mercoledì 11 luglio, alle ore 18, presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove mdi ensemble incontra Giorgio Netti per unire due esperienze millenarie infinitamente interpretabili: musica e yoga. Netti, compositore e istruttore di yoga milanese, da anni lavora al confine delle due discipline, utilizzando lo strumento musicale e il corpo umano in un’esperienza a metà tra la seduta yoga e il concerto acustico dal vivo. Sarà l’occasione per ascoltare alcune opere che compongono il Ciclo dell’assedio, un lavoro scritto da Netti tra il 2001 e il 2008 che a partire dalla formazione tradizionale del quartetto d’archi propone una forma d’ascolto allargato, per suggerire ulteriori spazi musicali dentro e fuori a ciò che abitualmente è considerato musica.

http://www.mdiensemble.com/event/contrasti-2018-3/

29 maggio - “La fondazione di Roma: mito e realtà”

Martedì 29 maggio, alle ore 21.15 presso la nostra sede dove prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Viaggio nei luoghi del mistero” con la conferenza di Fiorenza Mascione dedicata a “La fondazione di Roma: mito e realtà”. L’Ingresso è libero e non occorre prenotarsi.

Per leggere un breve articolo di presentazione dell’argomento vedi il nostro sito alla pagina https://archeosofiafirenze.org/2018/05/25/29-maggio-2018-roma/



Associazione Archeosofica, Sezione di Firenze

Lungarno Guicciardini, 11/rosso

50125 Firenze

Tel. 055215940

info.firenze@boxletter.net

http://archeosofiafirenze.org

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Ponte Santa Trinita

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Del giudizio ognun ne vende"

sabato 26 maggio 2018

Giardino Bardini

Foto di Francesco Baciocchi

venerdì 25 maggio 2018

28 maggio - Il BalconOrto

Il BalconOrto è il libro - NOVITA' della nostra casa editrice. Un manuale ideato e scritto anche per chi ha un piccolo balcone o solo spazi pensili che si trasformeranno in uno spazio fondamentale della casa che vedrà nuova vita.
Il volume verrà presentato alla Libreria Gioberti - Via Gioberti 37/a- Firenze - Lunedì 28 maggio ore 17.30 nell'ambito dell'iniziativa "Toscana Legge" all'interno della rassegna "Il Maggio dei Libri" e sulle terrazze di Palazzo Pucci - Via dei Pucci, 4 - Firenze - Mercoledì 30 maggio alle ore 17.30. Questo secondo evento è a prenotazione obbligatoria e con un numero di posti limitato (60 posti max) per motivi tecnico organizzativi e di capienza
 Libreria Editrice Fiorentina
Via de' Pucci, 4 - 50122 Firenze
Tel: 055 579921 - Fax 055 2399342 - C.F. e P.IVA 03745190482   

26 maggio - concerto “IL MAGGIO VA A CAREGGI”

la Fondazione Careggi Onlus in collaborazione con l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino ha organizzato il

concerto “IL MAGGIO VA A CAREGGI”

Sabato 26 Maggio 2018 ore 16

Auditorium CTO – Largo Palagi 1 - Firenze

Concerto nell’ambito dell’81 esimo Maggio Musicale Fiorentino

Programma

G. Lanzetta                    Impropsum

W. A. Mozart                   Concerto per flauto e orchestra n. 2 in re maggiore K 314

W. A. Mozart                  Sinfonia n. 36 in do maggiore “Sinfonia di Linz” K 425


ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA

Direttore GIUSEPPE LANZETTA

Flauto solista ANDREA OLIVA

Il concerto è gratuito ed aperto a tutti.

31 maggio - Convegno “Le ragioni dell’Ateismo”

Giovedì 31/5 ore 09:00-18:00 presso il Circolo Arci di San Bartolo a Cintoia (via San Bartolo a Cintoia, 95 Firenze) si terrà il Convegno “Le ragioni dell’Ateismo” promosso dal Circolo UAAR di Firenze.

http://vivereetica.wordpress.com/
https://www.facebook.com/vivereletica

30 maggio - Conferenza: Vivere l'Etica

Mercoledì 30/05/2018
ore 17:30
Il paradigma economico/produttivo attuale è in larga parte antibiotico
(negante la vita),parassitario (tendente a vivere a carico di altri),
e non etico, spesso distruttivo e appropriativo e tenuto in piedi
usando “scaltrezza” nell’assicurarsi l’impunibilità.
Occorre passare ad un nuovo paradigma economico/accrescitivo
che valorizzi la autoformazione permanente e creativa
di chi intende partecipare attivamente alla produzione di
benessere economico e sociale.
La potente resurrezione della vitalità individuale dalla letargia
della sopravvivenza, la ricerca individuale degli
integratori probiotici nel campo del lavoro e della salute,
la difesa collettiva dagli antibiotici depotenzianti.
La co-creazione responsabile e le sue precondizioni.
La Fede che permette di sradicarsi e andare a piantarsi
altrove.
La Speranza quando è dinamizzante e creativa.
La Carità quando mi prendo cura della mia crescita ed espando e
rafforzo la mia interconnessione con gli altri.
Le comunità alle quali appartengo.
CIRCOLO MCL S.Bartolo a Cintoia
via S.Bartolo a Cintoia,32/a *
Firenze
Organizzato da V I V E R E L ' E T I C A
Associazione Culturale Vivere l’Etica
vivere.etica@gmail.com

dal 26 maggio - Rassegna musicale Viaggi e Battaglie

rassegna musicale Viaggi e Battaglie, organizzata da Salon Sanctuary Concerts con il patrocinio dell’Associazione “Per Boboli” per onorare lo spirito degli scambi internazionali con un programma ispirato al binomio pace e guerra, dall’antica Roma al tumultuoso seicento.

Si inizierà presso l’Oratorio di San Niccolò del Ceppo (sabato 26 Maggio alle 21.00) con il concerto “Un papa fiorentino: i virtuosi di Urbano VIII”, dedicato ai legami musicali tra Firenze e la Roma di Maffeo Barberini. Si proseguirà a Palazzo Gondi (domenica 27 maggio alle 17.00) dove, in occasione della Giornata ADSI 2018, sarà presentato il concerto “I Duelli tra Apollo e Marte” che, organizzato in collaborazione con l’ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane (Sezione Toscana) e il Garden Club di Firenze, ripercorre l’ascesa militare del ramo francese del nobile casato fiorentino. A Palazzo Bardi (lunedì 28 maggio alle 19.00), dove nacque la celebre Camerata dei Bardi, si celebrerà invece il quattrocentesimo anniversario della scomparsa di Giulio Caccini con il concerto intitolato “Giulio Romano: un concerto per Caccini”. La rassegna si concluderà a Villa La Pietra (giovedì 31 maggio alle 21.00) e a Villa Finaly (venerdì 1 giugno alle 18.30) con il concerto “Cartagine Conquistata. Sogni di Tunisi nell’Immaginario Barocco” che ripercorre le vicende della leggendaria città di Cartagine e della sua regina Didone proponendo cantate barocche alternate ai Taksim, forme di improvvisazione musicale tunisina, per esplorare da un’angolazione inedita la figura della regina umiliata e la cultura della regione nordafricana, entrambe capaci di accendere la fantasia nell’immaginario occidentale.

Tutti i concerti sono a ingresso gratuito ma su prenotazione obbligatoria seguendo le indicazioni riportate nel programma allegato.

La rassegna è organizzata in collaborazione con ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane (Sezione Toscana), Garden Club di Firenze, Villa Finaly - Chancellerie des Universités de Paris - La Sorbonne e della New York University - Villa La Pietra. Si ringraziano i proprietari di Palazzo Bardi e Palazzo Gondi per l'ospitalità e la Fondazione Florence Gould per il generoso sostegno.


Associazione "Per Boboli"
www.associazioneperboboli.com
associazioneperboboli@gmail.com
www.facebook.com/AssociazionePerBoboli

Viaggi e Battaglie
Stagione fiorentina di Salon/Sanctuary
26 Maggio - 1 Giugno 2018
www.sscfirenze2018.org
Con cinque concerti, la quarta stagione concertistica fiorentina di Salon/Sanctuary onora lo spirito degli scambi internazionali con un programma ispirato al binomio pace e guerra dall’antica Roma al tumultuoso seicento.
La rassegna è organizzata con il patrocinio e la collaborazione di Associazione "Per Boboli", ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane (Sezione Toscana), Garden Club di Firenze, Villa Finaly - Chancellerie des Universités de Paris – La Sorbonne e della New York University - Villa La Pietra. Si ringraziano i proprietari di Palazzo Bardi e Palazzo Gondi per l'ospitalità e la Fondazione Florence Gould per il generoso sostegno.
Programma
Concerto I - Un papa fiorentino: i virtuosi di Urbano VIII
Sabato, 26 Maggio 21:00
Oratorio di San Niccolò del Ceppo
Firenze - Via Pandolfini, 5
Diego Cantalupi, tiorba
Davide Pozzi, organo
Grazie alla cospicua eredità lasciatagli dallo zio Francesco, il fiorentino Maffeo Barberini era conosciuto a Roma per lo sfarzo del suo palazzo già prima di salire al soglio pontificio. Protettore di talentuosi uomini d’ingegno e di cultura, accolse nella sua dimora eruditi e letterati, circondandosi di poeti, pittori e musicisti. Tra i più noti di questi si ricordano in particolare Girolamo Frescobaldi e Giovanni Girolamo Kapsberger, conosciuto come ‘il tedesco della tiorba’. Come era d’uso nelle famiglie altolocate, quest’ultimo fu anche organizzatore e promotore di attività culturali e ospitò nella sua abitazione di Monte Giordano, non lontano dal Gran Palazzo degli Orsini, alcune tra le accademie più importanti di Roma di cui questo concerto ricostruisce l’atmosfera.
Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.
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Concerto II - I Duelli tra Apollo e Marte
Domenica, 27 Maggio 17:30
Cortile di Palazzo Gondi
Firenze - Via dè Gondi, 2
Ensemble l’Aura Soave
Jessica Gould, soprano
Diego Castelli & Dario Palmisano, violini
Diego Cantalupi, chitarrone
Davide Pozzi, clavicembalo
Viaggio musicale tra l’Italia e la Francia dal XVI al XVII secolo che ripercorre, tramite componimenti ispirati a sfide e battaglie, l’ascesa militare del ramo francese dei Gondi a cui appartenevano i Duchi di Retz. Musiche di Caccini, Carissimi, Kapsberger, Mazzocchi e Barbara Strozzi.
Concerto organizzato in collaborazione con ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane (Sezione Toscana), Garden Club di Firenze, e Associazione "Per Boboli" in occasione della Giornata ADSI 2018.
Ingresso libero ma su prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per info e prenotazioni: 055212452 – toscana@adsi.it
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Concerto III - Giulio Romano: Un concerto per Caccini
Lunedì, 28 Maggio 19:00
Cortile di Palazzo Bardi
Firenze - Via dei Benci, 5
Riccardo Pisani, tenore
Ensemble Ricercare Antico
Paolo Perrone, violino
Matteo Coticoni, violone
Giovanni Bellini tiorba e arciliuto
Francesco Tomasi, tiorba, chitarra barocca e direzione
Concerto per celebrare il quattrocentesimo anniversario di Giulio Caccini nel luogo in cui ebbe origine l'opera lirica. Musiche di Caccini, Frescobaldi, Landi, Kapsberger e Nicoletti.
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Concerti IV & V - Cartagine Conquistata. Sogni di Tunisi nell’Immaginario Barocco
Thursday, May 31 - Ore 21:00
Limonaia di Villa La Pietra
Firenze - Via Bolognese, 120
Concerto presentato in collaborazione con The Season of Villa La Pietra. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento dei posti disponibili. Per info e prenotazioni: lapietra.reply@nyu.edu
1 Giugno 2018 – Ore 18:30
Villa Finaly - Chancellerie des Universitès de Paris La Sorbonne
Firenze - Via Bolognese, 134/R
IIngresso libero con prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento dei posti disponibili. Per info e prenotazioni: villafinaly@villafinaly.sorbonne.fr
Ensemble Eneide - Un progetto originale di Salon/Sanctuary Concerts
Jessica Gould, soprano
Valerio Losito & Amie Weiss, violini
Romeo Ciuffa, flauti
Michele Carreca, liuto
Bettina Hoffmann, viola da gamba
Giulia Nuti, clavicembalo
Fatima Gozlan, ney
Janos Gerzson, oud
Un tempo, la capitale dell’attuale Tunisia era la leggendaria città di Cartagine, la cui regina, Didone, fu amata e abbandonata da Enea, destinato dal fato a fondare Roma. La vicenda ha ispirato innumerevoli capolavori musicali, dal barocco a Berlioz. Nel programma odierno, le cantate barocche dedicate alla storia della regina cartaginese si alternano a Taksim, una forma di improvvisazione araba. I due raffinati ensemble – occidentale l’uno occidentale e tunisino l’altro – esplorano da un’angolazione inedita sia la figura della regina umiliata, sia la regione nordafricana, entrambe sfruttate eppure capaci di accendere la fantasia nell’immaginario occidentale. Musiche di Cavalli, Couperin, De Visée, Legrenzi, Montéclair, Purcell e Strozzi con Improvvisazioni tradizionali magrebine.
The capital of Tunisia was once the legendary city of Carthage. Its Queen Dido, loved and abandoned by Aeneas on his mission to found Rome, inspired countless musical masterworks from the baroque era to Berlioz. This concert alternates baroque cantatas dedicated to the story of the Carthaginian Queen with the Arabic form of improvisation known as Taksim, as two historically informed ensembles – one western and the other Tunisian, share a stage, offering a new perspective on Dido the misused monarch and the site of Northern Africa as both exploited resource and object of fantasy in the Western European mythscape.

Porta San Niccolò

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Del cervello ognuno si pensa d'averne più che parte"

giovedì 24 maggio 2018

Il legname della Foresta casentinese

“[…] La Foresta casentinese, appartenente sino al 1837 all’Opera di Santa Maria del Fiore, forniva ogni anno grandi quantitativi di legname alla città di Firenze secondo quanto descrive il Granduca Pietro Leopoldo:
<<L’Opera commette a primavera quante travi vuole, alberi, antenne, etc; […] il Volpini le marchia e le consegna a questi tagliatori tirati inomi a sorte, i quali le tagliano, riducono a quadro e poi a cottimo con loro proprio rischio le trainano con i loro propri manzi fino al porto a Pratovecchio, dove, dopo che ogni albero è segato col marchio del rispettivo trainatore, si misurano e si pagano secondo le grossezze a un tanto il braccio già prezzo fissato e convenuto. […] Questi trainatori l’estate tagliano e cavano le travi fino sul crine e l’inverno le conducono giù. A Pratovecchio poi vi è una compagnia di foderatori che li prende in consegna, ne fa i foderi e li conduce l’inverno a Firenze ove li consegna tutti all’Opera che li vende lei. Vi è gran strazio di legname e le macchie sono assai mal tenute.>>.[…]”
(Tratto da: Guida ai prodotti agroalimentari del Casentino, a cura dell’EcoMuseo del Casentino e da: Pietro Leopoldo Lorena d’Asburgo, 1970, vol.II, pag.457).

25 e 26 maggio - 2°FESTIVAL DELLA LEGALITÀ: DONNE E LEGALITÀ

VENERDI' 25 MAGGIO

    L'associazione per la Legalità Il Gomitolo Perduto presenta:

2°FESTIVAL DELLA LEGALITÀ: DONNE E LEGALITÀ

Dopo il successo dello scorso anno, torna la rassegna dell’associazione Il Gomitolo Perduto alle Murate
FEDERICA ANGELI e ROSARIA CAPACCHIONE saranno ospiti della seconda edizione del Festival della Legalità organizzato dall’associazione ONLUS Il Gomitolo perduto. L’evento si terrà il 25 e il 26 maggio a Firenze, presso il Caffè letterario Le Murate.
Dopo il successo della scorsa edizione, quest’anno le due giornate del festival saranno incentrate sul tema “Donne e legalità”, argomento sul quale l’associazione da due anni spende le proprie energie con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità fiorentina. Anche per questo, Angeli e Capacchione, entrambe impegnate sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, porteranno al Festival la loro testimonianza di giornaliste antimafia, costrette a vivere sotto scorta per via delle minacce occorse dopo le inchieste svolte. Federica Angeli è risaltata sulla cronaca nazionale per i suoi reportage nelle pagine de “La Repubblica” sul clan della famiglia Spada ad Ostia, mentre le indagini di Rosaria Capacchione hanno rivestito un ruolo importante nelle operazioni di giustizia in Campania, soprattutto grazie al suo libro “L’oro della Camorra”.
Il Festival della Legalità occuperà le due giornate nello spazio allestito dal Caffè Letterario delle Murate a Firenze anche con una mostra fotografica sui beni confiscati alla mafia, un workshop per l’autodifesa femminile, spettacoli artistici e musicali in serata. Nella prima serata, parteciperà a questi ultimi anche la cantautrice fiorentina Letizia Fuochi e il maestro Francesco Frank Cusumano (chitarra). Grande ospite della seconda serata, Ginevra Di Marco.
Il Festival, giunto alla seconda edizione, è organizzato dall’associazione ONLUS fiorentina “Il Gomitolo perduto”, nata con lo scopo di sensibilizzare il territorio toscano sul tema delle mafie. Il gruppo è costantemente attivo sul territorio, grazie anche all’instancabile attività della sua presidente Mimma Dardano e di molti giovani volontari.
L’organizzazione del Festival è stata possibile grazie al patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Ulteriore contributo è arrivato anche dall’associazione culturale La Nottola di Minerva, che cura la programmazione degli eventi culturali presso il Caffè Letterario Le Murate, e dal coordinamento fiorentino dell’associazione Libera Contro le Mafie, nota a livello nazionale grazie a don Luigi Ciotti.


In Collaborazione con Libera, La Nottola di Minerva e il Caffè Letterario. Con il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze

h 16:30 Passeggiata sui luoghi della Giustizia a Firenze con A. Marraccini
Partenza da piazza delle Murate

h 18:30 Apertura mostra fotografica Beni confiscati in Toscana   Zago-Bennati-Bianchi

h 19:30 Federica Angeli Testimonial Giornalista di Repubblica che vive sotto scorta
Intervista: Mimma Dardano, Pres. Il Gomitolo Perduto

    h 21:00 Recital
Nell'ambito del festival della Legalità, a cura di Associazione Il Gomitolo Perduto, l'Associazione culturale La Nottola di Minerva presenta

FEMMINE UN GIORNO E POI MADRI PER SEMPRE
Canzoni di donne innamorate e coraggiose

Di e con Letizia Fuochi (voce) e Francesco Frank Cusumano (chitarra)

Un Recital per raccontare quanto il coraggio di ogni donna possa esser misurato dalla grandezza dell'amore che porta cuore: prima femmine, poi donne ma soprattutto madri. Madri di un'idea, di una rivoluzione, della tenacia e della bellezza; portatrici sane di intelligenza, generosità e di quell'intuizione che salva il mondo e innesca giustizia. Queste canzoni, queste poesie, non sono per loro, ma per tutti quelli che – fino ad oggi – non hanno saputo ancora riconoscerne il valore.
    SABATO 26 MAGGIO

    L'associazione per la Legalità Il Gomitolo Perduto presenta:

2°FESTIVAL DELLA LEGALITÀ: DONNE E LEGALITÀ

In Collaborazione con Libera, La Nottola di Minerva e il Caffè Letterario. Con il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze

h 17:30 Passeggiata sui luoghi della Giustizia a Firenze con A. Marraccini
Partenza da piazza delle Murate

h 19:30 Rosaria Capacchione Testimonial Senatrice e giornalista autrice del libro “L’oro della Camorra”
Intervista: Stefania Piacquadio, giurista

    h 21:30 Concerto

GINEVRA DI MARCO

L’ingresso è libero
Caffé Letterario °Le Murate

Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it