giovedì 29 marzo 2018

Il Signore… ha fatto di Firenze la città della Santissima Annunziata!

"Il Signore… ha fatto di Firenze la città della Santissima Annunziata! Non esiste altra città cristiana (altro tipo di civiltà cristiana) che sia, sotto questo aspetto, confrontabile con Firenze: la stessa struttura urbanistica della città si svolge in modo omogeneo attorno al mistero mariano: la città intera, tutta la sua cultura e tutta la sua storia, è come un poema che ha per centro Maria!"
(Giorgio La Pira)

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Ogni creatura ha la sua natura"

mercoledì 28 marzo 2018

Fiorenza


Fiorenza dentro dalla cerchia antica,
ond’ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.
Non avea catenella, non corona,
non gonne contigiate, non cintura
che fosse a veder piú che la persona.

(Dante Alighieri, Paradiso XV, 97-102)

E come ‘l volger del ciel de la luna
cuopre e discuopre i liti sanza posa,
così fa di Fiorenza la Fortuna:
per che non dee parer mirabil cosa
ciò ch’io dirò de li alti Fiorentini
onde è la fama nel tempo nascosa.

(Dante Alighieri, Inferno XVI, 82-87)

Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ‘nferno tuo nome si spande!
Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.

(Dante Alighieri, Inferno XXVI, 1-6)


Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Non fu mai gatta che non corresse a' topi"

martedì 27 marzo 2018

lunedì 26 marzo 2018

giovedì 22 marzo 2018

FIRENZE VECCHIA di Dino Campana

"Entro dei ponti tuoi multicolori
L'Arno presago quietamente arena
E in riflessi tranquilli frange appena
Archi severi tra sfiorir di fiori
Azzurro l'arco dell'intercolonno
trema rigato tra i palazzi eccelsi:
Candide righe nell'azzurro: persi
Voli: su bianca gioventù in colonne."

Firenze

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Ogni campanile suona le sue campane"

mercoledì 21 marzo 2018

Percorso botanico-medicinale al chiostro delle Medicherie

“Gli Orti dei Semplici sono nati per lo studio “dal vivo” delle piante medicinali, in particolare quando la Botanica iniziò a staccarsi dalla Medicina pratica divenendo una materia a sé stante. Erano Orti a servizio dello studio e, in particolare, delle Università Mediche. Già alla fine del XIII secolo in Santa Maria Nuova era funzionante una Scuola di Medicina che avrebbe legato la sua storia all’Ospedale, fondato nel 1288, fini al 13 novembre 1859. Inoltre fin dal XV secolo sicuramente funzionava una Spezieria (i primi documenti sono del 1376)
Un Orto Medico già esisteva fin dalla nascita dell’Ospedale e quindi, insieme alla Scuola e alla Spezieria, si può individuare tale Orto come il “seme” più antico di tutti gli Orti dei Semplici accademici. […] In tempi moderni un grande botanico e storico fiorentino, il Prof. Alberto Chiarugi, […] , afferma che l’abbinamento tra la letteratura degli antichi testi latini e greci sulle piante medicinali e lo studio “dal vivo” delle piante sono il frutto di << quell’insegnamento rudimentale sulle piante medicinali, che si può considerare il primo tentativo del genere e che si praticava sin dal1450  in Firenze sottoforma della cosiddetta Ostensio simplicium nel Giardino dei semplici dell’Arcispedale di santa Maria Nuova>>. Più tardi F. fabbri (19639 ribadisce che <<il Giaridno dei Semplici di Santa Maria Nuova può essere considerato il primo tentativo di Orto Accademico, come l’embrione di quella idea che doveva poi essere brillanemente concretata da Cosimo I dei Medici e da Luca Ghini nei due Giaridni Botanici gemelli di Padova e Firenze>>.
L’importanza fondamentale di questa primogenitura è ovvia: da Santa maria Nuova, da quel primo Orto Medico, è partita l’evoluzione della ricerca farmacologica, in stretta connessione con l’antica spezieria che utilizzava proprio le piante medicinali, i “semplici”, che venivano coltivate in un pezzo di terreno adiacente alla “Croce ospedaliera”. In questo stesso pezzo di terreno, ora denominato “Chiostro delle Medicherie”, è stato ricostruito l’antico orto medico di Santa Maria Nuova.
Alcune piante di questo Orto Medico sono state scelte per sottolineare la relazione di Santa Maria Nuova con altre istituzioni ospedaliere, come il Sedum telephium che la lega alla spezieria dell’abbazia di Vallombrosa. Altre piante sono state scelte per il loro intenso uso che ne veniva fatto al tempo come la Piantaggine. Altre riportano ad antichissime preparazioni monastiche come l’Arancio amaro, il Semprevivo, l’Agnocasto. Molte delle piante scelte entravano nella composizione della Teriaca (Aneto) o di molti Elettuari preparati dalla spezieria di Santa Maria Nuova. Infine, altre piante sono state scelte per la loro valenza magica, come la Mandragora, o altamente religiosa come la Salvia, altre come piante della tradizione popolare come la Vinca.
(Tratto dalla pubblicazione ufficiale del percorso Museale dell’Ospedale santa Maria Nuova – www.fondazionesantamarianuova.com)

Ponte Santa Trinita

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Ogni campanile suona le sue campane"

lunedì 19 marzo 2018

venerdì 16 marzo 2018

"Firenze una città unica..."

"Che cosa rende Firenze una città unica, che attira ogni anno centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo? I monumenti? I musei, che custodiscono innumerevoli capolavori? Le chiese, i palazzi? La meravigliosa cornice di colline? I panorami? L’“Arno d’argento”? Tutto questo e molto altro ancora."
(Marilena Tamassia, direttrice del Gabinetto Fotografico Polo Museale Fiorentino)

Proverbio Toscano del Giorno

"La buona carne fa di molta schiuma"

Angelo..a Le Murate

Foto di Roberto Di Ferdinando

mercoledì 14 marzo 2018

Il Cestello

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Il fiorentino mangia sì poco e sì pultio che sempre si conserva l'appetito"

martedì 13 marzo 2018

Modi di dire: "A tutto spiano"

Il vecchio modo di dire fiorentino “a tutto spiano”, in sintesi, sta a significare “al massimo”, o la quantità “più grande”.
Viene usato, infatti, quando si mangia tanto da scoppiare o a “crepapelle”, cioè a tutto spiano, si corre di gran carriera senza risparmio d’energia, a tutto spiano, si lavora alacremente a tutto spiano
[…]. Il detto deriva dal lavoro dei fornai poiché lo “spiano” era appunto il contenitore utilizzato come sistema di misura per la quantità del grano che ogni mese gli Ufficiali della Grascia o dell’Abbondanza, assegnavano ai fornai per la pianificazione: se non c’erano carestie o particolari scarsità del prodotto, la quantità erogata con profusione era appunto quella a “tutto spiano”, cioè con lo spiano colmo fino all’orlo, mentre in caso contrario veniva ridotta a mezzo spiano o anche di meno. Se poi gli eventi precipitavano, il grano era sostituito con altri cereali meno nobili che determinarono un altro modo di dire: “in tempo di carestia è buono il pan di veccie”. […]”
(tratto da: “Pane, farina e fiorentini: una relazione a tutto spiano”, di Luciano e Ricciardo Artusi, in Reporter di maggio 2017)

Proverbio Toscano del Giorno

"E' meglio vin torbo che acqua chiara"

Le Murate

Foto di Roberto Di Ferdinando

lunedì 12 marzo 2018

domenica 11 marzo 2018

Il Comune di Firenze copia una parte di un mio vecchio articolo

Passando sotto Porta la Croce, in piazza Beccaria, mi sono soffermato a leggere e fotografare i pannelli illustrativi della storia e degli attuali restauri della porta. Nel pannello dedicato ai restauri, il testo si conclude con dieci righe del finale di un mio articolo pubblicato su una rivista di Firenze e sul mio blog ormai alcuni anni fa (rispettivame te nel 2006 e 2011). Non solo, sul pannello e' presente anche la foto che scattai piu' di 10 anni fa. Il mio blog acconsente, gratuitamente, ad usare i mieitesti e le mie foto, purche' sia citata la fonte (settimanalmente pubblico qualche articolo preso dalla Rete, da riviste o da comunicazioni storiche anche del Comune di Firenze, ma citando la fonte e l'autore) . Cosa che non appare per niente nel pannello. Mi bastava anche che cambiassero solo alcune parole, perche' non apparisse un semplice copia incolla come invece pare sia stato fatto. Dispiace che tale modalita' sia usata da un'isituzione. Peccato....
Sotto la foto del pannello, qui seguito il mio articolo di 12 anni fa: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/05/porta-di-santa-croce-o-alla-croce-in.html?m=1 
più sotto il mio articolo
 

sabato 10 marzo 2018

venerdì 9 marzo 2018

10 marzo - Inaugurazione mostra & presentazione libro - ISTANTI DI STRADA - DIRTIPARADAIS

SABATO 10 MARZO


    h 18:00 Inaugurazione mostra & presentazione libro

ISTANTI DI STRADA - DIRTIPARADAIS

Mostra fotografica di Alice Ginavri

Scatti come “istanti di strada”, tasselli di un mosaico che non riesce a vedere la fine. La continua rielezione di un progetto che non ha limiti, né di composizione, né di forme, o luce, di soggetti o di tempo. Che non ha scadenza poiché si fonda sull'irripetibilità di ogni istante. Per l’occasione sarà presentato il libro, Dirtiparadais, che raccoglie alcuni di questi scatti. Il modo di vedere e di stare nella propria città, osservandone ed accettandone le molte complessità e contraddizioni, ed operando una allusiva fusione tra soggetto ed oggetto della sua narrazione. Lo spazio urbano di Firenze che è un enigma: non esistono istruzioni per l’uso che possano aiutare a capire e definire una città che negli ultimi decenni è stata sfruttata in maniera intensiva e si è trasformata quasi in un parco a tema per turisti. Il suo tessuto urbano ed umano, la sua antropologia, la sua storia, sono stati trasformati e deformati dai movimenti in divenire della società. La Firenze storica dunque viene assunta quasi come simbolo della condizione della metropoli globalizzata e postmoderna, dove possono essere visualizzati contrasti e differenze (comportamenti, consumi, sessualità, etnie, solitudini), in una emblematica indagine sul presente. Attraverso il suo obiettivo, Alice Ginavri ha usato le strade e gli abitanti della Firenze di oggi come mezzo per esplorare il suo sentimento ambivalente tra nostalgia e spaesamento, pieno di contraddizioni e d’inquietudini contemporanee.” (Massimo Agus)
Caffé Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Piazza della Signoria

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Del matto, del medico e del cuoco, ognuno n'ha un poco"

giovedì 8 marzo 2018

Ponte Vecchio

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi fa bene per usanza, se non perde, poco avanza"

mercoledì 7 marzo 2018

San Miniato

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Chi fa bene per paura, niente vale e poco dura"

martedì 6 marzo 2018

Lo spettacolo del Principe

“[…] Tra il Quattrocento e il Seicento la corte medicea diviene fulcro di ogni manifestazione pubblica che raccoglie, finanzia e stimola le sperimentazioni dei maggiori architetti, ingegneri civili, pittori, macchinisti e artigiani dell’epoca. Filippo Brunelleschi, Giorgio Vasari e Bernardo Buontalenti rendono concreta l’idea di Gesamtkunstwerk, quell’opera totale tanto agognata da Wagner che troverà nel melodramma uno dei massimi vertici espressivi. L’Euridice di Rinuccini e Peri cantata la sera del 6 ottobre 1600 nella Sala Bianca di don Antonio in Palazzo Pitti, l’evento che consacra la nascita del fortunato genere spettacolare, è il punto di arrivo di oltre un secolo e mezzo di sperimentazioni che vedono il perfezionamento di un complesso sistema teatrale. I germi dello spettacolo barocco vanno infatti cercati negli intermedi cinquecenteschi: exploit coreografico-spettacolari che intervallano la più noiosa rappresentazione delle commedie e che raggiungono l’apogeo nel 1589 con l’episodio della Pellegrina di Girolami Bargagli, messa in scena per celebrare il matrimonio del Granduca Ferdinando con Cristina di  Lorena. Era elemento constante della politica medicea quello di legare lo sforzo economico tecnico ed organizzativo di un allestimento con un avvenimento importante – nozze o visite di personaggi illustri – che coinvolgesse il maggior numero possibile di persone influenti . la risonanza degli eventi spettacolari accresceva dalle descrizioni ufficiali dei cronisti del granducato – Vasari in testa – vere e proprie fotografie volte a illustrare agli assenti l’invenzione e le ricchezze profuse, fissando nel contempo l’avvenimento nelle pagine della Storia. Il mago degli interemzzi fiorentini era messer Bernardo Buontalenti, scenografo, costumista, apparatore e direttore di scena che coordinava l’insieme da una sorta di cabina di regia disposta sul palcoscenico.
I cinque intermezzi buontalentiani dell’89 sono considerati un prodigio scenografico e scenotecnico: le scene multiple e ingegnose, gli elaboratissimi costumi, l’atmosfera sinestetica, le danze, i suoi, canti, colori, fogge e fumi, le mutazioni a vista e soprattutto lo stupore delle apparizioni e sparizioni di nuvole e intere macchinerie reggenti Grazie e Dei dell’Olimpo, erano uno spettacolo senza precedenti.
Il primato tecnico e la nascita del professionismo teatrale corrispondeva, inoltre, a un differenziato sistema di sale deputate allo spettacolo. Nella seconda metà del Cinquecento il fastoso spettacolo di corte si celebrava nel Teatro degli Uffizi, mentre i  comici dell’Arte si esibivano nell’adiacente Teatrino della Dogana (detto anche della Baldracca, dal quartiere malfamato che vi sorgeva attorno), il primo teatro a pagamento della città destinato ai ceti subalterni, al cui fascino non resisteva neppure il Granduca che vi assisteva furtivamente dall’interno di palchetti celati da grate. Meno di un secolo dopo, lo spettacolo granducale fornisce al mondo intero il modello di un edificio che verrà a coincidere con l’idea del teatro che abbiamo tuttora oggi: la sala all’italiana, che si concretizza nella costruzione di due teatri cittadini in via del Cocomero (1656) e in via della Pergola (1657)
[…]”
(Adela Gjata, in Quaderni della Pergola, n. 8)

Giardino delle Rose

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Cattivo è quel sacco che non si può rappezzare"

lunedì 5 marzo 2018

venerdì 2 marzo 2018

La Societa' Dantesca Italiana

"La Societa' Dantesca Italiana nasce a Firenze, con il sostegno e l'interessamento dell'Accademia della Crusca, il 31 luglio 1888 nella Sala di Leone X in Palazzo Vecchio, dove viene approvato lo statuto ed eletto Presidente provvisorio (e in seguito onorario) Pietro Torrigiani, sindaco di Firenze, con lo scopo di 《promuovere tutte le manifestazioni ed iniziative che sevano a tener vivo il culto di Dante e particolarmente di curare ed incoraggiare la pubblicazione di opere sulla vita, sui tempi e sulle opere del Divino Porta》, come recita l'articolo 1 dello statuto stesso. Tra i soci fondatori: [...] Giosue' Carducci, Alessandro D'Ancona, Isidoro Del Lungo e Pasquale Villari, per citare i nomi piu' significativi. [...] Gia' il 27 aprile 1899 Guido Mazzoni inaugura nel salone di Orsanmichele (poi ufficialmente denominato "Sala di Dante") la "Lectura Dantis", pubblica lettura del poema o delle opere minori.
La sede della Societa' (uffici e biblioteca) e' inizialmentr presso la biblioteca Riccardians; poi a partire dal 1904, si trasferisce nel Palagio dell'Arte della Lana indissolubilmente connesso, sul piano architettonico-monumentale, all'edificio demaniale di Orsanmichele. E nel Palagio si e' svolts e si svolge, ormai da piu' di cent'anni, l'ativita' e scientifics della Societa' [...]. Nel settembre del 1888 il marchesr Erolo Erolo ha donato alla Societa' la propria raccolta dantescs, primo fondo della costituenda bibliotecs [...].  Oggi la biblioteca consta di circa 25.000  volumi, di circa 150 perodici correnti (60 stranieri) e 240 periodici cessati; 25 incunaboli, 152 cinquecentine e 8 manoscritti [...]. Accanto alla Biblioteca specialistica e' stato organizzato un ricco archivio microfotografico (i soli microfilm sono 1500) [...]."
(Tratto da: Agenda Letteraria DantexAlifhieri 2013, a cura di Gianni Rizzoni)