venerdì 2 dicembre 2016

A Firenze il passaggio del Meridiano Zero?

Recenti studi hanno dimostrato che le dimensioni degli stati sulle carte geografiche, anche su quelle più precise, non sono riportate correttamente. Infatti, le mappe sono delle rappresentazioni piane, su dei fogli di carta, ma nella realtà la Terra è una sfera, più precisamente un geoide di forma quasi sferica e, quindi, disegnando su carta gli immaginari confini tra stati, osserviamo che le nazioni più vicine al Polo sono esagerate rispetto alla realtà, mentre quelle presso l’Equatore sono raffigurate con dimensioni più piccole. In tal modo l’immagine “politica” della Terra risulta falsata. L’attuale rappresentazione geopolitica della Terra si basa sul lavoro del fiammingo Gerardo Mercatone che la realizzò nel Cinquecento. Tale limite era ben conosciuto nel secolo scorso, tanto che furono avanzate nuove modalità di rappresentazione delle mappe della Terra. Di seguito, in corsivo, un passaggio dell’articolo “Geometrie e Illusioni”, scritto da Carlo D’Agradi e pubblicato su Mercedes-Benz the magazine, in cui, oltre a trattare la questione della mancata precisione delle mappe, vi è un riferimento ad una vecchia proposta a far passare il meridiano zero da Firenze:  “Negli anni Settanta del Novecento, Arno Peters (1916-2002), storico, cartografo e giornalista tedesco, sostenne che la percezione occidentale del mondo, con al centro Stati Uniti ed Europa, fosse inadatta “ a perseguire l’uguaglianza tra i popolo nell’era della globalizzazione”. Quindi si mise al lavoro per disegnare una nuova mappa del mondo, oggi conosciuta come la “Carta di Peters” del 1973. Permette di rappresentare la minore distanza tra due punti con una linea retta […] mantenendo inalterati i rapporti tra le aree. Risultato? Europa e Stati Uniti sono molto spostati in alto e decisamente rimpiccioliti; nel contempo, Africa e Sud America appaiono molto più grandi (cioè più “reali” nelle loro dimensioni).
[…] Peters propose anche di collocare il meridiano zero alla longitudine di Firenze, togliendolo da Greenwich: in questo modo, la linea di cambio di data sarebbe passata per lo stretto di Bering, il tratto di mare tra l’Alaska e la penisola di Camciatca. Secondo Peters, Firenze sarebbe stata una scelta molto più ragionevole (e democratica)  rispetto a Greenwinch. Lo storico tedesco sosteneva, infatti, che la scelta a favore di Greenwich del 1884, avvenuta alla International Meridian Conference organizzata a Washington dal presiedente USA, Chester Arthur, fosse scaturita principalmente da considerazioni di natura politica e ideologia e, quindi, importa da inglesi e americani alle altre nazioni.
RDF

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