giovedì 21 maggio 2020

Perché dal termine inglese football abbiamo calcio e non pallapiede?

Perché da football calcio e non pallapiede?
“Perché in italiano l’inglese basketball diventa pallacanestro, volley diventa pallavolo, handball pallamano, ma per football non si usa pallapiede? La risposta va cercata nel fatto che in Italia, e precisamente a Firenze, esisteva già nel Rinascimento un gioco in cui la palla veniva colpita con i piedi: quello che appunto si chiamava il calcio. Così, quando alla fine dell’Ottocento il football cominciò a diffondersi anche da noi, il suo nome fu soppiantato facendo leva su questo antico ricordo. “Uno dei giuochi nazionali inglese il football, una specie di quello che in Italia si chiamava giuoco del calcio, che era in uso da noi fin dall’epoca del Rinascimento“, spiega nel 1894 un volume intitolato l’Educazione fisica della gioventù.
Nella prima edizione del suo dizionario moderno (1905), Alfredo Panzini -alla voce goal - lo chiamava “giuoco della Palla al Calcio ove di prammatica è la lingua inglese“. E in effetti era normale, ancora nel primo Novecento, usi come kick per rinvio, penalty per calcio di rigore, full-backs per difensori, forwars per attaccanti o goalkeeper per portiere. Racconta il linguista e scrittore Veneto Luigi Meneghello, in un romanzo autobiografico intitolato Libera nos a Malo: “giocando al pallone si imparavano anche gli elementi dell’inglese […]”. Fino alla fine degli anni Venti, si diceva ancora bar per traversa, fault per fallo, heading per colpo di testa, referee per arbitro. Solo negli anni del fascismo si impose quella che in un libro del 1926 era definita la Questione dell’italianità nel gioco del calcio. Alcune proposte di sostituzione vengono presentate nei giornali o in pubblicazioni specialistiche, come il Vocabolarietto di termini esotici sportivo-calcistici.
(Tratto da, Giuseppe Antonelli, il museo della lingua italiana, Mondadori 2018)

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