mercoledì 26 dicembre 2012

La Sala delle Cicogne del Museo della Specola

(Testo e Foto di Roberto Di Ferdinando)

Il Museo della Specola è una (di zoologia) delle sezioni del Museo di Storia Naturale di Firenze (le altre sono: antropologia e etnologia, botanica, geologia e paleontologia, mineralogia e litologia, e orto botanico) ed è il più antico museo scientifico d’Europa. Il Museo (l’Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale) fu istituito nel 1775 per volere del Granduca Pietro Leopoldo, utilizzando ed ampliando gli spazi di palazzo Torrigiani, già Bini, di Via Romana, che già allora ospitavano il nucleo centrale delle collezioni. L’esposizione del Museo fu realizzata in tre piani riproducendo l’ordine naturale: il primo piano ospitava la sezione zoologica e di anatomia umana, il secondo il mondo vegetale con gli erbari ed il terzo la sezione scientifico-astronomica.
Il nome Spècola deriva dal termine latino Spècula (guardo, osservo);  infatti, il granduca Pietro Leopoldo fece costruire sul tetto anche l’osservatorio astronomico e la stazione meteorologica. E nel torrino del Museo è collocata una delle meraviglie della Specola: la Sala delle Cicogne. Negli ultimi settant’anni è rimasta aperta solo per alcune settimane nel 2009, ma adesso si parla di aprirla regolarmente al pubblico. La sala ha varie particolarità. Si trova sotto la parte più alta del torrino ottagonale fatto costruire tra il 1780 e il 1789 dal Granduca come osservatorio astronomico (vedute panoramiche dal torrino: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2012/12/veduta-di-firenze-dal-torrino-de-la.html ). Il nome della sala deriva dalla presenza di coppie di cicogne scolpite in volo che sorreggono i pilastri. Giuseppe Antonio Slop, astronomo trentino e docente in Toscana (1740-1808), che realizzò l’ambiente, scelse questo animale in quanto simbolo della conoscenza, ed inoltre perché due angoli delle pareti della sala sono posizionati sulla direttrice sud-nord e le cicogne sono solite migrare proprio lungo le rotte sud-nord e nord -sud.
Sul pavimento della sala un prezioso tesoro scientifico: una meridiana filiare realizzata con una linea metallica (ne esistono solo altri due esempi al mondo, a Bologna e a Budapest), che regola ora e calendario, mentre una fascia di marmo riporta anche i segni zodiacali. E’ del 1784. Da un’apertura praticata nell’angolo meridionale della sala (foro gnomonico) entra un raggio del sole che si riflette sul pavimento. Man mano che ci avviciniamo alle ore 12 il riflesso si approssima alla meridiana fino a sovrapporsi alla linea metallica alle ore 12 precise. Alle estremità della meridiana vi sono due dischi metallici, quello più lontano dalla fessura, è a forma ellittica ed il riflesso del raggio del sole si sovrappone qui perfettamente a mezzogiorno del solstizio d’inverno (22 dicembre). Invece, il disco più vicino alla fessura ha la forma di un piccolo punto e qui il riflesso del raggio del sole si sovrappone alle ore 12 del solstizio d’estate (22 giugno), quando il sole si trova al suo zenit.
Infine nella sala è presente anche un dispositivo su binario su cui scorre un telescopio in asse con la linea meridiana utilizzato per le osservazioni notturne (quarantale).
RDF

Museo della Specola - la sala delle Cicogne
Museo della Specola - la sala delle Cicogne
Museo della Specola - Sala delle Cicogne: la Meridiana
Museo della Specola - il Torrino

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