giovedì 9 agosto 2018

Quartiere di Rifredi

“[…] In una pubblicazione della sezione del PCI di Rifredi del 1956 viene fatta una minuta analisi delle caratteristiche della zona. <<Il centro urbano – dice la relazione- comprende una rete di 30 strade, ma in realtà è assai più vasto poiché presenta coesione omogenea con la zona di confine delle Panche, del Ponte di Mezzo, delle Tre Pietre e del Romito Vittoria.
La popolazione di queste zone converge abitualmente al centro di Rifredi […]>>.
Risultavano, secondo l’analisi del rapporto, molte medie aziende, di alcune delle quali vi erano riportati gli addetti: la più grande, ovviamente la Galileo, aveva, fra operai e impiegati, 2570 lavoratori, la Muzzi 77, la Superpila 405, la Gabrielli 11, la Frilli 14. Seguivano poi (ma manca il calzificio Passigli, che pure ebbe nella zona una sua storia aziendale e industriale), senza indicazione di quanti fossero i lavoratori impiegati, la Fonderia Marinelli, la Manetti&Roberts, la Selt-Valdarno, la Di Grazia, la Tipografia Conti, l’Ospedale di Careggi, la Resisto. […] i negozi della zona accuratamente conteggiati: 24 di abbigliamento, 73 di generi alimentari, 16 bar, mobilifici e arredamento 11, 2 farmacie, 3 cinema (ma 2 estivi), 2 edicole, 3 trattorie. Di centri ricreativi la relazione ne cita solo due, quelli della Flog, organizzazione interna degli operai della Galileo, e la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi . […]”
 (Tratto da: C’era una volta (e c’è ancora) una Casa del Popolo, Andrea Mugnai, 2001)

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