domenica 25 giugno 2017

Via dell'Agnolo: l'ex casa del fascio Foto di Francesco Baciocchi

L'ex casa del Fascio di Firenze, oggi sede dell'Ufficio tecnico erariale, si trova in via dell'Agnolo 80. L'edificio occupa un intero isolato delimitato ad ovest dalla via Verdi, a nord dalla via dell'Ulivo, ad est dalla via dei Pepi ed a sud dalla via dell'Agnolo. Il volume compatto emerge nel tessuto articolato e minuto del popolare quartiere di Santa Croce, differenziandosene fortemente e costituendo inevitabilmente, assieme alle Poste ed agli edifici adibiti ad attività direzionale e scolastica sulle vie Pietrapiana e dell'Agnolo, un elemento di estraneità.
Storia
L'edificio fu commissionato come sede del gruppo rionale "Dante Rossi" all'architetto Raffaello Fagnoni dalla federazione fascista dopo che questa aveva acquistato dal comune di Firenze, nel 1938, un lotto di proprietà del Comune nel quartiere di santa Croce, in corso di risanamento.
Il progetto, completamente definito nel dicembre dello stesso anno, si uniformava al Regolamento che accompagnava il piano di ricostruzione disposto dall'Ufficio Tecnico e prevedeva che: l'edificio fosse costituito di due corpi distinti, in modo da conservare la preesistente via Rosa; la maggior parte dell'area (1490 m2. su un totale di 2600) fosse destinata a giardino; i fronti si allineassero lungo strada seguendone l'andamento (da qui il fronte convesso su via dell'Agnolo); l'altezza non superasse i 14 metri. Il complesso presenta dunque un impianto ad "U" articolato in due diverse parti: la prima (asse via Verdi-via dell'Agnolo) ha tre piani fuori terra e facciate rigorosamente simmetriche scandite da un ritmo regolare di finestre riquadrate in pietra; in essa si trovano le sale e gli uffici: la seconda (asse via dei Pepi) si sviluppa su unico piano ed è caratterizzata da una teoria di porte sovrastate da luci quadrate sulla via dell'Agnolo, da finestre ed oblò sulla via dei Pepi; in essa erano previsti il cinema-teatro e la palestra.
La costruzione
I lavori del primo lotto (ali su via Verdi e via dell'Agnolo) furono appaltati nel gennaio del 1939; le demolizioni vennero avviate il 13 gennaio dello stesso anno ed i lavori ebbero inizio il 14 febbraio, appena terminata la tramvia nelle vie dell'Agnolo e Verdi. La costruzione procedette con estrema celerità, tanto che nel marzo erano già costruiti gli scantinati, nel maggio si innalzarono le strutture del piano terra e nell'agosto si iniziò la copertura. L'edificio venne inaugurato il 21 aprile 1940 alla presenza del ministro Alessandro Pavolini[1].

Nell'occasione l'edificio venne segnalato dalle cronache cittadine per lo stile "dignitoso, di chiaro sapore fiorentino" e per "l'aspetto grandioso, pur nelle linee semplici e moderne".

L'ampliamento Modifica
A seguito dello scoppio della guerra, e della mutata situazione politica, non si dette avvio alla costruzione del secondo lotto (palestra-cinema) e l'edificio mutò la propria destinazione d'uso.
Questo venne trasformato in nuova sede dell'Ufficio tecnico erariale a partire dal 1955 e sin da questa data si rese necessario ampliarlo per poter accogliere gli uffici del Centro meccanografico catastale e delle visure per il pubblico.[...]"
(Da Wikipedia)

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