mercoledì 29 marzo 2017

La Firenze antica nelle pagine di Mary McCarthy

“[…] Nell’anno 1304 vi fu un avvenimento spettacolare che ancora una volta fu visto come un <<giudizio>>. Era stata annunciata una rappresentazione dell’inferno presso il ponte alla Carraia, in un teatro allestito con barche sul fiume; c’erano fiamme, anime nude imploranti pietà, demoni maggiori e diavoli con i forconi. Sovraccarico di spettatori che si erano assiepati per assistere allo spettacolo, il ponte crollò e tutti o quasi annegarono, così si diceva dopo a Firenze che chi era andato a vedere l’inferno aveva ottenuto quello che cercava.
Quasi due secoli più tardi, savonarola predicando in Duomo terrorizzò i suoi uditori con una serie di realistici sermoni sull’Arca di Noè. Pico della Mirandola, il poeta e filosofo platonico, descrisse la predica sul Diluvio, da lui udita il 21 settembre del 1494. Cominciava con la citazione: <<E guardate che io, perfino io, porto un diluvio di acque sulla terra>>. Savonarola lo gridò a voce altissima, terribile, come un tuono, appena salito sul pulpito, mentre un brivido freddo correva per le ossa di Pico […]. Lo stesso giorno, come una profezia cupa fattasi trasparente, giunse a Firenze la notizia che un torrente di truppe straniere aveva inondato l’Italia. Erano le truppe del re francese Carlo VIII. […].”
(Mary McCarthy, Le pietre di Firenze, 1956)

Nessun commento:

Posta un commento