lunedì 19 dicembre 2011

Piazza del Limbo e le antiche terme romane

Articolo Pubblicato su Firenze Informa novembre 2011
Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Percorrendo Borgo Santi Apostoli e giunti a metà del suo tracciato, notiamo aprirsi un piccolo spazio, è piazza del Limbo. Il nome deriva da un piccolo cimitero che qui, fuori le mura cittadine, fu presente fino all’anno Mille, ed in cui venivano seppelliti i bambini che erano morti senza ricevere il sacramento del Battesimo e pertanto secondo la tradizione cattolica sarebbero finiti nel Limbo. Nell’aprile del 2007 la Commissione teologica interna della Chiesa cattolica ha stabilito che il Limbo non esiste, ma è semplicemente una interpretazione riduttiva che si è voluta dare nei secoli al concetto di salvezza (lo stesso Dante nella Divina Commedia descrive il Limbo quale luogo che ospita le anime non battezzate). Intorno all’anno Mille il cimitero fu dismesso ed al suo posto sorse la Chiesa dei Santi Apostoli, che diede il nome al borgo che fino al Duecento rimase fuori la cinta muraria, la piccola chiesa è conosciuta anche come il “Vecchio Duomo”, infatti è l’edificio tra i più antichi della zona. La leggenda vuole che chiesa sia stata inaugurata da Carlo Magno alla presenza dei paladini Rolando e Uliviero e del vescovo Turpino, come ricorda una scritta in latino posta a sinistra della facciata della chiesa, ma le date non corrisponderebbero alla realtà.


Piazza del Limbo
Piazza del Limbo, la lapide che cita Carlo Magno

La chiesa è in stile romanica e ha subìto modifiche nei secoli successivi. Il suo interno è ricco di capolavori alcuni dei quali furono seriamente danneggiati dall’alluvione del 1966, ad esempio i quadri del Vasari e dell’Orcagna ed il tabernacolo di Giovanni della Robbia che è posto nell’abside, sul lato sinistro. Nella chiesa si ospitano alcune pietre provenienti dal Sacro Sepolcro di Gerusalemme, condotte a Firenze da Pazzino de’ Pazzi in seguito alla Crociata del 1099. Per molti secoli queste pietre furono utilizzate per accendere il fuoco per lo scoppio del carro. La Chiesa fu un luogo caro ai crociati che prima di partire per la Terra Santa si recavano qui per ricevere la benedizione. Al numero 1 della piazza, la canonica, un tempo palazzo Altoviti, lo stemma della nobile famiglia è rimasto sul portale.
Sulla piazza è presente anche  un edificio che riporta sulla propria facciata la scritta BAGNI NELLE ANTICHE TERME. Nel 1826 Antonio Peppini incaricò l’architetto Telemaco Bonaiuti di realizzare in questa area un edificio termale,  che prese il nome di Bagni Peppini, oggi non più attivi, nella stessa zona dove in antichità, nella Firenze romana sorgevano le terme; non a caso la strada parallela è, per l’appunto, Via delle Terme. Delle antiche terme romane non vi sono oggi resti visibili in superficie, furono distrutte prima dalle invasioni barbariche e poi dalle ricche famiglie fiorentine che utilizzarono, come era usanza a quel tempo, le antiche pietre romane per erigere le loro case-torri che sono numerose lungo Borgo Santi Apostoli.
Una curiosità, sulla facciata del palazzo Peppini vi è una scritta in cui si ricorda che Peppini, nel 1826 chiese ed ottenne l’autorizzazione edilizia per chiudere dei vicoli a fianco dello stabilimento, distruggendo così  definitivamente alcuni passaggio medievale.
RDF

Piazza del Limbo - Borgo S.S. Apostoli, i Bagni Peppini
La targa che ricorda la chiusura dell'antico vicolo

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