sabato 4 aprile 2020

Villa Arrivabene

“[…] Villa Arrivabene risale al periodo medievale ed ebbe, nel corso del tempo, moltissimi proprietari. Nel 1427 appartenne alla famiglia dei Gianfigliazzi, nel 1503 fu acquistata dai Soderini. Fu ampliata con altri terreni, confinanti con i poderi già in possesso della villa, e la proprietà fu chiamata “orto de’ Soderini“ o “il Giardino“. Nel 1615 fu acquisita da Bartolomeo Bourbon del Monte, Marchese di Piancastagnaio. Con la famiglia Bourbon del Monte, Villa Arrivabene si presentava così: un lungo viale alberato conduceva all’ingresso (lato di via Scipione Ammirato) di un grande palazzo con stanze destinate agli ospiti e con un salotto denominato “salotto giallo“, dal quale era possibile ammirare il giardino a sud della casa. C’erano anche un salone per i pranzi, un grande camino di marmo, le cucine che si trovavano nell’ala orientale che fu demolita nel 1951, le cantine, la scuderia e un ampio cortile. Il primo piano era destinato agli ambienti più importanti, ricchi di dettagli e decori, mentre il secondo era adibito alle stanze della servitù. […] Nel 1864 Emilio Fiorini, ricco commerciante, decise di acquistarla poi di restaurarla. Villa Arrivabene passò poi alla figlia che si sposò con il conte Silvio Arrivabene Valenti Gonzaga, da cui deriva l’attuale nome. Nel 1941, riconosciuta l’importanza storica dell’edificio, fu vincolata dal Ministero per l’educazione nazionale mediante provvedimento notificato  Emilio Arrivabene, figlio di Virginia e proprietario dello stabile.
[…] I Bourbon del Monte fecero realizzare uno stanzone per gli agrumi per raccogliervi le piante coltivate. Si contavano ben 153 piante di agrumi. Il giardino era splendido, racchiudeva tante verità di fiori e contava la presenza di salice, pergole di uva e alberi da frutto. Il tutto veniva irrigato attraverso conduttore conduttore di terra cotta da canne di piombo.”
(Tratto da: Valentina Veneziano, Il Reporter, settembre 2016)

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