lunedì 6 giugno 2016

La Firenze descritta da Mary McCarthy (continua.....)



“[…] Come nelle antiche città-stato, nella Repubblica Fiorentina religione e politica erano identiche o quasi; i santi erano eroi civici, sotto la cui protezione ed esempio la città combatteva. Ciò era normale per le città-stato medievali, ognuna delle quali aveva i propri patroni (ovvero la propria religione). I veneziani si radunavano al grido di <<San Marco>>, i lucchesi a quello di <<San Martino>>, e i fiorentini a quello di <<San Giovanni>>. Con una propria religione, e propri santi patriottici, i fiorentini, come i veneziani, avevan ben poco timore del papa e furono sottoposti a interdizione e scomunica; a un certo punto Firenze, agendo tramite i vescovi di Toscana, fece voltafaccia e scomunicò il papa. La lapide posta su Palazzo Vecchio durante l’assedio di Firenze nel 1529, Jesus Christus, Rex Florentini Populi S. P. Decreto electus, asseriva una indipendenza assoluta, non solo dai governanti mondani, ma da qualunque potere spirituale che non fosse Cristo. Questa pretesa a essere la città di Dio, la nuova Gerusalemme, era già implicata nella molteplicità di immagini e cariatidi scolpite per la città e per i posteri dagli scultori fiorentini. […]”
(Mary McCarthy, Le pietre di Firenze, 1956)

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