giovedì 4 luglio 2019

L'arte fiorentina nel castello di Wawel di Cracovia

Il Castello - Foto di Roberto Di Ferdinando
Wawel è il castello cittadino di Cracovia, in Polonia. Costruito intorno all’X secolo, fu ampliato dalla famiglia reale Jagellone nel XIV secolo, che volle dargli un aspetto architettonico gotico. Per tale compito fu chiamato un architetto ed artista toscano: Bartolomeo Berrecci, di Pontassieve. “[…] Berrecci si formò a Firenze frequentando la bottega di Giuliano da Sangallo per poi trasferirsi, intorno al 1506 a Roma, conobbe Michelangelo e, probabilmente, lavorò alla rifinitura della tomba di Giulio II.
Dal 1516 in Polonia, su invito del vescovo Jan Laski, dove fece fortuna - e un ingente patrimonio - e creò un laboratorio di scultura in pietra insieme a un gruppo di artisti italiani fra cui Nicola Castiglione, Bernardino di Gianotis e Giovanni Cini.
Berrecci fu artista apprezzato alla corte reale di Wawel - nella cattedrale realizzò tra il 1519 e il 1533 la cappella di Sigismondo I considerata la maggiore opera del Rinascimento italiano in Polonia 
[…] (tratto da: Bartolomeo Berrecci da Pontassieve. Un genio del Rinascimento tra arte e filosofia , di L. Cappelletti, Polistampa).
La famiglia reale Jagellone, fu anche appassionata collezionista di arte, ovviamente anche di quella italiana. Oltre a dipinti e ceramiche provenienti dalla penisola italiana, spicca in quasi ogni sala degli appartamenti reali ed in quelli governativi del castello, il mobilio fatto da artigiani fiorentini. In particolare eleganti sedie e ricche e intarsiate cassapanche che i sovrani polacchi nel Quattrocento commissionarono ai maestri artigiani di Firenze.
Roberto Di Ferdinando

cappella di Sigismondo I



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