sabato 29 giugno 2013

La carrucola del Duomo

Testo di Roberto Di Ferdinando

Alcuni numeri della cupola del Brunelleschi possono farci pensare quanto ardito fu il progetto dell’architetto fiorentino e quanto speciale, per il periodo, fu il cantiere per realizzare la copertura del coro del Duomo: la cupola è alta dal suolo 107 metri (compresa la lanterna) e svetta sopra il tamburo di 35,50 metri ed il suo peso è stimato in circa 37.000 tonnellate. Visti questi numeri e la particolarità della struttura, e se pensiamo alla grandezza del  cantiere ed al fatto che i materiali per la costruzione della cupola dovevano essere issati a queste altezze, l’opera finale acquista ancor di più una sua eccezionalità. Brunelleschi lavorò alla progettazione ed alla realizzazione della cupola dal 1420 al 1436, e studiò e fece realizzare anche tutti gli strumenti per poter trasportare ed alzare i materiali di costruzione. Inventò, grazie ad i suoi studi giovanili sulla meccanica dell’orologeria (per dieci anni il giovane Brunelleschi fu abile orefice), delle gru che grazie ad una serie di ingranaggi, azionati dal passo di due cavalli legati a un albero verticale, permettevano di issare con il minimo sforzo pietre e mattoni. Non solo, mise a punto un’impalcatura aerea che si innalzava gradualmente e che partiva da una piattaforma lignea posta all’altezza del tamburo. Fu sua anche l’idea di allestire una mensa sulle alte impalcature del cantiere per evitare così che gli operai dovessero scendere per mangiare e quindi ottimizzare il tempo dei lavoratori, ma anche limitare, nello scendere e salire, i rischi di infortuni gravi, inoltre, sempre per rendere più sicuri i movimenti, allestì l’illuminazione su scale, ponteggi e passaggi. Inoltre i ponteggi  erano dotati anche di raccoglitori e scoli per l’acqua oltre a fessure ed aperture per renderli più elastici ed opporre così meno resistenza a venti e tremori limitando i rischi di crolli o spaccature.
Brunelleschi affrontò anche una sorta di sciopero nel cantiere. Infatti, gli operai incorciarono le braccia per chiedere migliori condizioni di lavoro. L’architetto non si scompose ed ingaggiò operai lombardi, esperti nella costruzione di cattedrali, i poveri muratori fiorentini furono costretti così a far rientrare il loro sciopero ed ad accettare anche una riduzione del loro salario.
Il Museo dell’Opera del Duomo conserva numerosi strumenti e riproduzioni degli argani utilizzati nel cantiere. Ma alcuni si possono osservare sia dentro che fuori dalla Cattedrale:  due argani di legno spiccano sotto le volte centrali di due dei quattro matronei, all’esterno delle pareti del coro, mentre  esternamente, alla base del tamburo, lato via Calzaiuoli, in una nicchia è possibile vedere una carrucola in legno che originariamente, insieme ad altre, erano utilizzate per rinforzare la struttura di ponteggio interni su cui sarebbe stata posata la cupola.
RDF

Si veda anche:
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2012/11/brunelleschi-guarda-la-sua-cupola.html
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2012/09/la-miniatura-della-cupola-del.html
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/08/la-gabbia-dei-grilli.html
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/07/la-caduta-della-lanterna-del-duomo.html
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/01/la-testa-di-mucca-sulla-fiancata-del.html
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/03/via-dei-servi.html

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