mercoledì 25 aprile 2012

Porta San Gallo e la storia d’amore del re danese

Testo e foto di Roberto Di Ferdinando


Porta San Gallo - lato nord

Porta San Gallo - lato sud
In Piazza della Libertà a memoria dei secoli passati sono rimaste intatte due testimonianze storiche: il settecentesco arco, eretto per accogliere il 19 gennaio 1739 l’ingresso in città dei Lorena, i nuovi signori del Granducato dopo la fine della dinastia de’ Medici, e la porta duecentesca di San Gallo. Infatti, nel Medioevo questa zona di Firenze  era chiamata San Gallo; tale nome deriva da una piccola chiesa del Duecento, oggi non più esistente, la prima a ospitare in Firenze i frati francescani, presente in questa area e che era stata dedicata al santo irlandese eremita.  Chiesa che inoltre serviva come luogo di culto ai pellegrini che alloggiavano nel vicino ospedale, allora collocato dove oggi sorge il Parterre. Infatti, questa zona era di transito per i pellegrini che si muovevano da o per Bologna ed entravano in città attraversando la porta e percorrendo la via, appunto, via San Gallo, denominazione di fatto che è rimasta fino ai giorni nostri.
La chiesa e l’ospedale erano modeste costruzioni e nel Quattrocento caddero in rovina, tanto che Lorenzo il Magnifico incaricò l’architetto e scultore fiorentino Giuliano Giamberti (1445–1516) di dare nuovo splendore a questi due edifici e alla zona. Il lavoro di Giamberti fu talmente elegante ed apprezzato che da quel momento fu conosciuto come Giuliano da San Gallo.
La chiesa e l’ospedale però non ebbero vita lunga, infatti furono abbattute durante l’assedio francese alla città (1529-30) per porvi delle strutture difensive, mentre l’intervento ottocentesco del Poggi con la creazione della piazza con i loggiati ed infine la costruzione durante il fascismo del Parterre, nato come luogo di aggregazione, cancellarono definitivamente il lavoro di Giuliano da San Gallo.
Di quell’antico spazio rimane oggi solo la Porta San Gallo.  Fu costruita nel 1285 per volere del Capitano di parte Guelfa, Rolandino da Canossa, come ricorda la piccola iscrizione posta sulla facciata settentrionale, mentre sui lati della stessa sono posti due leoni in pietra di Parte Guelfa (Marzocchi), all’interno una lunetta affrescata riproduce la Madonna e santi. Ma sicuramente da notare è la targa affissa proprio sopra l’arco d’ingresso della porta, che ricorda il passaggio in città nel 1708 del Re Federico IV di Danimarca, durante il quale il sovrano fu protagonista di una curiosa storia. Nel 1691 Federico di Danimarca, non ancora re, visitava Lucca, dove conobbe e s’innamorò, amore ricambiato, della nobile Maria Maddalena Trenta. Ma ben presto Federico fu richiamato in patria lasciando sola la bella Maria Maddalena e l’aspirato matrimonio non avvenne. Federico divenuto sovrano di Danimarca, non aveva dimenticato il suo amore, tanto da farle pervenire in dono un proprio ritratto con una cornice di brillanti. Ma Maria Maddalena nel frattempo, dolorante per le pene di amore, aveva scelto di entrare nel Monastero di Santa Maria Maddalena de’Pazzi a Firenze, come suora di clausura. Quindi, Federico saputo della notizia, giunto in Toscana per questioni diplomatiche, volle giungere a Firenze in visita ufficiale e chiese di poter rendere visita a suora Maria Maddalena, nonostante questa fosse monaca di clausura. Per non fare uno sgarbo al sovrano del nord, l’arcivescovo Tommaso della Gherardesca e la badessa del convento acconsentirono all'incontro. L’incontro avvenne in un pomeriggio e si concretizzò in una breve conversazione sulla religione cattolica cristiana e quella protestante, con Maria Maddalena che, probabilmente istruita dai suoi superiori, propose al sovrano di convertirsi alla fede cattolica. Qualche giorno dopo il re, prima di partire donò al monastero di Santa Maria Maddalena de' Pazzi la somma di cinquecento ungari d'oro.
Per ulteriori informazioni su Piazza della Libertà:
http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/01/piazza-della-liberta-arco-e-porta.html
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Porta San Gallo, l'iscrizione sulla facciata che ricorda Rolandino da Canossa
Porta San Gallo, lapide sopra l'arco che ricorda la visita del Re Federico IV di Danimarca
Porta San Gallo, la lunetta interna affrescata

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