domenica 27 febbraio 2011

Via della Pergola ed il suo teatro

Articolo Pubblicato sulla rivista Firenze Informa nel 2005
Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Alla destra dell’ingresso principale del Teatro della Pergola, al numero 12 di via della Pergola,  una targa ricorda che la sera del 14 marzo 1847 Giuseppe Verdi diresse la rappresentazione del Macbeth. Il maestro di Busseto, infatti, invitato personalmente dal Granduca Leopoldo II, per l’occasione musicò il dramma di Shakespeare, presentandolo quella sera in prima assoluta. In tal maniera anche Giuseppe Verdi contribuì ad aumentare il prestigio di questo teatro che oggi, tra quelli in attività, è uno dei più antichi.

Il teatro della Pergola nasce infatti nel Seicento grazie all’iniziativa dell’Accademia degli Immobili (già Accademia dei Concordi e costituitasi nel 1644). L’Accademia, nata sotto la protezione dei Medici,  si componeva di numerosi nobili, tra cui Antonio Ricasoli e Piero Strozzi, e presieduta dal cardinale Giovan Carlo, fratello di Ferdinando II dei Medici. I fini dell’Accademia erano artistici e culturali, interessandosi infatti alla pratica di discipline diverse ed allo studio di più materie:   musica, matematica, recitazione, lettura e rappresentazione di commedie. I luoghi di ritrovo degli accademici furono, prima gli spazi in via del Parione, poi lo stanzone, trasformato in sala di recitazione, in via del Cocomero, oggi via Ricasoli, ma queste soluzioni non erano adatte alle esigenze dell’Accademia. Così, tramite l’interessamento del Cardinale, fu affittato un ampio ambiente fino ad allora ospitante un tiratoio di proprietà dell’Arte della Lana. In quel periodo infatti nella zona si concentravano le botteghe per la lavorazione della lana, da cui traggono origine i nomi di via della Pergola e della vicina via della Colonna.  Le pergole infatti erano quelle che ricoprivano, ingentilendoli, gli orti e gli spazi verdi che si distendevano dietro i laboratori degli artigiani della lana e presso cui si svolgeva una parte della loro lavorazione. Le colonne invece erano i pali che, sorreggendo le numerose tettoie poste sopra i vari tiratoi, caratterizzavano questi luognhi.
I lavori del teatro, su progetto dell’architetto Ferdinando Tacca, furono avviati nel 1656 e conclusi nel 1661, in tempo per ospitare alcuni degli eventi celebrativi delle nozze di Cosimo III con Margherita d’Orleans.
Il teatro, in struttura lignea, aveva un ampio palcoscenico e esibiva tre ordini  di palchi sorretti da una ampia loggia, che ne fecero il primo esempio architettonico di teatro “all’italiana”, mentre una serie di stanze e cortili rendeva l’ambiente insonorizzato dalle strade vicini. Poteva accogliere fino ad oltre mille persone, ospitati nei palchi e nella loggia aperta sulla platea, qui gli spettatori si sedevano su delle panche fisse ed in due settori distinti in modo da separare  il pubblico maschile da quello femminile. Al centro della sala vi era invece l’area riservata ai componenti più illustri dell’Accademia.
Nei suoi primi anni di attività il teatro fu utilizzato esclusivamente dalla corte per celebrare proprie manifestazioni e ricorrenze o rappresentare esclusivi eventi artistici. Solo nel 1718, quando l’Accademia riscattò la proprietà del teatro dall’Arte della Lana, l’ingresso alle attività teatrali fu permesso anche al pubblico pagante.
Nel 1804 il teatro fu dotato di un Saloncino (tutt’oggi presente ed attivo con spettacoli teatrali, proiezioni video, concerti, conferenze culturali e didattiche), mentre nel 1814 ospitò una sontuosa festa per celebrare il ritorno del granduca Ferdinando III, dopo la parentesi napoleonica, durante la quale il teatro aveva preso temporaneamente il nome di Imperiale.
Nell’Ottocento la Pergola ampliò la sua attività al canto, alla danza ed all’opera, allestendo programmi di alta qualità, con opere di Bellini, Donizetti, Verdi, Rossini, Pacini, Ricci, ecc...
Dal 1925 il teatro della Pergola è monumento nazionale e dal 1942 è di proprietà dell’Ente Teatrale Italiano.

l'ingresso del teatro della Pergola
Sopra l'ingresso del teatro la lapide che ricorda la prima assoluta del Macbeth diretta da Giuseppe Verdi





Nei secoli il teatro è stato più volte ristrutturato, ma senza perdere quegli aspetti architettonici propri del teatro all’italiana. Nel settecento le strutture lignee furono infatti sostituite da quelle di muratura, mentre nell’ottocento l’architetto Gaetano Baccani lo arricchì intervenendo sull’ingresso, il vestibolo al teatro, il caffè e il foyer, dandogli quel aspetto elegante che oggi possiamo continuare ad ammirare.
Chi dovesse passare per via della Pergola non si dimentichi però di soffermarsi anche presso il numero civico 59 e leggere la lapide apposta sul palazzo. Questa ci ricorda infatti che in quegli ambienti Benvenuto Cellini realizzò il Perseo e qui morì nel 1471.
RDF

Via della Pergola, il laboratorio di Benvenuto Cellini

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