mercoledì 10 ottobre 2012

Il Negroni, l’aperitivo italiano più famoso nasce a Firenze

Testo di Roberto Di Ferdinando

Il Negroni è il più famoso aperitivo italiano, ed è a base di gin, bitter Campari e Vermuth rosso, dall’inconfondibile colore arancione. Nacque a Firenze negli anni Venti, presso il Caffè Casoni di via de’Tornabuoni, che successivamente divenne Caffè Giacosa ed oggi  Just Cavalli Caffè (da Roberto Cavalli, il famoso stilista fiorentino che ne è diventato proprietario come dei locali adiacenti che ne ospitano il negozio di abbigliamento). In quegli anni era solito frequentare il Caffè Casoni, il conte Camillo Negroni, di origini fiesolane, che spesso si  intratteneva nel locale prima di cena a sorseggiare il suo solito “Milano- Torino” (che successivamente, in onore di Primo carnera, prenderà il nome di “Americano”, un aperitivo a base di bitter Campari, Vermouth rosso – sebbene allora si usava il Cinzano o il Carpano - e seltz). Tra il 1919 e il 1920, Negroni, di ritorno da un viaggio a Londra, dove aveva apprezzato il gin, stanco del solito “delicato Americano”, chiese al barman del caffè, Fosco Scarselli, di rafforzare il suo aperitivo sostituendo proprio il gin al seltz. Il risultato fu: 1/3 di Gordon’s gin, 1/3 di Campari¸ 1/3 di Vermouth rosso, il tutto mescolato con una mezza fetta d’arancia ed una scorza di limone (la gradazione alcolica standard è di 28°). Il conte apprezzò tanto la modifica, che questo divenne il suo “solito”. E rapidamente tra gli altri avventori del Caffè Casoni di diffuse la richiesta dell’"Americano alla moda del conte Negroni"  che di lì a poco a Firenze, in Italia e nel mondo divenne il “Negroni”. Dato il successo e il diffuso apprezzamento del nuovo aperitivo, un imprenditore emiliano, trasferitosi a Treviso dove aveva fondato una industria di liquori, sfruttando il proprio nome, per l’appunto si chiamava Cav. Guglielmo Negroni, commercializzò con successo, l’aperitivo in bottiglia “Antico Negroni 1919”.
Ovviamente come qualsiasi prodotto di successo il Negroni negli anni ha subito imitazioni o variazioni: il Negrosky (vodka al posto del gin), il Cardinale (2/4gin, 1/4 vermouth dry, 1/4 bitter), il Negroni Seal (con doppio Vermouth), il Redhuvber (una variante diffusa soprattutto nel torinese, servito con una spruzzata d'arancia) e altre di foggia tipicamente genovese: il Negroni del Babbo (gin, bitter Campari, vermouth Carpano, succo d'arancio e angostura) e il più morbido Negroni della mamma (senza angostura), il «Negroni sbagliato», inventato a Milano al bar Basso tra il 1972 e il 1973, dove invece del gin fu aggiunto, per sbaglio, lo spumante brut, dando vita ad un altro ed apprezzato aperitivo, od ancora, il “Negroni sbagliato con il prosecco”, variante tipicamente veneta.
Comunque, al di là delle variazioni, il Negroni del conte Negroni si prepara così: prendere un bicchiere “Old fashioned” e riempirlo con ghiaccio per raffreddarlo, poi togliere l'acqua in eccesso. Aggiungervi 3 cl di gin, 3 cl di vermuth rosso dolce e 3 cl di Campari. Mescolare bene ma delicatamente. È facoltativa una spruzzata di soda water. Completare con mezza fettina di arancia da mettere sul bicchiere. Servire senza cannuccia (preparazione indicata dall'IBA, l'International Bartenders Association, l’organizzazione internazionale dei barman che ha riconosciuto il Negroni quale cocktail ufficiale).
RDF

Nessun commento:

Posta un commento