Il simbolismo della Fontana del Bacchino


Testo di Roberto Di Ferdinando

La settimana scorsa ho dedicato un post alla Fontana del Bacchino collocata nel Giardino di Boboli (http://curiositadifirenze.blogspot.it/2013/04/la-fontana-del-bacchino.html). Un racconto, quello, dal punto di vista storico, oggi, invece, tratto l’opera da un punto di vista simbolico. La fontana raffigura infatti un piccolo Bacco (fu preso a modello Morgante, il nano di corte di Cosimo I) che cavalca una tartaruga.
Per gli antichi romani, Bacco era il dio delle libagioni, spesso indicato dalla tradizione, in maniera semplicistica, come la divinità del vivere nel piacere (orge, cibo, vino..), ma invece le libagioni, simbolicamente, richiamavano la Saggezza, che inebria, che procura piacere nei sensi a chi vi si avvicina e che così ne è travolto. Tanto che la Saggezza era rappresentata con l’immagine della vite e del suo succo, da qui la raffigurazione del Bacco con in mano una coppa di vino (Saggezza/Gnosi).
La tartaruga invece, secondo la tradizione greco-romana, simboleggia l’Universo che si manifesta. Non solo, la tartaruga è anche il simbolo della Grande Opera ermetica, basata sui tre elementi chimici principali: zolfo (che rappresenta la testa della tartaruga, quindi richiama il Cielo-piano superiore), mercurio (la corazza della tartaruga, che simboleggia la Terra-piano intermedio) ed il sale (cioè il ventre dell’animale, riferimento all’Inferno-piano inferiore.
Così qui il Bacco che cavalca la tartaruga (Trono Divino), rappresenta il Dio supremo che guida la sua creazione (l’Universo).
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Giardino di Boboli - Fontana del Bacchino (immagine tratta da: http://www.summagallicana.it)

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