lunedì 2 gennaio 2012

L’Arco de’Pecori

Testo e foto di Roberto Di Ferdinando



La veduta della foto qui sopra, oggi è possibile ammirarla da via de’Pecori (la strada che unisce via de’Vecchietti  con piazza San Giovanni). Ma fino a 120 anni fa, percorrendo via de’Pecori (allora si chiamava via dei Buoni, dal cognome di una famiglia che vi risiedeva)  non era possibile osservare questo scorcio della piazza e del Duomo, infatti la strada finiva, all’altezza dell’attuale palazzo vescovile, con un profondo arco, per l’appunto l’Arco de’Pecori che permetteva l’accesso alla piazza, ma ne occludeva la veduta. Sotto questa volta si svolgeva il mercato di frutta e verdura. Con il “risanamento” del centro, intorno al 1890, fu abbattuto il ghetto ed al suo posto furono realizzati piazza della Repubblica, i portici ed i palazzi limitrofi, tale nuovo assetto urbano previde la distruzione dell’arco garantendo così l’attuale visuale sulla piazza e sul Duomo.
Via de’Pecori prende il nome da una un’antica famiglia fiorentina che aveva qui il proprio palazzo, il suo capostipite fu Dino di Giovanni di Ildebrandi, detto il “pecora”, da cui il cognome della famiglia, facente parte, nel 1296, dell’Arte dei beccai (macellai). Nei secoli successivi la famiglia divenne ricca e potente, si estinse nel 1785, con la morte di Costanza, vedova Giraldi; e da quel momento i Pecori furono uniti ai Giraldi, oggi esiste in zona di piazza Beccaria, il lungarno Pecori-Giraldi.
RDF

4 commenti:

  1. Roberto Carfagni2 novembre 2012 00:34

    Ho rintracciato una antica foto dell'Arco dei Pecori presso l'archivio Arcivescovile a seguito di alcune ricerche che riguardano i miei antenati,infatti prima degli sventurati risanamenti del vecchio centro,in quel punto,dalla via Borgo San Lorenzo,fino all'attuale via Roma,esisteva la via dell'Arcivescovado e il palazzo vescovile era quasi a ridosso dell'abside del battistero.Quest'ultima, che in origine era tonda come tutte le absidi romaniche,fu "squadrata" come si vede oggi, nel 1220 circa per far passare i carri.Poi nel 1895 fu demolito e indietreggiato,come si vede oggi il palazzo Vescovile,con inoltre la demolizione della torre dei Visdomini (?)e altri danni del genere.Qundi scomparse la via dell'Arcivescovado,l'arco dei Pecori che oggi sarebbe stato caratteristico e un piacevole insieme con il Duomo e tutta la piazza e anche l'arco della Paglia,che era all'angolo tra via cerretani,e sempre a ridosso del palazzo vescovile.Altri archi nel corso dei secoli sono andati distrutti,per es. l'Arco in via Del Prato e l'Arco al ponte s, Trinita.

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  2. Grazie per la su acondivisione. Mi farebbe piacere, se fosse d'accordo e fosse possibile, pubblicare la foto su questo post, per completare le informazioni. Può spedirla al mio indirizzo mail:
    roberto.diferdinando@tin.it .
    Grazie ancora e serenità
    RDF

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    1. Roberto Carfagni3 novembre 2012 00:33

      Cercherò di procurarmela tornando nell'archivio Arcivescovile,perchè è in un volume di proprietà stessa dell'archivio,e a suo tempo non mi fù possibile avere una copia.
      Appena in possesso,se sarà possibile averla,non mancherò di spedirla preso il suo indirizzo.
      Distinti saluti R.C.

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  3. Vivi Morales Fazzini10 dicembre 2012 09:30

    Ha sido interesante leer sobre la familia Pecori ya que mi bisabuelo era Silvio Fazzini Pecori y por lo que sabemos su familia materna era de Florencia.
    Saludos desde Chile

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