giovedì 2 novembre 2017

La “Cesare Alfieri”

Cesare Alfieri
“Nel novembre 1875 un piemontese trapiantato a Firenze, Carlo Alfieri di Sostegno, prese l’iniziativa di creare una Scuola di scienze sociali, che doveva rispondere alle necessità di formare la classe dirigente del regno d’Italia, appena costituito; una classe dirigente che fosse capace di rispondere alla sfida di portare a compimento il disegno unitario nella sua concreta realizzazione politica amministrativa.
Gli esordi furono faticosi e sorretti solo dalla tenacia del fondatore e dalla sua disponibilità a mettere a beneficio della Scuola il proprio patrimonio. Ma nel 1888 giunsero i primi finanziamenti pubblici; i diplomati ottennero l’accesso ai concorsi per la carriera diplomatica e la Scuola si trasformò in Istituto di scienze sociali “Cesare Alfieri”, dal nome del padre di Carlo, presidente del Consiglio del Regno di Sardegna. Da allora, l’Istituto di via Laura acquistò preminenza nazionale nella formazione della diplomazia italiana e dal 1925 il corso di studi divenne quadriennale, con il conferimento della laurea in Scienze politiche, sociali ed economiche.
L’istituto riuscì a mantenere la propria autonomia anche dopo il 1924, ano di nascita dell’Università degli studi di Firenze, e si tenne quindi lontano dalle imposizioni ideologiche del regime fascista fino a che, nel 1938, dovette subire l’inquadramento forzato nell’Università degli Studi di Firenze come facoltà di Scienze Politiche che, in pieno regime fascista, inaridì la sua vivacità intellettuale.
La ripresa giunse solo a partire dal 1949, grazie alla guida del preside Giuseppe Maranini, che nel corso dei successivi 20 anni seppe restituire alla “cesare Alfieri” una posizione di leadership nazionale. La Facoltà ha espresso docenti e studiosi d’avanguardia, nonché fondatori o rifondatori di discipline vecchie e nuove: dallo stesso Giuseppe Maranini, per la Storia delle istituzioni, a Giovanni Sartori, per la Scienza politica; da Giovanni Spadolini, per la Storia contemporanea, ad Alberto Predieri, per il Diritto pubblico dell’economia; da Silvano Tosi, per il Diritto parlamentare; ad Ezio Tarantelli, per la Politica economica allo stesso Mario Draghi, per l’Economia internazionale, oggi presidente della Banca centrale europea, per citarne alcuni. Da Firenze è scaturita la prima riforma degli studi politici articolati per indirizzi (giuridico, economico, storico, internazionalistico, sociologico, e politologico) che, a partire dal 1969, ha prefigurato i percorsi di studio di primo e secondo livello definiti poi del cosiddetto “tre più due”, divenuta operativa nell’a.a. 2001/2002. […]”
(Sandro Rogari, “Guida alla Scuola di Scienze politiche Cesare Alfieri”)

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