"Firenze è una città virile...."

“[…] – Com’è possibile viverci? – Firenze è una città virile, mentre le città artistiche che sollecitano la sensiblità corrente sono femminili, come Venezia e Siena.
Al turista moderno Firenze appare irritante perché non fa concessioni al principio del piacere. Si erge squadrata e diretta, senz’aria di mistero, senza blandizie, senza ghiribizzi – senza ricami gotici o riccioli barocchi. Di contro all’Arno verdognolo, la fila ocra e grigiastra di alberghi e palazzi ha l’aria asciutta e ordinata di u reggimento disposto in riga per le esercitazioni. Le tinte cariche color melone e mandarino che si vedono a Roma, i rosa di Venezia, gli aranci di Siena, i rossi di Bologna, sono stati messi al bando da Firenze, come per decreto municipale. L’occhio passa dal mostarda, camoscio, terra cruda, giallo pallido, crema, ai severi marmi in bianco e nero del Battistero e di Santa Maria Novella, al verde cupo, bianco e oro smagliante di San Miniato. Sul Duomo e sul campanile di Giotto e sulla facciata vittoriana di Santa Croce vi sono tocchi di rosa, che danno a queste costruzioni un’aria curiosamente festiva, come se soltanto loro di fossero agghindate per un ballo. La severità generale è persino imitata dall’uccello fiorentino, che è nero e bianco – la rondine, uno scapolo, come dicono i fiorentini, vestito in smoking
[…]”.
(Mary McCarthy, Le pietre di Firenze, 1956)

Commenti