Il Diario fiorentino può considerarsi il bozzolo da cui si sviluppò una delle più ricche liriche del Novecento.
Giorgio Zampa
Nel 1898 Rainer Maria Rilke si recò a Firenze su suggerimento della sua amante e protettrice Lou Andreas-Salomé, che voleva che il giovane poeta eliminasse, con un tuffo nel mondo mediterraneo, un provincialismo e delle lacune culturali da lei giudicati inammissibili. Il Diario fiorentino, frutto del contatto con realtà profondamente diverse da quelle conosciute sino allora, non è però tanto un quaderno di riflessioni e ricordi dedicato alla donna amata, quanto un nucleo di idee e concezioni che attraversano in modo più o meno visibile tutta l'opera di Rilke e alimentano la fase estrema della sua poesia.
Giorgio Zampa
Nel 1898 Rainer Maria Rilke si recò a Firenze su suggerimento della sua amante e protettrice Lou Andreas-Salomé, che voleva che il giovane poeta eliminasse, con un tuffo nel mondo mediterraneo, un provincialismo e delle lacune culturali da lei giudicati inammissibili. Il Diario fiorentino, frutto del contatto con realtà profondamente diverse da quelle conosciute sino allora, non è però tanto un quaderno di riflessioni e ricordi dedicato alla donna amata, quanto un nucleo di idee e concezioni che attraversano in modo più o meno visibile tutta l'opera di Rilke e alimentano la fase estrema della sua poesia.

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