venerdì 12 febbraio 2021

Il Torrino di Santa Rosa

foto tratta da wikipedia.it

 “Da Via Lungo le Mura di Santa Rosa, deriva il toponimo dell'oratorio della Compagnia di Santa Rosa, annesso al soppresso monastero di Santa Maria in Verzaia, passato poi ai Guglielmiti di Sant'Antonio. L'oratorio fu posto in angolo alla cinta trecentesca di mura a ridosso del torrino di guardia (eretto nel 1324), perciò detto anche Cantone di Santa Rosa. Nel punto dove alla fine
del Novecento è stato aperto il fornice, nel 1856 era stato costruito un grande tabernacolo di forme neo-gotiche, che tuttora si ammira. La nicchia a sesto acuto protegge un grande affresco dei primi del Cinquecento, dipinto da Domenico Ghirlandaio o, quantomeno, da Ridolfo del
Ghirlandaio rappresentante la Pietà con la Madonna e i Santi Giovanni Eangelista e Maria Maddalena. […].
Al termine di questo breve tratto di mura, posto in angolo si trova, come
già accennato, il Torrino di Santa Rosa, anticamente chiamato "della
Guardia” perché guardava e difendeva la riva sinistra dell'Arno, impedendo l'ingresso alle imbarcazioni nemiche. […] Qui, proprio alla piccola torre, le mura giravano ad angolo retto e risalivano l'Arno terminando alla spalletta del Ponte alla Carraia, dove c'era il
cosiddetto "chiesino", cioè l'Oratorio di Santa Maria in Carraia, dove
Durante le festività si diceva messa. […] Il chiusino fu poi distrutto nel 1867 con la demolizione di tutto quel tratto di mura lunga la sponda sinistra dell'Arno, per costruire l'attuale lungarno Sederini. […]”
(Tratto da: Il Torrino di Santa Rosa, di Luciano e Ricciardo Artusi, il “Il Reporter” di Ottobre 2015)

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