domenica 15 novembre 2020

Il Tabernacolo monumentale delle Fonticine


 “Nel processo di ingrandimento urbanistico cui fu sottoposta Firenze nel corso del XIX secolo spicca la realizzazione di Piazza dell'indipendenza (inizialmente chiomata Maria Antonia) e dì tutto il contorno di arterie che, di fatto, costituiscono un ampio reticolo adiacente la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella.
Tra queste l'attuale Via Nazionale costituisce la fondamentale arteria di collegamento tra l'anello dei viali con lo scalo ferroviario principale della città e appare già tracciata (sia pure per il tratto tra Via Guelfa e Via Faenza) nella pianta di Firenze redatta nel 1 731 da Ferdinando Ruggieri.
Prima del 1859 la via si divideva in vari tratti con diverse denominazioni ma, con il rapido sviluppo ottocentesco del quartiere di Barbarano.
Si arrivò alla configurazione attuale per cui si intervenne con lo spostamento del fronte degli edifici determinando un ampliamento del tratto centrale antico.
Il Tabernacolo delle Fonticine di Via Nazionale che si trovava, in origine, nella vicina Via Santa Caterina d'Alessandria fu smontato e ricomposto in asse con Via dell'Ariento, sul muro esterno dell'orto del soppresso convento delle monache di S. Onofrio di Fuligno, sicuramente prima del 1847. […].
La  consuetudine di collocare le immagini sacre lungo le direttrici viarie, pur essendo molto anteriore all'età medioevale, si sviluppò enormemente anche a seguito di gravi epidemie (v. la peste del 1348) e si può affermare che, alla fine del Trecento, a Firenze non ci fosse strada o piazza in cui non si incontrasse un'immagine della Madonna, dispensatrice di grazie e carità.
Molti tabernacoli giunti sino a noi furono commissionati, oltreché da privati, dalle libere istituzioni nate per l'esercizio delle opere di pietà e carità, dalle potenti Corporazioni delle Arti e da quelle associazioni, dette ‘Potenze' che, costituitesi fin dal Duecento, avevano il compito di organizzare festeggiamenti in occasione delle  vicende cittadine. Queste brigate, composte dal popolo minuto, avevano base prettamente rionale e furono attive sino al 1629 quando, a causa di antagonismi aggressivi e di ingerenze politiche tra le loro fila, iI Granduca Ferdinando II decise, per prudenza, la soppressione.
Il Tabernacolo monumentale delle Fonticine è una costruzione complessa che ospita una grande opera in terracotta invetriata policroma realizzata da Giovanni Della Robbia nel 1522 su incarico della Potenza denominata” Reame di Beliemme'.
Il nome ‘Fonticine" deriva dalle selle cannelle che, abboccate al altrettanti protomi di cherubini modellate nel marmo, versano acqua potabile nello stretto bacile della vasca. […]”
(Tratto da: Il restauro del Tabernacolo delle Fonticine, a cura del Comune di Firenze, 2016)

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