lunedì 6 aprile 2020

Modi di dire: “Portar cavoli a Legnaia”

“L’antico borgo di Legnaia, formatosi lungo la via Pisana, distante circa tre miglia dal centro di Firenze, fin da prima del Mille era denominato Legnaria. […] Il borgo, dal 1225  detto legnaia, trae il suo toponimo dall’ammasso di legna accatastata che sin da tempi remoti ivi si faceva. I tronchi d’albero, arrivati sia attraverso la corrente fluviale, sia per strada, oltre ad aver originato il nome della selvotta località, ne consentirono lo sviluppo, dando lavoro ad artigiani legnaioli come falegnami, bottai, segatori e bobulici (conduttori di carri trainati da buoi), nonché numerosi mercanti di legname impiegato per tutti gli usi ma, soprattutto, per le costruzioni. Il borgo caratterizzato anche da orti, casette di ortolani e povera gente, era inoltre assai famosa per la produzione di ortaggi ed in particolar modo dei cavoli, tanto da generare il proverbio “Portar cavoli a Legnaia”, ad indicare l’inutilità di recare una cosa in un luogo ove la si produceva in abbondanza. […]”.
(Tratto da: I cavoli di Legnaia, di Luciano e Ricciardo Artusi, in Il Reporter, ottobre 2016)

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