giovedì 31 maggio 2018

4 giugno - ‘Il fondo e l’onda’ di Davide Puccini

‘Il fondo e l’onda’ di Davide Puccini

Il 4 giugno alla Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze Davide Puccini presenta il suo ultimo libro di poesie, ‘Il fondo e l’onda’. A illustrarlo anche due docenti degli atenei di Siena e Firenze: Stefano Carrai (Letteratura italiana) e Massimo Fanfani (Linguistica italiana). Modera Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore. Ingresso libero.

 

L’enigmatico piacere dei ricordi che riaffiorano dal passato come smossi dalle onde, con al centro le amicizie e i giochi di una volta, quasi un patrimonio di preziose istruzioni per l’immaginazione da tramandare alle giovani generazioni del nostro tempo ipertecnologico.

Può essere riassunta così l’ultima raccolta poetica di Davide Puccini, ‘Il fondo e l’onda’ (Nomos Edizioni 2016), che il critico letterario e scrittore di Piombino (12 gennaio 1948) presenterà lunedì 4 giugno alle 17 alla Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell’ateneo fiorentino (piazza Brunelleschi 3/4, ingresso libero). A illustrarla con lui ci saranno anche Stefano Carrai, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Siena, e Massimo Fanfani, professore associato di Linguistica italiana all’Università di Firenze. L’incontro sarà moderato da Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, che organizza l’appuntamento in collaborazione con la Biblioteca Umanistica.

‘Il fondo e l’onda’ è la 5^ raccolta di versi di Davide Puccini - dopo ‘Il lago del cuore’ 2000, ‘Gente di passaggio’ 2005, ‘Madonne e donne’ 2007, ‘Parole e musica’ 2010 - e rievoca il mondo della sua infanzia e in particolare i giochi di quegli anni lontani ormai a rischio di estinzione. «Fin dal titolo – scrive Alessandro Fo nell’introduzione del volume – immagini di mare, del suo mare. Ma non solo. Il “fondo” è il passato verso cui precipita ogni esperienza. L’“onda” è la forza che smuove, solleva i detriti, li agita in una danza che vale la pena seguire e rievocare. Se si vuole, l’onda è il processo del ricordare, e nel contempo è il medesimo canto poetico, che offre a quel processo un’occasione di minuta permanenza». Come sottolinea Fo, sono proprio «gli antichi giochi a svolgere un ruolo fondamentale» e «la silloge di Davide Puccini si fa anche nuova e inedita declinazione di poesia didascalica: regesto di notizie da lontani anni verdi, che si sviluppa in inventario di regole e manualetto di svaghi, ma, soprattutto, in manuale di terapia ludica, diretta o indiretta (grazie al ricordo, quest’ultima)». Così «agli aquiloni di Pascoli si affiancano questi, librati sopra i flutti: Il nostro cuore era appeso lassù / quasi a perdita d’occhio, / trasportato sopra un cocchio dorato./ […] / Quando il vento era forte e l’aquilone / appariva minuscolo, / un bruscolo disperso nell’azzurro, / mandavamo diversi telegrammi / secondo già stabiliti programmi, / ciascuno un largo pezzo / di carta resistente / con un buco nel mezzo / inserito sul filo della rocca / di solito tagliato e rincollato. / Piano piano salivano / con lento assalto: nel loro messaggio / senza parole dicevano il nostro / amore trepidante / per la sorte di un bene tanto in alto».

«Lo stile piano, costellato di rime e assonanze, di similitudini e correlativi oggettivi, dove l’oggetto esprime spesso la consonanza col sentimento, ma anche fatto di rimandi alla nostra più alta tradizione lirica, - come ha scritto Cinzia Demi - fa di questo libro una sorta di piccolo scrigno, dove trovare racchiusi, non solo i ricordi dell’autore, ma l’universo tutto di una possibilità memoriale che vale la pena di conservare anche per le giovani generazioni, che sembrano non avere più un tempo immaginifico e giocoso, ma solo tecnologico e vorticoso e alle quali – senza retorica spicciola – il lavoro di Puccini potrebbe idealmente essere dedicato».

 

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel.: 055-225074

 

Il fondo e l’onda

Il passato si perde / nel fondo irraggiungibile / che appena si intravede / attraverso l’azzurro interminato / dove tutto sprofonda, / ma all’improvviso l’onda / trascina in superficie / i detriti del tempo, / li rivela alla luce del presente / portento inaspettato.

 

Davide Puccini è nato nel 1948 a Piombino, dove risiede. Affianca all’attività di filologo e critico letterario quella di poeta e narratore. Dopo aver pubblicato la tesi di laurea con Vallecchi (Lettura di Sbarbaro, 1974), per Garzanti ha curato le opere di Giovanni Boine (1983), il Morgante del Pulci (1989) e ‘Stanze. Orfeo. Rime del Poliziano’ (1992, 2012); per la Newton il ‘Furioso ariostesco’ (1999, 20062); per la Utet ‘Il Trecentonovelle’ (2004) e ‘Il libro delle rime’ (2007) del Sacchetti; per Le Lettere le ‘Opere di Renato Fucini’ (2011). Collabora a numerose riviste, tra cui «Lingua nostra» e «Poesia».

Il suo primo libro di poesie, ‘Il lago del cuore’, è stato pubblicato solo nel 2000: il titolo combina Dante (Inf. I 19, 21) con Montale (l'espressione ricorre nell'inizio di “Tramontana” e, con leggera variazione, in “Dora Markus” 22-24). Sono seguiti ‘Gente di passaggio’ (2005), che sviluppa il tema del dolore per il lutto, su cui si imperniava la raccolta d'esordio, in una vasta meditazione lirica sulla precarietà della preziosa esperienza di ciascun uomo; e quindi ‘Madonne e donne’ (2007), una delicata rassegna di figure femminili di celebri pittori ri-prodotte nella musica del verso; e ‘Parole e musica’ (2010), in cui il ruolo di contraltare alla poesia è sottratto alle arti figurative e consegnato alla musica, soprattutto Mozart. Successivamente ha pubblicato un romanzo, ‘Il libro e l'anima’ (2015), che si serve del genere fantasy per affrontare un discorso di alto profilo morale e culturale, senza però nulla togliere al piacere della lettura. La quinta raccolta di versi, ‘Il fondo e l'onda’ (2016), rievoca il mondo dell'infanzia e in particolare i giochi di quegli anni lontani ormai scomparsi dal nostro presente tecnologico. Nel 2018 è uscito un secondo romanzo, ‘La stagione del mare’, che attraverso i dettagli della vita quotidiana delinea l'educazione sentimentale e morale di un ragazzo in una cittadina di provincia all'inizio degli anni Sessanta.

Per notizie più dettagliate si può consultare la voce che gli è stata dedicata nell’enciclopedia in rete Wikipedia.

 

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